La Calabria (AFI: ;; Καλαβρία (Kalavrìa) in grecanico; ; ), ufficialmente Regione Calabria, è una regione italiana a statuto ordinario dell'Italia meridionale di abitanti, con capoluogo Catanzaro. L'unico confine regionale si trova a nord, con la Basilicata, a sud-ovest lo stretto di Messina, la separa dalla Sicilia, ed è bagnata a est dal mar Ionio e a ovest dal mar Tirreno.
Secondo alcune teorie storiche, il termine Italia avrebbe origine in Calabria: gli antichi Greci lo usavano inizialmente per indicare l’area compresa tra i due golfi, in corrispondenza dell’istmo di Catanzaro.
Abitata sin dal Paleolitico, grazie alla sua posizione strategica al centro del Mediterraneo ha visto il fiorire di numerose culture: enotria, ausonia, greca, bruzia, romana, bizantina, normanna. Quello greco rappresenta per la Calabria il periodo di massimo splendore, con la fondazione a partire dall'VIII secolo a.C. di numerose città che saranno per secoli fra le più ricche e culturalmente avanzate del loro tempo, costituendo il fulcro del territorio successivamente ribattezzato Magna Grecia dai conquistatori romani.
In epoca romana è parte della Regio III Lucania et Bruttii, una regione dell'Italia augustea. Dopo la guerra greco-gotica diviene e rimane per ben cinque secoli un dominio bizantino, recuperando pienamente il suo carattere ellenico. Fiorisce il cenobitismo, col sorgere in tutto il territorio di innumerevoli chiese, eremi e monasteri in cui i monaci basiliani calabro-greci si dedicano alla trascrizione. A partire dal periodo bizantino la Calabria diventa la più importante area d'Europa per la produzione e lavorazione della seta. Nell'XI secolo, l'avvento dei normanni dà il via a un lento processo di latinizzazione della regione, che inizia a seguire le sorti del resto del Meridione: farà parte del Regno di Sicilia, del Regno di Napoli e del Regno delle Due Sicilie, prima di convergere nell'Italia unita.
Nell'area della Bovesia esistono ancora delle comunità di lingua grecanica, variante locale della lingua greca. Nella parte centro-settentrionale della penisola sono invece numerosi i comuni di lingua arbëreshe, variante locale della lingua albanese. Vi è inoltre a Guardia Piemontese una minoranza di lingua occitana.
Geografia fisica
La Calabria, punta dello stivale italiano, è costituita da una penisola protesa nel Mediterraneo: la Penisola Calabrese. Per questo motivo, la regione ha uno sviluppo costiero di 788,92 km, lungo di esso si alternano tratti rocciosi, promontori, falesie e litorali sabbiosi.
Il territorio calabrese è occupato per buona parte da rilievi montuosi (Pollino, Sila, Catena Costiera, Serre e Aspromonte), i quali costituiscono l'ossatura centrale della regione. Perciò, solo una piccola parte della superficie regionale è occupata da pianure; le principali in ordine di grandezza sono la Piana di Sibari, la Piana di Gioia Tauro e la Piana di Sant'Eufemia.
Alla Calabria appartengono anche due piccole isole, Dino (di dimensioni maggiori) e Cirella, entrambe ricadenti amministrativamente in provincia di Cosenza e bagnate dal Mar Tirreno. I punti estremi della regione sono a nord una porzione di territorio confinante con la Basilicata ricadente nel territorio comunale di Nocara, ad est Capo Colonna, a sud punta Palizzi e ad ovest la foce del Calopinace. Inoltre, il punto più vicino alla Sicilia è Punta Pezzo, distante da Capo Peloro appena 3,2 km.
Orografia
La Calabria è costituita per il 49,2% del suo territorio da colline, per il 41,8% da montagne e per il restante 9% da pianure.
Il rilievo montuoso più a nord è il Massiccio del Pollino, il quale possiede le vette più elevate della Calabria, il Monte Serra Dolcedorme ( m) e il Monte Pollino ( m). Procedendo verso sud, separata dal Pollino tramite i Monti di Orsomarso dove la cima più alta è il Cozzo del Pellegrino ( m), si allunga sulla fascia tirrenica la Catena Costiera, la cui cima più elevata è il Monte Cocuzzo ( m).
Al centro della regione si eleva la Sila, un vasto altopiano ricoperto da grandi foreste di aghifoglie, la cui vetta più alta è il Monte Botte Donato ( m). A sud-ovest la Sila si salda, attraverso la valle del Corace, al massiccio del Reventino ( m), che sovrasta il litorale tirrenico di Capo Suvero e la piana di Sant'Eufemia.
Fra quest'ultima piana e quella di Gioia Tauro si erge il gruppo del Monte Poro (710 m), il rilievo dalle dimensioni più modeste nella regione. Tra l'istmo di Catanzaro e il valico della Limina sorgono le Serre, delle quali la vetta più elevata è il monte Monte Pecoraro ( m). A sud con le serre si congiungono con il rilievo montuoso più meridionale della regione ovvero l'Aspromonte, il cui monte più elevato è il Montalto ( m).
Idrografia
I fiumi della Calabria generalmente non presentano uno sviluppo significativo, in primis per la forma stretta e allungata della penisola calabrese, in secondo luogo per la particolare disposizione dei rilievi montuosi; pertanto, la maggior parte dei fiumi calabresi sono a carattere torrentizio, fanno eccezione il Crati e il Neto - i fiumi più lunghi - che sfociano nel mar Ionio. Tributano anch'essi allo Ionio, ma con un corso di gran lunga più breve, il Coscile (che ha origine dal Massiccio del Pollino, in cui sfocia il suo maggiore affluente, l'Esaro), il Trionto, il Tacina e il Corace; questi ultimi fiumi, come peraltro il Neto, nascono dalla Sila. Dall'altopiano della Sila hanno origine anche l'Amato e il Savuto, che insieme al Lao che scende dal Massiccio del Pollino, sono i maggiori fiumi del versante tirrenico. Gli altri corsi d'acqua sono ancora più brevi e hanno le caratteristiche tipiche delle fiumare in quanto hanno regime torrentizio, scorrono incassati in stretti versanti a monte per poi riversarsi nelle pianure alluvionali in ampi alvei ciottolosi, asciutti per gran parte dell'anno, ma che possono riempirsi repentinamente in occasione di temporali o piogge violente. Inoltre esistono numerosi laghi che sono artificiali, soprattutto sull'altopiano della Sila, i principali sono l'Ampollino, l'Arvo, il Cecita, l'Angitola e il Passante.
Geologia
Quando si parla della geologia della Calabria si riferisce generalmente all'Arco calabro, detto anche "Arco Calabro-Peloritano". Si tratta di una catena montuosa semi-circolare che comincia a sud della Basilicata e comprende il settore nordorientale della Sicilia, con i Monti Peloritani. Il basamento della Calabria è costituito principalmente da rocce cristalline e metamorfiche di età Paleozoica, coperte dai successivi sedimenti principalmente Neogenici. Le rocce del substrato sono costituite da diverse unità tettoniche ("falde") sovrapposte le une alle altre e sulle unità degli Appennini meridionali e delle Maghrebide siciliane.van Dijk, J.P. (1992); "Late Neogene fore-arc basin evolution in the Calabrian Arc (Central Mediterranean). Tectonic sequence stratigraphy and dynamic geohistory. With special reference to the geology of Central Calabria". Geologica Ultrajectina, 92, 288 pp.; si vedano i riferimenti nella lista bibliografica di quest'opera, e anche: van Dijk, J.P., Bello, M., Brancaleoni, G.P., Cantarella, G., Costa, V., Frixa, A., Golfetto, F., Merlini, S., Riva, M., Toricelli, S., Toscano, C., and Zerilli, A. (2000); "A new structural model for the northern sector of the Calabrian Arc". Tectonophysics, 324, 267-320.
L'evoluzione Neogenica del Mediterraneo è quella tipica dei sistemi Arco-Fossa di subduzione, caratterizzata da uno slittamento dell'Arco Calabro verso Sud-Est in concomitanza con l'apertura del bacino Tirrenico. Il cosiddetto avampaese di questo sistema è costituita dalla piattaforma Apula e dalla piattaforma Ibleo o "Ragusana". Il Tirreno rappresenta il bacino di retro-arco di questo sistema di subduzione, dove le parti con affinità africana subducono al di sotto degli elementi di affinità Europea (Arco calabro).
La Calabria è una regione ad elevata pericolosità sismica.
Clima
Il clima calabrese è di tipo mediterraneo. Il litorale ionico è più secco e arido di quello tirrenico, che si presenta con un clima più mite. In genere le temperature lungo le coste non scendono mai sotto i 10 °C e non salgono mai sopra i 40 °C, con punte di 42-44 °C nei mesi estivi. Lungo gli Appennini e nelle zone interne, dal Pollino, alla Sila fino all'Aspromonte, il clima è montano appenninico (continentale freddo) con inverni freddi e nevosi, l'estate è tiepida e non mancano temporali. Da segnalare l'interessante escursione termica giornaliera, in inverno, nella valle del Crati, dove anche a quote di pianura possono verificarsi abbondanti nevicate.
Le stazioni meteorologiche ufficialmente riconosciute dall'Organizzazione meteorologica mondiale presenti nel territorio regionale sono: Bonifati Calopezzati Capo Spartivento Catanzaro Cosenza Crotone-Isola di Capo Rizzuto Lamezia Terme Monte Scuro Punta Alice Gioia Tauro Reggio Calabria Vibo Valentia Bianchi
Flora
Le differenti condizioni climatiche della regione favoriscono anche una diversa vegetazione da zona a zona. Dal livello del mare fino ai 600 metri (piano mediterraneo) predomina la macchia mediterranea con ulivi, lecci e altre piante tipiche del clima mediterraneo. Dai 700 metri fino ai 1000 metri (piano della bassa montagna appenninica), invece, cresce una vegetazione di transizione: castagni e altre querce hanno la loro dominanza. Dai 1000 metri in su (piano montano) dominano le specie tipiche del clima di montagna, composte da faggio, abete bianco e pino laricio. Sulle Serre calabresi il piano montano inizia, in alcuni punti, anche a 800 metri. Da citare il "pino loricato" (Pinus heldreichii), simbolo indiscusso del Parco nazionale del Pollino: questa antica reliquia vive solo sul Pollino, mentre fuori dal territorio italiano lo si trova sui Balcani.
Origini del nome
Nell'era augustea dell'Impero romano l'attuale regione era conosciuta come Bruttium, dalla popolazione che l'abitava. Ancora prima, attorno al XV secolo a.C., queste terre erano conosciute con il nome di Italia, dalla popolazione degli Itali, discendenti degli enotri. I Greci indicarono l'origine del nome in Ouitoulía dal vocabolo Italòi (plurale di Italós), termine con il quale i coloni achei che giunsero nelle terre dell'attuale Calabria ambiguamente designavano sia i Vituli, una popolazione che abitava le terre a sud dell'istmo di Catanzaro, il cui etnonimo era etimologicamente relato al vocabolo indicante il toro, animale sacro ai Vituli e da loro divinizzato, che i tori stessi: il greco italós infatti è di derivazione italica, specificamente deriva dalla osco-umbra uitlu, toro appunto (vedasi il latino uitellus, forma con suffisso diminutivo che significa vitello). Ouitoulía venne così a significare "terra dei Vituli" o "terra dei tori". A supporto di questa ipotesi, nella parte meridionale della penisola calabrese, laddove si sviluppò la più grande civiltà italica, prima dell'avvento di Roma, esistono toponimi di origine magnogreca (alcuni tradotti in latino dai Normanni) probabilmente facenti capo alla più antica etimologia di terra dei tori (dei bovini): Bova, Bovalino, Taurianova, Gioia Tauro, ecc.
Il nome Calabria designava in origine la penisola salentina, che era compresa nella regione augustea Regio II Apulia et Calabria, mentre l'odierna Calabria insieme all'attuale Basilicata formava la Regio III Lucania et Bruttii. Ma quando le due penisole dell'Italia meridionale furono unificate dai Bizantini, il nome di Calabria fu usato per identificare anche la regione del Bruzio; successivamente, con la perdita dei possessi bizantini nel Salento in favore dei Longobardi, il nome fu utilizzato per designare soltanto l'attuale penisola calabrese, che mantiene tuttora il nome. Durante il basso Medioevo e l'età moderna il termine Calabria venne trasformato in Calabrie, con lo sdoppiamento del territorio nelle due province napoletane di Calabria Ulteriore e Calabria Citeriore.