LAEK (gr. Αθλητική Ένωσις Κωνσταντινουπόλεως - Athlitiki Enosis Konstantinoupoleos) è una società di pallacanestro greca con sede ad Atene. È la sezione cestistica della polisportiva . Il club fu fondato ad Atene nel 1924 da profughi greci provenienti da Costantinopoli all’indomani della Guerra greco-turca (1919-1922).

L’AEK Atene è considerata uno dei tre migliori club greci di pallacanestro e il miglior club sportivo greco, poiché mantiene oltre 30 sezioni sportive. L’AEK fu la prima squadra greca di basket non solo a raggiungere la finale di una competizione europea, quella della Coppa delle Coppe 1967-1968, ma anche a vincere un titolo continentale, sconfiggendo il 4 aprile 1968, la USK Praga con il punteggio di 89–82, ad Atene davanti a 80.000 spettatori. Ha vinto il campionato greco 8 volte (1957-58, 1962-63, 1963-64, 1964-65, 1965-66, 1967-68, 1969-70, 2001-02) e la Coppa di Grecia 5 volte (1980-81, 1999-00, 2000-01, 2017-18, 2019-20), oltre ad aver conquistato due volte la Coppa Saporta (ex Coppa delle Coppe) (1967-68 e 1999-00). L’AEK ha anche vinto la Basketball Champions League 2017-2018, battendo il per 100–94 nella finale, e la Coppa Intercontinentale FIBA il 17 febbraio 2019, superando il per 86–70.

Lo sponsor principale della squadra, dal 2020, e il suo sponsor nel nome dal 2023, è la multinazionale del gioco d'azzardo online Betsson.

Storia Primi anni All'inizio del XX secolo, la numerosa popolazione greca di Costantinopoli, così come quelle degli altri centri urbani dell'Impero ottomano, continuò le proprie tradizioni atletiche sotto forma di numerosi club sportivi. Club come l’Enosis Tataoulon (), del quartiere di Tatavla, il Megas Alexandros (), l’Hermes () di Galata, l’Olympias () di Therapia, e il Kati Kioi () di Calcedonia, esistevano per promuovere gli ideali atletici e culturali ellenici. Questi facevano parte di una dozzina di club sostenuti che dominarono la scena sportiva negli anni precedenti la Prima guerra mondiale. Dopo il conflitto, con l’afflusso a Costantinopoli di soldati soprattutto francesi e inglesi, molti club cittadini iniziarono a partecipare a competizioni regolari contro squadre formate da truppe straniere. Piazza Taksim, Pera e Tatavla divennero i luoghi di gare settimanali non solo di calcio, ma anche di atletica leggera, ciclismo, pugilato e tennis.

Tra i club cittadini, però, il calcio era dominato dall’Enosis Tataoulon e dall’Hermes. L’Hermes, uno dei club più popolari, fondato nel 1875 dalla comunità greca di Pera (Galata). Costretto dal regime kemalista a cambiare nome in Pera Club nel 1923, molti dei suoi atleti fuggirono in Grecia, stabilendosi ad Atene e Salonicco. Proprio un gruppo di profughi costantinopolitani, tra cui alcuni ex atleti del Pera Sports Club e di altri club di Costantinopoli, si riunirono, il 13 aprile 1924, presso il negozio sportivo "Lux", di proprietà di Emilios Ionas e Konstantinos Dimopoulos, in via Veranzerou, nel centro di Atene, e fondarono il club polisportivo dellAthlitikí Énosis Konstantinoupóleos (Unione Sportiva di Costantinopoli). La loro intenzione era quella di creare un club che offrisse svago atletico e culturale alle migliaia di profughi, in prevalenza costantinopolitani e dell’Anatolia, che si erano stabiliti nei nuovi sobborghi di Atene (tra cui Nea Filadelfeia, Nea Ionia, Nea Chalkidona, Nea Smyrni).

1924–1959 Kostas Dimopoulos, uno dei fondatori del club polisportivo AEK e calciatore dei primi anni, ebbe l’idea di creare anche una squadra di pallacanestro. I suoi sforzi furono subito condivisi da altri appassionati di basket. Dimopoulos assunse la guida della sezione cestistica del club e, insieme ai fratelli Simeonidi, a Eumenes Athanasiadis e ad altri, formò la prima squadra di pallacanestro dell’AEK. All’inizio, la squadra prese parte solamente a partite amichevoli, dove si mise in buona luce. Successivamente, l’AEK vinse il primo campionato regionale di basket disputato ad Atene, organizzato dalla locale YMCA, nel 1924.

Nel 1928 l’AEK prese parte al primo campionato greco di basket, cioè il campionato regionale Atene-Pireo 1927-28. Nel 1929 il campionato greco non fu disputato e l’AEK non giocò in nessuna lega. Nel 1930 la sezione di basket non fu iscritta a nessuna competizione organizzata, poiché gli sforzi di Dimopoulos e dei suoi collaboratori non ebbero esito. La sezione cestistica del club rimase quindi nell’ombra per molti anni. Tuttavia, nel 1949, riapparve e la dirigenza dell’epoca costituì una nuova squadra competitiva. Nella stagione 1952-53, l’AEK giocò di nuovo nel campionato greco, per la prima volta dal 1928, concludendo al quarto posto in classifica. Nel campionato successivo, quello della stagione 1954-55, l’AEK ebbe un percorso impressionante, ma terminò al secondo posto dietro al Panellinios.

Nel 1958 l’AEK B.C., guidato dal giocatore-allenatore Kostas Karamanlis, vinse il suo primo titolo nazionale conquistando il Campionato panellenico 1957-1958, dopo aver battuto nella settima ed ultima giornata il Panellinios, con il punteggio di 67–54.

Nel corso degli anni cinquanta, il club fondò anche una sezione femminile, che però ebbe vita breve. Tale sezione ottenne successi grazie alle quattro sorelle Chorianopoulou. Tuttavia, la società non dedicò al reparto la necessaria attenzione, e in seguito la squadra venne sciolta.

L’era di Amerikanos (1960–1970): 6 campionati e un titolo europeo L’Unione, nei primi anni Sessanta, vinse per due volte consecutive (1960 e 1961) il campionato regionale Atene-Pireo, senza però riuscire a conquistare il titolo nazionale. Gli anni ’60 si rivelarono però il decennio più importante nella storia della sezione di pallacanestro dell’AEK. L’allenatore dell’epoca, Missas Pantazopoulos, creò una grande squadra e la portò ai vertici del basket greco. La figura simbolo di quegli anni fu Giōrgos Amerikanos, soprannominato “Global”.

Nella stagione 1962-63 l’AEK vinse il primo di quattro campionati greci consecutivi; Nella stagione successiva, la 1963-1964, trascinata dal miglior realizzatore della squadra Antōnīs Chrīsteas, il club si confermò campione di Grecia dopo aver vinto la partita di spareggio per il titolo, con il punteggio di 94-74, contro l'Iraklis. Nella stagione 1964-1965, Giōrgos Amerikanos fu capocannoniere del campionato, e l’AEK vinse nuovamente il titolo.

Nella stagione 1965-66, l’AEK conquistò il suo quarto titolo consecutivo, sconfiggendo l'Aris Salonicco nella partita decisiva dell'ultima giornata per 89-80. Nella stessa stagione la squadra diventò la prima squadra greca di pallacanestro a raggiungere le semifinali della Coppa dei Campioni (oggi Eurolega), disputando la Final Four della Coppa dei Campioni 1965-1966, che si tenne a Bologna, in Italia; la squadra però perse sia la semifinale contro lo Slavia Praga per 103-73, sia la sfida per il terzo posto contro il CSKA Mosca. Questi successi furono accompagnati da una grande perdita: uno dei giocatori della squadra, Giorgos Moschos, colpito da un cancro, riuscì comunque a partecipare ad alcune competizioni di quell’anno, prima di morire il 29 dicembre 1966 a soli 29 anni.

La stagione seguente l’AEK perse il titolo del campionato greco, concludendo la stagione al secondo posto, dietro il . Tuttavia, solamente un anno più tardi, sotto la guida dell’allenatore Nikos Milas, l’AEK tornò al vertice del campionato greco vincendo la A Nazionale 1967-1968 senza subire sconfitte, facendo realizzare ventidue vittorie in altrettante partite. Anche in quell’occasione, Giōrgos Amerikanos fu il miglior realizzatore del campionato.

Due anni dopo aver raggiunto le Final Four della Coppa dei Campioni, nella stagione 1967-1968 l'AEK Atene divenne la prima squadra della Grecia non solo a raggiungere una finale europea, ma anche a conquistare un titolo europeo. Il 4 aprile 1968 nella finale della Coppa delle Coppe 1967-1968, l’AEK sconfisse la Slavia VŠ Praga con il punteggio di 89–82, ad Atene, davanti a 80.000 spettatori nello Stadio Kallimarmaron, stabilendo un Guinness dei primati per il record mondiale di presenze per una partita di pallacanestro.

Nel 1970, l’AEK raggiunse le semifinali della Coppa delle Coppe, dove venne eliminato dal JA Vichy, in Francia, chiudendo così quella che viene ricordata come la prima “Era d’oro” della storia del club. L’AEK dominò infatti il basket greco negli anni Sessanta, vincendo il campionato nazionale per quattro anni consecutivi (1963, 1964, 1965 e 1966), oltre che nel 1968 e nel 1970, per un totale di 6 titoli in 8 anni.

Benché non esistano registri ufficiali della Coppa di Grecia prima del 1975, secondo alcune fonti l’AEK vinse la Coppa anche negli anni 1967 e 1971.

1970–1990 Nei due decenni successivi, l’AEK perse parte del suo prestigio e riuscì a conquistare un solo trofeo: la Coppa di Grecia nel 1981 dopo la vittoria in finale per 84–78 contro l'Iraklis, sotto la guida dell’allenatore americano Fred Develey e con la superstar Nikos Galis in campo. Oltre alla vittoria nella Coppa di Grecia del 1981, l’AEK raggiunse la finale della competizione anche nel 1976, 1978, 1980, 1988 e 1992, senza però riuscire a trionfare in nessuna di queste occasioni. Il ritorno della “Regina”

L’AEK tornò protagonista alla fine degli anni Novanta, quando partecipò a sei Final Four consecutive della Coppa di Grecia (1996, 1997, 1998, 1999, 2000, 2001), raggiungendo per quattro volte di fila la finale (1998, 1999, 2000, 2001) e vincendo il trofeo nel 2000 e nel 2001, dopo aver sconfitto in entrambi i casi il in finale; nella prima per 59-57, mentre nella seconda per 66-64.

Nella stagione 2001-2002, l’AEK tornò a conquistare il campionato nazionale per la prima volta dopo 32 anni. La squadra guidata in panchina da Dragan Šakota e trascinata in campo dall'MVP del campionato, Dīmos Ntikoudīs, e da un giovanissimo Nikos Zīsīs, diventarono la prima squadra a vincere il titolo greco dopo aver perso le prime due partite in una serie playoff al meglio delle cinque. L’AEK infatti perse i primi due incontri della serie finale contro l’Olympiakos, ma riuscì a vincere i successivi tre, aggiudicandosi così la serie e il titolo per 3–2.

Finalista di Eurolega 1998 e vincitrice della Coppa Saporta 2000

L’AEK visse una vera e propria "epoca d’oro" all'interno del panorama della pallacanestro europea tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, raggiungendo traguardi di grande prestigio nelle competizioni internazionali. L’apice arrivò nel 1998, quando l’AEK raggiunse la Final Four della FIBA Euroleague 1997-1998 a Barcellona. La squadra, allenata da Giannis Ioannidis, lottò con determinazione, battendo la Benetton Treviso per 69–66 in semifinale, prima di arrendersi alla Kinder Bologna per 58–44 in finale. Si trattò della prima apparizione assoluta dell’AEK in una finale di Eurolega, che consacrò il club tra l’élite del basket europeo dell’epoca.

Due anni dopo, l’AEK compì un'altra impresa storica conquistando la Coppa Saporta per la seconda volta nella sua storia, grazie al trionfo dell'edizione 1999-2000, arrivato dopo la vittoria in finale contro la Kinder Bologna 83–76. Sotto la guida dell’allenatore Dušan Ivković, questo successo rappresentò anche una sorta di rivincita per la sconfitta subita due anni prima nella finale di Eurolega. Il trionfo regalò all’AEK il secondo grande trofeo europeo della sua storia.