Api () è un personaggio della mitologia greca. Fu il terzo re di Argo.
Genealogia
Figlio di Foroneo e della ninfa Teledice o Cinna o Cerdo od anche Peito o Perimede.
Non sono noti i nomi di eventuali mogli o progenie.
Mitologia
La figura mitologica di Api è caratterizzata da una duplice natura e se da un lato le fonti primarie classiche gli attribuiscono un preciso ruolo storico e politico come sovrano del Peloponneso, dall'altro la sua memoria ha subìto nei secoli una complessa stratificazione cosicché Il suo personaggio è divenuto oggetto di frequenti sovrapposizioni cronologiche con altri omonimi della tradizione greca e, a partire dall'epoca ellenistica, è diventato il fulcro di radicali assimilazioni sincretiche anche con il pantheon egizio.
I miti greci confusi
Oltre a questo personaggio gli altri due ominimi sono:
Api, (originario di Pallanzio in Arcadia e figlio di un Giasone diverso del Giasone argonauta e legato a un mito eziologico relativo alla fondazione dell'Etolia) che venne accidentalmente travolto ed ucciso dal carro guidato da Etolo durante la celebrazione dei giochi in onore di Azano.
Api, figlio di Telchine e quarto re di Sicione, che è stato confuso per via della somiglianza del nome di suo padre (Telchine ) con il nome di uno dei due cospiratori contro l'Api di questa voce (chiamato Telchione ).
Vita di questo personaggio, regno, tirannia e morte
Questo Api è considerato uno dei primi legislatori Theodoret. Graec. Affect. Cur. vol. iv. p. 927, ed. Schulz. e Apollodoro racconta che fu il terzo re di Argo, dominio su cui impose un regime fortemente tirannico e autocratico ed in virtù del suo potere assoluto, ribattezzò l'intera penisola peloponnesiaca con il nome di "Apia" in proprio onore, ma fu vittima di una congiura di palazzo (ordita da Telchione, e Telchi ) e subì una morte violenta senza aver generato eredi.
Dopo la morte, gli furono tributati onori divini e fu assimilato alla divinità sotterranea Serapide, e poiché non aveva una discendenza, il trono della città passò a suo nipote Argo. La sua morte fu vendicata da Argo Panoptes che condannò a morte i due cospiratori.
Il sincretismo e l'assimilazione con la divinità egizia
Nell'Egitto tolemaico il personaggio di Api ebbe dei risvolti poiché dopo la sua morte fu adorato come una divinità in quanto esisteva una fugura a lui riconducibile e di nome Apis (anche chiamata Serapis).
Nelle fonti di epoca imperiale, tardo-antica e della patristica cristiana, la figura del re argivo Api divenne il fulcro di una complessa operazione di sincretismo culturale e religioso volto a fondere la protostoria greca con i culti millenari dell'Antico Egitto. Secondo questa rilettura, fortemente intrisa di evemerismo, il sovrano peloponnesiaco non sarebbe morto in Grecia, bensì si sarebbe trasferito nella valle del Nilo.
La versione evemeristica, le fonti cristiane ed il toro Apis
I polemisti cristiani utilizzarono ampiamente la figura di Api per dimostrare l'origine puramente umana e mortale delle divinità pagane e questo filone interpretativo sosteneva che Api (già divenuto Apis nelle tradizioni ed interpretazioni), una volta giunto in Egitto avesse civilizzato la popolazione locale introducendo l'agricoltura e la coltivazione della vite. Alla sua morte, i beneficiati lo divinizzarono fondendo il suo nome greco con il termine Apis (il toro sacro di Menfi), giustificando l'iconografia egizia con il mito della metempsicosi (la trasmigrazione dell'anima del re nel corpo del bovino).
L'evoluzione in Serapide
Un altro tassello fondamentale di questo sincretismo è la trasformazione del nome del sovrano in Serapide, la divinità guaritrice e solare creata in epoca tolemaica per unire greci ed egizi. Gli storici antichi spiegavano l'etimologia di Serapide come una corruzione linguistica nata dall'unione della parola "Api" (il re defunto) e il termine egizio "Sapi" o "Asar-Hapi" (Osiride-Api, il toro sacro morto e divinizzato), evolvendo così il tiranno di Argo in una delle massime divinità del Mediterraneo ellenistico.
Note
Voci correlate Re di Argo Argo (città antica)
Categoria:Re di Argo