L'Associazione Sportiva Dilettantistica Lodigiani, meglio nota come Lodigiani, è una società calcistica italiana con sede nella città di Roma.

Il suo titolo sportivo fu rilevato dall'Associazione Sportiva Cisco Roma la quale, nel 2005, dopo un solo anno di transizione col nome Cisco Lodigiani diventò Cisco Roma e poi, nel 2010, Atletico Roma. La vecchia dirigenza, nel 2005, riprese lo storico nome rifondando la Lodigiani con la denominazione Nuova Lodigiani e rinominandola A.S.D. Lodigiani nel 2008, ridando così vita al vecchio sodalizio romano. La stagione 2010/11 fu l'unica col ritorno della prima squadra, grazie alla fusione con l'ASD Stilecasa, neopromossa in Promozione Laziale, campionato in cui la Lodigiani terminò al 7º posto nel girone B. Per la stagione successiva, tuttavia, la prima squadra non viene iscritta, gestendo solo il settore giovanile e la scuola calcio.

Nell'estate del 2015 Reset Group, guidata da Carlo Diana e Davide Lippi (figlio del tecnico Marcello Lippi) installa la Reset Academy alla Borghesiana e, contestualmente, la affianca al marchio della Lodigiani Calcio, acquisendone la proprietà e sviluppando assieme i due marchi. Dopo un periodo di studio i tifosi della Lodigiani chiedono chiarimenti sulle intenzioni della proprietà con una lettera rivolta direttamente a Marcello Lippi, ma una risposta di diffida da parte del Direttore Carlo Diana fa decidere ai tifosi di disconoscere il nuovo corso della Lodigiani.

Nella stagione 2018/19 Andrea Simonetti rileva la società, con Giuseppe Malvicini nelle vesti di Presidente Onorario e assorbe l'Atletico San Basilio, militante in Prima Categoria, all'interno dell'ASD Lodigiani, con sede sempre presso il Centro sportivo La Borghesiana, optando per la denominazione transitoria ASD Academy Lodigiani. Di fatto, pertanto, nella stagione 2018, alla proprietà del Presidente Simonetti, si riconducono sia l'ASD Lodigiani, di solo settore giovanile, sia l'ASD Academy Lodigiani, che disputa il campionato di Prima Categoria e fa tornare la prima squadra alla Borghesiana dopo 7 anni di inattività. Grazie al piazzamento al terzo posto del girone B e al successivo ripescaggio, nella stagione 2019/20, l'ASD Academy Lodigiani viene ripescata in Promozione Laziale. Contestualmente nell'estate 2019, l'A.S.D. Lodigiani e l'Academy Lodigiani si fondono. Nella stagione 2022-2023 termina al decimo posto ma per la stagione successiva viene ripescata nel campionato di Eccellenza, avendo vinto la Coppa Italia Promozione. Ottenuto il terzo posto nel campionato successivo, disputa il campionato di Eccellenza Laziale.

Storia Le origini, i primi campionati regionali e l'Interregionale (1972-1982) La Lodigiani Calcio nasce nel 1972. Fondata da Giuseppe Malvicini, è inizialmente la squadra aziendale della Lodigiani Costruzioni S.p.A., uno dei colossi edilizi dell'epoca. Nei primi due anni di attività partecipa a due trofei amatoriali, il torneo SACOP e il trofeo Giovanni XXIII, vincendoli entrambi.

Nel 1974 venne affiliata alla FIGC e partecipò al campionato di Seconda Categoria, fondendosi con l'A.C. Orma I.T.R. Vescovio di Roma, arrivando terza. L'anno successivo Malvicini acquistò il titolo dell'U.S. Maia Cat, squadra aziendale di Mentana, mediante fusione, guadagnandosi il diritto di partecipare al campionato di Promozione, massimo livello regionale. Cominciò l'epoca della Lodigiani di Scaratti.

Dopo sei stagioni di militanza del campionato di Promozione Lazio, nella stagione 1979-1980, con la guida tecnica di Mastrantonio, la Lodigiani conquistò la promozione in Serie D.

Il campionato 1980-1981, che segnò il debutto in Serie D, fu travagliato: l'allenatore Furio Kristovich fu esonerato e sostituito da Alberto De Rossi. In un girone con , , , e la Lodigiani si classificò dodicesima. Per il campionato successivo la guida fu assegnata al giovane tecnico aquilano Guido Attardi, che allenò la Lodigiani per nove stagioni, portando la squadra al terzo posto dietro a Foligno e . Ad Attardi si deve la scoperta di giocatori come David Di Michele e Luca Toni.

L'ascesa in Serie C2 e la nascita del "Modello Lodigiani" (1982-1991)

Nella stagione 1982-1983 prevalse su con cinque punti di distacco conquistando la prima storica promozione in Serie C2. La stagione fu coronata con la conquista della Coppa Italia Dilettanti.

Per il campionato del debutto in Serie C2, la Lodigiani trasferì la sede dei propri incontri casalinghi allo Stadio Flaminio. Fu inserita nel girone D con squadre come , , , , , e le corregionali Frosinone e , chiudendo al decimo posto in classifica. Nei successivi tre tornei, tutti con Attardi in panchina, chiuse fra il settimo e l'ottavo posto, affrontando sodalizi più blasonati quali , , , , , , , , , e .

A partire dagli anni ottanta i vertici societari delinearono il futuro della squadra, sempre più indipendente dalla sua azienda. In quest'ottica la Lodigiani adottò una politica calcistica fino ad allora sconosciuta in Italia: lanciare i giovani del proprio vivaio o altre società, direttamente in prima squadra, coadiuvati da un solido nucleo di giocatori più navigati ed esperti della categoria.

Per il campionato 1987-1988 la guida tecnica fu affidata a Rosario Rampanti. I biancorossi chiusero con 40 punti, un solo punto dietro alle tre capoliste , Massese e . Nella campionato successivo la panchina fu affidata a Saul Malatrasi e, nonostante la rosa di livello allestita, il campionato fu concluso al sesto posto.

Agli albori del campionato 1989-1990 Enrico Borgia prese le redini della società: rimase in carica fino al 2000. La squadra, con Volpi in panchina, si classificò nona. Nel campionato successivo, grazie ad una campagna acquisti mirata, la Lodigiani si classificò terza dietro a Ischia e Acireale, a pari merito con e .

Il decennio in Serie C1 (1991-2002)

Dopo numerosi tentativi infruttuosi, il salto di categoria fu centrato al termine del campionato 1991-1992. La Lodigiani fu inserita nel classico raggruppamento meridionale, assieme ad altre quattro realtà regionali (, , e ). La squadra, allenata da Specchia, partì bene, perdendo l'imbattibilità solo alla decima giornata. Dopo un momento di difficoltà, il crocevia della stagione fu la vittoria casalinga contro il capolista, che permise l'aggancio in vetta alla classifica. La matematica promozione fu ottenuta a Matera, dove la squadra fu seguita da oltre duecento tifosi in trasferta. Il campionato si concluse con Potenza e Lodigiani appaiate in vetta, con i lucani che vinsero il girone grazie alla miglior differenza reti.

Per il primo campionato di Serie C1 Specchia fu confermato alla guida tecnica. Il girone comprendeva sodalizi blasonati quali (che arrivò secondo ma non venne promosso in quanto condannato per illecito sportivo), e (promosse in Serie B), , , , , e . Nella prima uscita casalinga la Lodigiani batté a sorpresa la favorita Palermo. La stagione proseguì fra alti e bassi ed in seguito all'avvicendamento in panchina del trainer argentino Juan Carlos Morrone, venne conclusa al nono posto in classifica.

Il campionato 1993-1994 partì sotto la luce di rilevanti modifiche regolamentali: per la prima volta la vittoria valse tre punti ed inoltre vennero introdotti i play-off e i play-out in tutta la Serie C. La Lodigiani rinforzò decisamente la propria rosa al fine di puntare ai vertici della classifica. La campagna mediatica produsse inoltre la sottoscrizione di 1500 abbonamenti. Il panchina ritornò Guido Attardi, già allenatore dal 1981 al 1987. La prima vittoria tuttavia, arrivò solamente alla tredicesima giornata contro il . Alla seconda di ritorno, fu battuto il Perugia (che vinse il campionato) ed in seguito ad un ruolino di marcia positivo i romani chiusero al quarto posto in classifica, valevole per la qualificazione ai play-off, dietro anche a Reggina e Salernitana. L'avversaria designata fu proprio la formazione campana. La partita di andata, disputata allo Stadio Olimpico davanti a circa venticinquemila spettatori, terminò in pareggio per 1-1. Nel ritorno all'Arechi, vinsero i padroni di casa per 4-0 estromettendo la Lodigiani dalla corsa alla Serie B.

Nel frattempo, nell'ambito dell'inchiesta Mani pulite e Tangentopoli, la Lodigiani Costruzioni fu indagata a causa delle tangenti a politici per ottenere gli appalti. Nonostante la postuma definitiva assoluzione di Vincenzo Lodigiani, l'azienda, danneggiata nell'immagine, si fuse con la Girola e, in seguito, diventò Impre.gi.lo. con l'entrata del gruppo Fiat nella società, tuttora esistente. Nonostante la Lodigiani Calcio fosse indipendente dalla società madre da ormai oltre un decennio, risentì della situazione, e non poté più usufruire delle erogazioni liberali della Lodigiani Costruzioni. Conseguenza immediata fu che, per andare avanti, i dirigenti della Lodigiani, di lì a venire, dovettero far fronte ai propri risparmi e puntare ulteriormente sul settore giovanile, da sempre fiore all'occhiello della società.

Per il campionato 1994-1995 Attardi venne confermato. La prima storica avversaria in Coppa Italia fu l' che vinse per 0-3 al Flaminio, estromettendo i romani dalla competizione. In campionato la Lodigiani non riuscì a ripetere quanto fatto nella precedente stagione e chiuse al decimo posto in classifica.

Per le successive due stagioni la guida tecnica della Lodigiani fu il giovane Maurizio Viscidi. Entrambi i campionati furono conclusi al decimo posto, rispettivamente con 43 e 42 punti.

La militanza nel campionato di Serie C1 perdurò per altri 5 anni, in cui vennero disputati campionati anonimi (nel 1997-1998 e nel 2000-2001 la permanenza in terza serie fu conquistata ai play-out) con il miglior risultato fatto registrare nel 1998-1999, col nono posto finale garantito anche dalle 15 reti del giovane attaccante Luca Toni. Nella stagione della retrocessione a nulla valsero gli avvicendamenti in panchina di Ubaldo Righetti, Fiorino Pannunzio e Angelo Orazi.

La Nuova Lodigiani e il ritorno della Lodigiani

Nel 2005 la Cisco Lodigiani divenne Cisco Calcio e di fatto quest'operazione fece salire la vecchia squadra biancoverde, militante in Serie D, in Serie C2 al posto della Lodigiani. La Cisco abbandonò l'impianto della Borghesiana per stabilire il proprio quartier generale al Francesca Gianni di San Basilio, già vecchia casa dove la Lodigiani conobbe molti dei suoi anni ruggenti. Ex giocatori e dirigenti della Lodigiani decisero, nell'immediato, di non far morire il vecchio glorioso nome, e di dare vita alla Nuova Lodigiani 2005. Il nome originario scelto fu Polisportiva Lodigiani ma il Comitato FIGC Lazio bocciò questa denominazione perché i dirigenti della Cisco immatricolarono poco prima la "AS Lodigiani", nome rimasto vacante. Difatti, da quella stagione, la Lodigiani di proprietà Cisco (poi denominata "Atletico Lodigiani") gioca all'impianto del Francesca Gianni (dapprima per le sole categorie Giovanissimi Fascia B ed Esordienti, successivamente con una prima squadra militante (nel 2023) in Promozione), mentre la Nuova Lodigiani, costretta per vie federali ad assumere questa denominazione, si impiantò nello storico impianto della Borghesiana. Assistiti da figure storiche come il fondatore Giuseppe Malvicini, i dirigenti della Nuova Lodigiani si misero duramente al lavoro per ritrasformare l'impianto sportivo della Borghesiana e ricostruire l'intero settore giovanile.