La chiesa di Sant'Antonio AbateRepubblica e Cantone Ticino, Inventario dei beni culturali – Chiesa di Sant'Antonio Abate (Lugano), scheda UBC A762 (consultabile tramite archivi UBC/DT). Versioni precedenti della scheda sono state pubblicate online e sono reperibili tramite copie d'archivio. è un edificio religioso di impianto barocco con integrazioni neobarocche situato in piazza Dante, nel centro di Lugano. Il complesso fu in origine associato al collegio dei padri Somaschi, poi demolito nel XIX–XX secolo.
Storia L'area ospitò nel Duecento un insediamento degli Umiliati. Dopo la soppressione dell'ordine disposta da Pio V nel 1571Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana, Lugano, Tipografia Cattolica, 1896, pp. 369–370., la chiesa e gli annessi passarono ai Chierici Regolari di Somasca, che attivarono un collegio di studi. L'edificio scolastico, avviato dal 1608, ebbe notevole fama; vi studiò anche Alessandro Manzoni sotto la guida di Francesco Soave. Il collegio fu soppresso nel 1852 e l'immobile divenne la prima sede del liceo e ginnasio cantonale; lo stabile seicentesco venne demolito nel 1906 per l'apertura di via Massimiliano Magatti, salvando il portale monumentale e due porte minori, ricollocate nel muro di cinta dietro il Palazzo degli studi.
Sotto i Somaschi, tra il 1633 e il 1651, si costruì la chiesa attuale sul sedime della precedente; ulteriori interventi furono eseguiti tra il 1667 e il 1676 da Pietro Ruspini. La configurazione interna fu definita nel primo Settecento. Nel 1734 i fratelli Antonio Francesco e Giacomo Antonio Giovannini, quadraturisti, ricevettero l'incarico della decorazione ad affresco delle architetture dipinte delle pareti. La sagrestia, demolita nel 1908, fu ricostruita negli anni successivi; tra 1914 e 1915 si aggiunse il campanile. La facciata neobarocca, progettata da Giuseppe Bordonzotti, è del 1918.Bernhard Anderes, Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Trelingue, 1980, pp. 265–266.Giuseppe Martinola, Dati e date sulla chiesa di S. Antonio di Lugano, in Bollettino Storico della Svizzera Italiana, 1942, II, pp. 67–68.
Nel corso del XX secolo la chiesa di Sant'Antonio Abate è stata oggetto di vari interventi di restauro e manutenzione. Tra il 1965 e il 1975 vennero consolidate le strutture murarie e restaurate le decorazioni interne, mentre nel 1975 fu installato l'attuale organo a canne Mascioni opus 988. Tra il 1998 e il 2003 l'Ufficio dei beni culturali del Cantone Ticino ha promosso una campagna di indagini conservative e rilievi architettonici per la tutela del complesso.
Negli anni 2010 sono stati realizzati interventi di pulitura delle superfici lapidee, di adeguamento impiantistico e di valorizzazione dell'illuminazione interna, finanziati con il contributo della Città di Lugano e della Diocesi di Lugano. La chiesa, ancora officiata e aperta al culto, ospita periodicamente concerti di musica sacra e manifestazioni culturali promosse da enti diocesani e associazioni musicali ticinesi.Repubblica e Cantone Ticino, Interventi di restauro e manutenzione della Chiesa di Sant'Antonio Abate, Lugano, Bellinzona, Ufficio dei beni culturali, 2003–2018.Città di Lugano – Divisione Cultura, Programma delle attività musicali nelle chiese del centro, Lugano, 2020.
Descrizione Esterni La facciata odierna riprende stilemi neobarocchi impostati su un prospetto a due ordini con lesene e coronamento a volute, frutto dell'intervento del 1918.
Una lapide sulla sagrestia (1923) ricorda la frequenza di Alessandro Manzoni al collegio somasco tra il 1796 e il 1798.
Interno L'interno, a navata unica con cappelle laterali, presenta un impianto barocco ridefinito tra XVII e XVIII secolo con interventi di quadratura pittorica.
Il presbiterio è rialzato e dotato di altare maggiore marmoreo; gli apparati lapidei degli altari sono riferibili ai Buzzi di Viggiù (prima metà del Settecento).AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, pp. 305–306.
Opere Nella prima cappella destra si conserva il Transito di san Giuseppe di Giuseppe Antonio Petrini (1715–1716); nella prima cappella sinistra, dedicata a san Gerolamo Emiliani, si trovano la Madonna col Bambino e san Gerolamo Emiliani (attribuita a Petrini, datata in letteratura tra 1729 e 1745) e gli affreschi con Episodi della vita di san Gerolamo Emiliani di Giuseppe Antonio e Giovanni Antonio Torricelli (1749). La seconda cappella destra conserva la tela Sant'Anna, la Vergine e san Gioacchino (1744) di Petrini. La pala dell'altare maggiore raffigura la Gloria di sant'Antonio Abate (attribuita a Petrini). Nel presbiterio, affreschi con Episodi della vita di sant'Antonio Abate sono riferiti a Francesco Maria Bianchi.Bernhard Anderes, Guida d'arte della Svizzera italiana, 1980, pp. 265–266.Simonetta Coppa, Francesco Maria Bianchi, in Mina Gregori (a cura di), Pittura a Como e nel Canton Ticino dal Mille al Settecento, Milano, 1994.Louis Réau, Iconographie de l'Art Chrétien, III, Paris, 1958.
Organo a canne Sulle due cantorie laterali, entro casse storiche, è collocato l'organo a canne Mascioni opus 988 (1975), a trasmissione elettrica, con due tastiere di 61 note e pedaliera concavo-radiale di 32.
Note
Bibliografia Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana, Lugano, Tipografia Cattolica, 1896. Giuseppe Martinola, Dati e date sulla chiesa di S. Antonio di Lugano, in Bollettino Storico della Svizzera Italiana, 1942, II, 67–68. Bernhard Anderes, Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Trelingue, 1980, 265–266. Simonetta Coppa, Francesco Maria Bianchi, in Mina Gregori (a cura di), Pittura a Como e nel Canton Ticino dal Mille al Settecento, Milano, 1994. AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, 305–306. Mariusz Karpowicz, Bianchi da Velate in S. Antonio di Lugano. Una nuova interpretazione iconografica, in Arte & Storia, 8/43, 2009, Lugano.
Voci correlate Gerolamo Emiliani Giuseppe Antonio Petrini Giuseppe Bordonzotti Chierici Regolari di Somasca
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