La lingua basca o, più semplicemente, basco, nota anche, ma raramente, come euscara o euschera (nome nativo euskara, ; , vasco o vascuenceNello spagnolo di Spagna, cioè nello spagnolo iberico, il termine più diffuso risulta essere euskera, variante dialettale di "euskara", anche se storicamente erano diffusi i termini vasco o vascuence.; ), è una lingua paleoeuropea parlata nel Paese basco, cioè in aree geografiche situate nel nord della Spagna (dette Hegoalde, ossia il Paese basco meridionale o spagnolo, comprendente la regione spagnola della Navarra e la Comunità autonoma dei Paesi Baschi) e nell'estremo sud-ovest della Francia (dette Iparralde, ossia il Paese basco settentrionale o francese, compreso nel dipartimento dei Pirenei Atlantici).
Questo idioma viene usato in qualità di madrelingua dal 20,3% dei baschi (cioè da circa locutori su un totale di abitanti). Considerando anche i parlanti che lo adottano come seconda lingua, il basco è conosciuto e parlato da persone nel Paese basco.
Il basco è una lingua ergativo-assolutiva e in questo si differenzia da tutte le lingue indoeuropee, che presentano un allineamento nominativo-accusativo.. L'unica lingua con cui il basco possiede una parentela accertata è l'estinta lingua aquitana. I glottologi, per mezzo della tecnica conosciuta come ricostruzione interna, hanno provato a ricostruire le fasi linguistiche non attestate e una lingua proto-basca; tuttavia, poiché i dati di cui si è attualmente in possesso non hanno ancora consentito di scoprire l'origine di queste due lingue, la loro famiglia linguistica viene considerata isolata e non imparentata con nessun altro gruppo linguistico..
Il lessico basco è costituito per la maggior parte da parole di origine sconosciuta, ma anche da prestiti linguistici provenienti dagli idiomi vicini: annovera parole derivanti dal latino, dallo spagnolo e dal guascone.
Nomi della lingua o glottonimi La lingua basca viene denominata euskara (o, nelle molteplici varietà dialettali, euskera, eskuara, ecc...). Si tratta di una lingua caratterizzata da una grandissima varietà dialettale. Per poterla insegnare nelle scuole, i vari dialetti sono stati unificati sotto un insieme di norme linguistiche omogenee e standardizzate, ottenendo in questo modo il basco unificato (euskara batua), che rimane il fondamentale argomento della normalizzazione accademica della lingua. I dialetti biscaglino e suletino sono i più lontani e divergenti dalleuskara batua.
La forma euskera (tratta dal dialetto gipuzkoano) è quella più utilizzata in spagnolo per riferirsi alla lingua. Dalla parola euskara derivano tutti i nomi con i quali i baschi sono conosciuti (ad esempio, euskaldun indica chi parla basco) e con i quali viene riconosciuta la loro terra (ossia la Euskal Herria: Paese basco, "paese della lingua basca").
Storia
La lingua basca ha origini pre-indoeuropee e le teorie che affermano il contrario sono ritenute carenti di solido fondamento. L'unica eccezione all'infondatezza di queste ipotesi è quella che mette in relazione leuskara con l'antico aquitano, parlato nella regione immediatamente a nord dei Paesi Baschi, tramandato, tuttavia, da pochi ritrovamenti di iscrizioni funebri.
Anticamente, il suo ambito linguistico arrivò a coprire e interessare anche le zone di Aquitania, La Rioja e i Pirenei centrali. Pure il regno di Pamplona-Nájera occupò una buona parte dell’allora Spagna cristiana, nell'ambito dell'inizio della Reconquista.
Oggigiorno si tende a considerare il basco come l'unico idioma sopravvissuto di una famiglia preistorica di lingue parlate nell'Europa occidentale, estintesi quasi interamente con le invasioni di genti indoeuropee a partire dal XIII secolo a.C. e la conseguente propagazione di lingue indoeuropee.. Il processo di romanizzazione ha interessato la penisola iberica e la Francia, pur lasciando intatto il carattere linguistico dei Pirenei. L'influenza del latino sul basco difatti si limita al lessico, come testimoniano lemmi del tipo arrosa () o arruga ().
Nei quasi quarant'anni di proibizione durante il regime franchista, con la conseguente persecuzione e criminalizzazione dei nomi e cognomi baschi e di chi la parlava, la lingua basca si ritrovò in pericolo di estinzione. Si mantenne viva esclusivamente dal punto di vista orale, soprattutto nelle zone rurali.. Solo alla fine degli anni Sessanta il basco cominciò gradualmente e faticosamente a riprendersi. Nel 1966 viene legalizzata a Bizkaia l'Ikastola Azkue, la prima ikastola — scuola di lingua euskara — legalizzata dopo la guerra civile spagnola (la prima ikastola era stata fondata nel 1914, ma le scuole furono proibite durante la maggior parte della dittatura di Francisco Franco). Due anni dopo, nel 1968, c'è l'istituzione di uno standard comune per la lingua, detto Euskara Batua ("basco unicato"), un compromesso tra il dialetto guipuzcoano e il laburdino: il primo perché quello con maggior numero di parlanti, il secondo perché ha la maggiore tradizione letteraria.
Con la transizione spagnola alla democrazia e l'emanazione della Costituzione spagnola nel 1978, seguita dall'Estatuto de Guernica, la lingua basca riprende la sua co-ufficialità nei Paesi Baschi spagnoli e nella zona settentrionale di Navarra, dove poco a poco è tornata a essere usata nella vita pubblica.
Classificazione L'unica lingua con cui il basco ha manifestato una parentela considerata certa e assodata è l'estinta lingua aquitanaLa lingua aquitana potrebbe essere una "lingua sorella" della lingua proto-basca oppure, secondo alcune ipotesi, coinciderebbe con la stessa lingua proto-basca., con la quale costituisce la famiglia delle lingue vasconiche. Questo gruppo linguistico viene classificato come isolato, ovvero come un gruppo che non presenta alcun legame verificabile con altre famiglie linguistiche. Tutte le ipotesi sull'origine della lingua basca appaiono controverse, e le prove fornite non sono generalmente accettate dalla maggior parte dei linguisti. Il basco è quindi l'unica lingua pre-indoeuropea sopravvissuta nel continente europeo.
È stato osservato che il basco intrattiene circa un 10% di concordanze linguistiche con le lingue caucasiche settentrionali. A Final (?) Response to the Basque Debate in Mother Tongue 1 (John D. Bengston).
Similitudini con i relitti del paleosardo Alcuni studiosi, già a partire dagli anni Quaranta del XX secolo, trovarono alcune similitudini tra le radici lessicali basche e i relitti del paleosardo rinvenibili nella lingua sarda attuale. Fu Vittorio Bertoldi il primo ad accorgersi che la parola "agrifoglio" era praticamente identica nelle due lingue: golostri/kolostri (Eus.) / golostru/kolostru (Srd.). Il Bertoldi scrisse della possibile fratellanza delle due lingue in un saggio apparso su una rivista dell'epoca, organo della Société de Linguistique Romane. Anche Max Leopold Wagner, noto linguista tedesco, rilevò alcune somiglianze fra i due idiomi, in particolar modo relativamente a nove vocaboli.. Ma è solo negli anni Duemila del XXI secolo che gli studi vengono approfonditi: il linguista catalano Eduardo Blasco Ferrer è il primo a indagare le relazioni tra le radici basche e i relitti paleosardi presenti nei toponimi della Sardegna, specialmente quelli più conservativi, concentrati nella parte centrale dell'isola. Nel 2017, il filologo basco Juan Martin Elexpuru pubblica un saggio in basco dove riprende e approfondisce le questioni sollevate da Blasco Ferrer. L'autore ha poi pubblicato, sul suo profilo su Academia.edu, un "riassunto" del libro con i punti salienti in lingua castigliana.
Parlanti La regione basca è «un'isola linguistica all'interno di una vasta area linguisticamente romanza». Su una popolazione di abitanti divisi tra le 7 province dei Paesi Baschi, il 27% sono bilingui (parlanti francese o spagnolo) e il 14,7% conoscono approssimativamente il basco, per un totale di persone ( persone sono i locutori bilingui attivi e sono i locutori bilingui passivi). Dal punto di vista delleuskara, gli abitanti dei Paesi Baschi si dividono in 3 grandi categorie, che sono: I "bilingui attivi", che parlano due lingue, francese/basco o spagnolo/basco. Sono il 27%. I "bilingui passivi", che capiscono ad un certo grado o leggono abbastanza il basco ma non lo parlano. Rappresentano il 14,7%. I "monolingui non bascofoni", che conoscono solo lo spagnolo o il francese. Formano la maggioranza della popolazione col 58,4%. Esiste una grande disparità tra il bilinguismo nelle diverse province basche. La Biscaglia ha abitanti, dei quali il 25,4% () sono bilingui e il 17,8% () sono bilingui passivi. Gipuzkoa, con abitanti, registra il più grande numero di locutori bascofoni (), che corrispondono al 49,9% della popolazione e ha il 16,4% () che sono bilingui passivi. In Navarra () ci sono l'11,7% () di bascofoni, diffusi soprattutto nel nord e nel nord-ovest della provincia, e 7,5% di bilingui passivi (). Álava, con abitanti, ha 16,8% () di bilingui e 16,8% () di bilingui passivi. Il Labourd, con abitanti, ha 16% di popolazione bilingue () e 8% di bilingui passivi (). La Bassa Navarra e il Soule sono i territori meno popolati ( in totale), con 52,1% di bilingui () e il 14,1% di bilingui passivi ().
Alfabeto L'alfabeto basco è composto dalle 26 lettere dell'alfabeto latino base ISO, più il grafema ñ. Euskaltzaindia (Real accademia della lingua basca): Standard 17 per l''euskara batua: I nomi delle lettere dell'alfabeto basco. Lettera Nome in basco Pronuncia A a /a/ B be /b/ C ze* (e la sua variante Ç ze hautsia*) /s/, /k/ D de /d/, /d̪/, /ð/ E e /e/ F efe /f/ G ge /g/ H hatxe ∅, /h/ I i /i/, /i̭/ J jota /j/, /x/, /ʝ/, /ɟ/ K ka /k/ L ele /l/ M eme /m/ N ene /n/ Ñ eñe /ɲ/ O o /o/ P pe /p/ Q ku* /k/ R erre /r/, /ɾ/ S ese /s̺/ T te /t/, /t̪/ U u /u/, /u̯/ V uve* /b/, /β/ W uve bikoitza* /u̯/ X ixa /ʃ/ Y i grekoa* /i/, /i̭/ Z zeta /s̻/ * Necessario notare che le lettere C, Ç, Q, V, W e Y compaiono soloin parole straniere e che la F è presente solo in calchi o prestiti.
Fonetica Consonanti Bilabiali Laminari-dentali Apicale-alveolari Palatali opostalveolari Velari Glottali Nasale m n ñ, -in- Plosive Sorde p t tt, -it- k Sonore b d dd, -id- g Affricate Sorde tz ts tx Fricative Sorde f z s x h (per lo più)1Sonore j Laterali l ll, -il- Vibranti Polivibranti r-, -rr-, -r Monovibranti -r- Alcune particolarità da tenere in conto: La lettera h è aspirata solo nelle zone settentrionali, mentre nel resto è muta. La pronuncia della j varia in base alle zone; può essere pronunciata come , come per lo spagnolo , o , nonché . Il basco fa distinzione tra le laminari e le apicali per quanto riguarda le fricative e affricate alveolari. Quindi le lettere z ed s vengono pronunciate rispettivamente e : più chiaramente, la z corrisponde alla nostra s sorda italiana, mentre la s è una via di mezzo tra la nostra s sorda e il nostro gruppo sci (sh). Lo stesso discorso vale per le corrispondenti affricate tz e ts: tz va pronunciato come la nostra z sorda di informazione e ts si pronuncia tra una via di mezzo tra la nostra z sorda e la nostra c dolce. I gruppi ll e -il-, in e la lettera ñ seguono le stesse regole dello spagnolo e vengono quindi pronunciate rispettivamente come una laterale palatale e una nasale palatale. I gruppi tt e -it- vengono pronunciati come occlusive palatali, quindi come il nostro gruppo chi di chiesa (nell'IPA più frequentemente trascritto come k + j, come in , in quanto la pronuncia è la stessa). Lo stesso vale per i corrispondenti gruppi sonori dd e -id- che vengono pronunciati come il nostro nesso ghi di ghisa, cioè . Non è presente il fonema v e nei nomi stranieri viene reso con b.
Grammatica