La contessa bianca (The White Countess) è un film del 2006 diretto da James Ivory.
Trama Shanghai 1936. Nella caotica città cinese, con gli invasori giapponesi alle porte, due destini si incrociano: quello dell'ex-diplomatico americano, divenuto non vedente e senza famiglia per terrorismo, Todd Jackson e quello della rifugiata contessa russa Sofia. Lei costretta dagli eventi a lavorare come entraineuse in un night club per sfamare la propria famiglia, lui all'inseguimento del sogno di costruire il Contessa Bianca, un locale elegante e perfetto nel cuore di Shanghai.
Produzione Ismail Merchant aveva già collaborato con lo scrittore britannico Kazuo Ishiguro, il cui romanzo vincitore del Booker Prize, Quel che resta del giorno (The Remains of the Day), era stato adattato per uno dei film di maggior successo di Merchant Ivory Productions. Inizialmente Ivory chiese a Ishiguro di adattare il romanzo di Junichiro Tanizaki, Diario di un vecchio pazzo, ma lui scrisse una sceneggiatura originale basata sulla sua ossessione per Shanghai, al punto che tra il film e il romanzo non vi è quasi alcun punto di contatto. Merchant disse: «Avere uno scrittore di questo calibro al tuo fianco è meraviglioso... Non conosco nessun altro scrittore che sarebbe così abilmente in grado di riflettere i dettagli della vita di quell'epoca». Andre Morgan si unì al progetto come produttore esecutivo e venne utilizzato il suo studio di Shanghai per la produzione e la post-produzione.
In The Making of The White Countess, un contenuto extra presente nell'edizione in DVD del film, lo scenografo Andrew Sanders racconta le difficoltà incontrate nel ricreare la Shanghai degli anni '30 in una città in cui la maggior parte delle tracce prebelliche sono circondate da moderni grattacieli e luci al neon. Molte scene dovettero essere costruite in teatri di posa. A ostacolarlo furono anche le restrizioni sulle importazioni imposte dal governo cinese, che lo costrinsero ad arrangiarsi con qualsiasi materiale riuscisse a trovare all'interno del paese. Il film fu l'ultimo per il produttore Ismail Merchant, morto poco dopo il completamento delle riprese principali. Il direttore della fotografia Chris Doyle ha dichiarato: «Quello che cerco di fare è rendere il lavoro di ripresa lirico piuttosto che frammentario. È una danza tra la macchina da presa e gli attori».
Nel 2003 Variety ha indicato che il budget di produzione era di 16 milioni di dollari, mentre un articolo sul Guardian del 2006 riportava un budget di 30 milioni di dollari.
Accoglienza Incassi Uscito negli Stati Uniti in dieci sale, ha incassato nel primo fine settimana. Ha incassato negli Stati Uniti e negli altri mercati, per un incasso totale di .
Note
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