Il lansoprazolo è un inibitore della pompa protonica (IPP), commercializzato da diverse case farmaceutiche sia come farmaco originale sia come equivalente, essendone da tempo scaduto il brevetto.
Indicazioni Viene utilizzato contro l'ulcera gastrica e duodenale, la sindrome di Zollinger-Ellison e contro la malattia da reflusso gastroesofageo.
Nonostante alcune differenze a livello di farmacocinetica, tutte le diverse molecole degli IPP non sembrano avere profili di efficacia clinica significativamente diversi tra loro, anche nei protocolli per l'eradicazione dell'Helicobacter Pylori; in ambito di sanità pubblica e farmacoeconomia, la scelta tra i diversi IPP dovrebbe quindi tenere conto anche del rapporto costi/benefici, orientandola in direzione delle molecole più economiche a parità di efficacia (come il lansoprazolo).
Farmacodinamica Gli inibitori della pompa protonica servono ad inibire la secrezione degli acidi gastrici prodotti in maniera anomala dall'individuo, bloccando il sistema enzimatico idrogeno-potassio adenosintrifosfatasi; pertanto il termine "gastroprotettori", talvolta usato per gli IPP, è improprio e fuorviante.
Dosaggi Bruciore alla bocca dello stomaco e rigurgito acido, 15 mg o 30 mg al giorno per 4 settimane; Ulcera gastrica, 30 mg al giorno per 4 settimane; Ulcera duodenale, 30 mg al giorno per 2 settimane; Sindrome di Zollinger-Ellison, 60 mg al giorno come trattamento iniziale, in seguito il medico stabilirà la dose.
Effetti collaterali Tra i possibili effetti collaterali del farmaco (1 su 10 pazienti):
cefalea; capogiri; diarrea o costipazione; mal di stomaco; nausea o vomito; flatulenza; bocca o gola secca o infiammata; esantema della cute; prurito; alterazioni nei test di funzionalità epatica; stanchezza.
Uno studio pubblicato nel 2016 avanzava l'ipotesi che l'assunzione prolungata di inibitori di pompa protonica negli anziani potesse aumentare il rischio di sviluppare segni progressivi della demenza;Willy Gomm PhD, Klaus von Holt PhD, Friederike Thomé MSc et al., Association of Proton Pump Inhibitors With Risk of Dementia, A Pharmacoepidemiological Claims Data Analysis, JAMA Neurol. 2016 Apr 1 altri quattro studi successivi hanno però smentito l'ipotesi.
L'assunzione prolungata di inibitori della pompa protonica (IPP) può essere associato ad un'alterazione del livello di cromogranina A (CgA) che in sede di analisi viene utilizzata come marcatore dei tumori neuroendocrini. I livelli di cromogranina A ritornano normali dopo 14 giorni dall'interruzione del trattamento con farmaci IPP.Korse CM, Muller M, Taal BG: Discontinuation of proton pump inhibitors during assessment of chromogranin. A levels in patients with neuroendocrine tumorsPregun I, Herszényi L, Juhász M, Miheller P, Hritz I, Patócs A, Rácz K, Tulassay Z. Effect of proton-pump inhibitor therapy on serum chromogranin a level
Note
Bibliografia
Altri progetti
Categoria:Inibitori della pompa protonica Categoria:Benzimidazoli