Il Karabiner 98 kurz (spesso abbreviato in K98k, K98 o Kar98k) è stato un fucile a otturatore girevole-scorrevole, camerato per il proiettile 7,92 × 57 mm Mauser, sviluppato e impiegato dalla Germania nazionalsocialista durante il secondo conflitto mondialeK98k Mauser Page Retrieved 28 March 2007.. Fu l'ultimo di una lunga serie di fucili militari prodotti dalla Mauser. Sebbene fossero disponibili fucili semiautomatici e automatici, il K98k rimase in servizio per tutta la guerra, e ancora oggi è visibile nei vari conflitti grazie alla grande quantità di residuati bellici ancora praticamente intatti.

Storia Il Karabiner 98k è il risultato di anni di studi, culminate con i modelli Karabiner 98b e Mauser Standardmodell, sviluppati a loro volta a partire dal Gewehr 98. Dato che il Kar98k risultava più corto del precedente Karabiner 98b (che era una carabina solo nominalmente, essendo in realtà un Gewehr 98 con organi di mira migliorati), venne denominato Karabiner 98 kurz (ovvero corto). Come il suo predecessore, l'arma si distinse subito per la grande affidabilità e precisione, con una gittata efficace che variava dai 500 m (mire metalliche) fino ai 1000 m (con ottiche 8×).

Dettagli dell'arma Caratteristiche tecniche

Il k98k era un fucile a otturatore girevole-scorrevole ad alimentazione controllata basato sul sistema Gewehr 98. Il caricatore interno poteva essere riempito tramite stripper clip da cinque colpi 7,92 × 57 mm o un colpo alla volta. La leva dell'otturatore dritta dell'M 98 fu sostituita con una curva verso il basso: tale sostituzione permetteva una più rapida operazione dell'azione e la possibilità, data la minore elevazione verticale del pezzo, di montare ottiche direttamente sopra l'arma. Tutte le armi erano dotate di una corta astina per la pulizia agganciata sotto la canna tramite l'attacco per la baionetta. Solo unendo tre astine da tre fucili era possibile ottenerne una sufficientemente lunga da pulire il fucile.

Le parti metalliche del fucile venivano bluite, un procedimento che permette di proteggere i pezzi dall'ossidazione con uno strato di magnetite (Fe3O4, in un processo definito reazione di Schikorr). La protezione era però insufficiente, e solo dal 1944 fu introdotta la fosfatazione (o, in alternativa, la parkerizzazione) per avere una protezione efficace. Organi di mira. Inizialmente, i Kar98k presentavano un mirino aperto e tacca di mira tangente con scanalatura a V. Dal 1939 il mirino fu coperto per evitare la riflessione speculare durante il tiro. Le mire erano volutamente semplici per favorire l'uso anche ai soldati meno esperti. La tacca di mira tangente era tarata in fabbrica (secondo le specifiche del proiettile 7,92 × 57 mm IS), con distanze da 100 ad un ottimistico 2000 metri, con scatti di 100 metri. Calciatura. I primi modelli di K98k erano forniti di calcio in noce (pezzo unico). Dal 1938 in poi, l'arma cominciò a presentare un calcio laminato, conseguenza della scarsità di materiali e del costo elevato del legno di noce. Il calcio in laminato risultava più resistente di quello a pezzo unico, non richiedeva stagionatura, e soprattutto era molto più economico, a costo di un maggior peso. Accessori. Il K98k era distribuito corredato di cinghia per il trasporto, coprivolata e un kit di pulizia RG34 (Reinigungsgerät 34) racchiuso in un contenitore metallico, che conteneva un oliatore e attrezzi per lo smontaggio dell'arma. L'arma era progettata per essere usata in abbinamento alla baionetta S84/98 III. La lama della baionetta misurava 252 mm in lunghezza, con 285 mm di lunghezza totale. Lanciagranate. Nel 1942 venne introdotto un lanciagranate da fucile (basato su un progetto risalente alla prima guerra mondiale) chiamato Gewehrgranatengerät o Schießbecher. Questo lanciagranate da 30 mm era pensato per adattarsi a tutti i modelli di K98k e avrebbe dovuto sostituire tutti i lanciagranate allora in servizio. L'uso era possibile sia contro la fanteria che contro postazioni fortificate o carri leggeri fino a 280 m di distanza. Il funzionamento del lanciagranate si basava su una nuova munizione appositamente sviluppata per permettere il lancio della granate. La munizione sparava un proiettile in legno che colpiva il percussore della granata facendola partire. Lo Schießbecher poteva essere montato su svariate armi, tra cui ricordiamo Karabiner 98a, G98/40, StG 44 e FG 42. Silenziatore. Per il K98k venne anche sviluppato un silenziatore da montare alla volata, denominato HUB-23 (molto simile in aspetto allo Schießbecher). Con i suoi 500 g di peso e 180 mm di lunghezza, lo HUB-23 venne prodotto sulla base di un progetto presentato dalla Unteroffizier Schätzle. La gittata efficace dell'arma veniva chiaramente ridotta dall'uso del silenziatore (circa 300 m), data la necessità di impiego di munizioni subsoniche Nahpatrone (letteralmente munizione vicina ) da 220 m/s. L'uso combinato di silenziatore e munizioni subsoniche portava ad una riduzione del rumore del 75 %.

Varianti tedesche 98AZ Modello sviluppato per i reparti d'artiglieria come arma di difesa in caso di contatto ravvicinato con il nemico.

K98k "Kriegsmodell" Verso il 1944, la produzione del K98k si spostò prevalentemente sul Kriegsmodell (ovvero modello da guerra). L'arma era semplificata, rimuovendo tutto ciò che era ritenuto inutile tra cui attacchi per la baionetta e kit di pulizia. Esistono anche varianti che presentano solo parte degli elementi del Kriegsmodell dato che molte fabbriche non passarono mai alla produzione della nuova arma.

Variante di precisione

Per i tiratori scelti venivano scelti in fabbrica esemplari particolarmente precisi, su cui veniva poi montata un'ottica. Un buon cecchino poteva colpire con un K98k un bersaglio distante fino a 1.000 m. L'ottica tedesca Zeiss Zielver 4× (ZF 39) presentava un reticolo di compensazione per la caduta dei proiettili ad intervalli di 50 m (l'ottica spaziava dai 100 agli 800 m, altre varianti fino ai 1.000 m). Per il fucile erano disponibili anche altre ottiche di ottima fattura tra cui meritano menzione le Zeiss Zielsech 6× (ZF 42), le Ajack 4× e Ajack 6×, la Hensoldt Dialytan 4x e la Kahles Heliavier 4×. Dato che il K98k di fabbrica non era progettato per il montaggio di ottiche, la lavorazione del castello per l'adattamento doveva essere eseguita da un artigiano molto preparato. Un'ottica che fosse stata montata troppo in basso sopra il castello non avrebbe permesso di operare né l'otturatore, né il meccanismo della sicura. Il problema veniva aggirato montando il mirino più in alto o, meno frequentemente, leggermente disassato verso sinistra in modo da garantire l'operabilità dell'arma. Gli esemplari di precisione prodotti sono stimati in 132.000 unità.

K98k "Klappschaft" e "Abnehmbarer Lauf" Varianti sperimentali del K98k furono pensate per fornire una variante accorciata dell'arma ai paracadutisti. Infatti, benché già carabina, il K98k era comunque troppo lungo per essere trasportato agevolmente dai paracadutisti. Tuttavia, le forze aviotrasportate tedesche non compirono altri aviosbarchi dopo l'attacco a Creta nel 1941, pertanto non vi sarebbe stata alcuna richiesta per il nuovo fucile. La Mauser di Obendorf ha sicuramente prodotto due varianti sperimentali, una con calcio pieghevole (denominata Klappschaft) e una con canna smontabile (denominata Abnehmbarer Lauf).

Gewehr 40k Il G 40k, con la sua lunghezza totale di 1000 mm, una canna da 490 mm e un peso di 3,2 kg fu una versione sperimentale per un K98k di lunghezza ancora inferiore. La tacca di mira è la stessa presente nella versione originale dell'arma. 82 esemplari vennero prodotti nel 1941 dalla Mauser di Oberndorf, ma la produzione non continuò anche per il capovolgersi delle sorti della guerra.

Punzonatura sul castello I castelli dei K98k erano punzonati con un codice che indicava data e luogo di produzione. I codici generalmente erano del tipo: S/(n°)K (produzione nel 1934) oppure S/(n°)G (produzione nel 1935). Per i modelli prodotti negli anni seguenti il codice si riduceva a S/n con la data interamente stampigliata sotto. I codici numerici erano:

27 – Erma-Werke (Erfurt) 42 – Mauser (Oberndorf am Neckar) 147 – Sauer & Sohn (Suhl) 237 – Berlin-Lübecker Maschinenfabrik (Lubecca) 243 – Mauser (Borsigwalde) 337 – Gustloff Werke (Weimar) 660 – Steyr-Daimler-Puch (Steyr) 945 – Waffenwerke Brünn (Brno)

Quindi, un K98k costruito dalla Mauser di Borsigwalde nel 1934 aveva stampigliato il codice S/243K, mentre uno prodotto dalla Steyr-Daimler-Puch di Steyr nel 1935 aveva S/945G.

Dal 1937 il prefisso S/ venne abbandonato e ai numeri vennero sostituite sigle alfabetiche che indicavano il luogo di produzione. Solo alcune fabbriche mantennero formati alfanumerici. I nuovi codici erano:

ax – Erma-Werke (Erfurt) byf – Mauser (Oberndorf am Neckar) svp45 – Mauser (Oberndorf am Neckar, 1945) ce – Sauer & Sohn (Suhl) duv – Berlin-Lübecker Maschinenfabrik (Lubecca) ar – Mauser (Borsigwalde) bcd – Gustloff Werke (Weimar) bnz – Steyr-Daimler-Puch (Steyr) dot – Waffenwerke Brünn (Brno) svw45 – Waffenwerke Brünn (Brno, 1945) dou – Waffenwerke Brünn (Bystrica) BSW – Berlin-Sühler Waffen und Fahrzeugwerke (Berlino)

Gli esemplari con parti prodotte in fabbriche diverse sono riconoscibili per la presenza di due codici separati da una barra: ad esempio, un Mauser con parti provenienti da Steyr e Weimar avrà il punzone bnz/bcd, uno con parti provenienti da Borsigwalde e Erfurt il punzone ar/ax.

La dottrina delle armi tedesca Il K98k soffre dello stesso difetto che penalizzò tutti i fucili prodotti attorno al 1900, ovvero la relativa complessità e pesantezza, dovute al fatto che simili armi erano state create in un periodo in cui la strategia militare si basava su individui specializzati nel colpire con precisione i propri bersagli a distanze relativamente elevate. Il rateo di fuoco era infatti limitato dalla (generalmente) scarsa velocità di azionamento dell'otturatore. Il caricatore, inoltre, aveva una capacità nettamente inferiore a quella del coevo inglese Lee-Enfield. Durante il Secondo conflitto mondiale si cercò di porre rimedio a tale svantaggio mediante la progettazione di un particolare caricatore esterno che poteva essere agganciato all'arma eliminando lo sportellino inferiore del caricatore interno, portando così la capacità dell'arma a 20 colpi (nonostante dovesse essere comunque caricato mediante le stripper clip da 5 colpi). Mentre gli americani adottarono come standard nel 1936 il fucile semiautomatico M1 Garand, i tedeschi rimasero fedeli ai loro fucili bolt-action in virtù di quella dottrina secondo cui il potere di fuoco di una squadra dovesse risiedere nelle mitragliatrici leggere, relegando in questo modo la fanteria armata di fucile al ruolo di porta munizioni oppure al fuoco di copertura. Vi furono tentativi di introdurre fucili semiautomatici durante la guerra (esempi sono il Gewehr 41 e la sua evoluzione Gewehr 43), ma queste armi non riuscirono mai a soppiantare il K98k nel suo ruolo, come non vi riuscirono le ben più evolute armi della famiglia di fucili d'assalto StG 43. Il K98k venne quindi prodotto per tutta la guerra fino alla resa del maggio 1945.

Solo nei combattimenti ravvicinati venivano preferite le pistole mitragliatrici, soprattutto in ambienti urbani dove la portata e la potenza del proiettile giocavano ruoli marginali. Alla fine della guerra si rese evidente la necessità di un'arma che coniugasse le potenzialità dei fucili con quelle delle pistole mitragliatrici, e il nuovo fucile d'assalto StG 44 avrebbe potuto benissimo farsi strada nell'esercito tedesco, ma la sua disponibilità non fu mai tanto elevata da permettere una sostituzione totale dei K98k e degli MP 40 allora in servizio nella Wehrmacht.

Impiego Esportazione nel periodo inter-bellico