La chiesa di Santa Maria Immacolata è un edificio religioso di impostazione tardoneoclassica situato in via Pietro Peri, nel centro storico di Lugano Centro.

Storia Le origini della chiesa risalgono all'età medievale: l'edificio, alcune tracce del quale sono ancora visibili, faceva parte dell'antico monastero di Santa Caterina, detto anche "de Verla de Supra", attestato alla metà del XIII secolo. Il monastero fu inizialmente retto dagli umiliati e, dal 1616, dalle monache benedettine.

La chiesa di Santa Caterina, edificata negli anni 1330–1334, fu ricostruita nel 1460 e rimase in uso monastico fino alla soppressione del convento nel 1848, quando il complesso fu secolarizzato dal Canton Ticino e trasformato in residenza privata dall'ingegnere Pasquale Lucchini.

Nel 1849 la chiesa dell'ex monastero fu acquistata dalla Confraternita dell'Immacolata, a cui nel 1843 era stata confiscata la chiesa dell'Immacolata al Sole (detta anche di San Geminiano) per consentire la costruzione del Palazzo civico di Lugano.

Su incarico della Confraternita, attorno al 1860 l'architetto Francesco Antonio Aglio rielaborò la struttura della vecchia chiesa di Santa Caterina, integrandovi elementi e arredi provenienti dalla demolita chiesa dell'Immacolata al Sole. L'attuale facciata, progettata da Bernardo Ramelli, fu completata nel 1917–1918. Nel 1974 fu demolita una parte del chiostro medievale superstite, mentre negli anni 1980 e nel primo ventennio del XXI secolo furono eseguiti interventi di restauro e manutenzione conservativa.

Descrizione Esterni La facciata neoclassica, impostata su uno schema a due ordini, è coronata da un frontone triangolare e scandita da coppie di lesene binate. L'ampia finestra termale centrale è sormontata da una lunetta semicircolare e da una cornice modanata. Le vetrate istoriate, disegnate negli anni 1960–1963 dall'artista Willy Kaufmann di Zurigo, decorano la finestra principale e quelle laterali.

Il campanile, appartenente all'antica chiesa di Santa Caterina, conserva due campane provenienti dall'Immacolata al Sole, datate 1852, e presenta sulla sommità una banderuola con la sigla "SC" in memoria della precedente dedicazione.

Interni L'interno, a navata unica con pianta a croce latina e volta a vela, è suddiviso in tre campate e termina con un'abside semicircolare. Una balaustra settecentesca in marmi policromi introduce al presbiterio, sormontato da una cupola e pavimentato in pietra di Saltrio e marmi di Arzo. L'altare maggiore, in marmi policromi, fu eseguito nel 1801 da Nazaro Fossati su progetto di Giovanni Sartoris e proviene dall'Immacolata al Sole. Al centro dell'altare è collocata la statua lignea della Madonna Immacolata, scolpita nel 1709 dal bellagino Andrea Albiolo.

Tra le opere principali figurano la grande tela Adorazione del Bambino con i santi Luigi Gonzaga, Caterina, Carlo e Benedetto di Isidoro Bianchi (1640 ca.), un dipinto raffigurante l'Immacolata (1700 c.ca), un Crocifisso ligneo seicentesco e una Santa Maria Maddalena in penitenza della scuola di Giuseppe Antonio Petrini (metà Settecento). Le cappelle laterali ospitano pale di Pietro Tamò (1949), tra cui un Sacro Cuore di Gesù e un San Giuseppe col Bambino. Sulle pareti è collocata una Via Crucis di Ernesto Pirovano (1961), proveniente dalla chiesa di Santo Stefano a Tesserete.

Organo a canne In controfacciata si trova l'organo a canne Mascioni opus 346, costruito nel 1922 e restaurato nel 2014. A trasmissione pneumatica, dispone di due tastiere di 58 note e una pedaliera di 27 note, per un totale di 11 registri.

Note

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