La monetazione di Siracusa è da molti considerata quella di «maggior valore in tutta la storia della coniatura»., poiché, oltre alla grande varietà e qualità degli esemplari ritrovati, ognuno di essi ha un profondo legame con la situazione politica allora presente. Proprio per questa grande tradizione del conio i prodotti numismatici hanno un grande impatto sullo studio della storia siracusana, grazie alla quale si conoscono anche i nomi di alcuni coniatori: Cimone ed Eveneto. Essa rappresenta un caso particolare poiché pur avendo iniziato per ultima a coniare monete, tra le città del mondo greco occidentale (seconda metà del VI secolo a.C.), essa adotta subito il tetradramma come piede monetario; una moneta dal valore di 4 dramme. Tale scelta è da ricollegare al fatto che la città nel momento in cui inizia a coniare vuole subito entrare nei circuiti commerciali della madre patria, e, poiché in Grecia la moneta più forte del momento era il tetradramma ateniese, adotta lo stesso statere.
Contesto storico
Epoca greca Periodo arcaico: VI secolo a.C. I tipi del tetradramma sono al dritto una quadriga, riferimento all'aristocrazia cittadina, i gamoroi, coloro che si erano divisi la terra, mentre al rovescio compare subito la testa della ninfa Aretusa con la legenda ΣΥΡΑΚΟΣΙΩΝ (Surakosiōn); questi tipi resteranno pressoché invariati fino alla fine del V secolo a.C.
Accanto ai tetradrammi vengono coniati didramme e dramme, la differenza tra le tre monete è chiara fin dai tipi, difatti al dritto presentano: il tetradramma una quadriga, la didramma una biga, la dramma un cavaliere, questo era un espediente per far capire al fruitore il valore della moneta, quattro cavalli 4 dramme, 2 cavalli 2 dramme, 1 cavallo 1 dramma.
Periodo dei Dinomenidi e seconda democrazia
Da ricordare nella monetazione del V secolo è il cosiddetto demareteion una moneta dal valore di 10 dramme (decadrammo). Questa moneta è stata datata dopo la battaglia d'Himera del 480 a.C. Il nome di questa moneta, secondo la leggenda, sarebbe da ricollegare a Demarate, moglie di Gelone tiranno di Siracusa: difatti la donna avrebbe intercesso presso il marito in nome dei prigionieri cartaginesi presi dopo la battaglia e questi vennero liberati dopo aver pagato un riscatto. Questo evento ci viene riportato dallo storico Diodoro Siculo.Diodoro Siculo XI, 26, 3 Durante la tirannide dei Dinomenidi la ninfa Aretusa verrà rappresentata circondata da 4 delfini, chiaro riferimento al mare.
La caduta della tirannide dei Dinomenidi avvenuta nel 466 a.C., non ha lasciato tracce nella monetazione siracusana mentre fu ben più evidente in altre città.
Nell'ultimo quarto del V secolo a.C. si assiste a livelli artistici elevati nell'incisione dei tipi che renderanno le monete veri e propri capolavori: in alcuni di questi tipi gli incisori si firmavano, e il loro nome è leggibile o tra la fascia della ninfa Aretusa, o tra i suoi capelli.
Questi alti livelli artistici si raggiungono dopo la sconfitta che Siracusa infligge ad Atene nella spedizione in Sicilia del 415-413 a.C. Tra gli incisori più importanti, e di cui è possibile leggere il nome, abbiamo Euth che realizzò la migliore quadriga rappresentata in atto di aggirare la meta; Eukleidas che rappresenterà per primo il volto di Atena in 3/4, tuttavia il conio di questo tipo si consumerà molto rapidamente e verrà abbandonato molto presto sebbene le alti qualità artistiche del tipo; un altro incisore è Kimon che rappresenta Aretusa con i capelli sparsi, come se fosse sott'acqua.
Periodo dionigiano La spedizione cartaginese del 409-405 a.C. segna la fine della coniazione per molte città, a causa della distruzione delle stesse da parte dei cartaginesi, mentre per Siracusa segna l'inizio della tirannide dei Dionisii. Dionisio I governerà la città dal 405 al 367 a.C. e con lui si assiste ad un radicale mutamento nella monetazione. Innanzi tutto vengono coniato tantissime monete dal valore di 10 e 20 dramme, questo perché da un lato si dovevano pagare i mercenari per le continue guerre che il tiranno fece contro i cartaginesi, dall'altro per la realizzazione delle opere difensive e pubbliche della città. Basti ricordare che è con lui che viene costruito il castello Eurialo. Tutto questo si riflette nella monetazione da un lato con monete di grande valore ma anche con la coniazione di monete in oro, evento che accadeva solitamente in periodo di grave crisi.
Dionisio farà coniare due serie in oro, una dal valore di 2 decadrammi (100 litre) che presentano al dritto la testa della ninfa Aretusa, e al rovescio Eracle che lotta con il leone. Quest'ultimo tipo è probabilmente un riferimento della lotta dei greci (rappresentato da Eracle) contro i punici (rappresentati dal leone).
L'altra serie in oro presenta al dritto la testa di un giovinetto, interpretato come la personificazione del fiume Anapo, e al rovescio un cavallo.
Per quanto riguarda l'argento verranno coniati tantissimi decadrammi in cui i tipi restano pressoché invariati.
Poiché l'argento e l'oro erano destinati per le coniazioni di grossi nominali, per lo più per pagare i mercenari e per i commerci esterni, Dionisio per le monete che dovevano circolare entro la città fece ricorso alla coniazione di bronzo. A questo periodo sono datate due serie che presentano al dritto la testa di Atena con elmo corinzio e al rovescio un cavalluccio marino, un'altra serie presenta al dritto la testa di Atena con elmo corinzio e al rovescio una stella marina tra due delfini. Quest'ultima serie dal peso di 35 g aveva il valore di una drammaHolloway.
Con la caduta della tirannide dei Dionisii nel 357 a.C., si ritornò alla vecchia coniazione sia per quanto riguarda il piede monetario, ossia il tetradramma sia per i tipi.
Le monete dionigiane: l'emissioni di ΣΥΡΑ e dell'Ippocampo
Degli studi sono stati svolti sul periodo dionigiano e la relazione del tiranno con l'emissione di monete riportanti nel dritto la figura di Atena con la scritta ΣΥΡΑ. Tale incisione non sarebbe da riferirsi alla semplice abbreviazione del nome, data l'ampiezza del tondello monetale, e considerando anche il fatto che la zecca siracusana prediligeva incidere l'appellativo per intero, e riservare le abbreviazioni solo alle frazioni. Si suppone piuttosto che Dionisio volesse collegare la scritta Syra alla figura femminile della moneta; una protettrice della città. Ed Atena, così come Apollo e Artemide, erano considerati dei protettori dei popoli. Una prova di tale personificazione potrebbe risiedere sull'incisione monetale d'epoca dionisiana raffigurante l'Atena con elmo corinzio e sul rovescio l'ippocampo con l'incisione di ΣΥΡΑΣΩΣΙΑ; da dividere in ΣΥΡΑ e in ΣΩΣΙΑRomolo Calciati, Corpus Nummorum Siculorum, II, pp. 83-84Christof Boehringer, Zwei Fragen zur syrakusanischen Numismatik , 2006, pag. 31Qui l'emissione in questione: , dove si ipotizza che l'incisione SOSIA vada letta come se fosse riferita al suo coniatore e non ad una legenda aretusea..
Ma bisogna far presente che tale coniazione ha suscitato diversi interrogativi tra gli studiosi; ad esempio l'archeologo e numismatico statunitense R. Ross Holloway, non ritiene le monete di quell'emissione autenticheR. R. Holloway, Syracusan Bronzes with the Legend ΣΥΡΑΣΩΣΙΑ in Actes XI Congr. Intera. Numismatique. Bruxelles 1991. Mentre il collega francese Paul Naster ha ipotizzato che potesse trattarsi di una coniazione barbarica che aveva lo scopo di imitare il valore monetale aretuseoPaul Naster, La collection Lucien de Hirsch, catalogue de monnaies grecques, 1959 n. 632, citato in . Considerando comunque che tali monete fossero originarie di Siracusa, la scritta ΣΩΣΙΑ, ovvero Sosia, sarebbe da riferire ad una divinità salvatrice; un antroponimo attestato in Sicilia; nella zona di Kamarina, Gela, Morgantina e Segesta. La studiosa Calatabiano la paragona prima alla Sosipolis, ninfa protettrice di Gela, e poi alla Tyche Soteira di Himera (appellata da Pindaro nelle Olimpiche, XII, 1-3). Il termine Soteira effettivamente riecheggerà anche sulle monete siracusane, quando il tiranno Agatocle lo farà incidere accanto all'effigie di Artemide: lArtemide Soteira del periodo agatocleo. Il numismatico Herbert A. Cahn ha ipotizzato che nelle emissioni di Kimon le lettere ΣΩ poste accanto al volto di Aretusa, siano da completare con ΣΩTEIPA, ovvero SoteiraHerbert A. Cahn citato in , «colei che salva»Si veda ampia nota esplicativa di Eugenio Manni in Il breviario miniato dei Carmelitani di Sutera, a cura di Calogero Ferlisi, 2004, pag.70 e 71 più nota nº 38.
La legenda ΣΥΡΑ dunque rappresenterebbe una personificazione del nome di Siracusa con quello della sua protettrice. Si è cercato di ritrovare poi negli antichi scritti tale figura; ad esempio identificandola con una delle leggendarie figlie di Archia: Syra, della cui gemella Kossa o Akousa non sarebbe rimasta memoria storica.. O ancora si è pensato all'omerica descrizione dove viene menzionata un'isola geografica appellata Syra posta al di sopra di Ortigia, cercando di rivedere in essa l'originario nome di Siracusa.
Dionisio avrebbe ripreso l'appellativo di Syra ponendolo in relazione con la stella, o astro, a otto raggiSulla figura della stella o dell'astro nell'arte antica, compresa la numismatica, si veda l'Enciclopedia Treccani all'indirizzo dove viene descritta la stella a otto raggi in alcune emissioni monetali dell'Antica Roma e posta in relazione con un culto astrale. E sempre la Treccani in dove viene descritta tale stella nella ceramica antica. Si veda inoltre l'ampio catalogo illustrato sulla stella a otto raggi nell'arte antica in da pag. 102 a pag. 104 (spesso identificata anche come stella marinaSull'interpretazione monetale della Stella a otto raggi come Stella marina di Ortigia, si veda Le Dichiarazioni della pianta dell'antiche Siracuse, e d'alcune scelte medaglie di esse, e de' principiche quelle possedettero, descritte da V. Mirabellea e Alagogna, a cura di Giacomo Buonanni, Vincenzo Mirabella e Alagona, 1717, pag. 17-18-19Ancora sulle monete siracusane con stella marina: I greci in Adriatico a cura di Lorenzo Braccesi, Mario Luni, pag. 286-287 o come Ruota a otto raggiSi vedano alcuni esempi di Ruota a otto raggi in Nuova Raccolta Delle Monete E Zecche D'Italia, Volume 4 a cura di Guido Antonio Zanetti, pag. 67; per una spiegazione del significato della ruota sulle monete si veda Michelangelo Manicone, La fisica daunica: Daunia, pag. 22) che altro non sarebbe se non una rappresentazione della dea AstartePer un approfondimento sulle medaglie di Siracusa e Cartagine in relazione con Asterte e Aretusa, si veda Gregorio Ugdulena, Sulle monete punico-sicule, memoria, 1857, pag. 15-16, anche detta Asteria; ovvero la dea orientale dalla quale prese origine l'Artemide greca. Siracusa con Artemide aveva un particolare rapporto; la polis è infatti annoverata tra i luoghi dove la dea gemella di Apollo sarebbe nata. La dea è infatti strettamente collegata alle origini siracusane; da essa prende nascita il culto di Aretusa, la ninfa simbolo della polis, ritratta costantemente sulle monete siracusane.