Lesecuzione di Gesù secondo i Testimoni di Geova si è svolta con modalità diverse da come tradizionalmente viene raffigurata dalla cristianità, in quanto questi «non credono [...] che Gesù sia morto su una croce, [bensì] su un palo verticale senza alcun braccio trasversale». Sostengono «che Dio disapprova il culto in cui si fa uso di immagini e simboli, inclusa la croce» (Deuteronomio 4:15-19; 1 Corinti 10:14), per cui anche gli aspetti devozionali sono radicalmente diversi dalla maggioranza delle chiese.

I testi del Nuovo Testamento, scritti in greco koinè, riportano che Gesù fu messo a morte su una struttura definita dalla parola greca σταυρός (stauròs)Gv Mt Mc Lc  e Luca con gli apostoli Pietro e Paolo usarono anche la parola ξύλον (xylon) per riferirsi allo strumento di tortura sul quale fu inchiodato GesùAt Gal 1 Pt . I Testimoni di Geova sostengono che con tali termini gli evangelisti designassero un singolo palo verticale, rendendo, nella loro Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, stauròs come "palo di tortura". Questa loro interpretazione si contrappone alla convinzione tradizionale del resto della cristianità secondo la quale Gesù sarebbe morto su una croce composta, ossia costituita «nella forma più tradizionale (ma non più antica), da due legni, uno orizzontale l'altro verticale, posti trasversalmente». Ritenendo la croce composta legata a simboli cruciformi di origine pagana, i Testimoni di Geova considerano l'adorazione per la croce e la sua devozione una pratica di idolatria.Eso 2Re Isa 

Cosa affermano i Testimoni di Geova sulla esecuzione di Gesù

La morte di Gesù Cristo riveste per i Testimoni di Geova l'aspetto principaleParagrafo: Il suo [di Gesù Cristo] ruolo vitale nel proposito di Dio: «Per l'importantissimo ruolo che ha nel proposito di Dio, Gesù poté giustamente e senza esagerazione dire: 'Io sono la via e la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me'. — Gv 14:6» - Perspicacia nello studio delle Scritture, volume 1, pag. 1068, 1988, Watch Tower, New York della sua venuta sulla terra come uomo perfetto, sacrificio che ritengono essere in diretta relazione con il suo Regno e la salvezza del genere umano riscattato dal peccato del primo uomo Adamo.

Cristo morì su ciò che nei Vangeli viene chiamata σταυρός (stauròs) nelle Scritture; si trova il termine, per esempio, nel Vangelo secondo Giovanni , che nel testo greco di Westcott e Hort è reso: «καὶ βαστάζων ἑαυτῷ τὸν σταυρὸν [stauròs] ἐξῆλθεν εἰς τὸν λεγόμενον Κρανίου Τόπον, ὃ λέγεται Ἑβραϊστὶ Γολγοθα»..; la Traduzione del Nuovo Mondo dei Testimoni di Geova traduce in italiano: «Ed egli, portando da sé il palo di tortura, uscì verso il cosiddetto Luogo del Teschio, che in ebraico si chiama Gòlgotha».. Tutte le evidenze, secondo la loro interpretazione, dimostrano che il termine "stauros" fosse un palo di legno, senza traversaUna pubblicazione dei Testimoni di Geova: Accertatevi di ogni cosa asserisce: Croce (Ga, PIB, VR, Di) traduce la parola greca stau·ros′, che denota, "primariamente, un palo diritto. Su di essi erano inchiodati i malfattori per l'esecuzione". (Expository Dictionary of New Testament Words, Londra, Inghilterra, 1962; W. E. Vine, Vol. I, p. 256) Il verbo greco stau·ro′o ("crocifiggere" – ) significava "cingere di pali" come una palizzata, o "legare o affiggere a un palo", "mettere al palo". La parola greca xy′lon, che significa "albero o palo" o "un pezzo di legno", è pure usata in riferimento allo strumento usato per mettere a morte Gesù. (Atti 5:30; 10:39; 13:29) La parola ebraica ʽets, che significa "palo" o "albero, legno, trave, bastone", è usata in Deuteronomio 21:22, 23, che Paolo cita in Galati 3:13 riferendosi al mezzo della morte di Gesù.. Ritengono inoltre che la venerazione e l'indebita attenzione mostrata a quel mezzo di esecuzione è da ritenersi idolatria, per cui contro i comandamenti di Dio.

Un'altra opera di consultazione sui termini usati nel Nuovo Testamento è An Expository Dictionary of New Testament Words del grecista biblico inglese William Edwy Vine rimandando direttamente al termine greco stauros, specificando che questo indicasse principalmente un'asta o palo diritto, sul quale i malfattori venivano inchiodati per l'esecuzione.

Un'altra fonte citata dai Testimoni di Geova, ribadisce che sono: « [...] molti [gli] studiosi [che] concordano nell'affermare che il suo significato basilare è in realtà "palo diritto"» come il Dizionario Biblico GBU di I. H. Marshall, A. R. Millard, J. I. Packer e D. J. WisemanEdizione italiana a cura di R. Diprose, Edizioni GBU, Chieti-Roma, 2008, pagina 380 che per i termini "Croce, Crocifissione" dà questa spiegazione iniziale: «La parola gr. per "croce" (stauros; verbo stauroo, lat. crux, crucifigo, "fissare a una croce") significa in primo luogo palo diritto o trave e secondariamente assume anche il significato di palo usato per infliggere una punizione o un'esecuzione capitale»; il Grande Lessico del Nuovo Testamento, di G. Kittel e G. FriedrichEdizione italiana a cura di F. Montagnini, G. Scarpat, O. Soffritti, Paideia, Brescia, 1979, volume XII, colonna 972; la The International Standard Bible EncyclopediaRevised Edition, volume. 1, pagina 825; The Imperial Bible-DictionaryVolume II, pagina 84 e il Dizionario dei concetti biblici del Nuovo Testamento, a cura di L. Coenen, E. Beyreuther e H. Bietenhardtrad. di A. Dal Bianco, B. Liverani e G. Massi, Edizione Dehoniane, Bologna, 1976, pagina 416.. Inoltre affermano, citando Ethelbert William Bullinger, che stauròs "non significa mai due pezzi di legno uniti trasversalmente" (A Critical Lexicon and Concordance to the English and Greek New Testament).

I pali sacri Rifacendosi al Vecchio Testamento, i Testimoni di Geova fanno notare che chi praticasse l'idolatria fosse nemico di Dio, come enunciato nei Dieci Comandamenti: «Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo né di quanto è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai» (Es ). Anche nel quinto libro del Pentateuco, il Deuteronomio, seguono la ripetizione della Legge di Dio: «Non pianterai alcun palo sacro di qualunque specie di legno, accanto all'altare del Signore tuo Dio, che tu hai costruito; non erigerai alcuna stele che il Signore tuo Dio ha in odio»(Dt ). I Testimoni di Geova fanno notare inoltre che gli scritti neotestamentari ribadirono l'opposizione del cristianesimo verso l'idolatria e gli idoli. L'Apostolo Paolo, fra gli altri, ribadì tale opposizione nella sua Prima lettera ai Corinzi con le parole: «Miei cari, fuggite l'idolatria» (1 Cor ).

Sull'interpretazione dei "pali sacri", un'opera di consultazione dei Testimoni di GeovaPerspicacia nello Studio delle Scritture - Volume II - Palo Sacro p. 474, afferma «A quanto pare i pali sacri erano eretti verticalmente ed erano di legno, per lo meno in parte, dato che gli israeliti ricevettero il comando di abbatterli e bruciarli. Potevano essere semplici pali non scolpiti, forse in qualche caso anche alberi.»«Il termine ebraico ʿasheràh (pl. ʿasherīm) si pensa indichi (1) un palo sacro rappresentante Asheràh, dea cananea della fertilità (Gdc 6:25, 26), e (2) la dea Asheràh stessa (2Re 13:6, nt.). Tuttavia non sempre è possibile determinare se un particolare versetto sia da riferirsi all'oggetto idolatrico o alla dea. Alcune traduzioni moderne della Bibbia rendono il termine originale "palo sacro", ma lo traslitterano quando sembra che voglia indicare la dea. (AT, BJ) Altre non fanno una distinzione, ma si limitano a traslitterare la parola ebraica (RS) o la traducono invariabilmente "palo sacro". (NM) Nelle traduzioni bibliche più vecchie il termine ebraico è di solito reso "bosco". (Di) Ma in versetti come Giudici 3:7 e 2 Re 23:6 questa traduzione è impropria, dal momento che si parla di servire i "boschi" e di portar via il "bosco" dal tempio di Gerusalemme. — Di» - Perspicacia nello Studio delle Scritture - Volume II - Palo Sacro p. 474

La croce, simbolo solare

Oltre a Vine, altri studiosi concordano della esistenza di oggetti cruciformi usati come simboli sacri prima di Cristo, da parte di popoli pagani e in associazione con i loro dei. I Testimoni di Geova prendono come riferimento l'opera The Cross in Ritual, Architecture, and Art per sostenere la presenza di oggetti cruciformi nel simbolismo legato al «greco Bacco, il tiro Tammuz, il caldeo Bel e il norvegese Odino»., senza contare i numerosi studi sull'ankh egiziano come quelli del colonnello J. Garnier, H. Cutner o lEncyclopædia Britannica.

La forma della croce ecclesiastica a due bracci sarebbe di origine Caldea, derivando dal simbolo del mistico Tau del dio Tammuz, secondo lo studioso W. E. Vine. Le croci, secondo The Companion Bible, sono da mettersi in relazione con l'adorazione del Dio-Sole. L'appendice 162 afferma che le croci erano usate come simboli del dio-sole babilonese, apparendo per la prima volta su una moneta di Giulio Cesare e poi su monete di Augusto nel 20 a.C. Più tardi, sulle monete coniate sotto Costantino, nel IV secolo, il simbolo più frequente è una Rho incrociata con una Chi con i quattro bracci verticali e orizzontali uguali. L'appendice interpreta questo simbolo come "disco solare", sostenendo che Costantino fosse un adoratore del Dio-Sole prima della conversione. L'analogia fra le divinità babilonesi e quelle egiziane, portano i Testimoni di Geova e collegare l'adorazione della croce, vista come simbolo solare, anche al paganesimo perpetuato nell'Antico Egitto con l'ankh, la croce ansata simbolo della vita raffigurata sovente in mano alle divinitàThe Worship of the Dead, di John Garnier, Londra, 1904, p. 226.

Cristianesimo delle origini

Il cristianesimo del I secolo, secondo i Testimoni di Geova, non ebbe nessun simbolo visibile che lo identificasse come taleSvegliatevi! 8 maggio 1977 pp. 27-28. Affermano che non c'è nessuna prova che i primi cristiani venerassero la croce nei primi tre secoli, citando ad esempio la testimonianza di Minucio Felice, il quale menziona l'accusa che i pagani rivolgevano ai cristiani di adorare la croce, accusa che lo stesso Minucio Felice respinge con forza, attribuendo invece ai pagani stessi l'adorazione della croce. Dagli scritti neotestamentali non si evince in nessun passo biblico indicante che i cristiani usassero un simbolo particolare né che si trattasse di un pesce, né tanto meno di qualsiasi tipo di crux con o senza traversaVedi P. W. Schmidt nella sua opera Die Geschichte Jesu (La storia di Gesù), p. 386.