Veritas vos liberabit (in italiano: La verità vi renderà liberi; in greco: ἡ ἀλήθεια ἐλευθερώσει ὑμᾶς, hē alḗtheia eleutherṓsei hūmâs) è una locuzione latina derivata da un'affermazione di Gesù nel Vangelo secondo Giovanni, al capitolo 8, versetto 32. La formulazione latina propriamente attestata nel testo biblico è tuttavia veritas liberabit vos, inserita nella frase completa et cognoscetis veritatem, et veritas liberabit vos («e conoscerete la verità e la verità vi farà liberi»).
La forma Veritas vos liberabit, nella quale il pronome vos precede il verbo, costituisce quindi una variante della formulazione evangelica latina, pur conservandone sostanzialmente il significato. È diffusa anche la variante al presente Veritas vos liberat («la verità vi rende liberi»), che non corrisponde però alla lezione di Giovanni 8,32 nella Nova Vulgata.
Nel contesto evangelico la frase segue l'esortazione rivolta da Gesù ai Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli»; la conoscenza della verità e la conseguente libertà sono quindi presentate come conseguenza del permanere nella sua parola.
Uso La frase di Giovanni 8,32, nelle forme latine Veritas vos liberabit e Veritas liberabit vos e nelle rispettive traduzioni, è stata adottata come motto o iscrizione da diverse istituzioni educative e pubbliche. L'uso moderno tende a estrapolare la proposizione dal contesto evangelico, associando il rapporto tra verità e libertà anche alla ricerca, all'istruzione e alla vita pubblica.
Istituzioni accademiche La frase ha avuto una particolare diffusione come motto di università, college e altre istituzioni educative.
La Johns Hopkins University utilizza la forma Veritas vos liberabit. Il motto compare nel sigillo cerimoniale approvato dal consiglio di amministrazione dell'università il 7 dicembre 1885; i verbali conservati negli archivi dell'ateneo prescrivevano che sotto lo stemma fosse collocata la formula Veritas vos Liberabit.
La stessa formulazione, Veritas vos liberabit, è il motto della University of Portland, dove compare nel cartiglio posto sotto lo stemma dell'università ed è tradotta dall'ateneo come «The truth will set you free». È inoltre utilizzata dall'Idaho State University, che la presenta come proprio motto accompagnandola con la traduzione inglese «The truth will set you free».
Anche la Lenoir-Rhyne University, nella Carolina del Nord, adottò Veritas vos liberabit come motto nel 1903; secondo la ricostruzione storica dell'università, la scelta fu effettuata da Richard Fritz e la formula fu esplicitamente ricondotta al capitolo 8 del Vangelo secondo Giovanni.
La Southern Methodist University impiega invece l'ordine delle parole corrispondente più direttamente alla formulazione della Vulgata, Veritas liberabit vos. La frase fu scelta dal primo presidente dell'università, Robert Stewart Hyer, e approvata dal consiglio dell'ateneo il 29 marzo 1912.
Una forma più estesa del versetto è invece il motto dell'Università del Tennessee, Veritatem cognoscetis et veritas vos liberabit, tradotto dall'ateneo come «Know the truth and the truth shall make you free». La formula risulta associata al sigillo universitario almeno dal 1891.
La Università Cattolica di Córdoba, in Argentina, reca nel proprio stemma la formula Veritas liberabit vos, interpretata dall'ateneo come riferimento diretto alle parole di Gesù nel Vangelo. La Universidad de San Martín de Porres, in Perù, utilizza invece come motto istituzionale la variante Veritas Vos Liberabit.
Una particolare ricezione del versetto si trova presso l'Università di Friburgo in Brisgovia. Sulla facciata occidentale del Kollegiengebäude I è incisa la traduzione tedesca Die Wahrheit wird euch frei machen («la verità vi renderà liberi»). La scelta dell'iscrizione, proposta dallo storico Alfred Dove e dalla commissione edilizia, fu approvata all'unanimità dal senato accademico nel 1909. Secondo l'università, pur conservando il riferimento religioso a Giovanni 8,32, la massima venne interpretata nel contesto accademico anche in relazione alla verità e alla libertà quali principi della ricerca scientifica.
Istituzioni pubbliche Una delle più note riproduzioni contemporanee del versetto si trova nella sede della Central Intelligence Agency (CIA) a Langley, negli Stati Uniti d'America. Nell'atrio dellOriginal Headquarters Building è scolpita la formulazione della Bibbia di re Giacomo: And ye shall know the truth and the truth shall make you free – John 8:32 («e conoscerete la verità e la verità vi farà liberi – Giovanni 8,32»).
L'inserimento della citazione fu voluto da Allen Welsh Dulles, quinto direttore della Central Intelligence, che seguì personalmente alcuni aspetti della costruzione della nuova sede. Dulles utilizzò il versetto durante la cerimonia di dedicazione dell'edificio e insistette affinché fosse successivamente scolpito nell'atrio.
Un riferimento al medesimo passo evangelico è presente anche nello stemma della Repubblica Dominicana. Al centro dello stemma è raffigurata una Bibbia aperta, tradizionalmente associata al Vangelo secondo Giovanni, accompagnata dal motto nazionale Dios, Patria, Libertad.
Politica Il versetto ha trovato impiego anche nella comunicazione politica contemporanea. L'ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha ripetutamente utilizzato la traduzione portoghese E conhecereis a verdade, e a verdade vos libertará («conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi»), richiamandola pubblicamente come Giovanni 8,32. La formula divenne ricorrente nella sua comunicazione politica durante e dopo la campagna per le elezioni presidenziali brasiliane del 2018.
Nella cultura di massa La locuzione assume un ruolo rilevante nel romanzo La missione dei quattro cavalieri (The Last Templar) di Raymond Khoury, pubblicato originariamente nel 2005 e in edizione italiana da Sperling & Kupfer nel 2006. Il romanzo si apre con una vicenda ambientata nel 1291, al tempo della caduta di Acri, per poi spostarsi nella New York contemporanea, dove quattro uomini vestiti da Templari irrompono nel Metropolitan Museum of Art durante una mostra dedicata ai tesori vaticani.
Durante l'assalto uno dei cavalieri si impossessa di un dispositivo crittografico e pronuncia la formula Veritas vos liberabit, «la verità vi renderà liberi»; l'archeologa Tess Chaykin, testimone dell'episodio, ricorda successivamente le parole e cerca di comprenderne il significato, collegandole alla vicenda dei Templari. La frase ricorre più volte nel corso della narrazione e costituisce uno dei motivi conduttori della ricerca del presunto segreto templare. Anche la ricezione critica del romanzo ha posto in evidenza la formula, associandola al tema centrale della ricerca della verità e al contrasto tra fede, storia e conoscenza.
Nel romanzo la locuzione viene presentata come collegata alla tradizione templare e, in particolare, a una presunta iscrizione presente in una fortificazione templare francese. Tale associazione appartiene tuttavia alla costruzione narrativa dell'opera e non costituisce una prova dell'uso storico della formula da parte dell'Ordine del Tempio.
Note
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