La chiesa di San Carlo Borromeo è un edificio religioso situato nel quartiere di Lugano Centro, a Lugano.
Storia La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1640 e si concluse nel 1642, su progetto di Giovanni Angelo Galassini e di Antonio Castelli, per volontà della Confraternita dedicata a San Carlo Borromeo.
Nel 1661 fu dotata dell'attuale campanile.
Tra il XVII e il XVIII secolo l'interno fu decorato con stucchi e affreschi di gusto barocco, attribuiti a maestranze lombarde e ticinesi. La facciata attuale, realizzata dal curegliese Domenico Fontana, venne completata nel 1829.
Nel 1948, il vescovo di Lugano Angelo Giuseppe Jelmini propose la messa in vendita della chiesa di San Carlo per finanziare la costruzione della Chiesa di San Nicolao della Flüe; tale proposta scatenò tuttavia malumori tra i luganesi, i quali si opposero all'alienazione della chiesa di Via Nassa.
Durante il XX secolo furono eseguiti lavori di restauro e consolidamento delle strutture, con interventi documentati dall'Ufficio dei beni culturali del Cantone Ticino tra gli anni 1966-1967, mentre tra il 1970 e il 1980 furono restaurati gli affreschi e rinnovato l'organo a canne.
Descrizione La chiesa presenta una pianta a navata unica, suddivisa in due campate coperte da una volta a botte lunettata. Sul lato settentrionale si aprono due cappelle laterali, mentre il presbiterio è coperto da una volta a crociera e terminante in un'abside semicircolare.
All'esterno la facciata si distingue per il portale in stile barocco, incorniciato da elementi architettonici in pietra e sormontato da una finestra centrale rettangolare. L'insieme, pur semplice nelle proporzioni, riflette l'equilibrio tipico dell'architettura luganese tra Sei e Settecento.
Tra le opere pittoriche si conservano tele seicentesche di Giovanni Paolo Recchi e di Francesco Innocenzo Torriani, nonché dipinti settecenteschi di Giuseppe Antonio Petrini, Giuseppe Mattia Borgnis e Giuseppe Reina.
Al Petrini si devono in particolare tre pale d'altare:
un San Carlo ex cathedra (1715); un Mandato a San Pietro, collocato in fondo al presbiterio; e una Gloria di Sant'Antonio (1730) che decora la volta del coro.
L'altare maggiore, in marmo di Baveno, fu realizzato nel 1768 e attribuito a Giovanni Battista Adami. Nella nicchia centrale si trova la statua della Madonna della Cintura del XVIII secolo, proveniente da botteghe lombarde.
Sulle pareti è presente una Via Crucis moderna di Nag Arnoldi, mentre nella zona del presbiterio sono collocati due dipinti di tema mariano di scuola lombarda.
Organo a canne In controfacciata si trova l'organo a canne costruito da Gaspare Mascioni nel 1891, proveniente dal demolito Castello di Trevano. Lo strumento, a trasmissione meccanica, dispone di 18 registri distribuiti su una tastiera di 58 note con prima ottava cromatica e una pedaliera dritta di 20 note.
Note
Bibliografia Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano, 1980, pp. 257–258. Niklaus Flüeler, Guida culturale della Svizzera, Zurigo, Ex Libris Verlag AG, 1982, p. 219. Laura Damiani Cabrini, Francesco Innocenzo Torriani, pittore "di studio" e "d'invenzione", in Francesco e Innocenzo Torriani. Opere e vicende di due artisti del Seicento, Mendrisio, 2006, pp. 65–71, 89. AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona, 2007, p. 299.
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