Il 21 dicembre 2012 è stata la data del calendario gregoriano nella quale, secondo alcune credenze e profezie, si sarebbe dovuto verificare un evento, di natura imprecisata e di proporzioni planetarie, capace di produrre una significativa discontinuità storica con il passato: una qualche radicale trasformazione dell'umanità in senso spirituale oppure la fine del mondo. L'evento tanto atteso veniva collegato temporalmente alla fine del tredicesimo ciclo (baktun) del calendario maya.
Nessuna di queste credenze ha mai avuto alcun fondamento scientifico e furono più volte smentite dalla comunità geofisica e astronomica. Anche la maggioranza degli studiosi della storia dei Maya confutò queste affermazioni.Cf. sezione "Confutazioni degli studiosi degli antichi Maya".
Il calendario maya
I Maya, come altre culture mesoamericane, misuravano il tempo utilizzando un sistema di tre calendari. I giorni erano organizzati attraverso un calendario religioso rituale della durata di 260 giorni (chiamato Tzolkin), suddiviso in trecene (periodi temporali di 13 giorni) e utilizzato prevalentemente a scopo divinatorio, e un calendario solare di 365 giorni (Haab'), suddiviso in 18 periodi di 20 giorni ciascuno.Mary Miller, Karl Taube, The Gods and Symbols of Ancient Mexico and the Maya. An Illustrated Dictionary of Mesoamerican Religion, London, Thames & Hudson, 1993, pp. 48-51. ISBN 0-500-05068-6; OCLC 27667317.
I Maya non contavano gli anni; tuttavia, le date di questi due calendari erano combinate tra loro per dare luogo a cicli di 18 980 giorni (~52 anni) per un totale di 52 cicli diversi ricorrenti. Un ulteriore calendario, il cosiddetto Lungo computo, calcolava, invece, il tempo trascorso dalla data della creazione del mondo secondo la mitologia maya (che, secondo la correlazione con il calendario gregoriano seguita dalla maggior parte degli storici mesoamericani e conosciuta come correlazione di Goodman-Martinez-Thompson, corrisponderebbe all'11 agosto 3114 a.C. del calendario gregoriano).Ximena Catepillán (Millersville University), Waclaw Szymanski (West Chester University). The calendars of Maya , slide 23 e 26., American Mathematical Association of Two-Year Colleges, 2009. Questo calendario, a differenza dei precedenti, era progressivo e suddivideva il tempo in cicli non ricorrenti (b'ak'tun) della durata di giorni, suddivisi a loro volta, su base vigesimale (base 20) e base 18, in 4 ulteriori sottocicli. Il 20 dicembre 2012 è terminato il 13º b'ak'tun (12.19.19.17.19 nella notazione originale del calendario) a cui è seguito, il 21 dicembre 2012, il 14º b'ak'tun (13.0.0.0.0).
Secondo il Popol Vuh - uno dei principali documenti storici sul corpus mitologico dei Maya - il Lungo computo attuale è solo il quarto in ordine di tempo, poiché gli dei avrebbero distrutto le tre precedenti creazioni ritenendole fallimentari.Linda Schele, David Freidel, A Forest of Kings. The Untold Story of the Ancient Maya, New York, Harper Perennial, pbk reprint of 1990 ed., pp. 429-430. ISBN 0-688-11204-8; OCLC 145324300. La terza creazione fu distrutta al termine del 13º b'ak'tun (12.19.19.17.19), una data che sarebbe ritornata nuovamente alla fine del 2012. Questa circostanza, assieme a un riferimento epigrafico sul "Monumento 6" di Tortuguero - un sito archeologico maya situato nella parte sud-occidentale dello Stato di Tabasco in Messico - è stata alla base del fenomeno New Age che associava un evento di significativa discontinuità storica alla data summenzionata.
Profezie Sulla base di interpretazioni di impronta prevalentemente New Age, furono formulati due diversi scenari sulla corrispondenza di questa data: o con eventi quali la fine del mondo oppure con trasformazioni radicali del mondo stesso come l'inizio dell'Era dell'Aquario, un periodo di pace globale e profonda evoluzione spirituale. A occuparsi direttamente della fine del calendario maya furono alcuni studiosi e scrittori riconducibili al movimento New Age. Il primo di essi fu Frank Waters che nel 1975 in Mexico Mystique ipotizzò che alla fine del tredicesimo baktun il mondo sarebbe stato distrutto da una serie di catastrofici terremoti. L’anno dopo fu il filosofo Terence McKenna, uno dei più importanti esponenti della cultura psichedelica americana, a spiegare in un libro scritto con il fratello Dennis, una complicata funzione matematica (Timewave Zero) che essi avevano elaborato quattro anni prima durante un viaggio in Amazzonia. L’espressione “Profezia Maya”, attualmente diventata di uso comune, si deve probabilmente proprio a "Le Profezie dei Maya. Alla scoperta dei segreti di una civiltà scomparsa", scritto nel 1995 da Adrian Gilbert e Maurice M. Cotterell. In questo libro i due scrittori descrivono molte teorie sui Maya non considerate dagli archeologi e ripropongono la tesi secondo cui furono gli Egizi e i sopravvissuti alla scomparsa di Atlantide a fondare le antiche civiltà dell’America Centrale.
Entrambi gli scenari profetizzati potevano definirsi apocalittici, tenendo conto del duplice significato del termine: o in senso figurato come devastazione totale, cataclisma rovinoso, disastrosa sciagura, o nel suo senso etimologico di rivelazione. Analogo distinguo è previsto dal termine "catastrofe", che infatti richiede una disambiguazione.
Sul "Monumento 6" di Tortuguero è presente un'iscrizione che contiene un riferimento alla data del 2012 come termine del 13 b'ahktun, e a un evento indeterminato che avrebbe coinvolto la divinità maya Bolon Yokte, associata in genere alla guerra e alla creazione. L'iscrizione è parzialmente illeggibile perché rovinata (da qui la indeterminatezza dell'evento citato) e la connessione con Bolon Yokte - che non viene citato - è stata ipotizzata dagli archeologi sulla base del fatto che il monumento è probabilmente dedicato a questa divinità. Da qui - questa volta nell'ambito New Age - fu ricavata la supposta profezia del 21 dicembre 2012; esistono tuttavia diverse altre tavolette che riportano date anche molto successive al 2012, cosa che fa ritenere che i Maya non pensassero a questo giorno come all'ultimo giorno del mondo.Linda Schele, David Freidel, op. cit., p. 82.
Confutazioni degli studiosi degli antichi Maya La credenza degli eventi catastrofici nel giorno 21 dicembre 2012 o in vicinanza a esso, fu una supposizione considerata sbagliata dalla corrente principale degli studiosi degli antichi Maya, eppure fu comunemente citata nei mezzi di comunicazione di cultura popolare come il problema del 2012..
Secondo Sandra Noble, executive director della Foundation for the Advancement of Mesoamerican Studies, Inc. a Crystal River in Florida, «Considerare il 21 dicembre 2012 come un giorno del giudizio o un momento di cambiamento cosmico è un'invenzione assoluta e un'opportunità per molte persone di fare profitto.» La fine di un ciclo del calendario era infatti vista dal popolo Maya semplicemente come occasione di grandi celebrazioni per festeggiare l'ingresso nella nuova epoca, in questo caso il 14º b'ak'tun.Sandra Noble, direttore esecutivo della Fondazione per l'Avanzamento degli Studi Mesoamericani, riportata da USA Today il 28 marzo 2007, p. 11D. URL consultato il 23-10-2009.
Confutazioni scientifiche Astronomia
Allineamento del Sole con il centro galattico
Osservato dalla Terra, il Sole si sposta in prossimità di una linea ideale (l'eclittica) che corrisponde alla proiezione in cielo del piano in cui giace l'orbita della Terra. I pianeti e la Luna orbitano su piani poco inclinati rispetto all'eclittica e anche loro, di conseguenza, appaiono in prossimità di essa se visti dalla Terra. Storicamente alle costellazioni che si posizionano a cavallo dell'eclittica è stato dato quindi un significato speciale e sono state raccolte nello zodiaco.
Nel corso dei secoli ci si è accorti che il periodo dell'anno di visibilità delle costellazioni dello zodiaco mutava. Ciò avviene a causa della cosiddetta precessione degli equinozi, moto di precessione dell'asse terrestre che determina uno spostamento di 1° circa ogni 72 anni. Conseguentemente, ogni 2 160 anni cambia la costellazione dello zodiaco visibile in corrispondenza del sorgere del Sole nel giorno dell'equinozio di primavera. Nella tradizione astrologica occidentale, ciò determina la fine di un'era astrologica e l'inizio della successiva. Attualmente ci troviamo nell'Era dei Pesci, la prossima sarà l'Era dell'Acquario. La durata complessiva del ciclo è di circa anni.
Così come oggi l'equinozio di primavera si verifica nella costellazione dei Pesci, il solstizio d'inverno si verifica nella costellazione del Sagittario, dove si situa tra l'altro il centro della Via Lattea. Negli ultimi mille anni circa, di conseguenza, ogni anno nel giorno del solstizio d'inverno, la Terra, il Sole e il centro galattico si sono trovati quasi allineati (il migliore allineamento prospettico nel giorno del solstizio d'inverno è avvenuto il 21 dicembre 1998). URL consultato il 22-10-2009. A ogni modo, l'allineamento in sé non comporta alcun effetto per la Terra e il sistema solare, dal momento che rappresenta l'attraversamento di una linea ideale, come il confine tra due comuni.
John M. Jenkins verso la metà degli anni ottanta propose che l'allineamento galattico del 2012 potesse aver assunto un significato speciale entro le previsioni del calendario maya. Suggerì infatti che i Maya potessero aver basato il proprio calendario sull'osservazione della Fenditura del Cigno, affermò che essi sapevano che l'eclittica attraversava la Fenditura (la nebulosa termina all'altezza dell'equatore celeste) e che avessero dato a tale punto del cielo un significato speciale nella loro cosmologia. Ipotizzò dunque che l'allineamento del Sole e di tale punto sarebbe avvenuto nel giorno del solstizio d'inverno del 2012.
Anche con queste ulteriori restrizioni, l'allineamento indicato si verifica tuttavia nel giorno del solstizio d'inverno per un periodo di 36 anni e la convergenza di maggiore precisione è già avvenuta nel 1998. Numerosi studiosi e Jenkins stesso, inoltre, hanno fatto notare che non esiste alcuna prova concreta che i Maya conoscessero il fenomeno della precessione degli equinozi.
Allineamento planetario
Su La Stampa del 13 ottobre 2009 il giornalista Paolo Manzo cita impropriamente un allineamento «di Marte, Giove, Saturno, uno spettacolo astronomico senza precedenti», in corrispondenza della fatidica data. L'articolo non riporta o rinvia a nessuna fonte scientifica autorevole e attendibile, mentre né gli astronomi né le effemeridi (a cui si può accedere attraverso programmi di calcolo disponibili in rete) indicano alcuna congiunzione, anzi, predicono che i tre pianeti si troveranno in tre posizioni ben distinte se osservati dalla Terra, come è possibile desumere dalla seguente tabella che riporta le coordinate celesti per Marte, Giove e Saturno nel sistema di riferimento geocentrico equatoriale.I dati in tabella sono stati calcolati accedendo tramite l'HORIZONS Web-Interface il 22 ottobre 2009 al programma per il calcolo delle effemeridi sviluppato dal Jet Propulsion Laboratory della NASA.
+Effemeridi calcolate per il 21 dicembre 2012MarteGioveSaturno Magnitudine apparente 1,20 -2,78 1,35 0:00 TU del 21-12-2012 AR Dec AR Dec AR Dec 4:00 TU del 21-12-2012 AR Dec AR Dec AR Dec 8:00 TU del 21-12-2012 AR Dec AR Dec AR Dec 12:00 TU del 21-12-2012 AR Dec AR Dec AR Dec 16:00 TU del 21-12-2012 AR Dec AR Dec AR Dec 20:00 TU del 21-12-2012 AR Dec AR Dec AR Dec 0:00 TU del 22-12-2012 AR Dec AR Dec AR Dec
Già nel maggio del 2000, in occasione di un allineamento planetario, si era sviluppato un senso di ansia nell'attesa dell'evento che aveva portato i principali organi di divulgazione scientifica statunitense a rilasciare comunicati che ne confermassero l'innocuità.
Astrofisica Inversione dei poli magnetici del campo terrestre