La medicina medievale in Europa Occidentale fu una mistura di: idee preesistenti fin dall'antichità (Ippocrate e Galeno); un generale concetto filosofico per cui anima (immateriale) e corpo (mortale, creato e materiale) siano indissolubili;Jacques Le Goff, Il corpo nel Medioevo, Editori Laterza, p. 22. una globale rinuncia al godimento nella vita sociale e del corpo in genere; influenze religiose. All'epoca non esisteva ancora alcuna tradizione scientifica e le osservazioni erano spirituali.

Nell'Alto Medioevo, a seguito della caduta dell'Impero romano, la conoscenza medica standard era basata principalmente sui testi sopravvissuti greci e romani, preservati in monasteri.

Le idee circa le origini di cure e malattie non erano comunque puramente secolari, ma basate su una visione della vita in cui il destino, il peccato e le influenze astrali giocavano un grande ruolo. L'efficacia di una cura era più correlata alle credenze del paziente e del medico, piuttosto che ad un'evidenza empirica, cosicché i remedia physicalia ("rimedi fisici") erano spesso subordinati ad interventi spirituali.

Influenze Cristianesimo Non è possibile capire il periodo medioevale, per lo meno nell'Europa occidentale, se si prescinde dalla formidabile pressione che esercitò la Chiesa sulla vita di tutti gli uomini. All'inizio del IV secolo, la cristianità era la religione per lo più urbana. Occorsero parecchi secoli prima che si diffondesse anche alle popolazioni contadine, che mantennero comunque anche parte delle tradizioni pagane ancestrali. Per altro, le invasioni barbariche portarono nuove, e diverse tra loro, tradizioni pagane.

Fin dai primi tempi dell'Alto Medioevo, fu chiara una forte commistione tra malattia e peccato: papa Gregorio I dichiarò che la peste del 590 era una punizione divina.Jeffrey Richards, Consul of God: The life and times of Gregor, the Great, London, Routledge and Kegan Paul, 1980 Ciò ha inevitabilmente portato ad una certa tensione con i modelli terapeutici pagani e magici, che furono ritenuti non lecitiD. W. Amundsen, Medicine, Society and faith in the ancient and medieval world, John Hopkins, p. 127.. Secondo le concezioni della Chiesa, si pensava che Dio, talvolta, inviasse malattie come punizione e che, in questi casi, il pentimento potesse portare alla guarigione. "Christus medicus": Cristo era il vero medico e la terapia era la redenzione. Comunque, molti ordini monastici, in particolare i benedettini, considerarono la cura dei malati come il loro principale lavoro di carità.

In tutto il Medioevo non esisteva alcun singolo, organizzato filone di medicina. In realtà, in ogni famiglia si trovava qualcuno che si occupava dei problemi sanitari più semplici e ogni comunità comunque avevano persone che si interessavano di problemi più complessi, per cui esistevano levatrici, cavadenti, esperti nell'uso delle erbe, conciaossa ecc. Dentro le città potevano essere trovati empirici che trattassero ferite, alcuni tipi di chirurgia (ernie, rimozione di calcoli renali, incisioni di ascessi.). Chi era colpito da malattie o traumi, poteva rivolgersi alla medicina delle campagne, a sacerdoti, ad astrologi, a streghe, a mistici o ad un medico stabilito (propriamente detto), se fosse stato disponibile. I confini tra ogni "figura professionale" erano labili e indistinti. I classici testi medici, come quelli di Galeno, erano ancora largamente usati, sulla base dell'autorità, piuttosto che su quello della conferma sperimentale.

Come il cristianesimo crebbe in influenza, si sviluppò una tensione tra la Chiesa e la medicina delle campagne, in quanto in quest'ultima molto era magico o mistico e possedeva basi parzialmente incompatibili con la fede cristiana. Allo stesso modo, la dipendenza dal potere delle erbe o gemme bisognava di essere spiegato attraverso il cristianesimo. Sempre nell'Alto Medioevo, il cristianesimo si diffonde nella lingua latina, sconosciuta ormai a tutti i non eruditi o chierici, per cui gli unici in grado di conoscere Ippocrate o Galeno furono ovviamente gli uomini di chiesa. La medicina si integrò con altre discipline a formare un tutt'uno. I nomi più famosi saranno Severino Boezio, Cassiodoro, Isidoro di Siviglia, Beda il Venerabile, Rabano Mauro, Oddone di Meung, Fulberto di Chartres e altri monaci di San Gallo, di Einsiedeln, di Canterbury, di Marmoutier. Ma, di fatto, all'inizio del Medioevo, la Chiesa diverrà depositaria del sapere medico fino a pochi secoli or sono.Storia della medicina di Jean-Charles Sournia, Sournia Jean-charles, G. Licinio

Superstizione e medicina popolare Nel Medioevo il soprannaturale è accettato senza riserve. La superstizione venne considerata un retaggio del paganesimo e ampiamente osteggiata dalla Chiesa cattolica. Come già ricordato durante tutto il Medioevo vengono utilizzati rimedi tipici della medicina popolare. Ovviamente tutti gli incantesimi devono essere trasposti con formule cristiane.

La medicina conventuale Con il concetto di carità nacquero gli ospedali, in un primo tempo intesi come luoghi di accoglienza per deboli (poveri, pellegrini, ammalati, vecchi, neonati o infanzia abbandonata), poi successivamente come strutture dedicate alle cure delle malattie. La medicina clericale, chiamata spesso medicina monastica, era considerata come parte del dovere religioso, con pagamenti effettuati alla chiesa piuttosto che al religioso direttamente. La Regola di San Benedetto stabiliva che "prima di tutto deve essere posta attenzione ai malati, che devono essere serviti in verità, come Cristo lo è".Ch. 36, Of the Sick Brethren cf. Galatians 4:14 where St. Paul writes: Even though my illness was a trial to you, you did not treat me with contempt or scorn. Instead, you welcomed me as if I were an angel of God, as if I were Christ Jesus himself.

La medicina conventuale ebbe la caratteristica di dare asilo a studiosi e curare gli ammalati. Nel 529 venne fondato da San Benedetto da Norcia il Monastero di Montecassino. In contemporanea fiorì una medicina laica. Praticamente tutti i monasteri possedevano un'infermeria, per i monaci e le monache e questo portò a prevedere qualcosa da fare per la cura dei pazienti secolari. Quasi la metà degli ospedali nell'Europa medioevale era direttamente affiliata con un monastero od altre istituzioni religiose.

Molte di ciò che rimaneva, imitavano le comunità religiose, formulavano precise regole di condotta, richiedevano un unico tipo di vestito, ed integravano i servizi e di culto nella loro routine quotidiana. Nel campo terapeutico venne data molto importanza all'utilizzo dei semplici, ovvero alla coltivazione e alla preparazione delle piante medicinali. Moltissimi conventi si dotarono di un orto di piante medicinali e di un'infermeria. Per certi versi nell'Alto Medioevo il convento divenne un luogo di sintesi tra una medicina più dotta, erede di Ippocrate e Galeno, e una medicina più povera (i semplici), applicata al nuovo contesto della cura del corpo e dell'anima.Giorgio Cosmacini, L'arte lunga, Roma-Bari, Editori Laterza, p. 129

Medicina islamica Nel mondo islamico si sviluppano alcune scuole, i cui principali esponenti sono: al-Harith ibn Kalada Hunayn ibn Ishaq o Johannitius Muhammad ibn Zakariyya al-Razi o Rhazes Ali ibn Abbas al-Majusi Ali al-Husayn ibn Sina o Avicenna Abu Qasim al-Zahrawi o Abulcasis Abu Marwan 'Abd al-Malik ibn 'Abd al-Ala ibn Zuhr o Avenzoar Abu Walid Muhammad ibn Rusd od Averroè Rabbi Moshe ben Maimon o Maimonide

La medicina medioevale avanzò molto durante il rinascimento del XII secolo, quando furono tradotti molti testi medici arabi sull'antica medicina greca e la medicina islamica. Il testo più influente fu il Canone della medicina di Avicenna, un'enciclopedia medica scritta all'incirca nel 1030, che sintetizza la medicina greca, l'Ayurveda e la medicina islamica: il canone divenne un testo basilare nell'istruzione medica in Europa, fino al periodo moderno. Altri influenti testi tradotti del tempo includono: il Corpus Hippocraticum attribuito a Ippocrate, il De Gradibus di Alkindus, il Liber pantegni di Haly Abbas, ed altre opere di Isaac Israeli ben Solomon, Galeno e il Al-Tasrif di Abulcasis.

La rinascita del XII secolo è un movimento culturale che interessa tutto il secolo. In questo periodo vennero effettuate molte traduzioni di testi arabi, i quali a loro volta avevano tradotto in arabo i testi classici ippocratici e galenici. Fu anche tradotto il Canone di medicina (al-Qanun fi tibb) di Avicenna, una sorta di summa delle conoscenze mediche greche, indiane e islamiche. Il canone divenne un testo di grande autorità. Venne data (come già detto) maggior importanza al corpo e alle sue manifestazioni, alle manifestazioni del dolore ed alla cura del corpo. Da qui il diffondersi della via crucis.Jacques Le Goff, Il corpo nel Medioevo, Edizioni Laterza, pg 96-98

Aspetti generali della medicina altomedievale

Nell'Alto Medioevo si assiste ad una sorta di semplificazione e modifica del bagaglio culturale medico dell'antichità: mentre la tradizione teorica medica greco-romana e alessandrina rimase come patrimonio della cultura bizantina, nell'Occidente cristiano questa venne modificata (come sotto descritto), residuandone solo una piccola parte conservata nelle biblioteche dei monasteri o ancora insegnata, seppure in pochi centri, in Francia o nelle aree di tradizione bizantina, come Ravenna. Il lato teoretico della medicina fu quindi isolato e ridotto al minimo indispensabile, dando invece preferenza alla terapia.

I testi medici che circolavano tra V e X secolo nei grandi monasteri e nelle rare scuole erano infatti compilazioni di materiali tra i più disparati, per lo più finalizzate all'insegnamento: brevi opere teorico-pratiche, raccolte di farmacopee o, spesso, manuali pratici dove le varie malattie venivano descritte in maniera sommaria con l'indicazione della relativa terapia. Tra questo materiale si trovavano alcuni testi ippocratici, qualche più raro testo galenico, rimaneggiamenti di opere di Mustio, Aureliano Celio, Sereno Psammonico e di autori più tardi come Paolo di Egina o Oribasio.

La medicina altomedievale fu essenzialmente una medicina pratica, basata sull'insegnamento diretto e sull'uso di terapie consacrate dalla tradizione. Dal punto di vista pratico, la medicina dell'Alto Medioevo differì poco quindi da quella dell'antichità, rimanendo un patrimonio di laici di diversa estrazione, probabilmente piuttosto bassa. Pare che nell'Alto Medioevo non esistessero veri e propri centri di insegnamento e l'acquisizione di questa arte avveniva direttamente tra maestro e discepolo o tra padre e figlio. Quindi, in parole povere, non esisteva una vera e propria autorizzazione all'arte medica da parte delle autorità.

Un discorso a parte dovrebbe essere fatto per i medici ebrei, di cui si trovano numerose testimonianze nelle fonti altomedievali: per loro, ovviamente, non valevano i preconcetti cristiani sulla medicina, per cui avevano continuato ad esercitare basandosi sulla tradizione medica antica.Jacques Le Goff, Il Medioevo raccontato da Jacques Le Goff, Editore Laterza, p. 48 La cura fisica, per il cristiano, era subordinata a quella spirituale, l'assistenza ai malati veniva considerata come un vero atto di carità cristiana, espressione del suo amore verso Dio. Detto questo non esisteva però alcun filone organico di medicina medioevale.

Teorie della medicina Teoria degli umori

Alla base della medicina medioevale v'era la teoria dei quattro umori. Questa derivava dalle opere di antichi medici e dominò tutta la medicina occidentale fino al XIX secolo. La teoria sosteneva che in ogni uomo si trovassero quattro "umori", o fluidi principali: bile nera, bile gialla, flegma e sangue, prodotti da vari organi del corpo.