La rete autobus di Brescia è formata da autolinee urbane e suburbane che, assieme alla linea metropolitana, costituiscono la rete di trasporto pubblico a servizio della città di Brescia e dei suoi comuni limitrofi (Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Caino, Castel Mella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Flero, Gussago, Nave, Poncarale, Rezzato, Roncadelle e Serle).
Struttura della rete Al 2025, la rete è composta dalle seguenti autolinee:
Nr. Capilinea Tipo Note Pendolina-Chiesanuova diametrale Mandolossa-Virle diametrale Stazione/Bresciadue-Folzano radiale Castello-San Faustino-San Gottardo radiale Servizio estivo da San Gottardo alla cima del Monte Maddalena Caino-Casazza radiale periferica Sanpolino-Castello di Serle radiale periferica Villaggio Violino-Buffalora diametrale Concesio-Poncarale diametrale Collebeato-Botticino diametrale Fiumicello-Verrocchio diametrale Gussago-Poliambulanza tangenziale Stazione/Volta-Capodimonte radiale Montini/Mompiano-Noce diametrale Onzato-Sanpolino tangenziale Ospedale-Castel Mella diametrale piazzale Beccaria-Castellini diametrale Roncadelle-Bresciadue radiale
L'esercizio è affidato a un'Associazione temporanea di imprese (ATI), composta da Brescia Trasporti, Arriva Italia (ereditata da SIA) e Auto Guidovie Italiane, di cui la prima è mandataria.. Il contratto di servizio era di durata settennale, dal 2004 al 2011, ma, in accordo con gli enti locali e l'agenzia del Trasporto pubblico locale della provincia di Brescia, è stato più volte prorogato. La più recente scadenza è stata portata al 31 dicembre 2026, e ..
Brescia Trasporti effettua anche il servizio urbano ristretto al solo comune di Concesio che è costituito dalle seguenti due autolinee, esercite di fatto come un'unica linea con il numero :
Nr. Capilinea Concesio-Costorio-San Vigilio Concesio-Prealpino Metro
Storia Dalle tranvie alle autofilovie Dal 1882, con l'apertura della tranvia a cavalli stazione-piazza Duomo, fino al 1937 il trasporto pubblico della città di Brescia fu caratterizzato dalle tranvie, prima a trazione animale e, dal 1907, elettrica. Nel novembre del 1937 si convertirono la maggior parte delle tranvie in filovie, a eccezione di due linee del tram, quella per Mompiano e quella per Sant'Eufemia, che furono mantenute fino alla fine degli anni Quaranta..
Nel 1932, i servizi municipalizzati cittadini (SS.MM. poi ASM) sperimentarono un'autolinea di collegamento fra i quartieri di Bottonaga e Sant'Eustacchio, ma l'esito fu fallimentare.. Nel 1949, si attivò un'autolinea fra piazzale Roma e Lamarmora che a febbraio dell'anno seguente fu prolungata da piazzale Roma fino a piazza Vittoria.. Nel 1951, l'autolinea fu soppressa quando la linea del filobus fu prolungata da via Cremona fino al quartiere di Lamarmora.
La prima autolinea esercita dai servizi municipalizzati fu la Piazza Vittoria-Primo Maggio-Don Bosco, aperta al servizio pubblico il 9 novembre 1954. Fu identificata come , proseguendo la numerazione delle otto filovie attive in quel periodo.. L'autunno successivo si sostituirono due autolinee ad altrettante filovie: la , che collegò Piazza Vittoria alla Volta, e la , che dalla medesima piazza arrivava a Sant'Eufemia.. Nella seconda metà degli anni Cinquanta, la municipalizzata decise di espandere la rete di trasporto autofiloviario aprendo solo nuove autolinee: le ultime a essere attivate furono le circolari e , nel 1962..
Nel 1960, i servizi municipalizzati iniziarono a sperimentare l'agente unico, ovvero l'eliminazione della figura del bigliettaio, sugli autobus della linea per Folzano.. Nel 1965, entrò in funzione il deposito autofiloviario di San Donnino che sostituì l'originario deposito di via Donegani, ereditato dall'esercizio tranviario.. Nello stesso anno si decise di convertire le ultime linee filoviarie in autolinee ad agente unico: l'operazione si concluse nell'agosto 1967..
Nr. Capilinea Tipo Note+ Rete urbana di Brescia al 21 agosto 1967 Urago Mella-via Benacense diametrale piazzale Kossuth-corso Zanardelli-via Cremona-Chiesanuova diametrale Sant'Anna-Stazione radiale piazza Vittoria-Volta radiale Mompiano-Ospedale-Stazione radiale piazza Vittoria-Caionvico radiale piazza Vittoria-Stocchetta radiale piazza Vittoria-via dell'Arsenale radiale piazza Vittoria-Fornaci radiale piazza Vittoria-Mandolossa radiale corso Zanardelli-Castello radiale solo corse festive ed estive Piazza Loggia-Buffalora radiale Piazza Duomo-San Gottardo radiale piazza Vittoria-Folzano radiale Stazione-Ospedale-Stazione circolare senso orario Stazione-Ospedale-Stazione circolare senso antiorario
Nel 1968, furono trasportati poco meno di 38 milioni di passeggeri su una rete di ..
Dagli anni Settanta agli anni Novanta
A cavallo degli anni Sessanta e Settanta, si razionalizzò la rete, soprattutto nel comparto sud-ovest.. Nella prima metà degli anni Settanta furono aperte le prime autolinee extraurbane gestite dall'ASM: furono identificate con le lettere, per cui la linea per Borgosatollo divenne la , mentre quella per Collebeato fu battezzata .. La crisi energetica del 1974 portò a un periodo di crescita dei passeggeri trasportati che raggiunse, nel 1980, la cifra di .
Per favorire l'impiego del trasporto pubblico, alla fine degli anni Settanta l'amministrazione comunale e ASM studiarono un piano di razionalizzazione della rete autobus. Fino a quel momento la rete autobus si era sviluppata, e poi sostituita, attorno alla precedente rete filoviaria: era caratterizzata da una concezione centripeta, con tante linee radiali che convergevano verso il centro storico. La rete che entrò in funzione nel marzo 1981 fu invece di tipo reticolare: aumentarono le linee diametrali e furono introdotte quelle tangenziali, non passanti per il centro storico. Per evitare confusione tra i viaggiatori, le nuove autolinee furono identificate con lettere, e . A seguito della razionalizzazione, la dimensione della rete scese da a , ma consentì ad almeno un quarto dei viaggiatori di prendere una sola autolinea anziché due. Dopo qualche mese di prova, nel settembre 1981, l'ASM effettuò alcune correzioni dei percorsi.
Nr. Capilinea Tipo Note+ Rete urbana di Brescia a settembre 1981 Bovezzo-Prealpino-Villaggio Sereno diametrale Gramsci-Borgosatollo radiale Mompiano-Noce diametrale Tra marzo e settembre 1981 fu limitata a Chiesanuova Montini-Noce diametrale Soppressa a settembre 1981 Montini-Stazione radiale Istituita nel settembre 1981 Pendolina-Caionvico diametrale Mandolossa-Bernini diametrale Stocchetta-Buffalora diametrale San Donnino-Pilastroni diametrale Tra marzo e settembre 1981 il capolinea meridionale fu posto in via Ziziola Ospedale-Stazione-Fornaci tangenziale Tra marzo e settembre 1981 era Psaro-Stazione-Fornaci Sant'Anna-Repubblica Argentina tangenziale Tra marzo e settembre 1981 era via Caduti del Lavoro-via del Brasile Villaggio Violino-Ospedale tangenziale Tra marzo e settembre 1981 era limitata a piazzale Kossuth Urago Mella-San Polo tangenziale Primo Maggio-Volta diametrale piazza Duomo-San Gottardo radiale piazza Vittoria-Folzano radiale
L'anno dopo, a giugno, fu istituito il servizio estivo che collegò Piazza Duomo alla cima del Monte Maddalena ().
Nel 1986, ASM acquistò il primo autobus con motore a metano, un Inbus U210 attrezzato appositamente, e furono sperimentati dei servizi di bus-navetta, secondo il concetto di Park & Ride: gli utenti avrebbero lasciato gli automezzi privati presso uno dei tre parcheggi istituiti appositamente – piazzale Iveco, Brescia Due e Castello – usufruendo gratuitamente di tre autolinee speciali dirette in centro. Il capolinea della fu prolungato dalla Noce alla zona industriale di Girelli, mentre il capolinea dell' fu portato da San Donnino a Torricella.
Una riforma radicale della rete fu effettuata nell'ottobre 1987 con la soppressione delle linee tangenziali , e e la loro sostituzione con le seguenti linee:
Nr. Capilinea Tipo Note Stazione-Ospedale-Stazione circolare da "Periferica Destra", senso orario Stazione-Ospedale-Stazione circolare da "Periferica Sinistra", senso antiorario Villaggio Violino-Piazza Loggia radiale
Altre autolinee furono prolungate: i capolinea della furono spostati a Fiumicello e a San Polo, mentre la fu prolungata dall'Ospedale al quartiere Costalunga. Le due linee circolari assunsero il nome di "periferiche" in quanto collegavano i quartieri più esterni della città e facilitavano il raccordo con le altre linee.
Nel corso degli anni Ottanta, il volume dei passeggeri trasportati declinò fino a 32 milioni, raggiunto nel 1986.. Questo spinse la municipalizzata a studiare un'alternativa che fosse indipendente dal traffico cittadino: il progetto Metrobus, che fu presentato in diverse occasioni tra il 1986 e il 1988. e che portò alla realizzazione della linea metropolitana nel 2013; .
Nell'ottobre 1991 fu lanciata una campagna globale con l'obiettivo di riavvicinare al mezzo pubblico una vasta fascia di utenti in quel momento esclusi, volontariamente o meno, puntando sulla responsabilità personale e sul senso civico. Alle tre linee gratuite di bus-navetta dei giorni festivi e prefestivi – il parcheggio del Castello nel frattempo era stato sostituito al parcheggio "ex Ortomercato" di via Gambara – si affiancarono le Bussole: due autolinee, espletate da minibus, che percorrevano le strette strade del centro storico, rimanendo all'interno dell'antica cerchia muraria. Nei giorni feriali, fu introdotta l'autolinea "Bus Park", a servizio dei parcheggi della stazione ferroviaria e di via Gambara con corse dirette al centro gratuite per gli utenti dei due parcheggi e i loro accompagnatori, e il servizio Bus Affari, che consentiva agli utenti dei parcometri di usufruire di un biglietto da una corsa valido su tutta la rete urbana.
Nella primavera del 1997, contestualmente all'introduzione del Piano urbano del traffico, furono modificati i percorsi delle autolinee tradizionali all'interno del centro storico, riducendo i transiti su corso Zanardelli.
Nella seconda metà degli anni Novanta, aumentarono i capolinea extraurbani: la fu fatta proseguire fino a Capodimonte e, per un breve periodo, a Castenedolo, la fu estesa a Botticino, mentre la fu portata a Collebeato.
Sempre nello stesso periodo, furono attivate altre due linee.: Nr. Capilinea Tipo Stazione-via Oberdan radiale Stazione-Poliambulanza radiale
Le LAM e la nuova rete estesa all'hinterland
In attesa di avere nuovi finanziamenti per il progetto della metropolitana, la cui gara era stata annullata nel 1996., l'ASM studiò un nuovo progetto di razionalizzazione della rete automobilistica di superficie: le Linee ad Alta Mobilità (LAM). Nel progetto iniziale, presentato nell'estate 1999, le autolinee dovevano essere due: Villaggio Montini-Stazione-San Polo Urago Mella-Stazione-Chiesanuova alle quali si sarebbe aggiunta una terza linea, da Mandolossa al confine con Rezzato, in una seconda fase..
A differenza delle autolinee ordinarie, le LAM avrebbero avuto una velocità commerciale più elevata (circa di contro ) grazie sia alla preferenziazione semaforica sia alla presenza di corsie separate dal traffico ordinario per buona parte del loro percorso. Si pensava di ottenere un incremento del 15% dell'utenza, dotando le fermate di parcheggi d'interscambio, impiegando autosnodati e adottando frequenze elevate: quattro minuti negli orari di punta, che sarebbe scesa a 7,5 minuti in quelle di morbida e a quindici minuti in quelle serali. L'intera infrastruttura sarebbe stata caratterizzata dall'immediata visibilità e riconoscibilità: sia i veicoli sia le strutture a terra sarebbero stati identificabili da un colore e da uno stile grafico preciso. Le fermate avrebbero avuto paline e pensiline in una forma specifica e differente da quelle adottate sulle autolinee ordinarie. Anche le strade furono coinvolte nel progetto con soluzioni di riarredo urbano che suscitarono numerose polemiche; .