LEsodo (; , «uscita dall'Egitto») è il principale racconto descritto nell'omonimo libro della Bibbia.
Il libro racconta di come il popolo ebraico, che secondo la Bibbia sarebbe stato schiavo degli Egizi, sarebbe stato liberato da Dio per mano del profeta Mosè da lui inviato. Abbandonato l'Egitto, gli ebrei avrebbero vagato nel deserto del Sinai per 40 anni per poi giungere nella terra di Canaan, dove si sarebbero insediati. La liberazione dall'Egitto è commemorata dagli Ebrei nel giorno di Pesah, ovvero la Pasqua ebraica.
Essendo la Bibbia l'unica fonte dell'evento, e non essendo stati trovati elementi storici od archeologici che dimostrino che una migrazione di tale imponenza sia mai avvenuta nella storia egizia, gli eventi narrati nel Pentateuco non possono essere considerati storici. Nonostante ciò, la maggioranza degli studiosi ritiene che vi sia un nucleo storico dietro agli eventi biblici, ovvero la migrazione di un popolo semita dall'Egitto a Canaan nel XIII secolo a.C. .
Narrazione biblica
La narrazione della Bibbia circa gli eventi relativi all'Esodo può essere così sintetizzata: Giuseppe, diventato viceré d'Egitto, invita suo padre Giacobbe-Israele e i suoi fratelli a stabilirsi nella terra di Goscen, all'interno del dominio egiziano.v. I discendenti di Giacobbe, i figli d'Israele, dimorano in Egitto e prosperano in pace per 400 anniv. , dove la cifra non ha valore storico-cronologico ma indica un generico lungo periodo, come avviene altrove anche per il numero 40. Un faraone (da taluni identificato in Ramses II) riduce in schiavitù gli ebrei temendo per il loro numero, obbligandoli a costruire le città di Pitom e Ramses.v. . Continuando a crescere di numero, ordina l'uccisione dei maschiv. Dagli ebrei Amram e Iochebed, nasce un bambino, Mosè, che viene abbandonato dalla madre sul fiume Nilo per salvargli la vita. Viene trovato e adottato dalla figlia del faraone, Bithia, e cresciuto alla corte. Una volta cresciuto uccide un egiziano che colpiva un ebreo e fugge dall'Egitto verso Madian. Qui Dio gli parla dal roveto ardente ordinandogli di liberare gli ebrei.v. Mosè, accompagnato dal fratello Aronne, si reca più volte dal faraone (diverso da quello dell'oppressionev. , da taluni identificato in Merenptah), chiedendo la liberazione del popolo ebraico. Il faraone rifiuta più volte, e Dio colpisce l'Egitto con le dieci piaghe. Secondo la Bibbia è, comunque, lo stesso Dio a "ostinare il cuore" del faraoneIl Signore disse a Mosè: «Mentre tu parti per tornare in Egitto, sappi che tu compirai alla presenza del faraone tutti i prodigi che ti ho messi in mano; ma io indurirò il suo cuore ed egli non lascerà partire il mio popolo.» () Il Signore disse a Mosè: «Vedi, io ti ho posto a far le veci di Dio per il faraone: Aronne, tuo fratello, sarà il tuo profeta. Tu gli dirai quanto io ti ordinerò: Aronne, tuo fratello, parlerà al faraone perché lasci partire gli Israeliti dal suo Paese. Ma io indurirò il cuore del faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nel Paese d'Egitto. Il faraone non vi ascolterà e io porrò la mano contro l'Egitto e farò così uscire dal Paese d'Egitto le mie schiere, il mio popolo degli Israeliti, con l'intervento di grandi castighi. Allora gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando stenderò la mano contro l'Egitto e farò uscire di mezzo a loro gli Israeliti!». () Ma il Signore rese ostinato il cuore del faraone, il quale non diede loro ascolto, come il Signore aveva predetto a Mosè. () Mosè e Aronne avevano fatto tutti questi prodigi davanti al faraone; ma il Signore aveva reso ostinato il cuore del faraone, il quale non lasciò partire gli Israeliti dal suo Paese. () «Il faraone penserà degli Israeliti: Vanno errando per il Paese; il deserto li ha bloccati! Io renderò ostinato il cuore del faraone ed egli li inseguirà; io dimostrerò la mia gloria contro il faraone e tutto il suo esercito, così gli Egiziani sapranno che io sono il Signore!». (). perché, nonostante tutti i prodigi compiuti da Mosè, non lasciasse partire gli Ebrei dall'Egitto e si potesse così colpire l'Egitto con stermini e distruzioniGli esegeti del Nuovo Grande Commentario Biblico precisando come il cuore fosse "l'organo della decisione nella Bibbia" - osservano come "l'espressione «Ma io indurirò il cuore del faraone» non prende neppure in considerazione gli attori umani per evidenziare il controllo di Dio. Altri testi sottolineano la libertà umana e così esprimono in maniera diversa il rapporto Dio/essere umano: p. es. «Ma il cuore del faraone si ostinò e non diede ascolto» (8,15)" ma "nonostante i problemi che il concetto può far sorgere per il lettore moderno, il punto di vista degli scrittori va interpretato: i nemici d'Israele non avevano alcuna importanza, erano, per così dire, semplici marionette nelle mani di YHWH che perseguiva i suoi scopi per Israele." ( Cfr anche: Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, p. 146, ISBN 88-01-10612-2.).. Terminata l'ultima piaga, il faraone permette agli ebrei di lasciare l'Egitto. Mosè e i figli d'Israele partono e si accampano presso il Mare di Giunco (tradizionalmente tradotto con Mar Rosso). Il faraone però ci ripensa immediatamente e li insegue con tutto il suo esercito.v. Dio, tramite Mosè, apre miracolosamente il mare, e il popolo ebraico lo attraversa passando sul fondo asciutto. Al termine del passaggio il mare si richiude uccidendo tutti i soldati egiziani.v. Il popolo ebraico vaga nel deserto dove è sostenuto miracolosamente da Dio che fornisce occasionalmente acqua sgorgante dalla roccia, stormi di quaglie, e soprattutto la manna quotidiana. Dopo 40 anni (cifra simbolica) dall'uscita dall'Egitto attraversano il Giordano, entrando nella terra di Canaan. In Numeri 14,34, Dio preannuncia un anno di ostilità nel deserto per ognuno dei 40 giorni spesi a esplorare la terra di Canaan, disobbedendogli.
Datazione e identificazione dei faraoni
La datazione degli eventi relativi all'Esodo e la connessa identificazione dei faraoni coinvolti sono ipotetiche, in quanto il Libro dell'Esodo non fornisce riferimenti storici espliciti e precisi.
Il Libro dell'Esodo presenta due distinti faraoni, entrambi anonimi:
il primo ("che non aveva conosciuto Giuseppe") è responsabile della riduzione in schiavitù degli ebrei e dell'ordine dell'uccisione dei neonati maschi, la cui figlia trovò ed allevò Mosè. Viene solitamente indicato come "il faraone dell'oppressione"; il secondo, distinto dal primo è quello con cui si scontra Mosè adulto, che con il suo rifiuto di lasciar partire gli Ebrei attira sull'Egitto le dieci piaghe. Viene solitamente indicato come "il faraone dell'Esodo".
Fin dall'antichità sono state proposte diverse identificazioni per i faraoni, e l'attenzione è stata rivolta principalmente al faraone dell'Esodo antagonista di Mosè:
+ Identificazione del faraone dell'Esodo in scrittori antichiVedi sinossi riassuntiva a cura del teologo statunitense Stephen C. Meyer dal sito Institute for Biblical & Scientific Studies. Scrittore Ebrei = Hyksos Faraone dell'Esodo Manetone sì Tethmosis (Ahmose)(XVI secolo a.C.) Giuseppe FlavioContro Apione 1,14-15 (Traduzione inglese). sì Ahmose(XVI secolo a.C.) Tacito no Wahkara (Bòcchoris in greco)(VIII secolo a.C.) Diodoro Siculo sì Hatshepsut(XV secolo a.C.) Eusebio di Cesarea no Chencheres (Akhenaton?)(XIV secolo a.C.?)
Complessivamente tra i Padri della Chiesa dei primi secoli dell'era cristiana, con l'eccezione di Eusebio di Cesarea, prevalse l'idea già presente in Manetone e Giuseppe Flavio secondo la quale gli Ebrei erano identificati con gli Hyksos scacciati dall'Egitto dal faraone Ahmose (regno circa 1550 – 1525 a.C.). Questa è l'ipotesi dei sostenitori delle teorie dell'Esodo antico.
La maggior parte degli studiosi ed esegeti moderniV. p.es. Werner Keller, La Bibbia aveva ragione, Milano, Garzanti, 1956, p. 95; Rolf Rendtorff, Introduzione all'Antico Testamento, Torino, 1990, p. 23; Yohanan Aharoni, Michael Avi-Yonah, Atlante della Bibbia, Casale Monferrato, 1987, p. 44. è invece orientata a identificare nel faraone dell'oppressione Ramses II (circa 1279-1212 a.C.). Infatti le città menzionate nel Libro dell'Esodov. costruite dagli Ebrei durante la schiavitù, Pitom e Ramses, sono verosimilmente da identificare con Pitom ("casa di Atum" in egiziano) e Pi-Ramses ("casa di Ramses" in egiziano). Entrambe le città, secondo le cronache egiziane, sono state edificate appunto dal faraone Ramses II utilizzando mano d'opera costretta ai lavori forzati.
Pi-Ramses fu edificata dopo il 1300 a.C., nel territorio sotto il controllo di Paramses, visir del faraone Haremhab, che poi diverrà faraone col nome di Ramses I, la città di Pitom fu costruita durante il regno del faraone Horemheb, predecessore di Ramses I, quindi tutte e due le città costruite tra il 1319– 291 a.C. sotto il regno di Horemheb, predecessore di Ramses I.
Assumendo come valido il dato biblico secondo il quale il faraone dell'oppressione va distinto dal faraone dell'Esodo, suo successore, ne deriva che il faraone antagonista di Mosè era Merenptah (circa 1213-1203 a.C.), figlio di Ramses. Una testimonianza storica relativa a quest'ultimo faraone è la cosiddetta stele di Merenptah, che riferisce dell'esistenza presso la terra di Canaan di un popolo nomade di nome ysrỉr, da molti studiosi identificato con Israele. Prima fonte extrabiblica che menziona la parola "Israele", che nella sacra Scrittura compare per la prima volta in riferimento al patriarca Giacobbe, ha permesso di attestare l'esistenza di una comunità israelitica nella Terra di Canaan intorno al 1200 a.C.
Una possibile datazione può essere ricavata da , nel quale è riferito che la costruzione del tempio di Salomone, iniziata nel quarto anno del suo regno (cioè attorno al 968 a.C.), avvenne 480 anni dopo l'uscita degli Israeliti dall'Egitto. Questo collocherebbe l'Esodo attorno al 1448 a.C., sotto il regno del faraone Thutmose III, avallando la teoria dell'Esodo antico. Tuttavia la cifra di 480 non va intesa come un attendibile dato storico, ma come un calcolo erudito e tardivo che si basa sul numero dei sacerdoti in carica da Aronne a Zadok moltiplicato per quaranta anni, la durata tradizionale di una generazioneCf. Bibbia TOB, nota a 1Re6,1..
Ipotesi sui motivi del viaggio
Fuga dall'oppressione Secondo il Libro dell'Esodo il motivo che spinse il popolo ebraico a uscire dall'Egitto fu la fuga dalla dura servitù imposta loro dal faraone.
Il principale materiale da costruzione in Egitto era costituito dai mattoni grazie alla grande abbondanza di fango proveniente dai sedimenti (limo) del fiume Nilo. Fonti archeologiche confermano che esistevano effettivamente le mattonaie in Egitto, che il lavoro presso di esse era particolarmente duro, eseguito impastando il fango con la paglia, poi pigiandolo nei telai e infine cotto al sole. Normalmente il lavoro era eseguito da stranieri o schiavi ed era organizzato in squadre con responsabili e attendenti. Questo quadro mostra che quanto raccontato nel libro dell'Esodo a proposito della fabbricazione di mattoni da parte del popolo di Israele è compatibile con i dati archeologici, il che è un fattore a favore dell'origine storica del racconto dell'Esodo.
Probabile ribellione degli Habiru