Biografia Non sono conosciute del tutto le origini di Anscario. Anscario era conte di Oscheret (regno di Borgogna), figlio probabilmente di Amedeo conte di Langres, il quale avrebbe sposato una sorella di Lamberto I di Nantes, a sua volta padre di Guido I di SpoletoM. G. Bertolini, voce sul Dizionario Biografico degli Italiani, citato in "Bibliografia". In base a un'interpretazione errata di un passo di LiutprandoJoseph Becker (a cura di): Scriptores rerum Germanicarum in usum scholarum separatim editi 41: Die Werke Liudprands von Cremona (Liudprandi Opera), Hannover, Leipzig, Hahnsche Buchhandlung, 1915 (Monumenta Germaniae Historica I, 35; ripr. ISBN 3-7752-5290-8, alcuni studiosi avevano ritenuto che Anscario fosse in realtà fratello di re Guido, anziché cugino. Già il De Simoni considerava Anscario uno dei nobili più fidati di Guido II, ma ne escludeva il legame fraternoNiccola Gabiani, Asti etc. Op. cit., p. 351..

Si presume che, dopo la deposizione dell'imperatore Carlo il Grosso (novembre dell'887), Anscario abbia sostenuto la candidatura di Guido II di Spoleto sia al regno dei Franchi occidentali, in opposizione a Eude di Parigi, sia al regno d'Italia, in opposizione a Berengario del Friuli, investito il 6 gennaio 888 a Pavia. Anscario partecipò probabilmente sia al primo scontro nei pressi Brescia, quando Berengario riuscì a contenere le truppe di GuidoLiutprando, Antapodosis, lib. I, 18-19 sia nella Battaglia della Trebbia (889) che diede la vittoria a Guido. In quest'ultima battaglia morì Guido, il fratello di Anscario. Quando Guido II di Spoleto nell'889 salì al trono d'Italia, volle al suo fianco il fidato consigliere Anscario e lo investì nell'891 della marca d'Ivrea con il compito di difendere gli sbocchi alpini del nord-ovestCesare Balbo, Dei titoli e della potenza dei conti duchi e marchesi dell'Italia settentrionale e in particolare dei conti di Torino, Torino, dalla stamperia reale, 1833?, p. 273. Infatti, nell'894, aiutato da un contingente di truppe inviato dal re di Borgogna, Rodolfo I, nei pressi d'Ivrea, Anscario, cercò di sbarrare la strada ad Arnolfo di Carinzia, che si ritirava dall'Italia dopo aver portato la guerraArnolfo di Carinzia conquistò Bergamo, Milano e Pavia, dove sembra che sia stato incoronato re d'Italia in contrapposizione a Guido II di Spoleto al re d'Italia e imperatore, Guido II di Spoleto. Arnolfo superò lo sbarramento e attaccò Rodolfo che evitò di combattere ritirandosi sui monti.

Nel 1657 il conte Filippo San Martino di Agliè ottenne le presunte ceneri di Anscario e le seppellì nella chiesa di San Lorenzo in Castello a Settimo Vittone

Note

Bibliografia M. G. Bertolini, «ANSCARIO». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. III, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 1961 Niccola Gabiani, Asti nei suoi principali ricordi storici, Asti, Tip. M. Varesio, 1927 René Poupardin, I regni carolingi (840-918), in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 583–635

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