Con il termine Alto Milanese (Alt Milanes in lombardo), anche chiamato Altomilanese, viene indicato il territorio della Lombardia che comprende la parte nord-occidentale della città metropolitana di Milano, la parte meridionale della provincia di Varese e alcuni comuni della parte sud-occidentale della provincia di Como. Corrisponde in gran parte con una delle province italiane progettate in passato: la provincia del Seprio. L'Alto Milanese può essere suddiviso in quattro zone aventi come centro principale le loro rispettive maggiori città: il Bustese, il Legnanese, il Gallaratese e il Saronnese. I maggiori fiumi dell'Alto Milanese sono l'Olona e il Ticino, mentre tra i torrenti degni di nota sono l'Arno, il Tenore, il Bozzente, la Lura, il Rile e lo Strona.
Il nucleo centrale dell'Alto Milanese è costituito dalla conurbazione dell'Olona, ovvero dall'area urbana comprendente, da nord a sud, le città di Gallarate, Busto Arsizio, Legnano.. L'Alto Milanese, che è una delle zone più industrializzate e più densamente popolate d'Italia, ha una popolazione di oltre abitanti distribuiti su una superficie di 650 chilometri quadrati. La rete di comunicazione primaria è costituita dall'Autostrada dei laghi (A8 Milano-Varese, A9 Lainate-Como-Chiasso e A26 diramazione Gallarate-Gattico), dalla strada statale 33 del Sempione, dalla strada statale 233 Varesina, dalla strada statale 527 Bustese e dalle linee ferroviarie Domodossola-Milano, Luino-Gallarate e Gallarate-Varese (gestite dalla società Rete Ferroviaria Italiana) e dalla linea Saronno-Novara con la sua diramazione Sacconago-Malpensa Aeroporto (gestita da Ferrovienord).
Il territorio, che vede la presenza di corsi d'acqua e un clima temperato, fu protagonista dello sviluppo di insediamenti fin dall'antichità. Durante l'Alto Medioevo l'Alto Milanese fu diviso tra i contadi del Seprio (capoluogo Castelseprio) e della Burgaria (probabilmente legata a Parabiago), due contee dipendenti dalla marca di Lombardia; tra i secoli XIII e XV, con la dissoluzione e la scomparsa dei due contadi, l'Alto Milanese cominciò a distinguersi come zona d'influenza di Busto Arsizio, Legnano e Gallarate. Nel Basso Medioevo l'Alto Milanese fu teatro della battaglia di Legnano e della battaglia di Parabiago. Nell'Alto Milanese è diffuso il dialetto lombardo occidentale, variante locale della lingua lombarda, lingua romanza derivata dal latino avente substrato celtico e superstrato longobardo.
Degni di nota, tra gli eventi organizzati nell'Alto Milanese, sono il palio di Legnano e il Busto Arsizio Film Festival. Il palio di Legnano è una festa tradizionale che si svolge annualmente a Legnano dal 1935 per commemorare l'omonima battaglia dove trovano spazio una sfilata storica e una corsa ippica tra le otto contrade storiche di Legnano che chiude la manifestazione. Il Busto Arsizio Film Festival è un festival cinematografico di rilievo nazionale i cui obiettivi sono quelli di valorizzare le produzioni italiane di qualità. Tra le competizioni sportive organizzate nell'Alto Milanese ci sono le corse campestri Campaccio e Cinque Mulini (entrambe incluse nel circuito internazionale dei Cross Country Permit della World Athletics), la gara ciclistica Coppa Bernocchi, che fa parte del Trittico Lombardo, e il torneo San Giorgio su Legnano scacchi. Nell'Alto Milanese si sono svolti i Campionati europei di corsa campestre 2006 e il Campionato europeo di scherma 2012, con i primi che si sono disputati a San Giorgio su Legnano e il secondo a Legnano. Originari dell'Alto Milanese sono i bruscitti, secondo piatto a base di carne di manzo tagliata finemente e cotta per lungo tempo.
Geografia fisica Territorio
Il territorio dell'Alto Milanese può essere geograficamente diviso in due zone. La zona centro-settentrionale è collinare, con alcune vallate, come la Valle Olona e la Valle dell'Arno. Nella zona meridionale si estende invece l'alta Pianura Padana. Il suolo, che è principalmente composto da ciottoli, ghiaia, sabbia e argilla, era un tempo coperto da un sottile strato di humus poco adatto alla crescita di boschi e alla coltivazione agricola, così da essere in gran parte brughiera..
Nel corso dei secoli, grazie al lavoro di fertilizzazione operato dai contadini locali e alla costruzione di canali artificiali, il territorio dell'Alto Milanese è stato reso coltivabile. Fino al XIX secolo il paesaggio comprendeva la brughiera e le coltivazioni di vite e cereali, mentre attualmente l'attività agricola è poco differenziata e il mais è la coltura principale.
Secondo la classificazione sismica l'Alto Milanese è in zona 4 (sismicità irrilevante), come stabilito dall'ordinanza PCM n. 3274 del 20 marzo 2003.
Idrografia
A nord interessano l'Alto Milanese il Lago Maggiore (Sesto Calende e Angera), il Lago di Comabbio e il Lago di Monate. I maggiori fiumi sono l'Olona e il Ticino. Vi sono numerosi torrenti, tra i quali l'Arno, il Tenore, il Bozzente, la Lura, il Rile e lo Strona. Il fiume Olona ha portato a un notevole sviluppo urbano e industriale lungo il suo corso: sulle sue sponde sono fiorite infatti numerose attività produttive, in particolare industrie tessili, meccaniche e chimiche, che originariamente sfruttavano le sue acque per movimentare i macchinari. Grazie a questo sviluppo, prevalentemente autonomo rispetto a quello della restante parte dell'area metropolitana di Milano, l'Alto Milanese è una tra le più industrializzate e urbanizzate dellhinterland settentrionale di Milano.
I principali corsi d'acqua del Bustese, uno dei territori dell'Alto Milanese, sono l'Olona e i suoi affluenti Rile e Tenore. Corsi d'acqua minori sono il Fontanile di Tradate, il Riale delle Selve, il Mornaga, il Valdessera, la Selvagna, il Marubbio, il Riale di Torba e il Bozzone. Nel Bustese non vi sono specchi d'acqua importanti, mentre vi sono numerosi stagni alimentati dai vari riali e da alcune risorgive, di cui i maggiori sono lo Stagno Boza, lo Stagno di Torba, il Laghetto Madonnetta. Nel Gallaratese, invece, i corsi d'acqua sono il Ticino e i suoi affluenti Arno e Strona. Nel Legnanese scorre l'Olona, mentre il Saronnese è attraversato dal torrente Lura, che nasce nel territorio del comune di Bizzarone e sfocia nell'Olona. Degni di nota sono anche i canali artificiali, come il Canale Villoresi e il Naviglio Grande, che attraversano entrambi l'Alto Milanese.
Clima
Il clima dell'Alto Milanese è caratterizzato da un'ampia escursione termica annuale, con temperature minime basse in inverno (-4/-6 °C, anche con punte fino a -7/-10 °C) e massime elevate in estate (30-32 °C, talvolta con punte di 35 °C). La piovosità è principalmente nei mesi primaverili e autunnali, anche se nelle estati calde e umide sono frequenti i temporali.
La caratteristica conformazione a "conca" della Pianura Padana fa sì che sia in inverno che in estate vi sia un notevole ristagno dell'aria, con effetti diversi nelle due stagioni: in inverno, infatti, quando vi è un accumulo freddo e scarsità di vento, si forma una marcata inversione termica, che può perdurare anche diversi giorni, specie nelle giornate umide e nebbiose, causando giornate molto rigide e gelo intenso, mentre in estate essa causa violenti rovesci temporaleschi.
I dati provenienti dalla stazione meteorologica di Milano Malpensa indicano, in base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione mondiale della meteorologia, che la temperatura minima del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a −4 °C, mentre quella massima del mese più caldo, luglio, è intorno ai 28 °C. Le precipitazioni medie annue sono superiori ai mm e presentano un picco primaverile e autunnale, con un minimo relativo invernale.
Storia Preistoria
L'Alto Milanese, che vede la presenza di corsi d'acqua e un clima temperato, fu protagonista dello sviluppo di insediamenti fin dalla preistoria. A Cadrezzate e sulle zone in riva al Lago di Monate sono stati ritrovati, in località Il Sabbione, insediamenti palafitticoli, che nel 2011 sono stati inseriti nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO insieme ad altri antichi insediamenti sulle Alpi palafitticoli di età preistorica.
Tali popolazioni, secondo le ipotesi degli studiosi, migrarono poi a sud attraverso l'Alto Milanese in seguito a un forte incremento demografico.. Dai reperti archeologici trovati, si può dedurre che la Valle Olona fosse – già in preistoria – una rilevante via di comunicazione..
D'epoca successiva fu lo sviluppo della cultura di Canegrate prima (a partire dal XIII secolo a.C.) e della cultura di Golasecca poi (tra i secoli IX e IV a.C.), i cui nomi derivano dalle rispettive località dove vennero effettuati i primi scavi, che portarono alla scoperta di queste culture preistoriche.
In particolare la cultura di Canegrate è stata una civiltà protostorica che si è sviluppata in pianura padana dall'età del bronzo sui territori della Lombardia occidentale, del Piemonte orientale e del Canton Ticino. Le testimonianze materiali trovate a Canegrate erano costituite da una necropoli formata da 165 tombe, all'interno delle quali erano presenti oggetti metallici e ceramici... Il ritrovamento di Canegrate è costituito da una così elevata concentrazione di sepolture, che ha pochi eguali nell'Italia settentrionale..
La cultura di Golasecca è una cultura della prima Età del ferro costituita da cinquanta tombe con ceramiche e oggetti metallici. Le testimonianze materiali si trovano sparse in un ampio territorio di km²Raffaele de Marinis, Liguri e Celto-Liguri in Italia. Omniun terrarum alumna, Garzanti-Scheiwiller, 1988. a sud delle Alpi, compreso tra i fiumi Po, Serio e Sesia delimitato a nord dai valichi alpini. La maggiore densità di ritrovamenti si è avuta nella fascia collinare subalpina, con una continuità di circa un millennio, ed è questa l'area che ha visto lo sviluppo dei due epicentri della cultura stessa, che sono le zone di Sesto Calende-Golasecca-Castelletto Ticino e l'area nei dintorni di Como.
Le popolazioni preromane
In una serie di campagne di scavi effettuate nell'Alto Milanese sono stati scoperti dei reperti risalenti all'insediamento in Pianura Padana dei Celti, che sono databili tra il IV e il I secolo a.C. e che sono collegati alla cultura di La Tène. Nell'Alto Milanese sono stati anche trovati reperti collegati agli Etruschi e ai Veneti con scavi effettuati, rispettivamente, a Vergiate e a Sesto Calende..
I ritrovamenti archeologici risalenti al periodo storico immediatamente successivo alla conquista romana della pianura padana continuano a essere caratterizzati da marcati tratti celtici, che si dissolvono gradualmente fino a scomparire nell'Età augustea, cioè fino a quando la romanizzazione dell'Alto Milanese venne completata..
Epoca romana
Gli antichi Romani non perseguirono un'assimilazione forzata delle popolazioni conquistate, ma consentirono agli abitanti dell'Alto Milanese di continuare a professare la loro religione, utilizzare la loro lingua e mantenere le proprie tradizioni.. La romanizzazione della zona avvenne quindi per gradi.. La fusione tra le due culture è testimoniata dai reperti ascrivibili all'Età augustea, che gradualmente perdono le caratteristiche legate alla civiltà celtica assumendo quelle tipiche della cultura romana..
In epoca imperiale romana gli abitanti dell'Alto Milanese erano organizzati amministrativamente in vicus, comunità che poi diedero origine a molti dei moderni comuni... Dai pochi e vitali insediamenti rurali dell'epoca repubblicana si passò, in era imperiale, a una comunità più numerosa e organizzata con un tessuto urbanistico formato da piccoli insediamenti isolati nella campagna che ruotavano intorno al centro rurale più grande. Queste comunità rurali avevano una buona produttività agricola. Con la crisi e poi con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, anche l'Alto Milanese conobbe una fase di decadenza sociale ed economica..