Gli elfi della notte (), chiamati nella loro lingua "Kaldorei", sono una razza dell'universo di Warcraft, creato da Blizzard Entertainment.
Introdotti nel videogioco Warcraft III: Reign of Chaos, sono una delle razze giocabili di World of Warcraft. Gli elfi della notte, che riuniscono in sé caratteristiche degli elfi scuri e degli elfi silvani tipici del fantasy, hanno una spiccata caratterizzazione ambientalista e sono diventati una delle razze più popolari della serie, apparendo anche in gran parte del materiale non videoludico relativo al marchio, come romanzi e fumetti.
Creazione e sviluppo
Gli elfi della notte nacquero abbastanza presto durante la progettazione di Warcraft III: Reign of Chaos: mentre il gruppo stava decidendo se trasformare i nani e gli elfi in fazioni a sé stanti (separandoli dagli umani), uno degli sviluppatori propose di creare invece la fazione degli "elfi scuri"; secondo quanto raccontato da Samwise Didier, il gruppo era scettico all'idea, poiché abituato agli elfi "tipo Legolas", ma si convinse dopo aver visto una concept art molto ben fatta. Non volendo mettere in campo una razza di elfi scuri stereotipati, sul modello dei drow di Dungeons & Dragons, gli elfi della notte vennero ideati mischiando caratteristiche tipiche degli elfi silvani e degli elfi scuri; uno dei loro tratti salienti è l'attenzione e il rispetto verso la natura. Sempre secondo Didier, una razza con queste caratteristiche era fino ad allora inedita, anche nel fantasy.
Va notato che, sebbene siano stati introdotti in Warcraft III, uscito nel 2002, riferimenti agli elfi della notte sono presenti già in due romanzi pubblicati nel 2001: la storia della Guerra degli Antichi viene accennata da Alamorte a Rhonin in Day of the Dragon (qui gli elfi della notte vengono chiamati "dark elves")., e raccontata più estesamente da Medivh a Khadgar ne L'ultimo Guardiano (chiamandoli "kaldorei")..
A differenza di altre razze dell'universo di Warcraft, che traggono spunto più o meno evidentemente da una singola cultura del mondo reale, l'ispirazione per l'ambientazione degli elfi della notte arriva da più parti. La loro architettura "moderna", realizzata perlopiù in legno, è di stampo chiaramente orientale, molto simile a quella nipponica o coreana: i cancelli di Darnassus, ad esempio, sono quasi identici al Namdaemun di Seul, mentre i torii, presi a prestito dall'architettura giapponese, compaiono un po' ovunque nei territori elfici. Le rovine elfiche precedenti la Guerra degli Antichi, e anche alcuni templi "moderni" come il Tempio della Luna di Darnassus, sono invece strutture in muratura, caratterizzate da padiglioni circolari, colonne scolpite e fontane monumentali, e sono ispirate all'architettura classica: le cupole e gli archi ricurvi richiamano, in particolare, quella romanaAlcuni esempi di architettura degli elfi della notte tratti da Wowpedia. Strutture moderne in legno: il villaggio di Astranaar a Valtetra (illustrazione dal gioco di carte collezionabili), il villaggio di Lor'danel a Rivafosca e la fortezza di Piumaluna a Feralas (screenshot da World of Warcraft). Esempi di architettura moderna o antica in pietra: il tempio di Arkkoran ad Azshara, il Tempio della Luna a Darnassus, le rovine di Lar'donir sul Monte Hyjal (screenshot da World of Warcraft).. Vi è poi anche una traccia scandinava: l'Albero del Mondo Nordrassil è simile al norreno Yggdrasil non solo nel nome, ma anche nelle sue dimensioni colossali e nel fatto di trovarsi sopra a una fonte magica (il secondo Pozzo dell'Eternità in un caso, la sorgente Hvergelmir nell'altro).
In World of Warcraft anche la cucina degli elfi della notte prende a prestito vari elementi da quella orientale: tra le pietanze e le ricette che vengono fornite da PNG elfi della notte appaiono il kimchi, i mandu e le torte di riso, tutti alimenti tipici della cucina coreana. In misura minore, anche la moda presenta simili riferimenti: tra gli abiti figurano infatti lhanbok e il dangui, sempre di tradizione coreana.
Descrizione
Gli elfi della notte sono una razza umanoide, caratterizzata da orecchie e sopracciglia molto lunghe; sono agili e atletici, e alti mediamente 2,13 metri.. Il colore della pelle può variare tra diverse tonalità di viola e blu, e vira al nero in caso d'imbarazzo.. I capelli (e il resto della peluria) possono essere di vari colori tra cui viola, blu, bianco, verde o, raramente, nero; i maschi sfoggiano spesso barba e baffi in acconciature elaborate.
I sensi degli elfi della notte sono molto acuti, e permettono loro di vedere perfettamente anche in condizioni di bassa luminosità. I loro occhi brillano di una luce argentata o dorata, caratteristica data dall'esposizione alla magia del Pozzo dell'Eternità; lo splendore degli occhi può rendere difficile, soprattutto da alcune angolazioni o sotto particolari condizione di luce, distinguere le pupille, che però sono presenti.
Tra gli elfi della notte, gli occhi dorati sono segno di grandi potenzialità druidiche, anche se non necessariamente chi li possiede ha la capacità o l'interesse di diventare un druido; il colore degli occhi può anche cambiare da argentato a dorato dopo un lungo addestramento druidico. Anticamente gli occhi di colore dorato erano molto rari e considerati segno che l'individuo avrebbe fatto grandi cose; il destino di Azshara e Illidan, entrambi nati con questa caratteristica, rivelò ben presto quanto questa teoria fosse falsa.
Un altro segno analogo è la crescita di corna da cervo sulla fronte, anch'esse indizio di un futuro grandioso. Alcuni elfi della notte nascono già con le corna (come Broll Orsomanto), mentre ad altri crescono successivamente (come a Malfurion Grantempesta)..
Anche dopo aver perso il dono dell'immortalità, la durata media della vita degli elfi della notte è comunque di diverse migliaia di anni. Dopo il decesso, gli elfi della notte hanno la peculiarità di trasformarsi in fuochi fatuiWorld of Warcraft, missione Fuochi Fatui tra le foreste (testo su Wowhead).; tuttavia, esistono anche casi di elfi della notte che, dopo la morte, sono diventati fantasmi "normali"Ad esempio, Velinde Cantastella (nel fumetto La maledizione dei worgen), dama Scrutaluna (scheda del personaggio su Wowhead), Thelar Predastelle (scheda del personaggio su Wowhead), Zamael Cardoluna (World of Warcraft, dialoghi della missione La storia di Cardoluna, testo su Wowpedia)..
Storia Origini Gli elfi della notte discendono da un gruppo di troll oscuri che anticamente si stabilì sulle sponde del Pozzo dell'Eternità: mutati dalle energie arcane del Pozzo, questi troll abbandonarono le loro precedenti tradizioni, cominciarono a venerare la dea Elune, che ritenevano fosse legata al Pozzo, e si diedero il nome di "Kaldorei", ossia "figli delle stelle"..
Inizialmente, gli elfi svilupparono un profondo legame con il mondo naturale, stringendo anche uno stretto rapporto con alcuni Dei Selvatici di Hyjal, in particolare Cenarius. Col passare del tempo, alcuni elfi concentrarono i loro sforzi sullo studio delle energie provenienti dal Pozzo dell'Eternità, imparando a utilizzarle e diventando abilissimi incantatori, ma al contempo allontanandosi dalla natura: grazie ai loro nuovi poteri arcani, essi divennero la forza motrice della società elfica e le permisero di espandersi a dismisura. Quest'era di sviluppo raggiunse il proprio apice, ma anche la propria fine, durante il regno della regina Azshara: ella fondò la classe nobiliare degli "Alti Nobili" (i "Quel'dorei"), formata dai più abili incantatori, che divenne l'élite dominante della società elfica; sebbene la popolazione disprezzasse gli Alti Nobili per il loro atteggiamento di superiorità, amava invece alla follia la regina, tanto da ribattezzare la capitale del regno da Elun'dris ("l'occhio di Elune") a Zin-Azshari ("la gloria di Azshara"). Sotto Azshara, l'impero degli elfi si estese fino quasi ai confini dell'antico continente di Kalimdor senza riguardo per le altre razze, che venivano viste come inferiori; in particolare i troll, che avevano in precedenza dominato il mondo, finirono relegati ai margini della terra, causando in loro un profondo risentimento verso la razza elfica che non si sarebbe mai più spento.
La Guerra degli Antichi Spronati da Azshara, gli Alti Nobili sfruttarono sempre più intensamente la magia del Pozzo e, diecimila anni prima della Prima Guerra, i loro esperimenti attirarono l'attenzione di Sargeras, il signore della Legione Infuocata.. Presentandosi come un dio benevolo, Sargeras convinse Azshara e gli Alti Nobili che, se avessero evocato i suoi servitori, avrebbe potuto donare loro poteri inimmaginabili per trasformare Kalimdor in un paradiso ed eliminare "tutte le razze inferiori".. Gli Alti Nobili aprirono quindi un portale, permettendo ai demoni di riversarsi su Azeroth.: guidate da Archimonde e Mannoroth, con la compiacenza di Azshara e degli Alti Nobili, le forze della Legione si avventarono sulla popolazione elfica, dando inizio alla Guerra degli Antichi. Inoltre, alcuni degli Alti Nobili, fra cui Xavius, principale consigliere di Azshara, vennero trasformati da Sargeras in satiri.
Inizialmente ignari del ruolo di Azshara nel massacro, gli elfi della notte organizzarono una resistenza armata, comandata da Kur'talos Crinocorvo: tra i difensori si distinsero in particolare la sacerdotessa di Elune Tyrande Soffiabrezza e i gemelli Illidan e Malfurion Grantempesta, il primo incantatore, il secondo druido. Nel frattempo, le forze di Azshara stavano tentando di trasformare l'intero Pozzo dell'Eternità in un portale per permettere a Sargeras di giungere su Azeroth. Col progredire della guerra, alcuni Alti Nobili abbandonarono il fianco della regina: un gruppo guidato da Dath'Remar Solealto fuggì dal palazzo di Azshara unendosi alla resistenza, mentre quelli che governavano la città di Suramar sabotarono i piani locali della Legione. Jarod Cantombroso, succeduto a Crinocorvo alla guida della resistenza, riuscì a superare la xenofobia degli elfi e a includere nell'esercito anche altre razze, come i tauren, i terrigeni e i mezzorsi, mentre Tyrande e Malfurion convinsero Cenarius e gli altri Dei Selvatici a combattere al loro fianco: con queste forze combinate la resistenza attaccò Zin-Azshari, subendo gravissime perdite ma permettendo a Malfurion, usando il potere dell'Anima dei Draghi, di spezzare l'incantesimo che gli Alti Nobili stavano tessendo.
L'interruzione improvvisa del sortilegio rispedì tutti i demoni nella Distorsione Fatua, ma causò anche il collasso del Pozzo dell'Eternità: il grande lago di energia magica implose, producendo un cataclisma di proporzioni colossali, poi chiamato "la Separazione", che consumò l'80% della massa di Kalimdor: le acque dell'oceano si riversarono a colmare il vuoto lasciato dall'implosione del Pozzo, formando il Grande Mare, mentre ciò che restava delle terre emerse rimase diviso in vari continenti e isole. Gli Alti Nobili che si trovavano a Zin-Azshari, inclusa la regina, vennero salvati dal Dio Antico N'Zoth che li trasformò in naga; solo pochi altri gruppi di Quel'dorei sopravvissero altrove, come quelli di Suramar (sulle Isole Disperse), di Eldre'Thalas (a Feralas). e di Shandaral (nella Foresta di Cristallo)., nonché quelli che si erano uniti alla resistenza.
Nordrassil e il dopoguerra