Girona• • (AFI: ; anticamente anche Girona, ; , unica denominazione ufficiale della città; Le pronunce di Girona in catalano e Gerona in spagnolo sono rispettivamente e . L'unica forma legittima nei documenti ufficiali catalani o spagnoli, anche se redatti in spagnolo, è Girona, mentre Gerona resiste come denominazione tradizionale.; ; ) è una città della Spagna di abitanti, situata in Catalogna, capoluogo della provincia omonima.
Profondamente legata alle proprie tradizioni, difese nel susseguirsi delle numerose culture imposte durante le dominazioni che la città ha subìto nel corso dei secoli, dovute soprattutto alla sua posizione geografica, Gerona è l'ultima provincia della Catalogna prima del confine con la Francia: ciò ha creato nell'arco della sua storia una situazione di resistenza continua, da parte dei suoi abitanti, nei confronti della morsa prodotta dalla cultura francese da un lato e da quella castigliana dall'altro. Tutto ciò ha fatto sì che questo luogo si trasformasse in una sorta di "zoccolo duro" della cultura catalana.
Geografia Posizione geografica La città di Gerona è situata alla confluenza dei fiumi Onyar, Güell, Galligants e Ter, ad un'altitudine di 70 m, nella cosiddetta "Piana di Gerona" (El pla de Girona).
La città confina a nord con i municipi di Sant Julià de Ramis e Sarrià de Ter, ad est con il municipio di Celrà, a sud-est con i municipi di Juià e Quart, a sud-ovest con i municipi di Fornells de la Selva, Vilablareix e Salt, e a ovest con il municipio di Sant Gregori.
Variazioni climatiche
Società Evoluzione demografica
Secondo un'inchiesta sulla qualità della vita nelle città spagnole, svolta dal prestigioso giornale El País agli inizi degli anni novanta, Gerona era al primo posto. Forse è anche questo uno dei motivi per cui dal 1991 ad oggi la città ha avuto un netto incremento demografico.
+ Variazione demografica della città di Gerona dal 1991 al 2018 1991 1996 2001 2004 2018 68.656 70.576 74.879 83.531 100.266Dati dell'Idescat (Institut d'Estadística de Catalunya)
Storia Epoca antica: gli Iberici ed i Romani
Fondazione di Gerunda Secondo la leggenda, a fondare la città fu un personaggio mitologico: Gerione, un mostruoso gigante con tre teste, figlio di Crisaore e di Calliroe, re dell'isola di Eritea, nell'Oceano Atlantico, oltre gli allora confini del mondo conosciuto. Nell'intento di allargare il suo regno, Gerione si spinse fino ai limiti della penisola iberica, dove fondò una città, alla quale diede il suo nome: Geriona. La brama di conquiste del gigante venne interrotta da Ercole, che lo uccise in una delle sue dodici fatiche.
Le radici storiche della città di Gerona sono in realtà ben diverse. Le prime popolazioni della zona furono gli Iberici, che si stabilirono lungo i promontori più alti che circondano l'attuale città, dove il più importante dei villaggi era Sant Julià de Ramis. Alla fine del III secolo a.C. la zona venne occupata dai Romani, che, al termine della seconda guerra punica la integrarono nellHispania Citerior. La regione di Gerona fu, nel secondo e terzo decennio del I secolo a.C., fra i territori del Levante ispanico controllati, in funzione anti-sillana, dal generale mariano Sertorio. Per contrastare lo strapotere di quest'ultimo, considerato da Roma alla stregua di un ribelle, Pompeo, giunto in zona verso il 77 a.C., edificò un oppidum (piazza fortificata romana) sopra la via Heraclea (che sarebbe poi divenuta la via Augusta). L'origine della fondazione di Gerona è da ricollegare pertanto a delle necessità militari; la piazzaforte eretta da Pompeo venne chiamata allora Gerunda. L'etimologia del nome ancora non è ben chiara, ma l'ipotesi più accreditata è che derivi dal nome più antico della località che in lingua iberica veniva chiamata Undarius da cui deriva anche il nome del fiume della città, l'Onyar.
La nuova città di Gerunda si eresse come baluardo difensivo all'entrata della via Augusta in Spagna. La sua popolazione nacque dalla fusione degli antichi abitanti del villaggio di Sant Julià de Ramis, costretti a trasferirsi nell'oppidum pompeiano, con i legionari romani presenti in zona e con altri gruppi autoctoni presumibilmente romanizzati. La sua posizione fin dalla sua fondazione le consentì di diventare uno snodo importante nell'organizzazione territoriale romana in territorio iberico, essendo ben collegata con il porto di Empúries, primo bastione romano al nord-est della penisola, colonizzato durante la seconda guerra punica sulle rovine di un antico avamposto greco preesistente.
La struttura urbana di Gerunda La struttura della città di Gerunda era atipica, non seguiva le normali direttive architettoniche delle urbes romane. Essendo stata fondata sopra la via Augusta per motivi strettamente militari, la sua pianta risulta totalmente irregolare. Malgrado tutto, si possono intravedere le parti basilari della città romana: il cardine massimo (la via principale che tagliava a metà le città romane) era situato sopra la traccia della via Augusta: oggi questa via è stata sostituita dal Carrer de la Força (Via della forza), la strada principale del Call, il quartiere ebraico di Gerona, che fino al 1492 ospitò la più importante comunità giudaica catalana. Il foro era nell'attuale plaça de la Catedral. Il tempio della città molto probabilmente si ergeva proprio all'interno del foro, dove oggi si eleva la Cattedrale di Gerona (Chiesa di Santa Maria di Gerona).
Non si è potuta documentare l'esistenza del decumanus maximus, la seconda strada principale romana che da est ad ovest abitualmente incrociava perpendicolarmente il cardine. Probabilmente la distribuzione urbana della città costituita in terrazze rendeva difficile la mobilità dal centro verso l'esterno, cosicché il decumano venne trasformato in tante scalinate. La maggior parte di queste è ancora conservata all'interno del centro storico; col tempo hanno subito varie modifiche architettoniche che le hanno rese più ampie.
Un altro importante elemento della città è la muraglia. Fu edificata in due fasi, una durante la fondazione della città e l'altra verso il III secolo d.C. Le differenze morfologiche permettono di identificare facilmente i due periodi, dal momento che le pietre appaiono di forme e composizioni distinte. Il muro venne modificato durante la seconda fase per necessità strettamente difensive dovute alle continue incursioni germaniche che la Spagna subì durante quel periodo. Le muraglie non venivano utilizzate solo a scopi militari, ma servivano anche per definire i limiti dellurbe e separarla dai territori circostanti.
L'arrivo del cristianesimo e la fine della Gerona romana La prima comunità cristiana di Gerunda è documentata verso il 304-305 d.C. Perseguitati e fatti oggetto di martirio da parte dell'imperatore Diocleziano, i cristiani diffusero la loro religione nella zona per mezzo delle rotte commerciali marittime. Sant Feliu da Scilla (San Felice) fu il primo ed unico martire della città e primo santo di Gerona, finché non venne sostituito da Sant Narcís (San Narciso), santo proveniente dalla città tedesca di Augusta e importato in alta epoca medievale. L'erezione di un martyrion (tomba di un santo martire) nell'attuale borgo di San Feliu e i resti trovati, come il possibile sarcofago del santo (IV secolo d.C.), palesano l'esistenza di una comunità cristiana primigenia forte e poderosa (i marmi del sarcofago sono di grande qualità e certamente scolpiti a Roma).
Per quanto riguarda la presenza di un vescovo, c'è una documentazione che ne testimonia l'esistenza già dal 404 d.C., nella quale si parla del vescovo di Gerunda, posto dal I Concilio di Toledo. Allo stesso modo è documentata l'esistenza di un palazzo episcopale ed una basilica, anche se l'anno della sua costruzione non è stato ben definito.
Gerona fu al centro di molti episodi che coinvolsero tutta l'Europa nel periodo tardo imperiale: fu vittima delle riforme di Diocleziano (284 - 305 d.C.), subì le incursioni germaniche (IV – V secolo) e alla fine vide il potere di Roma sfaldarsi ed essere sostituito dal potere della Chiesa, che per alcune caratteristiche seguì con continuità la vecchia politica, che perdurò e si espanse a partire dal IV secolo. Gerona continuò a essere sede vescovile durante tutto il Medioevo, legando alla sua metropoli anche la vicina Tarragona. Da un punto di vista di potere territoriale, il cambiamento più evidente fu la costruzione nel III secolo di un castello sopra le antiche rovine del paese iberico di Sant Julià de Ramis per proteggere la città di Gerona e i dintorni dai numerosi attacchi ai quali erano esposti i territori a causa della decomposizione politica e militare dell'impero romano.
Epoca medievale Periodo altomedievale Dominazione visigota e musulmana
Agli inizi del V secolo si compiva la frammentazione dell'Impero romano d'Occidente. La provincia tarraconense passò al dominio dell'oligarchia militare visigota venuta dalla Gallia alla fine del III secolo. Questa oligarchia era fortemente romanizzata e articolava il nuovo potere su quello preesistente, che faceva capo a una classe nobiliare autoctona. Questa sostituzione di potere non portò a Gerona una decadenza tanto radicale quanto quella di altre antiche città romane della Spagna.
Le calamità arrivarono durante i secoli VI e VII: la città divenne un punto importante del nord est della penisola; a Gerona, come nel resto dell'Europa post-medievale, si ebbe un processo di ruralizzazione; una grave siccità provocò una forte crisi in tutte le città del territorio. Nel 673 Gerona partecipò alla rivolta della Pace all'interno delle fazioni oligarchiche visigote: fu l'inizio della decadenza del potere visigoto. Il re visigoto Vamba assediò la città per poterla poi utilizzare come centro di potere strategico e roccaforte difensiva delle frontiere del proprio regno, sostituendola successivamente con Narbona.
Gerona ebbe una grande fortuna durante il periodo del dominio ecclesiastico. Nel 517 la città fu assegnata, nel concilio provinciale, al presidio del vescovato metropolitano di Tarragona che governava nella provincia con l'assistenza dei vescovi di Gerona, Empuries, Barcellona, Egara, Lleida e Huesca. In questa tappa lo splendore gironino e il culto del martire della città, Sant Feliu, si espanse in tutti i territori fino al punto di porre sotto il potere del vescovo di Gerona anche il vescovato della città di Saragozza.
Nel 711 comincia la conquista musulmana della penisola iberica. A causa alla decadenza assoluta dei Visigoti, l'espansione musulmana fu molto rapida e partendo dal sud della Spagna (l'attuale Andalusia) giunse fino ai territori del nord: Gerona venne sottomessa probabilmente verso il 715. Sembra che la città sia stata occupata senza la minima resistenza e, se una conquista può essere fortunata, non subì per questo motivo la minima distruzione. I potenti locali capitolarono di fronte al nuovo potere musulmano, che impose un tributo personale e territoriale da pagare. I musulmani cominciarono la costruzione di una moschea ed espropriarono tutti i beni appartenuti alla chiesa e alla nobiltà visigota.
Nonostante tutto l'impronta orientale nella città fu molto lieve, quasi inesistente, finché nel 785 gli stessi nobili locali, che precedentemente erano stati sottomessi, catturarono le autorità musulmane e consegnarono la città a Carlo Magno. La debolezza musulmana nel territorio, la religione, la prossimità con l'impero carolingio, la defezione delle città della Settimania a favore dei Franchi, furono tutte causa del cambio di bandiera da parte di Gerona, la prima città spagnola a rendersi indipendente dal dominio islamico. Secondo alcuni storici catalani, la nascita della Catalogna è da ricondurre a questo periodo storico, sottolineando l'importanza di Gerona all'interno della storia di questa regione.
La Gerona carolingia