Barbania (IPA: ; Barbanià in piemontese) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Torino, in Piemonte.
È situato nella parte sud-occidentale del Canavese, al margine del pianalto della Vauda.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale comprende, da nord a sud, parte della pianura alluvionale del Malone nel suo medio corso, il pianalto settentrionale delle "Vaude" (il conoide di deiezione formato in epoche glaciali dalla Stura di Lanzo) e il tratto finale della piccola valle del torrente Fandaglia. Il capoluogo si trova a , il punto più alto a ed il meno elevato a
Clima
Origini del nome L'origine celtica appare evidente nel toponimo: bar indica il villaggio fortificato (come in Bard e Bar Cenisio) che si ergeva sul gradiente ove si trova l'attuale centro storico; separato da un piccolo rio vi era un bannos, nucleo di capanne da cui proviene la seconda parte del nome del paese.
Tra le numerose ipotesi ottocentesche sulla derivazione del toponimo, una si rifaceva alla ricchezza boschiva del luogo: berbèn significa quercia in provenzaleGiuseppe Seita, Barbania, storia, notizie, documenti, Minerva s.n.c., Torino, 1981.
Due leggende tramandate oralmente si riferivano l'una a una persona con la barba e l'altra a uno zio (barba in piemontese) che annegava nel torrente, da cui barba ch'a nìa (barba o zio che annega).
Storia Il territorio di Barbania fu interessato dalla presenza dei Salassi, popolazione di origine celtica stanziatasi nell'area verso la fine del V secolo a.C. Un primo insediamento sarebbe sorto sul pianoro dominante il Canavese occidentale, mentre a poche centinaia di metri si sarebbe sviluppato un secondo abitato fortificato, posto in posizione naturalmente favorevole alla difesa.
La romanizzazione del territorio procedette lentamente, anche per la posizione degli insediamenti, relativamente distante dalle principali vie di comunicazione utilizzate per l'attraversamento delle Alpi. Secondo la tradizione storiografica locale, la diffusione del cristianesimo nell'area avvenne in epoca più tarda, intorno al VII secolo, anche per opera dei monaci legati alla tradizione di san Colombano.
Intorno all'anno Mille i due nuclei abitati risultavano ormai riuniti. Il territorio era sottoposto a Emerico Dro, nobile di origine borgognona che esercitava il proprio dominio sulla valle del Malone dal castellazzo di Camagna, nell'odierno territorio di Rivara. Secondo la Chronica magna S. Benigni Fructuariensis, Emerico fondò un monastero benedettino a Busano, affidandolo alla figlia Libania in qualità di badessa; nel 1019 donò inoltre al monastero i propri possedimenti nel territorio di Barbania.Giuseppe Calligaris, Un'antica cronica piemontese inedita. Loesccher, Torino, 1889.
Libero comune A partire dall'XI secolo la comunità locale acquisì progressivamente una maggiore autonomia rispetto al sistema feudale, pur permanendo alcune rendite spettanti al consortile locale delle famiglie Dro, anch'esse di origine borgognona. In questo periodo l'abitato assunse progressivamente la conformazione di un ricetto, organizzato in insulae e protetto da opere difensive costituite da recinzioni e fossati. A questa fase viene ricondotta anche la costruzione della torre-porta, che costituiva l'accesso fortificato al nucleo abitato.
Verso la metà del secolo è documentata la presenza di un hospitium, del quale non rimangono tracce,AA.VV., Il Piemonte paese per paese, Ed. Bonechi, 1993, Firenze. situato nei pressi della chiesa di Amalone.L'esistenza della chiesa è certa, ma essa non è identificabile con gli edifici religiosi attuali.
Periodo sabaudo Nel 1305, durante l'espansione sabauda nel Canavese, Filippo I di Savoia-Acaia conquistò Barbania. La comunità ne riconobbe l'autorità ottenendo in cambio diverse concessioni e franchigie.Archivio di Stato di Torino. Da allora il centro rimase legato ai domini sabaudi e conservò nel tempo diversi privilegi, tra i quali quello per cui gli abitanti non potevano essere incarcerati fuori dal territorio locale e dovevano essere giudicati nel paese.
Al 1326 risale una delle prime visite pastorali documentate nell'area da parte della diocesi di Ivrea.Ilo Vignono, Visite pastorali in diocesi di Ivrea negli anni 1329 e 1346, Istituto per le ricerche di storia sociale e religiosa onlus, Vicenza 1980 La documentazione ecclesiastica attesta l'esistenza di due parrocchie: una dedicata a san Giuliano, situata extra moenia, e un'altra, indicata come antiquissima e denominata Sancta Maria de Rucha Veteri, ubicata nell'area dell'insediamento più antico. Erano inoltre presenti diverse cappelle, tra cui quella dedicata a sant'Antonio abate, appartenente alla comunità.
Nell'ultimo ventennio del XIV secolo Barbania fu coinvolta nel Tuchinaggio, la vasta rivolta che interessò il Canavese e contrappose parte delle comunità rurali ai poteri feudali locali. La comunità barbaniese partecipò agli scontri, inseriti anche nel quadro della lunga contrapposizione con i confinanti conti di Valperga.Stanislao Cordero di Pamparato, Il Tuchinaggio e le imprese di Facino Cane nel Canavese, in Eporediensia, Pinerolo, 1900.
Un documento del 1447 testimonia la richiesta della comunità di poter edificare una domum fortem sive fortalicum, cioè una casa forte o fortezza, destinata anche a svolgere funzioni di magazzino. Nel corso del XV secolo il ricetto assunse così un assetto più propriamente fortificato.
In seguito alla politica sabauda di alienazione e concessione dei diritti feudali, la stessa comunità di Barbania raccolse la somma necessaria per acquisire la signoria sul proprio territorio, evitando così l'infeudazione a una famiglia signorile.
Tra il XV e il XVIII secolo furono frequenti le controversie tra la comunità di Barbania, sostenuta dai Savoia, i conti di Valperga e le comunità a essi soggette per il possesso e l'utilizzo dei fertili pascoli lungo il Malone, conosciuti come «Pasquarole». Le dispute assunsero in alcune fasi anche carattere armato e videro il coinvolgimento della Badìa, associazione locale composta da abitanti del borgo e dotata anche di funzioni militari e cerimoniali.Giuseppe Cesare Pola Falletti di Villafalletto, Le gaie compagnie dei giovani del vecchio Piemonte - Miglietta, Casale Monferrato 1937
Tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo visse a Barbania il medico Giovanni Pietro Urceglio, autore di opere di medicina, poesia e prosa, che vi morì nel 1615.Goffredo Casalis, Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, Ed. Maspero, Torino, 1855, vol. XXVII, pp. 442-443.
Età contemporanea
Dopo l'armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943 anche nel territorio di Barbania si svilupparono nuclei legati alla Resistenza italiana. Nel settembre 1944 la frazione Boschi fu teatro di una rappresaglia condotta da forze nazifasciste, che incendiarono l'abitato e uccisero sette civili.
Il 21 febbraio 1945 dieci partigiani, catturati nei giorni precedenti, furono fucilati dalle forze nazifasciste nella piazza principale del paese.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone del comune di Barbania sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica Luigi Einaudi del 7 maggio 1954.
Stemma
Gonfalone Il gonfalone è costituito da un drappo partito di bianco e di azzurro.
Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare partito di azzurro e di bianco.
Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa di san Giuliano martire
Ai rifacimenti settecenteschi vanno sommati gli ampi lavori di ristrutturazione compiuti a partire dal 1870. L'interno a tre navate affrescate, conserva diverse cappelle di patronato delle famiglie più antiche. Notevole nella sua grandiosità, spicca l'altare maggiore, tutto in marmi policromi, sormontato da un grande crocifisso. Fra i quadri conservati merita una menzione quello riproducente San Carlo in atto di adorare la Sindone. Nella chiesa è presente anche una scultura lignea risalente al XV secolo raffigurante la Madonna seduta e incoronata.
Torre Porta del Libero Comune Costruita in pietre e legno a partire dall'XI secolo, venne ricoperta da una cortina di mattoni verso il 1500. Nel XVIII secolo fu aggiunto un tetto in coppi per adibirla (fino al 1950 circa) a torre campanaria, benché sia lontana duecento metri circa dalla chiesa parrocchiale.
Chiesa di Rua Veder La piccola chiesa era considerata antichissima già nel XIV secolo. Ora dedicata a Maria assunta in cielo, viene comunemente chiamata chiesa di Ravede, deformazione del nome medievale: Sancta Maria de Rucha Veteri.
Cappella di san Sisto Edificata nella frazione di Zaccaria, nel XIV secolo apparteneva all'Ospizio del Gran San Bernardo sotto il titolo di San Siro e passò successivamente ai Cavalieri di Malta. Ora è di proprietà privata.
Società Evoluzione demografica
Il paese è balzato all'onor di cronaca nel giugno 2018 grazie ad un servizio televisivo dove si è evidenziato che a Barbania si riscontra una straordinaria percentuale di parti gemellari: i gemelli sono il 4,6%, contro una media italiana di circa 1,3%.
Etnie e minoranze straniere Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Barbania sono , così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significativeDati superiori alle 20 unità:
Romania,
Qualità della vita Barbania è il comune italiano con la più alta percentuale di parti plurimi; nel 2018 i gemelli erano 74, il 46,25 per mille della popolazione, un dato superiore del 50% a quello medio. Non si conoscono le cause del fenomeno.
Tradizioni e folclore
La festa patronale di Barbania si svolge da secoli l'ultima domenica di agosto e il lunedì successivo.
Affonda le sue radici nelle tradizioni celtiche: lo dimostrano innanzitutto i simboli utilizzati, tra cui si notano i bindéj (lunghi nastri colorati), i caritin (pani a forma di gallo, sole e luna infissi nelle armi di rappresentanza) e la Carità (grosso pane ornato di fronde); questi simboli sono riscontrabili in feste delle medesime origini, come ad esempio le Bahio occitane e le danze degli spadonari in valle di Susa.Eleonora Dalla Gassa e Federico Fiandro, Un paese, una festa, La Grafica Nuova, Torino 2004Jan Peire de Bousquier, Bahio de l'Ubac de Fraise, Soulestrelh, 1981Beò de Blins 2006 - dépliant tratto da Novel Temp - Lou temp Novel n. 6 e 7/78, Soulhestrel.
Cultura Istruzione Scuola materna statale "Baretto" Scuola primaria "Pietro Audogianotti" Biblioteche Biblioteca comunale Musica Dalla metà del XIX secolo è attiva la Banda musicale di Barbania. Cucina La cucina barbaniese poco si differenzia da quella tipica canavesana, se non per limitate integrazioni con quella delle Valli di Lanzo; un esempio significativo è la presenza sia del salame di patate che del salame di turgia. Due ricette locali si discostano da quelle classiche: i canestrelli (che vengono detti "oféle") e le cipolle ripiene, (chiamate "saule ënciorgnaté").
Geografia antropica Nel comune sono presenti le frazioni Boschi, Colli, Fandaglia, Gianotti, Perrero, Piana, Seita, Vignali, Zaccaria; le località Ingleisa, Fatarià, Mulino e le cascine Cavaiera, Tintina e Rotonda.
Infrastrutture e trasporti Strade Barbania è attraversata dalla S.P. 34 di Rocca Canavese.
Il servizio pubblico comprende la linea GTT Forno-Torino e il bus a chiamata Provibus, circolare per Cirié.
Amministrazione
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
Sport
Note
Bibliografia Eleonora Dalla Gassa e Federico Fiandro, Un Paese, una Festa, La Grafica Nuova, Torino, 2004. Giuseppe Cesare Pola Falletti di Villafalletto, Le gaie compagnie dei giovani del vecchio Piemonte, Miglietta, Casale Monferrato, 1937. Giovanni Ferreri, Brevi cenni su Barbania Canavese, Doyen, Torino, 1904.
Voci correlate Strage di Barbania Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana (8 settembre 1943 - 25 aprile 1945)
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