Il castello di Malbork (; ) venne costruito dall'Ordine teutonico come Ordensburg, cui venne dato il nome di Marienburg (letteralmente «castello di Maria», la patrona dell'ordine). La città che vi crebbe attorno assunse lo stesso nome, oggi divenuta Malbork e appartenente alla Polonia.

Costruito per ordine di Siegfried von Feuchtwangen, il castello di Malbork è situato sulla sponda sud-orientale del fiume Nogat ed era quindi accessibile alle navi mercantili e alle chiatte. Esso fu inizialmente concepito come un convento, per poi essere trasformato in un castello a tutti gli effetti.

Il castello di Malbork è costituito da tre parti: il castello alto, ossia l'ex convento; il castello medio, con le abitazioni degli inservienti e alcuni servizi; e il castello basso, nel quale si trovava il karwan, uno spaccio di armi di ogni genere. Durante la guerra dei tredici anni molte stanze del castello furono riempite di armi da utilizzare contro un'eventuale invasione. Il castello riacquistò tuttavia le sue funzioni originarie con la dominazione polacca.

Il castello, che al suo interno ospita anche un museo, è un classico esempio di fortezza medievale; è il più grande castello del mondo costruito in mattoni (e, in generale, l'edificio in mattoni più grande mai costruito dall'uomo) e uno dei più imponenti d'Europa.. Il castello e il suo museo fanno parte del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO dal dicembre 1997.

Posizione geografica

La posizione del castello direttamente sul Nogat e il terreno circostante relativamente piatto ne permisero un'ottima accessibilità a chiatte e navi mercantili. Sotto il governo della Prussia, i cavalieri dell'Ordine teutonico riscuotevano pedaggi dalle navi in transito, creando di fatto un monopolio sul commercio dell'ambra. Quando la città entrò a far parte della Lega anseatica, numerose riunioni si tennero all'interno del castello.

Il castello fu difeso da Heinrich von Plauen durante l'assedio di Marienburg del 1410, riuscendo così a impedire il totale annientamento dei Cavalieri teutonici dopo la disastrosa sconfitta subita nella battaglia di Grunwald.

Storia La costruzione

Nel 1217 papa Onorio III decise di intraprendere una serie di missioni volte a portare la cristianità tra i prussiani. Per svolgere questo compito venne richiesto l'aiuto dell'Ordine teutonico, al quale furono concessi territori nei quali i cavalieri si stanziarono a partire dal 1230.

Su questi territori i cavalieri dell'Ordine costruirono numerosi castelli. L'edificazione di quello di Malbork ebbe inizio nel 1270, ma la sua importanza crebbe in modo decisivo solo il 14 settembre 1309, quando il gran maestro Siegfried von Feuchtwangen vi trasferì la sede dell'Ordine Teutonico. Oggi il castello è riconosciuto come il più grande edificio gotico fortificato d'Europa, e divenne ben presto il quartier generale di uno dei più potenti Stati della costa meridionale del Baltico. Divenne tuttavia evidente che la struttura era inizialmente organizzata in modo inadeguato e carente di personale per assolvere un ruolo di tale importanza.

In origine, nel luogo in cui oggi sorge il castello era presente un convento, che nel corso di circa quarant'anni venne trasformato in una fortezza dotata di tutte le difese possibili. Circondata da un profondo fossato e da numerose torri di avvistamento, l'ampia struttura comprendeva anche diversi edifici religiosi, tra i quali la chiesa di Nostra Signora, successivamente ampliata con la costruzione del presbiterio, e la cappella di Sant'Anna, dove per secoli furono sepolte le salme dei signori del castello. Le precedenti celle dei frati vennero trasformate in un complesso residenziale ben organizzato, noto come castello medio.

Oltre alle abitazioni, il castello medio includeva anche il refettorio (la sala più ampia del complesso), l'infermeria, nella quale venivano curati i membri anziani o malati dell'Ordine, e il palazzo del comandante del castello.

Tra il XIV e il XV secolo venne aggiunta una terza sezione del complesso: il castello basso, destinato a funzioni prevalentemente logistiche e residenziali. Qui fu realizzato il Karwan, un grande arsenale per la vendita e lo stoccaggio di cannoni e veicoli militari. Il castello basso comprendeva inoltre un granaio situato sulle rive del fiume e una serie di edifici di servizio, tra cui una fonderia per la produzione di campane, birrerie e scuderie. Venne edificata anche la cappella di San Lorenzo, collocata in posizione più periferica rispetto agli altri edifici. La costruzione del castello basso rese necessario l'ampliamento delle mura e del fossato difensivo: queste fortificazioni si collegavano a quelle della città di Malbork e si estendevano per diverse centinaia di metri verso sud.

La guerra dei tredici anni

Durante la guerra dei tredici anni, nel giugno 1457, l'armata polacca assediò Malbork. La gestione del castello fu quindi affidata a una famiglia nobile polacca. In questo periodo, che si estese per l'intero XVI e XVII secolo, è possibile osservare, attraverso le fonti scritte e i dipinti, come le funzioni delle stanze del castello siano profondamente mutate.

Il castello alto cessò di svolgere la funzione di convento e divenne un'area destinata ai servizi. In questa parte del complesso venivano venduti pepe, sale, birra e altri generi alimentari. Il castello medio mantenne pressappoco le stesse funzioni precedenti, continuando a ospitare le abitazioni dei soldati e degli ufficiali. Il castello basso fu invece destinato a scopi esclusivamente militari: cannoni, munizioni e armi da fuoco di vario tipo vennero depositati nel Karwan, l'antico spaccio di armi, mentre torri e bastioni furono utilizzati come cantine o come ambienti alternativi al Karwan per lo stoccaggio degli armamenti.

La dominazione polacca

Il castello di Malbork, precedentemente costruito e ampliato dai cavalieri dell'Ordine teutonico, recuperò le sue funzioni originarie sotto il dominio polacco. Furono investite ingenti risorse nella restaurazione di questa vasta fortezza gotica, sebbene i fondi effettivamente disponibili fossero molto limitati. La portata di tale difficoltà emerge chiaramente dalle testimonianze scritte lasciate dagli inservienti che lavoravano nel castello. Uno dei primi documenti, risalente al 1565, menziona una profonda crepa nel muro settentrionale del refettorio, la cui riparazione avrebbe comportato costi elevatissimi per lo Stato, che non disponeva delle risorse necessarie. Questo episodio segnò l'inizio di un problema strutturale che sarebbe stato risolto solo in epoca recente.

Un nuovo tetto per la chiesa fu completato nel 1647, poiché quello precedente era ormai prossimo al crollo. La riparazione degli altri difetti strutturali del castello richiese tuttavia molto più tempo del previsto. La carenza di manodopera, unita alla vetustà delle volte mai restaurate, provocò nel 1675 il crollo di gran parte dell'ala meridionale e delle abitazioni del castello medio. I tetti furono riparati soltanto verso la metà del XVIII secolo, mentre la sommità della torre venne coperta con un tetto sormontato da una lanterna. L'iniziativa per questi restauri fu promossa dal reAugusto II di Polonia.

All'inizio del XVII secolo il palazzo del comandante del castello fu trasformato in un palazzo reale, poiché le precedenti stanze interne vennero adattate ad appartamenti destinati alla corte. Questo edificio risulta essere quello che subì i danni minori all'interno del complesso di Malbork: venne infatti solo parzialmente demolito durante l'invasione svedese nel corso della guerra dei trent'anni. Tra i danni più gravi va invece ricordato un incendio accidentale che colpì i tetti del castello alto nel maggio del 1664, causando il cedimento delle strutture portanti delle gallerie coperte realizzate in epoca teutonica. Tali strutture furono successivamente ricostruite, questa volta in stile barocco.

Tra il 1756 e il 1767 fu istituita un'ampia scuola gesuita nella torre Priest, situata tra la chiesa di Nostra Signora e il castello medio. Dal 1652 al 1772 la chiesa fu affidata alla cura dei gesuiti. Tra la fine del XVII secolo e l'inizio del XVIII secolo, i lavori di restauro nel castello medio furono limitati alla ricostruzione di una piccola parte degli edifici, esclusivamente quelli necessari a ospitare il personale del castello.

La devastazione prussiana

Nel settembre 1772 Malbork fu assediata dalle truppe prussiane. Queste occuparono il castello alto e il castello medio del complesso di Malbork, che era stato utilizzato per l'ultima volta da fanti polacchi tra il 1737 e il 1744. Nonostante le sue dimensioni imponenti, il castello apparve troppo piccolo per ospitare l'intero contingente prussiano; di conseguenza, poco dopo l'arrivo delle truppe vennero avviati lavori di ampliamento. I chiostri furono coperti con tetti in mattoni e il ponte che conduceva alla città di Malbork venne inglobato nell'ala meridionale, data la vicinanza con i nuovi edifici. Inoltre, il refettorio del castello medio fu trasformato in un’arena per le corse equestri; l'ingresso principale venne ampliato, il pavimento in mattonelle demolito e alcune finestre murate. Intorno al 1780 fu infine aperto un centro per la lavorazione del cotone nella casa del proprietario del castello, dove all'epoca risiedevano i comandanti prussiani.

Questo periodo segnò l'inizio di circa vent'anni di trasformazioni architettoniche, talvolta anche radicali, del castello. Tali interventi proseguirono nonostante la pubblicazione, nel 1799, di un album contenente delle immagini di Malbork, di un album illustrato dedicato a Malbork, che coinvolse numerosi autori. Tra questi si ricordano F. Gill, illustratore, F. Frick, incisore, e F. Rabe, autore delle mappe; l'introduzione storica del volume fu invece redatta da Konrad Levezow. Lo scopo dell'opera era quello di mostrare al pubblico la bellezza di Malbork e di convincere le autorità a interrompere la demolizione del castello. Malgrado questi tentativi, nello stesso anno il re Federico Guglielmo III di Prussia decise di destinare il castello alto a deposito di armi.

I lavori ebbero inizio nel 1801 e modificarono radicalmente l'aspetto esterno della fortezza. Tutte le finestre medievali furono murate e ne vennero aperte di nuove, disposte in funzione della nuova organizzazione interna degli ambienti. I tetti furono sostituiti e abbassati, mentre i muri interni in legno furono rimpiazzati da strutture in pietra. Il castello medio subì interventi analoghi e l'ala orientale fu trasformata in un granaio; per realizzarlo si rese necessaria la demolizione della cappella di San Bartolomeo. A seguito di questi interventi, il castello venne definitivamente convertito in una caserma..

Nel primo decennio del XIX secolo fu rinvenuto nel castello un documento scritto da Max von Schenkendorf, all'epoca studente presso un istituto reale, che venne pubblicato nel 1803 su un quotidiano di Berlino. L'autore, giovane poeta di orientamento romantico, si espresse apertamente contro la demolizione del castello.

La ristrutturazione

Le prime proposte di ricostruzione del castello di Malbork iniziarono subito dopo l'abbandono della città di Malbork da parte delle truppe napoleoniche. Uno di questi progetti, presentato nel 1815 dal governatore della Prussia Occidentale Theodor von Schön, che aveva ricevuto l'incarico dal cancelliere di Stato Carlo Augusto di Sassonia-Weimar-Eisenach, venne approvato; a Schön fu quindi affidata la direzione dei lavori.