Capranica Prenestina (usualmente Capranica) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio. Fa parte della Comunità montana dei Monti Sabini, Tiburtini, Cornicolani e Prenestini, nonché del GAL dei Monti Prenestini e Valle del Giovenzano. Il territorio comunale include la frazione di Guadagnolo, che rappresenta il centro abitato non comunale più alto del Lazio, e il Santuario della Mentorella, uno dei più antichi santuari mariani d'Italia e d'Europa.

Il 16 novembre 2024 Capranica Prenestina ha ricevuto la bandiera dell'associazione "I Borghi più belli d'Italia".

Origini del nome L'origine del toponimo non è certa. La forma è comunque attestata nel 1252 e nel 1292. È stata proposta un'etimologia basata su una presunta forma medievale "Campanica", collegata alle "genti delle campagne" che si sarebbero insediate nella zona e dedicate all'allevamento di capre; tuttavia, non è stata rintracciata una fonte documentaria medievale che attesti il toponimo Campanica, riferito a Capranica Prenestina. Parimenti non documentata è anche l'ipotesi che il nome del centro abitato possa essere stato in passato "Capralica". Resta linguisticamente possibile un'origine della radice "capr-" connessa al lessico relativo alla capra o al pascolo, ma anche questa interpretazione non risulta definitivamente dimostrabile. L'aggiunta del termine "Prenestina", risalente al 1872, ha avuto il fine di distinguere il borgo dall'omonima cittadina in provincia di Viterbo.

Geografia fisica Territorio Il territorio comunale si sviluppa sul versante dei Monti Prenestini, catena montuosa dell'Appennino laziale caratterizzata da una notevole varietà di ambienti naturali, che raggiunge i 1 218 m con il monte Guadagnolo. Nel territorio comunale si trova anche il monte Cerella che, con i suoi 1 203 m, è la seconda vetta dei Monti Prenestini. La dorsale prenestina è orientata prevalentemente in senso nord-sud e presenta una successione di rilievi, altopiani, versanti boscati e aree aperte destinate storicamente al pascolo.

Geologia e geomorfologia

Dal punto di vista geologico, i Monti Prenestini costituiscono un'area di transizione tra differenti domini sedimentari dell'Appennino centrale. Le rocce affioranti sono costituite prevalentemente da calcari e marne di origine marina, formatisi nel corso del Mesozoico e del Cenozoico. La successione stratigrafica comprende sedimenti deposti in differenti condizioni di profondità marina, che contribuiscono alla varietà geologica e geomorfologica della catena. Ai margini dei rilievi sono inoltre presenti depositi piroclastici riconducibili all'attività dell'antico Vulcano Laziale.

La prevalenza di rocce carbonatiche ha favorito lo sviluppo di fenomeni di carsismo, sia superficiali sia sotterranei. Nel territorio prenestino sono presenti forme carsiche quali doline, depressioni, pozzi e grotte, che caratterizzano in modo significativo il paesaggio e il sottosuolo. La presenza di queste forme è legata alla solubilità delle rocce calcaree e all'azione prolungata delle acque meteoriche.

Idrografia

La natura prevalentemente carsica del territorio condiziona anche il reticolo idrografico superficiale. I Monti Prenestini costituiscono infatti uno spartiacque tra due importanti bacini idrografici: a nord-ovest quello dell'Aniene e a sud-est quello del Sacco. I corsi d'acqua minori sono in parte stagionali e raccolgono le acque provenienti dai versanti della dorsale, mentre la circolazione sotterranea delle acque è fortemente condizionata dalla permeabilità delle formazioni calcaree.

Ambiente e paesaggio

Il paesaggio è caratterizzato dall'alternanza di boschi, praterie, pascoli e affioramenti rocciosi. Nelle zone più elevate sono presenti ambienti di prateria e pascolo, mentre i versanti sono in larga parte ricoperti da boschi di latifoglie. L'area di Monte Guadagnolo è riconosciuta per il valore naturalistico degli ambienti di alta quota, comprendenti praterie, pascoli, boschi e aree rocciose; la zona ospita inoltre diversi habitat di interesse conservazionistico.

Un elemento caratteristico del paesaggio locale è costituito dai castagneti, sviluppatisi storicamente soprattutto sui versanti orientali dei Monti Prenestini e legati alla storia delle attività agroforestali locali. Nei boschi sono presenti antichi essiccatoi in pietra, tradizionalmente utilizzati per l'essiccazione delle castagne destinate alla produzione della mosciarella prenestina. Il castagneto rappresenta pertanto un elemento del paesaggio nel quale gli aspetti naturalistici si intrecciano con le pratiche agricole e forestali tradizionali.

Ambiente

Flora Il territorio di Capranica Prenestina presenta una notevole varietà di ambienti naturali, legata all'altitudine, alla natura calcarea dei rilievi e all'alternanza di boschi, praterie, radure e ambienti rupestri. Una parte del territorio comunale ricade nella Zona Speciale di Conservazione (ZSC) «Monte Guadagnolo» (IT6030035), appartenente alla rete Natura 2000: il sito si estende per 569 ettari e tutela quattro habitat di interesse comunitario.

La vegetazione comprende boschi di latifoglie, praterie e formazioni arbustive; nei versanti più esposti al sole sono presenti querceti caducifogli termofili, caratterizzati soprattutto da roverella (Quercus pubescens) e cerro (Quercus cerris), orniello (Fraxinus ornus), carpino nero (Ostrya carpinifolia), corniolo (Cornus mas) e diverse specie di acero. Nei versanti più freschi si sviluppano boschi misti di latifoglie, nei quali sono presenti, tra le altre specie, acero campestre (Acer campestre), nocciolo (Corylus avellana) e castagno (Castanea sativa); nelle stazioni più impervie sono presenti anche formazioni di faggio. Il castagno da frutto è particolarmente diffuso sui versanti orientali dei Monti Prenestini, compreso il territorio di Capranica Prenestina e Guadagnolo: nel territorio comunale si estende parte del Monumento naturale "Castagneto prenestino", un'area di 166 ettari costituita da una selva castanicola popolata da alberi monumentali plurisecolari.

Nelle aree aperte del Monte Guadagnolo sono presenti praterie su substrato calcareo di particolare interesse naturalistico. La ZSC comprende le praterie rupicole calcaree dell'Alysso-Sedion albi, le praterie aride dei Festuco-Brometalia, caratterizzate da una particolare ricchezza di orchidee, le praterie pseudo-steppiche del Thero-Brachypodietea e le faggete appenniniche con tasso e agrifoglio.

Fauna La fauna comprende numerose specie legate agli ambienti forestali, alle praterie e alle pareti rocciose. Tra gli anfibi di interesse comunitario sono segnalati la salamandrina dagli occhiali (Salamandrina perspicillata) e il tritone crestato italiano (Triturus carnifex). Tra gli uccelli di interesse comunitario figurano il rondone pallido (Apus pallidus), il succiacapre (Caprimulgus europaeus) e il falco pellegrino (Falco peregrinus); nell'area sono inoltre presenti specie caratteristiche degli ambienti aperti e boschivi, tra cui l'averla piccola (Lanius collurio), il nibbio bruno (Milvus migrans) e il codirossone (Monticola saxatilis)

Tra gli strigiformi, sono presenti 4 specie nidificanti sui Monti Prenestini, quali l'allocco (Strix aluco), il gufo comune (Asio otus), la civetta (Athene noctua) e il barbagianni (Tyto alba). Nel corso di uno studio sulla comunità ornitica nidificante del Monte Guadagnolo, condotto mediante 22 stazioni di ascolto nella primavera del 2004, è stato inoltre rilevato il fiorrancino (Regulus ignicapilla), specie legata agli ambienti boscati e alberati

Il gruccione (Merops apiaster) è segnalato nell'avifauna dei Monti Prenestini e in altre aree collinari del Lazio. È una specie migratrice estiva che frequenta soprattutto ambienti aperti e nidifica scavando il nido in pareti e scarpate di terreno

Tra i mammiferi sono presenti il cinghiale (Sus scrofa), la volpe (Vulpes vulpes), la faina (Martes foina), il tasso (Meles meles), l'istrice (Hystrix cristata), il ghiro (Glis glis) e lo scoiattolo comune (Sciurus vulgaris). La ZSC Monte Guadagnolo comprende inoltre il lupo (Canis lupus) tra le specie di interesse comunitario.

Particolarmente significativa è la presenza di alcuni invertebrati tutelati dalla normativa comunitaria, tra cui Eriogaster catax, Euplagia quadripunctaria, Melanargia arge, Osmoderma eremita e Rosalia alpina.

La conoscenza della biodiversità locale è sostenuta dal Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini, con sede a Capranica Prenestina. Il museo svolge attività didattiche, di ricerca e divulgazione e illustra, attraverso diorami e altri strumenti espositivi, i principali ambienti dei Monti Prenestini, dal pascolo e dal bosco di latifoglie alle grotte carsiche e alle falesie calcaree di Monte Guadagnolo. Nel giugno 2026 il museo ha inoltre promosso il «BioBlitz Prenestino», una campagna di esplorazione e mappatura partecipata della biodiversità della ZSC Monte Guadagnolo, realizzata con la collaborazione di ISPRA, CREA e del Network Nazionale della Biodiversità.

Clima Classificazione climatica: zona E, 2 927 GG

Dati climatici elaborati dal Copernicus Climate Change Service: temperature relative al periodo gennaio 2017–giugno 2022; precipitazioni e giorni di pioggia relativi al periodo gennaio 2017–gennaio 2022

Storia L’area sub-appenninica in cui sorge Capranica Prenestina è stata abitata anche prima dell’era volgare, ma l'area circostante il borgo viene citata per la prima volta in una Bolla papale del 970 quale parte dei possedimenti concessi in enfiteusi da papa Giovanni XIII – al secolo Giovanni de’ Crescenzi – alla sorella, la senatrice Stefania. Tali possedimenti erano costituiti dalla città di Preneste, odierna Palestrina, e dalle località di Cave, Rocca di Cave, Gallicano e Capranica: con la concessione il papa affidava alla sorella il compito di provvedere alla costruzione di opere fortificate che proteggessero quei territori dalle incursioni degli eserciti stranieri. A quell’epoca, l’abitato di Capranica era situato a pochi chilometri di distanza in direzione nord dal sito attuale: ne rimangono tracce ancor oggi visibili, che prendono il nome di Capranica Vecchia. Sviluppato intorno ad un castello, il primitivo borgo venne distrutto da un incendio e i suoi abitanti furono costretti a spostarsi nell'attuale sito, dal nome prima di Castello Nuovo e poi di Capranica.

Il borgo continuò a seguire nei decenni successivi le vicende della famiglia Crescenzi e successivamente della famiglia Colonna, la cui stirpe prese inizio nella seconda metà dell’undicesimo secolo dal matrimonio tra la feudataria Emilia de’ Crescenzi e Gregorio II dei Conti di Tuscolo; fu il loro figlio Pietro a decidere di assumere il nome di Pietro da Colonna, traendolo dall’omonima località sita a pochi chilometri da Roma.

Un atto datato 7 febbraio 1252, che sancisce l’assegnazione di Capranica ad Oddone Colonna a seguito della risoluzione di una controversia tra questi e il cugino Pietro, è la prima testimonianza storica dell’esistenza dell’odierna Capranica Prenestina. Dopo pochi decenni il borgo venne distrutto dalle truppe papali di Bonifacio VIII – al secolo Benedetto Caetani – che nel 1298, nell’ambito dello scontro di potere tra la famiglia Caetani e la famiglia Colonna, riservarono a Capranica la stessa sorte di Palestrina.