Fu l'ultimo dei Wiśniowiecki, che con suo nonno, Michał Wiśniowiecki e suo padre, Jeremi Michał Wiśniowiecki avevano raggiunto una notevole influenza politica e militare, dovuta a grandi vittorie in particolare nella rivolta di Chmel'nyc'kij.
Grazie alla loro fama fu eletto re. Il suo regno, per via dei continui fallimenti di politica interna ed estera, è considerato uno dei più tragici della storia polacca, al contrario di quello del suo successore, Giovanni III Sobieski.
Infanzia e gioventù
Michele Korybut nacque il 31 maggio 1640Ilona Czamańska, Wiśniowieccy. Monografia rodu, Poznań 2007, p. 249., molto probabilmente nella località oggi ucraina di Biały Kamień ("pietra bianca"), in Volinia. Suo padre Jeremi Michał Wiśniowiecki, principe della szlachta e famoso comandante, fu un uomo molto abile in politica e in guerra, i cui continui ed assidui impegni militari gli impedirono di stare vicino a suo figlio, eccetto nei pochi mesi dalla sua nascita. La madre invece, Giselda Zamoyska, fu molto più presente nella vita del figlio. Michele infatti assomigliava alla madre non solo fisicamente, ma anche nel carattere, spesso spento e abitudinario.
Crebbe per i primi due anni di vita nella tenuta della nonna materna, Caterina Ostrogska, presso Zamość, ma questa nel 1642 morì, per cui Michele fu affidato dalla madre all'arcivescovo di Breslavia Carlo Ferdinando Vasa, figlio di re Sigismondo III di Polonia. Questo lo allevò presso la sua corte per tutto il periodo dell'infanzia, facendolo studiare presso i Gesuiti. Successivamente, in età adolescenziale, fu messo sotto la custodia dello zio materno Jan Sobiepan Zamoyski, governatore di Sandomierz e primo marito di Maria Casimira Luisa de la Grange d'Arquien, futura regina polacca.
Dopo un breve periodo, Michele con lo zio si trasferì alla corte reale a Varsavia, dove ebbe l'opportunità di conoscere lo stile di vita e le tradizioni dei nobili della Szlachta e a 16 anni vi venne ammesso come nobile. Ma la situazione politica della Polonia era critica: nel 1648 scoppiò infatti una rivolta in Ucraina guidata dal cosacco Bohdan Chmel'nyc'kij. Il primo ad intervenire fu proprio il padre di Michele, il generale Jeremi, poiché la rivolta era scoppiata nei suoi territori. Da episodio isolato, la rivolta si estese nel 1649 a tutta la nazione polacca, concludendosi nel 1654 con il Trattato di Perejaslav. Jeremi era morto il 20 agosto 1651 in circostanze misteriose, appena trentanovenne, per cui non fu in grado di vedere la fine della rivolta. Avendo avuto un ruolo chiave in tutti gli scontri armati, diede al figlio e a tutta la famiglia un enorme prestigio. La rivolta di Chmel'nyc'kij segnò l'inizio di una lunga serie di conflitti, soprannominata, il Diluvio.
Lo scoppio della seconda guerra del nord concluse l'epoca del Diluvio in un modo tragico. Nel 1655 infatti l'esercito svedese del re Carlo X Gustavo di Zweibrucken-Cleeburg si unì con l'esercito del Brandeburgo e con quello russo dello zar Alessio Romanov, per scongiurare la legittima ascesa al trono di Svezia da parte del re di Polonia Giovanni II Casimiro Vasa. Quest'ultimo era deciso a riprendersi il trono della propria famiglia creando un'egemonia Vasa, ma l'immenso potere navale e militare che invase la Confederazione lo mise presto in seria difficoltà. La Polonia, non essendo pronta per un conflitto di tale portata, cercò solo di evitare l'avanzata della coalizione che giungeva da diverse direzioni: ovest (Brandeburgo), est (Russia) e nord (Svezia). Per il suo esercito non vi era via di scampo e presto Varsavia passò in mano agli svedesi. La corte fu così obbligata a spostarsi, e con essa tutti i ministri e i nobili.
Michele dovette seguire tutta la corte a Glokówek, nella Slesia, e poi nel 1656 a Nysa. La guerra terminò nel 1660 con la vittoria della Russia (Trattato di Andrusovo) e della Svezia e Brandeburgo (Pace di Welawa). La Polonia ne uscì distrutta. Durante la guerra, tuttavia, la corte poté di nuovo ricostituirsi in pianta stabile e riprendere la vita di sempre. Così Michele nel 1656 si trasferì, grazie all'appoggio della regina Maria Luisa di Gonzaga-Nevers, nella prestigiosa Università Carolina di Praga, dal 1620 sotto il controllo dei Gesuiti, e dove Michele acquisì una vasta cultura linguistica e letteraria.
Nel 1660, una volta finita la guerra, fece ritorno in Polonia ricoprendo incarichi in alcune corti, tra le quali quella di Vienna. Nel 1663 prese per breve tempo parte come sottufficiale alla Guerra russo-polacca (1654-1667), in Ucraina, contro gli eserciti russi scatenati anni prima da Chmel'nyc'kij e desiderosi di una propria espansione verso ovest. Partecipò poi nel 1665, al fianco del re Giovanni Casimiro e del proprio successore Giovanni Sobieski alla repressione della rivolta dell'atamano Jerzy Sebastian Lubomirski.
Elezione a Re di Polonia
Il 10 maggio 1667 morì la regina Maria Luisa di Gonzaga-Nevers. Il re Giovanni Casimiro, che fino a quel momento aveva contato sull'appoggio della moglie a causa della sua continua depressione dovuta ai gravi problemi politici, si ritrovò all'improvviso senza un appoggio morale. Questo provocò un tale peggioramento, anche fisico, che il re fu costretto ad abdicare il 16 settembre 1668, per poi trasferirsi in Francia come cardinale presso le cattedrali di Saint-Germain-des-Prés e di Saint-Martin de Nevers, dove morì quattro anni dopo, il 16 dicembre 1672, all'età di 63 anni. Dopo la sua abdicazione la Polonia, già enormemente indebolita dalla rivolta di Lubomirski e dalle guerre del Diluvio, si ritrovò senza una guida, e dovette quindi iniziare la campagna elettorale per nominare un nuovo re. Visto che l'ex re non aveva eredi e la famiglia Vasa si era del tutto estinta in Polonia, nella Dieta si formarono rapidamente due fazioni in opposizione tra loro. Uno dei candidati fu proprio Michele Wiśniowiecki, che, dopo una breve esitazione accettò, ottenendo tra l'altro, l'appoggio del vescovo di Chełmno e vicecancelliere della Corona, Andrzej Olszowski.
Michele, grazie al prestigio di cui godeva, ottenne un numero molto ampio di sostenitori. Tuttavia, altri influenti principi e magnati appoggiavano il partito filo-francese, i cui candidati erano il principe Mikołaj Prażmowski e l'atamano della Corona Giovanni Sobieski, stimato in tutta la Polonia.
Dopo lunghi e intensi dibattiti durati più di un anno finalmente si giunse alle elezioni ufficiali il 19 giugno 1669 presso Wola. Michele Korybut Wiśniowiecki, con 11.271 voti in parlamento, venne eletto come re di Polonia e della Confederazione polacco-lituana a soli 29 anni, sconfiggendo la potente candidatura francese e i principi dell'opposizione. L'incoronazione ufficiale avvenne il 29 settembre 1669 nella Cattedrale del Wawel a Cracovia, con le insegne reali di Boleslao il Prode. Ad eseguire la consacrazione fu Mikołaj Prażmowski, arcivescovo di Gniezno.
Matrimonio e vita privata
I primi due anni di regno furono i migliori, anche se in Ucraina era in corso una guerra contro i tartari. In qualità di re Michele era molto occupato politicamente ed economicamente a risolvere situazioni in varie zone del regno polacco, che si trovavano in grande difficoltà. Tra i suoi doveri immediati vi era anche il matrimonio. Questo compito fu attentamente preso in considerazione immediatamente dopo la sua incoronazione e quasi del tutto gestito dai ministri e dai nobili.
Il 26 dicembre 1669 i ministri e i nobili concordarono che Michele avrebbe dovuto sposarsi con l'ultima figlia dei sovrani del Sacro Romano Impero, Eleonora di Gonzaga-Nevers e Ferdinando III d'Asburgo, lo stesso sovrano che nel 1648 aveva firmato la pace di Vestfalia per porre fine alla Guerra dei trent'anni: la sposa era la diciassettenne arciduchessa Eleonora Maria Giuseppina d'Austria, sorella di Leopoldo I d'Asburgo e di Maria Anna di Spagna, moglie di Filippo IV di Spagna.
Il matrimonio fu celebrato ufficialmente il 27 febbraio 1670 presso il santuario di Jasna Gora nella città di Częstochowa, dal nunzio papale Galeazzo Marescotti. Eleonora venne poi incoronata il 19 ottobre 1670 nella basilica arcicattedrale di San Giovanni Battista di Varsavia. Con questo matrimonio la Polonia strinse un patto solenne con L'Austria, patto che rese Michele Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro. La regina, in seguito, in tutti i viaggi ufficiali, accompagnò sempre il re guadagnandosi la stima del popolo, al contrario del marito, che la umiliava e molto spesso organizzava delle orge. Ma voci ancora più preoccupanti giravano a corte facendo sospettare che Michele fosse omosessuale, orientamento desunto da alcuni suoi strani atteggiamenti. Nonostante avesse solo trent'anni, sembrava ne avesse molti di più; inoltre era del tutto calvo e indossava parrucche nere con i riccioli. Ogni tanto a corte si mormorava che la regina fosse incinta, ma in tutti casi si sentì poi parlare di aborto per incidente. Tali voci inducevano a pensare che le notizie di un prossimo erede fossero una copertura inventata dal re per nascondere la sua presunta omosessualità, o comunque una condizione di impotenza. I nobili si sentivano presi in giro dal re e, per questo, arrivarono a seminare voci negative su di lui, come quella della sua "perversione". In realtà una volta la regina rimase veramente incinta ed il figlio, un maschio, morì durante il parto, il 29 novembre 1670. Fu questa gravidanza che impedì alla regina di essere incoronata a Cracovia come il marito. Oltre ad un altro episodio di gravidanza che terminò anche questa volta in tragedia, la regina non rimase più incinta.
Il regno di Michele: politica interna
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All'inizio del regno, Michele si rese conto che diversi nobili e lo stesso popolo erano contrari alla sua politica e, a peggiorare la situazione, vi era anche la sua incapacità a gestire problemi complessi. Nei primi viaggi ufficiali del 1669 per le strade la gente lo insultava apertamente, era costantemente scortato, ed era oggetto di una satira pesante. La Dieta era molto scontenta del sovrano e si era divisa in due fazioni, entrambe sfavorevoli: la fazione degli "scontenti" e quella degli "indecisi".
Quasi nessuno lo appoggiava, eccetto una parte del clero e dei cardinali. La fazione degli indecisi era comunque in minoranza, mentre la maggioranza era costituita dagli "scontenti", appartenenti quasi tutti al partito filo francese che aveva perso le elezioni, capeggiato dall'ex candidato al trono Mikołaj Prażmowski, il quale, tra l'altro, nutriva un forte risentimento nei confronti del re. Vi erano poi anche molti altri potenti oppositori, come il Grande Atamano della Corona Giovanni Sobieski, il magnate Andrzej Morsztyn, Bogusław e Michał Kazimierz Radziwiłł, il governatore di Cracovia Aleksander Michał Lubomirski, il governatore di Rutenia Stanisław Jan Jablonowski, il voivoda di Poznań Krzysztof Grzymultowski, e infine il vescovo di Cracovia Andrzej Trzebicki.
Nel 1669 in tutta la Polonia circolavano voci negative sul re, attribuibili in gran parte ai contadini ucraini continuamente oggetto degli attacchi dei tartari e al ministro della giustizia e maresciallo del parlamento Jan Wielopolski che organizzò, partendo da Cracovia, una feroce propaganda composta da una serie di striscioni e cartelli che umiliavano anche volgarmente il re, incitando il popolo a nutrire sentimenti antimonarchici.
Mentre il popolo gridava "abbasso il re", la potente szlachta, rappresentata da famiglie emergenti come quella dei Radziwiłł, votava per la deposizione di Michele e per l'elezione del principe francese Charles-Paris d'Orléans. Michele non fu in grado di placare questa situazione, per cui cadde in depressione, iniziò ad ingrassare e a soffrire di ulcera. Le potenti dinastie della szlachta agivano incontrastate nel parlamento obbligando il re ad eseguire una politica che, comunque, andava contro la volontà del popolo.