Il suo cognome venne italianizzato, per volere delle gerarchie fasciste, alla concessione della residenza e del passaporto italiano.
Carriera Giocatore
Per tre anni fu il centromediano della Juventus, dal 1924 al 1927, vincendo lo scudetto del 1926 in cui la squadra bianconera vinse le finali di Lega Nord alla terza gara (spareggio) contro il Bologna e prevalse per un totale di 12-1 su due gare contro l'Alba.
Compagno di squadra di un giovane Giuseppe Meazza all'Ambrosiana nel 1928-29, disputò nuovamente alla Juventus il primo campionato di Serie A prima di terminare la carriera da giocatore dall'Atalanta.
Allenatore Tecnico di lungo corso, cominciò a svolgere il compito con il ruolo di allenatore-giocatore con , , ed . Continuò in Serie A con il , divenendo così il primo tecnico a guidare tutte le tre grandi del calcio italiano, come fino ad oggi accaduto solo ad altri due allenatori dopo di lui, Giovanni Trapattoni nel 1986 ed Alberto Zaccheroni nel 2010. Sfiorò poi lo scudetto con la nella stagione 1936-37, e infine dal 1940 al 1942 sedette sulla panchina del .
Al termine della seconda guerra mondiale, nel 1945 venne ingaggiato dal , incarico da cui venne sollevato l'11 marzo 1946, trovando nello stesso mese un nuovo incarico alla . In seguito fu allenatore del , del e in Serie B.
Muore improvvisamente a soli 54 anni.
Statistiche Cronologia presenze e reti in nazionale
Palmarès Giocatore/allenatore Club
Juventus: 1925-1926
Note
Bibliografia Davide Rota, Dizionario illustrato dei giocatori genoani, De Ferrari, 2008.
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Collegamenti esterni
Categoria:Calciatori della nazionale ungherese