Le origini del fumetto si fanno risalire al personaggio di Yellow Kid creato dal disegnatore statunitense Richard Felton Outcault e pubblicato a partire dal 1895 sul supplemento domenicale del New York World. Tuttavia queste origini sono dibattute e legate a come il fumetto viene definito. Se infatti lo si definisce semplicemente come una "narrazioni per immagini" - il testo non è strettamente necessario - allora si può far risalire già ai graffiti preistorici; anche la colonna traiana, o molti affreschi, mosaici e vetrate che adornano chiese e palazzi, o le miniature e le stampe che adornano i testi antichi, possono essere viste come "narrazioni per immagini".

I cantastorie cantavano di fronte a un pannello con immagini, che raffiguravano i momenti salienti della loro storia.

Nell'arte medievale era inoltre consuetudine la narrazione di storie attraverso una sequenza di disegni con lo scopo principale di renderli intelligibili anche alla popolazione analfabeta. Era inoltre diffusa anche la pratica di scrivere parole uscenti dalle bocche di alcuni personaggi, in modo da dare un'idea di ciò che stessero dicendo.Su queste pratiche nell'arte medievale si vedano soprattutto gli studi di Danièle Alexandre-Bidon tra cui: La bande dessinée avant la bande dessinée : narration figurée et procédés d'animation des images au Moyen Âge, in Les Origines de la bande dessinée, Actes de la journée du 26 janvier, Angoulême, Musée de la Bande dessinée, Cahiers de la Bande dessinée, n° spécial, 1997, pp. 10-20.Un caso esemplare è il cosiddetto "fumetto" di San Clemente, sito nella basilica inferiore di San Clemente a Roma, risalente all'XI secolo. Nella leggenda di Sisinno, le parole pronunciate dai personaggi dell'affresco, sebbene non contornate da nuvolette, escono dalle bocche dei personaggi. Un altro caso tipico è quello delle scene dellAnnunciazione, dove l'angelo pronuncia le parole dell'Ave Maria (come ad esempio in quella di Simone Martini).Anche l'arazzo di Bayeux presenta le caratteristiche di un fumetto ante litteram. Questa concezione così ampia è tuttavia incorsa in numerose critiche. È stato infatti notato come il fumetto sia pensato per una fruizione di massa: non solo cioè riprodotto in più esemplari, come erano già i libri antichi e le loro incisioni (e si può a tal proposito notare come noi consideriamo fumetti solo le opere stampate e non le tavole originali di cui sono riproduzioni), ma anche concepito per raggiungere un vasto pubblico. Inoltre, pur avendo le sue radici nella millenaria tradizione delle arti figurative e letterarie, il fumetto ha un suo specifico linguaggio. La codifica degli elementi specifici di questo linguaggio ha una sua considerevole importanza anche da un punto di vista storico: a seconda di ciò che viene ritenuto essenziale di tale linguaggio la valutazione di cosa si debba considerare fumetto e, di conseguenza, di quando questo sia nato, cambia. Tuttavia la varietà degli elementi espressivi adottati da ciò che viene comunemente identificato come fumetto è talmente vasta che ogni tentativo di trovare uno o più elementi specifici si è rilevato infruttuoso.Thierry Groensteen, Il sistema fumetto, Pro Glo Edizioni, Genova, 2012, pag. 17.

Le origini ― XIX secolo

Ricerche hanno riscoperto una considerevole quantità di esempi precedenti al personaggio di Outcault. Così molti studiosi, talvolta mossi anche da sentimenti nazionalistici, sulla base di una documentazione storica poco considerata in precedenza, hanno messo in discussione tale data di nascita come frutto di una pura "convenzione". Alla luce di queste scoperte si è sempre più palesato come la tradizione di far risalire la nascita del fumetto all'opera di Outcault origini dal libro The ComicsCoulton Waugh The Comics. (Studies in Popular Culture Series), University Press of Mississippi, 1991. pubblicato nel 1947 da Coulton Waugh, probabilmente il primo testo sui fumetti e la loro storia mai pubblicato. In questo testo l'autore sostiene la tesi che i fumetti siano un'arte autoctona americana nata appunto con il personaggio di Outcault.

La tesi di Waugh non ha retto a fronte degli studi successivi, tuttavia alcuni studiosi - in Italia Franco FossatiFranco Fossati, Yellow Kid e dintorni in IF n. 5. cit. e Gianni BrunoroGianni Brunoro, La carica dei precursori in IF n. 5. cit. - continuano a ritenere sensato considerare convenzionalmente Yellow Kid il primo fumetto nel senso moderno del termine in quanto, se pure è vero che molte storie e personaggi pubblicati prima hanno un linguaggio già sviluppato e alcuni di loro hanno ottenuto anche un rilevante successo editoriale (Ally Sloper ebbe, a partire dal 1884, un albo a lui dedicato), nessuno di questi avrebbe dato origine, a differenza del personaggio di Outcault, a quel fenomeno culturale, editoriale, di costume che è il fumetto.Si veda anche Daniele Barbieri, Breve storia della letteratura a fumetti, Roma, Carocci, 2009, p. 13. I precursori apparirebbero così piuttosto come una variegata costellazione di fenomeni più o meno isolati e solo con Yellow Kid gli editori statunitensi cominceranno a puntare su questo nuovo modo di comunicare, generando così, nell'arco di pochi anni, un vero e proprio fenomeno editoriale che dagli Stati Uniti verrà esportato in tutto il mondo generando, inoltre, le polemiche sulla sua presunta diseducatività, sintomo della rilevanza sociale e culturale ormai attribuita ai fumetti, e che hanno poi accompagnato a lungo la loro storia. In tal senso Yellow Kid è stato il primo personaggio «a prendere coscienza di sé».

I precursori

Fra i precursori antecedenti ad Outcault si rileva che il noto illustratore svizzero Rodolphe Töpffer, considerato il padre del fumetto https://www.fyinpaper.com/rodolphe-topffer/. nel 1827 realizzò una storia composta da immagini in successione accompagnate da didascalie, dal titolo Histoire de M.Vieux Bois a cui, negli anni successivi, fecero seguito altri racconti simili. Solo nel 1833 Töpffer si convinse, anche grazie ai consigli di Goethe, a far pubblicare una di queste storie: l'Histoire de monsieur Jabot (1833), il primo personaggio del fumetto al mondo. Il buon successo riscontrato lo convinse a pubblicare anche altre storie per immagini, fra le quali lHistoire de M.Crèpin e Le Docteur Festus apparse rispettivamente nel 1837 e nel 1846. LHistoire de M.Vieux Bois vide luce anch'essa nel 1837 e, nel 1842, venne pubblicata anche negli Stati Uniti col titolo The adventures of Obadiah Oldbuck. Sono in molti a considerare l'autore ginevrino il primo vero fumettista.Kunzle Davis, Father of comic strip: Rodolphe Töpffer, University Press of Mississippi, 2007.T.Groensteen e B.Peeters, Topffer. L'invention de la bande dessiné, Hermann, Paris, 1994.Anche Scott McCloud ha sostenuto questa tesi nel suo celebre saggio a fumetti Capire il Fumetto: Scott McCloud, Capire il fumetto. L'arte invisibile, Torino, Vittorio Pavesio Production, 1996, p. 25.

In Germania la rivista umoristica Fliegende Blätter fu un'autentica fucina di precursori. Sulle sue pagine apparve, tra l'altro, quella che è stata poi considerata una delle più importanti saghe "proto-fumettistiche", Max und Moritz creati nel 1865 da Wilhelm Busch.

In Inghilterra venne pubblicato Ally Sloper,A sostenere la tesi che Ally Sloper sia stato il primo fumetto della storia sarà soprattutto l'inglese Denis Gifford del quale si veda fra l'altro The Complete Catalogue of British Comics. Exter, Webb & Bower, 1985. scritto da Charles Henry Ross e disegnato da sua moglie Isabelle Emilie de Tessier, sotto lo pseudonimo di Marie Duval. Esordito sulla rivista umoristica Judy il 14 agosto 1867 riscontrò un tale successo che, a partire dal 3 maggio 1884, gli fu dedicato un settimanale, lAlly Sloper's Half-Holiday.

In Francia si ebbe Amédée de Noé in arte Cham che nel 1839 pubblicò il volume Histoire de Mr. Lajaunisse considerato il primo albo a fumetti francese, e Georges Colomb, in arte Christophe, che, tra il 1889 e il 1893, pubblicò una serie di storie illustrate per il settimanale Le petit français.

Anche negli Stati Uniti, prima di Yellow Kid, il disegnatore James Swinnerton iniziò la pubblicazione, a partire dal 1892, sul San Francisco Examiner, di vignette con protagonisti degli orsacchiotti, che ottennero un tale successo che, dal 2 giugno 1895 (a ridosso quindi della prima apparizione di Yellow Kid), furono trasformati in una vera e propria serie dal titolo Little Bear Tykes. Swinnerton introduce così per la prima volta una serie con protagonisti pupazzi a forma di animali, archetipo di un genere di narrazione, quello degli animali antropomorfi, che avrà grande fortuna nella successiva storia del fumetto.Daniele Barbieri, Breve storia della letteratura a fumetti, Roma, Carocci, 2009, p. 17.

L'italiano Angelo Agostini, emigrato in Brasile, nel 1864 fondò la rivista Diabo Coxo ricca di storie illustrate da lui stesso scritte e disegnate.Gianni Brunoro, La carica dei precursori in IF, n. 5, cit., p. 21.

Yellow Kid Outcault inizierà la sua collaborazione col New York World nel 1884 per volontà del proprietario Joseph Pulitzer che intendeva dare nuova linfa al supplemento domenicale a colori del giornale. Il supplemento esordì il 4 aprile 1883 e inizialmente proponeva riproduzioni di capolavori dell'arte. L'iniziativa non riscosse il successo sperato e Pulitzer ingaggiò Outcault per affidargli in un primo momento una serie di illustrazioni a carattere naturalistico. Anche questo nuovo corso non trovò il sostegno dei lettori così, il 5 maggio 1885, Contiene tutte le tavole del personaggio oltre ad un importante saggio del curatore. inizierà la pubblicazione della serie Hogan's Alley ambientata in un ghetto di periferia popolato da strani personaggi che vivono ai margini della società. Fra questi fa la sua apparizione un bambino calvo con un lungo camicione inizialmente blu e poi giallo. In un primo momento il bambino è solo un personaggio marginale della serie ma ben presto, dal 5 gennaio 1896, ne diventerà protagonista. In questi primi mesi di pubblicazione la serie non ha ancora trovato un suo linguaggio definito: i testi appaiono dentro cartelli e la prima nuvoletta esordirà il 16 febbraio 1896 (è un pappagallo che esclama «Sic em towser»), mentre Yellow Kid rimarrà muto fino al 15 marzo di quello stesso anno, quando sul suo camicione apparirà la scritta «Artillery». Mickey Dugan, il suo nome come si apprende dalla vignetta del 23 agosto 1896, continuerà a parlare attraverso il suo camicione fino al 25 ottobre, quando, per la prima volta, parlerà per mezzo di una nuvoletta.

Grazie alle vignette di Hogan's Alley le vendite dell'edizione domenicale del New York World registreranno in breve tempo un notevole incremento. William Randolph Hearst, editore del New York Journal, che contendeva con il World il primato sulla stampa newyorkese, riuscì a strappare Outcault al suo concorrente offrendogli un contratto più vantaggioso. Il 25 ottobre 1896 Yellow Kid passerà sul Journal. Pulitzer tuttavia, contando sul fatto che all'epoca le leggi sul diritto d'autore erano ancora molto vaghe, continuò a pubblicare il personaggio affidandolo al disegnatore George Luks. Contiene tutte le tavole dello Yellow Kid realizzate da Luks. Yellow Kid sarà così il primo personaggio della storia del fumetto a non essere più realizzato dal suo autore, caratteristica che in seguito diverrà tipica della grande maggioranza dei personaggi. Verrà pubblicato nelle sue due differenti versioni fino al 1898 quando nel giro di poche settimane verrà sospeso da entrambi i giornali per via delle polemiche causate dalla sua critica feroce ed anticonformista. Nonostante la sua breve vita editoriale, Yellow Kid diventerà una piccola celebrità che mostrerà agli editori statunitensi tutte le potenzialità commerciali delle strisce a fumetti. Da qui in poi sarà un continuo proliferare di nuove serie e nuovi personaggi.

Epigoni