La battaglia di Bassano fu combattuta l'8 settembre 1796, durante la prima campagna d'Italia, nei dintorni di Bassano del Grappa, fra l'Armata d'Italia francese al comando del generale Napoleone Bonaparte e l'esercito austriaco al comando del feldmaresciallo Dagobert von Wurmser.
La battaglia si svolse al termine del secondo tentativo austriaco di sbloccare la fortezza di Mantova assediata dai francesi; il generale Bonaparte anticipò l'offensiva del nemico, avanzò in Trentino e inseguì l'esercito austriaco lungo la valle del Brenta vincendo una serie di violente battaglie. A Bassano le truppe austriache furono definitivamente sbaragliate e il feldmaresciallo von Wurmser fu costretto a ritirarsi con i resti del suo esercito all'interno di Mantova dove venne a sua volta bloccato dal generale Bonaparte, accorso al suo inseguimento con una serie di marce forzate.
La campagna culminata nella battaglia di Bassano dimostrò nuovamente la superiore abilità strategica del generale Bonaparte e la grande aggressività, la resistenza e l'entusiasmo delle truppe francesi dell'Armata d'Italia; tutti i piani austriaci di controffensiva fallirono completamente.
Ripresa delle operazioni in Italia
Dopo aver superato la difficile situazione provocata dalla grande controffensiva sferrata dal feldmaresciallo Dagobert von Wurmser, comandante dell'esercito austriaco in Italia, ed aver vinto il 5 agosto 1796 l'importante battaglia di Castiglione, il generale Napoleone Bonaparte, giovane ed energico comandante in capo dell'Armata d'Italia, aveva potuto riprendere l'assedio della fortezza di Mantova, riconquistare le posizioni sull'Adige e consolidare il predominio francese nella penisola italiana, intimidendo i regnanti delle potenze reazionarie..
Il generale aveva informato dettagliatamente con una lunga missiva il Direttorio dei brillanti risultati raggiunti ed aveva comunicato che era sua intenzione sfruttare la favorevole situazione e l'indebolimento delle forze nemiche per prendere risolutamente l'iniziativa, eventualmente in connessione con l'avanzata in Baviera del generale Jean Victor Moreau con l'Armata del Reno e Mosella. Nonostante le rilevanti perdite subite durante l'ultima campagna e le gravi carenze organizzative e materiali del suo esercito, il generale Bonaparte intendeva passare presto all'offensiva in Trentino per conquistare la base di operazioni austriaca ed impedire nuovi attacchi nemici..
Per la nuova offensiva il generale Bonaparte aveva raggruppato il grosso dell'Armata d'Italia, circa soldati, dalle due parti del lago di Garda; il comandante in capo avrebbe preso personalmente la guida delle truppe e avrebbe marciato in direzione di Rovereto e Trento; per controllare il settore di Verona e il corso dell'Adige, sarebbero rimaste le deboli forze del generale Charles Kilmaine, mentre a Mantova il generale Jean Joseph Sahuguet, che aveva sostituito il generale Jean Mathieu Sérurier ritornato in Francia per malattia, con uomini avrebbe mantenuto l'assedio della fortezza. Il generale Bonaparte era deciso ad attaccare nonostante i dubbi e le preoccupazioni dei suoi luogotenenti; in particolare il generale Andrea Massena era fortemente allarmato per lo stato deplorevole dal punto di vista materiale delle truppe di nuovo prive di equipaggiamenti essenziali. Il generale in capo impose le sue decisioni; egli contava soprattutto sull'alto morale dei suoi soldati dopo le continue vittorie, per raggiungere un nuovo successo..
Il generale Bonaparte inoltre contava, assumendo l'offensiva, di sorprendere il nemico ed anticipare la probabile nuova offensiva del feldmaresciallo von Wurmser di cui era venuto a conoscenza per mezzo del suo efficiente servizio informazioni. Attaccando subito, i francesi avrebbero potuto scompaginare i preparativi nemici, distruggere le forze austriache in riorganizzazione in Tirolo ed anche impedire l'eventuale trasferimento di una parte di quelle forze a nord in Baviera per contrastare il generale Moreau che si stava avvicinando a Monaco..
Effettivamente il feldmaresciallo von Wurmser stava organizzando un nuovo tentativo di sbloccare la fortezza di Mantova e aveva pianificato una complessa operazione offensiva che prevedeva ancora una volta la divisione delle sue forze in colonne separate. Il comandante in capo austriaco aveva già raggruppato una massa di circa soldati al comando del generale Johann Mészáros tra Bassano e Vicenza, mentre altri soldati erano schierati in Trentino per sbarrare la strada del Tirolo al comando del generale Josef Philipp Vukassovich. Il feldmaresciallo von Wurmser era a conoscenza della possibile offensiva francese verso Trento e riteneva di poter sorprendere a sua volta il nemico con i uomini delle divisioni del generale Peter Vitus von Quosdanovich e del generale Karl Philipp Sebottendorf che avrebbero marciato lungo la valle del Brenta; dopo essersi ricongiunto con le truppe del generale Mészáros a Bassano, egli intendeva raggiungere Mantova e sbloccare la fortezza mentre i francesi sarebbero stati trattenuti in Trentino dalle forze del generale Vukassovich. Egli riteneva possibile da Mantova minacciare le linee di comunicazione dell'Armata d'Italia che sarebbe stata bloccata tra il lago di Garda e il Trentino..
Il generale Bonaparte non fu impressionato dalla nuova dislocazione delle forze austriache; il 1º settembre durante un consiglio di guerra mostrò ottimismo e fiducia: le truppe nemiche erano state di nuovo frammentate su un ampio settore del fronte senza collegamenti sicuri; inoltre il feldmaresciallo von Wurmser avrebbe avuto bisogno di tempo per raggruppare le sue forze principali a Bassano. L'Armata d'Italia quindi avrebbe avuto il tempo, sfruttando la sua grande velocità di movimento, lo slancio, lo spirito di sacrificio e l'elevato morale dei soldati, per sferrare l'offensiva in Trentino e occupare la base di operazione dell'esercito austriaco.. L'offensiva sarebbe iniziata il 3 settembre; il generale Claude Henri Vaubois avrebbe marciato lungo la riva occidentale del lago di Garda, mentre il grosso dell'armata, con le divisioni del generale Massena e del generale Pierre Augereau, sarebbe avanzato a marce forzate lungo la riva orientale; dopo essersi ricongiunti a sud di Rovereto, tutte le forze riunite avrebbero conquistato quella città e quindi raggiunto Trento. Il generale Bonaparte prevedeva inoltre di continuare l'offensiva scendendo subito lungo la Valsugana e la valle del Brenta per prendere alle spalle le truppe del feldmaresciallo von Wurmser presenti a Bassano..
Durante il consiglio di guerra, i luogotenenti del generale non nascosero i loro dubbi su un piano così audace: le truppe erano stanche e il sistema logistico sarebbe stato messo in grave difficoltà da un'offensiva a marce forzate lungo strade disagevoli e territori aspri e montuosi. Il generale Bonaparte respinse tutte le obiezioni; egli contava sullo spirito di sacrificio e lo slancio delle truppe per superare tutti i problemi e sfruttare l'occasione di tagliare le comunicazioni e distruggere l'esercito austriaco.
Offensiva in Trentino Il generale Bonaparte intendeva iniziare l'offensiva in forze in Trentino il 3 settembre per sbaragliare le truppe austriache del generale Vukassovich, ma fin dal 1º settembre le avanguardie del generale Vaubois avevano marciato da Lodrone lungo il corso del Chiese, mentre il generale Massena aveva attraversato l'Adige con la sua divisione e la riserva di cavalleria sul ponte di Pol; la divisione del generale Augereau da Verona era più indietro in seconda linea. Il generale Vukassovich aveva dislocato il suo quartier generale a Rovereto e schierava le avanguardie a Serravalle e Ala, mentre la divisione del principe Reuss difendeva il ponte sul Sarca con le riserve a Calliano. Il feldmaresciallo von Wurmser era già in marcia per raggiungere a Bassano la divisione del generale Mészáros, il reparto del generale Sebottendorff era a Rovigo mentre il generale Quosdanovich aveva raggiunto con le sue truppe Lavis..
L'offensiva francese il 3 settembre raggiunse subito importanti successi; dopo una marcia forzata, i reparti di punta del generale Vaubois, guidati dal generale Louis Saint-Hilaire, superarono la resistenza austriaca con un attacco frontale, attraversarono il ponte di Sarca e raggiunsero Mori; nel frattempo il generale Massena attaccò, con il reparto del generale Pijon, le avanguardie del generale Vukassovich conquistò Serravalle e Ala e dopo una breve sosta notturna raggiunse all'alba del 4 settembre la stretta di Marco, dove arrivò anche il generale Bonaparte con il suo quartier generale...
Il comandante in capo dell'Armata d'Italia, desideroso di accelerare le operazioni per ottenere rapidamente un successo decisivo e disgregare le retrovie dell'armata austriaca del feldmaresciallo von Wurmser in lento movimento verso Bassano, diede ordine al mattino del 4 settembre di attaccare subito con la massima energia. Il generale Masséna assaltò frontalmente con la sua divisione le solide posizioni difese dal generale Vukassovich a sud di Rovereto. I primi attacchi furono respinti ed il generale Bonaparte prese la decisione di muovere due colonne di soldati lungo i sentieri di montagna laterali per aggirare la strettoia di Marco e minacciare le vie di comunicazione del nemico.. Le truppe austriache, preoccupate dal pericolo alle loro retrovie diedero segno di incertezza e il generale Bonaparte lanciò all'attacco per sfruttare la situazione il reparto del generale Claude Victor che tuttavia, nonostante un violento attacco in colonne, non riuscì a sbaragliare il nemico. La battaglia di Rovereto fu decisa infine dall'intervento del reparto di ussari del generale Paul-Alexis Dubois che caricò attraverso la strettoia e provocò il cedimento finale degli austriaci che iniziarono a retrocedere; a mezzogiorno la strada di Rovereto era aperta e le truppe francesi del generale Masséna, rinforzate dall'arrivo della divisione del generale Vaubois da Riva del Garda, entrarono nella città ingombra di soldati austriaci sbandati e avanzarono in direzione di Trento sotto il controllo diretto del generale Bonaparte; il generale Dubois era caduto mortalmente ferito nel momento decisivo della battaglia..
La truppe francesi avanzarono per alcuni chilometri fino a Calliano dove si trovarono di fronte ad un nuovo sbarramento organizzato dal generale Paul Davidovich con le residue forze austriache sfruttando l'aspro terreno montuoso attraversato dall'Adige. Il generale Bonaparte decise di attaccare subito e due colonne di fanteria manovrarono nuovamente sui fianchi delle montagne a destra e a sinistra delle posizioni austriache; l'avanzata francese sulla sinistra fu difficile a causa della presenza del forte della Pietra e fu necessario l'intervento di otto cannoni che colpirono le fortificazioni costringendo alla resa la guarnigione.. Per l'attacco finale alla stretta di Calliano il generale Elzéar-Auguste Dommartin schierò una batteria di artiglieria leggera per prendere d'infilate le difese nemiche, mentre nove battaglioni attaccarono frontalmente in massa.. Le difese austriache furono sbaragliate dall'attacco serrato della fanteria e dalla cariche della cavalleria; prese parte agli assalti decisivi anche il reparto delle guide, la guardia del corpo personale del generale Bonaparte, condotto dal comandante Jean-Baptiste Bessières. I resti delle forze austriache ripiegarono confusamente verso Trento, mentre i francesi catturarono quindici cannoni, sette bandiere e prigionieri.