La Mauretania (dal latino: Mauritania) era il nome di due e poi tre province dell'impero romano che comprendevano i territori dell'attuale Marocco e Algeria. La Mauretania Sitifense era quella più orientale (ai confini della Numidia), poi veniva quella Cesariense, situata ad est del fiume Mulucha (oggi Muluya) e infine la Mauretania Tingitana, a occidente nell'attuale Marocco.
Nella regione era in origine insediato un regno berbero, che prendeva il nome dalla tribù dei Mauri (da cui il nome successivo di Mori in Nordafrica e nella Spagna musulmana, nonché più in generale quello dei Mauro).
Statuto
Il regno di Mauretania fu lasciato in eredità da Bocco II, una volta morto nel 33 a.C., ad Ottaviano, il quale instituiì ben nove colonie lungo le sue coste: a Igilgili, Saldae, Tubusuctu, Rusazu, Rusguniae, Aquae Calidae, Zuccabar, Gunugu e Cartenna... Nel 25 a.C. però, una volta divenuto princeps con il nome di Augusto, preferì ricostituirne un regno cliente, affidandolo a Giuba II, suo compagno di studi, che era stato allevato a Roma dopo essere stato condotto nella capitale, in seguito alla sconfitta del padre Giuba di Numidia contro Gaio Giulio Cesare a Tapso nel 46 a.C.
L'annessione avvenne nel 40 sotto Caligola, mentre la costituzione in province, di Mauretania Caesariensis e di Mauretania Tingitana avvenne solo nel 42 al tempo dell'imperatore, Claudio. Entrambe furono province imperiali, governate da un procurator Augusti.
A partire dalla Tetrarchia di Diocleziano (293), le due province subirono un'ulteriore suddivisione e dalla Mauretania Caesariense venne staccata la piccola regione all'estremità orientale con il nome di Mauretania Sitifense (Mauretania Sitifensis), che prendeva il nome dalla città di Sitifis, attuale Sétif). La Mauretania Tingitana venne annessa alla diocesi della Spagna. Nella successiva riorganizzazione operata nel periodo compreso tra la riunificazione imperiale di Costantino I (nel 324) e la morte di Teodosio I (nel 395), la diocesi delle Spagne fu sottoposta al controllo della Prefettura del pretorio delle Gallie. Il periodo tardo imperiale vide la difesa provinciale affidata ad un Comes Tingitaniae e ad un Dux limitis Mauretaniae Caesariensis,Not.Dign., Occ., I e VII. mentre l'amministrazione a tre praeses, di Mauretania Tingitana, Caesariensis e Sitifensis.
EVOLUZIONE DELLE PROVINCE DI MAURITANIA prima della conquista romana regno di Mauretania dal 33 a.C. Mauretania (in eredità a Ottaviano da Bocco II) dal 25 a.C. Regno di Mauretania (regno cliente di Roma lasciato a Giuba II) dal 40 Mauretania dal 42 Mauretania Tingitana Mauretania Cesariense con la riforma di Diocleziano del 293 Mauretania Tingitana Mauretania Cesariense Mauretania Sitifense al momento della divisione dell'impero nel 395 Mauretania Tingitana Mauretania Cesariense Mauretania Sitifense
Storia
Annessione di Caligola e trasformazione in provincia di Claudio (40-44 d.C.)
Con la messa a morte da parte di Caligola del figlio di Giuba II, Tolomeo, nel 40 la Mauretania passò sotto il controllo diretto di Roma.Cassio Dione, Storia romana, LIX, 25. Due anni più tardi, nel 42, le popolazioni della Mauretania appena annessa si ribellarono, e il nuovo imperatore, Claudio, fu costretto ad inviare nella nuova provincia, il generale Gaio Svetonio Paolino.Cassio Dione, Storia romana, LX, 9, 1. Costui condusse l'offensiva romana fin nell'Atlante sahariano,H.Devijver, L'Armée romaine en Maurétanie césarienne, "Latomus", 43 (1984), pp.584-595. mentre in parallelo un altro generale, Gneo Osidio Geta, attaccò il comandante nemico Sabalo, riuscendo a batterlo in due successivi scontri. E quando Salabo, dopo aver lasciato alcuni armati a guardia dei confini, si rifugiò nel deserto, Geta ebbe il coraggio di seguirlo dopo essersi approvvigionato del quantitativo d'acqua maggiore che poteva.Cassio Dione, Storia romana, LX, 9, 2. Ma le provviste d'acqua non furono sufficienti e Geta si trovò in difficoltà sia nell'avanzare, sia nel ritirarsi.Cassio Dione, Storia romana, LX, 9, 3. Cassio Dione racconta allora che:
Dopo questi eventi, i barbari posero fine alla rivolta e vennero a patti tanto che Claudio poté istituire due nuove province sottoposte a due governatori di rango equestre:Cassio Dione, Storia romana, LX, 9, 5. la Mauretania Cesariense (Mauretania Caesariensis), con capoluogo Iol-Caesarea (Cherchell), che comprendeva l'Algeria occidentale e centrale, fino all'attuale Cabilia, e la Mauretania Tingitana (Mauretania Tingitana), con capoluogo prima, probabilmente Volubilis e quindi Tingis (Tangeri). Le due province erano separate dal fiume Mulucha (oggi Muluya), circa 60 km ad ovest dell'attuale città di Orano. Alcuni principati indigeni conservarono un'indipendenza di fatto nelle regioni interne montuose.
Disordini da Traiano agli Antonini
La Historia Augusta ci informa che Adriano poco dopo essere divuenuto imperatore (nel 117), si trovò in serie difficoltà con i MauriHistoria Augusta, De Vita Hadriani, 5, 2. tanto da essere costretto ad inviare in queste terre Quinto Marcio Turbone,; ; . reduce dalla guerra giudaica, per soffocare l'insurrezione appena scoppiata.Historia Augusta, De Vita Hadriani, 5, 8; 6, 7. Le ribellioni dei Mauri furono, quindi, domate.Historia Augusta, De Vita Hadriani, 12, 7. Sembra anche che i Baquati, provenienti dalla Tingitana, abbiano assediato una città costiera della Caesariensis, Cartenna..
Tribù maure che si trovavano a sud del medio Atlante, tornarono a premere lungo i confini della Tingitana e a incunearsi tra le due province, fino a compiere scorrerie marittime lungo le coste della Betica durante il principato di Antonino Pio. E sebbene quest'ultimo fosse stato in grado di respingere i Mauri, costringendoli a chieder paceHistoria Augusta, Antoninus Pius, 5, 4. attraverso il generale Sesto Flavio Quieto. e numerose vexillationes provincialiRMD-V, 405; RMM 32; . guidate anche dal prefetto degli auxilia spagnoli Tito Vario Clemente; . (144-149 d.C.), nuove incursioni si presentarono durante il regno di Marco Aurelio, proprio mentre l'imperatore filosofo era impegnato lungo il fronte settentrionale nella guerra contro Marcomanni, Quadi e Iazigi. I Mauri, che stavano compiendo saccheggi in tutta la Spagna e si erano spinti profondamente nella Betica fino ad Italica e ponendo sotto assedio la città di Singilia Barba,ILS 1354 e 1354a. furono respinti dai suoi legati imperiali.Historia Augusta, Vita Marci Antonini philosophi, 21, 1.Historia Augusta, Severus, 2, 4. Tra questi vi era anche l'amico fraterno di Marco, Aufidio Vittorino, accompagnato da forze speciali (vexillationes di altre province; .), e il governatore della Tingitana, Vallio Massimiano. L'area a sud dell'Atlante fu quindi sottoposta ad un controllo diretto più efficace (172-177 circa), mentre al figlio del capotribù degli Zegrensi, un certo Giuliano il giovane, fu concessa la cittadinanza romana insieme alla moglie Faggura..A.Birley, Marco Aurelio, Milano 1986, pp.255-256. Anche il figlio Commodo, durante il suo regno (180-192), fu costretto a combattere queste genti attraverso i suoi generali, riuscendo a vincerli.Historia Augusta, Commodus Antoninus, 13, 5.
Il terzo secolo
Al tempo dell'imperatore Settimio Severo, l'allora legato pro praetore della Hispania Citerior, Tiberio Claudio Candido, fu costretto a combattere per terra e per mare alcune popolazioni ribelli, che il Mommsen non esclude possano essere stati della Mauretania..T.Mommsen, L'Impero di Roma, vol.3, Milano Dall'Oglio Editore, p.230.. Sotto Caracalla fu concessa una remissione dei debiti delle tasse non pagate, nota dall'iscrizione detta editto di Banasa. Il governatore della Tingitana al tempo di Alessandro Severo, un certo Furio Celso, riuscì a respingere nuove incursioni delle tribù berbere della regione.Historia Augusta, Alexander Severus, 58 1.
Durante il principato di Gallieno, nel mezzo dell'anarchia militare, il governatore di Numidia, un certo Saturnino, sembra riuscì a respingere una nuova incursione di Mauri.Historia Augusta, Quadrigae Tyrannorum, 9, 5. Ancora sul finire del III secolo (nel 297) l'augusto Massimiano, partito per la Mauretania, riuscì a debellare una tribù della zona, i Quinquegentiani, che erano penetrati anche in Numidia. L'anno successivo (298) rinforzò le difese della frontiera africana dalle Mauritanie alla provincia d'Africa..
I romani abbandonarono gran parte della Mauretania Tingitana già alla fine del III secolo, compresa la città di Volubilis, per ragioni ancora poco chiare.Christopher Wickham, Framing The Early Middle Ages - Europe And The Mediterranean, 400-800, Oxford University Press, 2005, p.18.
Conquista vandala (V secolo)
Nel 429 la Mauritania Tingitana fu invasa dai Vandali provenienti dalla Betica. Si ritiene che i Vandali sbarcarono a Tangeri e procedettero in direzione di Ippona alla media di 5,75 km al giorno.. La Mauritania Tingitana era un luogo ideale di sbarco in quanto era il punto dell'Africa romana difeso da meno reggimenti (circa - uomini). Essendo intenzionato a impadronirsi dell'Africa, i Vandali strinsero delle alleanze con tutti gli africani ostili ai Romani: Mauri (le tribù native dell'Africa), Donatisti, Ariani (sette eretiche), fuorilegge.. Nel 430 il re dei Vandali Genserico invase la Numidia e la Proconsolare, sconfiggendo il comes Africae Bonifacio, e assediando Ippona. L'arrivo di rinforzi dall'Impero d'Oriente, condotti da Aspar, anche se non riuscì a vincere Genserico, impedì a Genserico di conquistare per il momento Cartagine e a stringere con l'Impero d'Occidente la tregua di Trigezio (435), che stabiliva. che i Romani riconoscevano ai Vandali il possesso della Mauritania (o parte di essa) e di parte della Numidia; in cambio i Vandali avrebbero pagato un tributo annuale all'Impero d'Occidente e davano in ostaggio ai Romani il figlio di Genserico, Unnerico; inoltre i Vandali sarebbero diventati foederati.
Nel 439, tuttavia, i Vandali si impadronirono con l'inganno di Cartagine costringendo l'Impero d'Occidente a negoziare un nuovo trattato di pace; la pace del 442 riconosceva le conquiste fatte dai Vandali in Africa e la loro indipendenza dall'Impero; in cambio i Vandali cedettero all'Impero le Mauretanie, la Tripolitania e parte della NumidiaJB Bury, History of the Later Roman Empire, Capitolo 8 Infatti le leggi di Valentiniano III confermano che i Romani ripresero per qualche tempo dopo il 442 ad amministrare le due Mauritanie. I territori africani rimasti in mano all'Impero erano stati però devastati a tal punto dai saccheggi dei Vandali, che Valentiniano III fu costretto a concedere alla Numidia cinque anni di esenzione fiscale per unità di terreno coltivabile. Anche le altre province subirono danni ingenti: da un editto fiscale del 21 giugno del 445 risulta che Numidia e Mauritania Sitifense versavano solo 1/8 delle tasse che versavano prima dell'invasione. La crisi economica dovuta alla perdita o alla devastazione di così tante province costrinse gli Imperatori a ridurre i benefici fiscali che favorivano i possessori terrieri ed evidentemente anche a ridurre i ranghi di un esercito già debole: ciò è testimoniato da una legge in cui il regime di Ezio giustificò l'introduzione di una nuova tassa con il fatto che lo stato si trovava a corto di soldi per il mantenimento dell'esercito a causa del calo di gettito fiscale dovuto alle perdite territoriali o alle devastazioni belliche. Secondo stime di Heather, la perdita delle imposte che versavano le province devastate o occupate dai Vandali era equivalente ai costi di mantenimento di almeno fanti o di cavalieri, molti dei quali dovettero presumibilmente essere licenziati a causa delle ristrettezze economiche..