Q è un romanzo storico di Luther Blissett, "nome multiplo sotto il quale agisce programmaticamente un nucleo di destabilizzatori del senso comune", pubblicato per la prima volta in Italia nel 1999. Dietro al nome collettivo si celavano quattro scrittori residenti a Bologna: Roberto Bui, Giovanni Cattabriga, Luca Di Meo e Federico Guglielmi, in seguito conosciuti come Wu Ming, benché "la giusta attribuzione di Q [vada] all'intero universo comunicazionale definito dall'uso del nome multiplo".Ipocalittici o integrati - Romanzo a chiave di un falsario collettivo con ambizioni di conflitto sociale di Andrea Cortellessa
Il romanzo si svolge tra Germania, Olanda, Svizzera e Nord-Italia nel periodo che va dalla Riforma luterana (1517) alla Pace di Augusta (1555).
Come tutti i libri scritti dai Luther Blissett/Wu Ming a partire dal 1996, Q reca la dicitura « Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.» Questo è un precedente importante poiché si tratta della prima opera pubblicata da una major con una formula copyleft (gli autori parlarono nel 1999 di "formula anti-copyright")Intervista su La Repubblica.
Pubblicato in Italia da Einaudi, è stato tradotto in inglese, spagnolo, basco, tedesco, olandese, francese, portoghese, danese, polacco, serbo, greco, russo, ceco, coreano, giapponese e turco.
Personaggi principali Protagonista: senza nome. Durante il racconto prende vari nomi: all'inizio, Gustav Metzger, Lucas Niemanson, Lienhard Jost, Gerrit Boeckbinder, Lot, Hans Grüeb, Ludwig Schaliedecker, Tiziano e Ismael Il-Viaggiatore-Del-Mondo. Partecipa a buona parte delle sollevazioni e rivolte nell'Europa centrale del suo tempo. Q: la nemesi del protagonista, colui che ha sempre rovinato i suoi piani, dai palazzi di Wittenberg a Münster. È una spia al soldo di Gian Pietro Carafa. Thomas Müntzer: pastore riformatore, leader nella Guerra dei contadini. Elias: guardia del corpo di Müntzer, ex minatore e mercenario. Ottilie von Gersen: moglie di Müntzer. Melchior Hofmann: predicatore anabattista. Bernhard Rothmann: teologo anabattista e primo capo degli anabattisti a Münster. Jan Matthys: fornaio e capo anabattista a Münster. Jan Bockelson: sarto, attore e protettore di prostitute, poi capo anabattista a Münster. Bernhard Knipperdolling: tessitore, capo della gilda nel consiglio cittadino di Münster. Jan van Batenburg: capo della setta degli Armati della Spada. Eloi Pruystinck: capo riformatore olandese. Pietro Perna: libraio e stampatore toscano. João Miquez: mercante ebreo fuggito da Portogallo e Fiandre. Doña Gracia Nasi, ricca vedova e zia di João Miquez. Giovanni Pietro Carafa: cardinale e mandante di Q; in seguito Papa Paolo IV. Reginald Pole o Reginaldo Polo: cardinale opposto a Carafa nel conclave.
Trama
Prologo
1555. Il luogo è un imprecisato "Fuori dall'Europa". Il narratore descrive alcuni oggetti che ha portato con sé durante una lunga fuga. Passandoli in rassegna, comincia a ricordare la propria vita raminga e tormentata, risalendo fino all'anno 1517, in cui Martin Lutero presentò le 95 tesi con cui diede avvio alla Riforma e a tutto quel che ne conseguì.
Il Coniatore 1525. Al termine della Battaglia di Frankenhausen i lanzichenecchi riescono a catturare Thomas Müntzer. Il narratore, che era con lui, riesce a fuggire dalla città, portando con sé una sacca di lettere appartenuta al Magister. Dopo una fuga accidentata si rifugia a Bibra, nella casa di un pastore amico della causa contadina, Wolfgang Vogel. Qui lavora come taglialegna in cambio di vitto e alloggio e adotta un nuovo nome: Gustav Metzger.
Aiutandosi con le lettere trovate nella sacca, il narratore ripercorre gli avvenimenti trascorsi dal 1519, quand'era studente all'Università di Wittenberg nei giorni della predicazione di Martin Lutero. È in quel periodo che ha conosciuto Müntzer.
Dopo la partenza di Müntzer da Wittenberg, il narratore e il suo amico Martin Borrhaus lo raggiungono in Turingia. Nella città di Halle conoscono anche sua moglie Ottilie von Gersen.
Nel 1521 Müntzer e i suoi sono ad Allstedt, dove il Magister con i suoi sermoni appoggia i contadini nell'assalto a un convento di francescani usurai. L'esattore Zeiss, subordinato al Principe Elettore di Sassonia, lo convoca per parlare delle sue idee religiose. Qualche giorno dopo la sua partenza, una lettera firmata da un certo Qoèlet avverte Müntzer che i principi gli sono ostili e gli tenderanno una trappola. All'incontro, Müntzer tiene un sermone che nega l'origine divina del potere temporale, apparentemente senza conseguenze. Durante la sua assenza da Allstedt, però, le opposizioni interne si sono rafforzate e il gruppo è scacciato dalla città.
Müntzer e i suoi si spostano a Mühlhausen dove incontrano Heinrich Pfeiffer, un predicatore che incita i borghigiani alla rivolta contro i ricchi mercanti che comandano in città. Quando un certo Willi Pustola è incarcerato in spregio delle leggi cittadine sulla prigionia, i borghigiani si ribellano e assediano la parte alta della città. Con l'aiuto dei contadini i mercanti riescono a liberarsi e a pacificare la città con minime concessioni. Müntzer, Pfeiffer e i capi della rivolta vengono espulsi. Hanno appreso la lezione: i contadini sono fondamentali.
Si recano quindi a Norimberga, dove incontrano il libraio Hans Hut. Prima di essere espulsi anche da qui, stampano scritti radicali e "fogli volanti" da far circolare ovunque.
Müntzer decide di dividere il gruppo. Lo scopo è distribuire fogli volanti in tutta la Turingia, conquistare contadini e minatori, tornare e prendere Mühlhausen.
In occasione di una fiera, contadini e minatori entrano in massa a Mühlhausen. Insieme ai borghigiani si impadroniscono della città e aboliscono tutti i privilegi. Anche dalle città vicine giungono notizie di rivolte.
Si prepara la controffensiva dei principi. Quando le truppe di Filippo d'Assia stanno per assediare Frankenhausen, il Magister Thomas riceve un'altra lettera da Qoèlet, che finora gli ha sempre dato consigli preziosi. Il misterioso corrispondente lo informa che le truppe del langravio sono allo sbando. Bisogna approfittarne. Müntzer decide di marciare con trecento compagni sulla piana di Frankenhausen e combattere la battaglia decisiva. Sulla piana, i contadini trovano invece un esercito numeroso e ben armato, e vengono annientati.
Un Dio, una fede, un battesimo Brabante, 1538. Dopo l'esecuzione di Jan van Batenburg, il narratore, che faceva parte della sua banda di anabattisti responsabili di innumerevoli saccheggi, omicidi e stupri, cerca di scappare dalle Fiandre, rifugiandosi ad Anversa, dopo essersi cancellato col fuoco il tatuaggio che indicava l'appartenenza alla banda. Lì trova un imbarco come mozzo su una nave diretta a Plymouth in Inghilterra.
Il giorno della partenza, mentre si dirige al molo, intravedendo un gruppo di soldati spagnoli, decide di passare oltre ma altri spagnoli lo aggrediscono, picchiandolo e lasciandolo a terra svenuto.
Quando si risveglia, scopre di essere stato salvato e curato da un copritetti, Lodewijk Pruystinck, detto Eloi, capo di una comunità che vive grazie alle sovvenzioni di ricchi mercanti che appoggiano la causa. Eloi riconosce dalla cicatrice del tatuaggio tipico degli Armati della Spada di Batenburg. Eloi vorrebbe ascoltare la sua storia, ma il protagonista ha perso ogni stimolo. Quando Eloi gli chiede il suo nome, risponde che va bene un nome qualunque. Questo intriga Eloi, che sceglie il nome biblico Lot, colui che non si volta indietro. Nella comunità di Eloi, il protagonista incontra una ragazza di nome Kathleen e sua figlia Magda. Tali incontri, oltre a donargli nuovi stimoli, lo convincono a raccontare a Eloi la sua vita.
1525. Dopo la disfatta a Frankenhausen e il periodo trascorso da Vogel, il narratore assume il nome di Lucas Niemanson e va ad Augusta, dove incontra diversi superstiti della rivolta contadina. È il cosiddetto Sinodo dei Martiri. I partecipanti si credono profeti o mistici, predicano con gesti plateali e si fanno notare dalle autorità, che una notte catturano e mettono a morte molti di loro. Il narratore fugge diretto a Strasburgo, dove lo attende l'amico Martin Borrhaus detto Cellario.
Cellario fornisce al protagonista una nuova identità: Lienhard Jost, marito tornato dalla Germania di Ursula Jost, donna in fuga dal passato misterioso. Con Ursula il rapporto va oltre la finzione. Le cose sembrano andare bene, finché non arriva in città il predicatore ambulante Melchior Hofmann. Insieme a lui Lienhard ed Ursula cominciano a provocare l'élite religiosa, tollerante ma statica e senza coraggio.
Inimicatosi le autorità cittadine, il narratore parte insieme a Hofmann alla volta di Emden, dove a causa della sua predicazione, Hofmann viene esiliato e la nascente comunità anabattista viene guidata da Jan Volkertsz detto Trijpmaker.
Gli anabattisti si spostano ad Amsterdam, dove a causa delle loro predicazioni contro la ricchezza vengono segnalati alle autorità. Trijpmaker viene bruciato sul rogo.
Braccato, il protagonista assume il nome di un cugino morto della famiglia che lo nasconde: Gerrit Boekbinder. Gli viene dato il soprannome "Gert dal Pozzo" per un episodio accaduto fuori da un'osteria, durante una rissa: caduto in un pozzo, ne riemerge per abbattere gli avversari a colpi di secchio. Quel giorno conosce il fornaio di Haarlem Jan Matthys, anabattista radicale. Tra i due si instaura un profondo rapporto. In una disputa sul ricorso alla violenza nel movimento anabattista, Gert si schiera dalla parte del nuovo amico, contro Hofmann, decretando praticamente la supremazia di Matthys, che inizia a cercare adepti tra le classi sociali più basse, tra i quali il lenone e attore Jan Bockelson, proveniente da Leida.
Quando i fedelissimi di Matthys arrivano a dodici, come gli apostoli, Matthys li divide in coppie per predicare in varie città. Gert e Jan di Leida si recano a Münster per incontrare il predicatore locale, Bernhard Rothmann.
A Münster i cittadini hanno appena scacciato il vescovo Franz von Waldeck e messo in minoranza i cattolici, ma vi è tensione tra i luterani, rappresentati dai borgomastri, e gli anabattisti, rappresentati da Rothmann, dal capo della gilda dei tessitori Berndt Knipperdolling e ora anche da Gert e Jan.
La situazione degenera. I luterani si arroccano nel monastero di Überwasser, da dove iniziano a trattare per il rientro in città del vescovo, mentre gli anabattisti si barricano nella piazza della chiesa di San Lamberto. Qui un mercenario, Heinrich Gresbeck, convince Gert a farsi nominare capitano e a guidare gli anabattisti. Gresbeck gli farà da luogotenente. Gert, Gresbeck e un manipolo di uomini marciano sul monastero e convincono i luterani a non aprire le porte a von Waldeck. Oltre alla pace e al controllo della città, Gert guadagna una enorme fama di condottiero.
Poco tempo dopo arriva Jan Matthys. Gli abitanti di Münster si aspettano che governi in continuità coi suoi profeti, ma l'ex-fornaio sembra cambiato: espelle cattolici e luterani dalla città, mandandoli nudi nelle campagne in pieno inverno, fa uccidere i dissidenti, brucia ogni libro che non sia la Bibbia, dà tutto il potere ai suoi accoliti, predica la fine del mondo per il giorno di Pasqua e la salvezza per gli abitanti della nuova Gerusalemme.
Gert e Gresbeck decidono di uccidere Matthys, ma questi li anticipa, sferrando un attacco suicida alle linee del vescovo e restando ucciso. Il suo cadavere è rispedito dentro le mura, a pezzi, in una cesta. La folla acclama Jan di Leida come nuovo capo.