Banditi a Orgosolo è un film del 1961 diretto e prodotto da Vittorio De Seta. Con lo stesso titolo è stato pubblicato nel 1975 un libro dell'antropologo Franco Cagnetta, prima edizione monografica del saggio apparso sulla rivista Nuovi Argomenti nel 1954 col titolo Inchiesta su OrgosoloCfr. Nota bio-bibliografica, pp.20-21 in Franco Cagnetta, Banditi a Orgosolo, Nuoro, 2002.

È il primo lungometraggio del regista siciliano. Presentato in concorso alla 22ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, ha vinto il premio Migliore Opera Prima.Mostra del Cinema di Venezia ed. 26 - 1961 su IMDb Il film si svolge in Barbagia ed è interpretato da pastori sardi, attori non professionisti.

Il film era stato preceduto da due documentari, senza didascalie e commenti, girati da De Seta nel 1958: Un giorno in Barbagia e Pastori ad Orgosolo.

Trama Michele, un pastore di Orgosolo, subisce un controllo dai carabinieri nel suo ovile, e viene trovato in possesso di una carcassa di maiale. I carabinieri stanno dando la caccia a dei banditi che hanno rubato dei maiali. Mentre perlustrano i pressi trovano i maiali nascosti e hanno un conflitto a fuoco con i banditi nel quale un carabiniere muore. Michele, per non perdere il proprio gregge, sapendo che la giustizia lo avrebbe interrogato e ritenuto coinvolto si dà alla fuga. Infatti, è sospettato di abigeato e dell'uccisione di un carabiniere. È innocente ma non pensa proprio a costituirsi o a far emergere quanto realmente accaduto, anche perché per farlo avrebbe dovuto stare lontano dal suo gregge acquistato indebitandosi. Sceglie così di darsi alla latitanza in compagnia del fratello minorenne, Giuseppe.

Grazie all'aiuto che gli viene fornito dai compaesani Gonnario e Mintonia, riesce a nascondersi tra le montagne della Barbagia, ma, inseguito dai carabinieri, finisce col perdere tutto il suo gregge. Per la disperazione da cui è colto, braccato dalla giustizia e dai creditori, nel tentativo di recuperare ciò che aveva perso, ruba il gregge ad un altro pastore, trasformandosi così da potenziale vittima di un'ingiustizia a bandito.

Genesi e ambientazione del film Durante alcuni soggiorni a Orgosolo, De Seta aveva avuto modo di conoscere gli abitanti di questo angolo della Barbagia, la vita solitaria dei pastori nel loro isolamento fra le rocce e i pendii del Supramonte, costretti dai bisogni del gregge a trascorrere lunghi periodi lontani dalla propria famiglia. Si era addentrato, per quanto un osservatore estraneo possa farlo, nella vita del paese, scoprendo le divisioni fra le classi sociali, ovvero fra chi si dedica alla pastorizia ed è costretto a pagare salati affitti per i pascoli e chi, possedendo grosse estensioni di terreno, gli affitti viceversa è solito riscuoterli.

L'interesse di De Seta si è rivolto anche alla storia di chi, un tempo pastore, a causa di avvenimenti a lui estranei, per ignoranza, destino, impotenza e sfiducia nello stato e nelle sue leggi viene coinvolto in un piccolo fatto che lo travolge e, ingrossandosi sempre più come una valanga, lo porta alla scelta o alla necessità di darsi alla macchia diventando un vero e proprio bandito.

Premi 1961. Migliore opera prima al Festival di Venezia. Il film era stato anche nominato per il Leone d'oro.Banditi a Orgosolo - Scheda premi su IMBd. Consultato il 14 luglio 2010 1962. Nastro d'Argento alla migliore fotografia del SNGCI. Premio "San Giorgio " d'Argento Premio "Cinema Nuovo" Targa d'Oro 1961 Premio della Federazione Italiana dei Circoli del Cinema.

Incassi Incasso nelle sale a tutto il 31 marzo 1964 £ 132.666.510.

Curiosità Il protagonista Michele è doppiato da Gian Maria Volontè.

Note

Bibliografia

Catalogo Bolaffi del cinema italiano 1956/1965.

Voci correlate Inchiesta su Orgosolo Il mondo perduto - I cortometraggi di Vittorio De Seta 1954-1959 Détour De Seta

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