Lo sbarco di Anzio (nome in codice operazione Shingle) fu un'operazione militare di sbarco condotta dagli Alleati sulla costa tirrenica antistante gli abitati di Anzio e Nettuno durante la campagna d'Italia nella seconda guerra mondiale. L'obiettivo di tale manovra era la creazione di una testa di ponte ad Anzio oltre lo schieramento tedesco sulla linea Gustav, in modo tale da aggirarla e costringere gli avversari a distogliere ingenti forze dal fronte di Cassino, permettendo così lo sfondamento della 5ª Armata del generale Mark Clark lungo il settore tirrenico della Gustav. In contemporanea, le truppe sbarcate ad Anzio avrebbero occupato i Colli Albani, impedendo la ritirata delle divisioni tedesche: la loro distruzione avrebbe consentito di conquistare Roma e abbreviare la campagna.

Lo sbarco avvenne con successo il 22 gennaio 1944 a opera del VI Corpo d'armata statunitense, guidato dal maggior generale John Lucas; ma nel suo complesso l'operazione Shingle non raggiunse gli obiettivi iniziali prefissati. Le forze tedesche sotto il comando del feldmaresciallo Albert Kesselring, nonostante la sorpresa iniziale, riuscirono a bloccare l'iniziale avanzata del VI Corpo d'armata e a sferrare una serie di contrattacchi, che misero in seria difficoltà gli anglo-americani e costarono loro forti perdite. La lunga e logorante battaglia di posizione che seguì nell'area della testa di ponte continuò fino alla primavera successiva, quando i tedeschi furono costretti alla ritirata dopo il crollo del fronte di Cassino. Anche in questo caso, però, l'obiettivo principale, ossia la distruzione delle forze tedesche in Italia, non fu conseguito e i tedeschi in ritirata poterono sfuggire dalla morsa nemica e ridisporsi sulla Linea Gotica, baluardo che impegnò per mesi gli anglo-americani sugli Appennini.

Premesse Al termine della conferenza di Teheran il generale Dwight Eisenhower, fino ad allora comandante supremo nel teatro del Mediterraneo, fu designato comandante supremo delle forze di spedizione alleate in Europa e comandante in capo dell'operazione Overlord. Il generale statunitense fu sostituito nel precedente incarico prima da Henry Maitland Wilson, che mantenne il posto per circa un anno, e quindi dal generale britannico Harold Alexander per il resto del conflitto. Il Mediterraneo diventò dunque un teatro d'operazioni prevalentemente britannico e considerato dagli statunitensi secondario rispetto a Overlord: il cosiddetto secondo fronte al quale essi rivolgevano il massimo sforzo organizzativo e materiale..

Nonostante ciò, il primo ministro britannico Winston Churchill riuscì a convincere gli Stati Uniti dell'utilità di una pressione costante anche sul fronte italiano e nel Mar Egeo; Eisenhower, continuamente interpellato, concesse di distaccare nel Mediterraneo 68 degli LST destinati a Overlord fino a metà gennaio, allo scopo di facilitare la conquista di Roma. In seguito sarebbero stati presenti i mezzi necessari per il previsto sbarco nella Francia del sud (operazione Anvil, decisa anch'essa a Teheran), che sarebbero stati poi trasferiti in Gran Bretagna in vista dell'invasione della Normandia.. I dettagli furono elaborati durante la conferenza del Cairo, alla cui conclusione gli statunitensi rimasero fermamente decisi a seguire la strategia precedentemente concordata: dopo la caduta di Roma il XV Gruppo d'armate di Alexander, schierato in Italia, avrebbe potuto avanzare verso nord fino alla linea Pisa-Rimini, ma le forze disponibili sarebbero state ridotte a vantaggio dello sbarco in Francia meridionale. L'impegno principale alleato avrebbe dovuto concentrarsi in Europa occidentale..

In Italia, tuttavia, l'avanzata degli Alleati era divenuta sempre più difficoltosa; fin dallo sbarco a Salerno la campagna aveva incontrato l'aspra resistenza della Wehrmacht e lo sfondamento della "linea invernale" tedesca, che il feldmaresciallo Albert Kesselring (Oberbefehlshaber Süd) aveva predisposto fra Gaeta e Ortona, si era rivelata più difficile del previsto.. La linea invernale era formata da una serie di avamposti disposti in profondità, chiamati in codice linea Barbara; dietro si trovava la linea Bernhardt ancorata sulle colline intorno a Cassino, che sfruttava al massimo le difese naturali del Garigliano e del fiume Rapido. Queste due linee rappresentavano le fasce meglio munite della linea Gustav, che coincideva con il fronte tedesco che tagliava in due la penisola a sud di Roma.. Sul lato orientale dello schieramento alleato la veterana 8ª Armata del maresciallo Bernard Law Montgomery riuscì a passare il fiume Sangro, ma non sfruttò il successo a causa della tenace resistenza tedesca a Ortona e delle incessanti piogge che resero impraticabile il terreno pianeggiante; sul versante tirrenico combatteva la 5ª Armata del tenente generale Mark Clark, che avanzò fino al fiume Garigliano. Da qui gli americani avrebbero potuto marciare lungo la valle del Liri, superare Montecassino e quindi lanciarsi su Roma. Ma le strade lungo il fiume erano dominate dalle vette di monte Camino (comprendente le cime di monte La Defensa, monte la Remetanea e monte Maggiore), Rotondo e Sammucro, che i tedeschi avevano convenientemente presidiato. Fu necessario scalare ciascuna altura e conquistarla in una serie di durissimi combattimenti tra il 29 novembre e il 21 dicembre.

Solo il 5 dicembre Clark avanzò fino a Cassino, ma lì la tenace ed efficace difesa opposta dai paracadutisti della Fallschirm-Panzer-Division 1 "Hermann Göring" obbligò gli Alleati a fermarsi, costringendoli a combattere una lunga e dispendiosa battaglia di logoramento.. Il fallimento dei primi attacchi pose fine alle speranze di Clark di avanzare rapidamente verso la capitale lungo la statale 6 "Casilina"; tuttavia il generale rimaneva fiducioso per l'immediato futuro, giacché sapeva che sin dal 3 novembre era allo studio un piano (appoggiato dal comandante supremo Eisenhower) per scardinare la linea d'inverno: si trattava di far sbarcare una parte della 5ª Armata nella zona di Anzio, 50 chilometri a sud di Roma. Infatti, in linea con le decisioni politiche, una rapida conquista di Roma e un'avanzata verso la linea Pisa-Rimini avrebbe permesso agli Alleati di utilizzare gli LST nel Mediterraneo per l'operazione Anvil, la quale poteva partire solo utilizzando i porti dell'Italia settentrionale..

Inizialmente il piano approntato dal generale Alexander prevedeva un attacco in due fasi, con l'8ª Armata che avrebbe superato Pescara e sarebbe avanzata verso Avezzano, portandosi a 80 chilometri a est di Roma. Secondo Alexander i tedeschi, preoccupati da questa avanzata, sarebbero stati costretti a spostare le loro forze e ciò avrebbe indebolito i reparti che fronteggiavano Clark; questi avrebbe allora attaccato a sua volta verso Frosinone, sfondando attraverso Cassino (operazione Raincoat). Dopo aver ottenuto questi risultati, una divisione statunitense avrebbe eseguito l'operazione anfibia. Il piano avrebbe potuto avere successo solo se le due armate, al più tardi entro Natale, avessero rotto la linea Gustav, e lo sbarco ad Anzio avrebbe potuto prendere il via solo se le forze di terra della 5ª Armata fossero state abbastanza vicine da poter dare rapidamente supporto alla testa di ponte.. Il XIV Panzerkorps del General der Panzertruppe Fridolin von Senger und Etterlin, però, resse l'urto sul fronte di Cassino, e i massimi capi alleati compresero definitivamente che per il momento era impossibile ottenere un successo decisivo in Italia. A fine 1943 si verificò inoltre il previsto avvicendamento tra Eisenhower e Maitland Wilson e infine, il 31 dicembre 1943, anche Montgomery lasciò l'Italia passando il comando dell'8ª Armata al generale Oliver Leese..

Pianificazione

Churchill però non rinunciò ai suoi ambiziosi piani strategici nel Mediterraneo. Affermando che ormai troppe risorse erano state dedicate alla campagna d'Italia perché si potesse rinunciare a proseguire le operazioni, ripropose l'idea di uno sbarco ad Anzio (in codice operazione "Shingle") ma con forze superiori, allo scopo di rendere la testa di ponte inattaccabile e possibilmente sfruttarla per distogliere truppe tedesche dalla linea Gustav.. Il nuovo piano, la «zampata di gatto» come egli la definì., prevedeva lo sbarco di due divisioni di fanteria, operazione che necessitava di almeno ottanta LST., ma una consistente parte di questi, dal 15 gennaio, sarebbero stati spostati in Gran Bretagna per essere impiegati per l'operazione Overlord. Churchill propose di tenere parte delle imbarcazioni necessarie allo sbarco nella zona di Anzio, prolungando la loro permanenza nel Mediterraneo per altre tre settimane. Nonostante le obiezioni di Eisenhower, che considerava gli sbarchi in Francia assolutamente prioritari, il presidente Franklin Delano Roosevelt approvò i piani: il ritiro degli LST fu posticipato al 6 febbraio e Overlord da metà maggio al 4 giugno..

Nelle prime settimane del gennaio 1944 gli altri mezzi occorrenti si riunirono nel porto di Napoli e negli ancoraggi vicini. Churchill era riuscito a ottenere ottantotto LST, che avrebbero sbarcato due divisioni e tutto il materiale di accompagnamento, quindi una terza divisione in un secondo tempo. I preparativi però furono inficiati dalla fretta, in quanto era tassativo che gli sbarchi avvenissero prima della fine di gennaio.. I comandanti anglo-statunitensi rimanevano comunque ottimisti in virtù della predominante supremazia aerea giacché alla fine del 1943 disponevano in Italia di circa velivoli della 12ª Forza aerea del maggior generale Jimmy Doolittle, parte della Northwest African Strategic Air Force, cui la Luftwaffe poteva opporre appena 300 apparecchi al momento dello sbarco.. Ma l'aviazione dovette varie volte fare i conti con il clima invernale: infatti non fu tanto la Luftwaffe a impedire una efficace protezione alla testa di ponte, quanto le avverse condizioni meteorologiche che bloccarono spesso il decollo per missioni di guerra. Inoltre le truppe tedesche avevano ormai imparato a muoversi e costruire durante la notte e nei periodi di cattivo tempo, attutendo di fatto la superiorità aerea alleata...

Quando il generale Clark fu informato del piano era il 12 gennaio, diciassette giorni prima dello sbarco inizialmente previsto per il 29. L'intenzione era quella di approdare in forze e marciare verso l'entroterra, in modo tale da tagliare le vie di comunicazione dei tedeschi tra la parte settentrionale della Penisola e la linea Gustav; contemporaneamente la 5ª Armata sarebbe passata all'offensiva sul fronte di Cassino, approfittando del sicuro ristanziamento di parte delle divisioni tedesche per fronteggiare gli sbarchi ad Anzio e Nettuno. A quel punto, gli statunitensi avrebbero vinto l'opposizione a Cassino e chiuso la 10ª Armata tedesca con le truppe della testa di ponte, opportunamente avanzate sino a chiudere le valli dei non elevati Colli Albani: questa manovra avrebbe permesso a Clark di uscire dalla situazione di stallo e precedere l'8ª Armata, impantanata al di là degli Appennini, nella liberazione di Roma.. Il generale avrebbe infine potuto, per agevolare la sua avanzata, adoperare la Strada statale 6 che partiva dalla valle del Liri e attraversava la modesta catena appenninica, arrivando direttamente a Roma...