Mustela è un genere di mammiferi della famiglia dei Mustelidi (Mustelidae). Con le sue 16 specie è il genere più numeroso della famiglia: ad esso sono ascritte specie ben conosciute come l'ermellino (Mustela erminea), la donnola (Mustela nivalis), la puzzola (Mustela putorius) e la sua controparte domestica, il furetto (Mustela furo). È ampiamente diffuso dai tropici alle regioni artiche, in Europa, America del Nord e gran parte dell'Asia; la donnola e la puzzola sono presenti anche in piccole zone del Nordafrica (rispettivamente, Egitto e Marocco).
Descrizione Le specie di questo genere sono animali estremamente agili e veloci, dal corpo slanciato, le zampe corte e la coda di media lunghezza. Le loro dimensioni variano tra quelle della puzzola (51-65 cm di lunghezza totale e 500-1500 g di peso) e quelle della donnola, che, con 23-30 cm di lunghezza totale e 25-130 g di peso, è il rappresentante più piccolo non solo della famiglia dei Mustelidi, ma dell'intero ordine dei Carnivori. La loro pelliccia è generalmente di colore rosso o marrone sulle parti superiori e bianco sull'addome. Al sopraggiungere della stagione fredda alcune popolazioni di certe specie, come l'ermellino e la donnola, perdono i peli bruni, che vengono sostituiti da altri più lunghi e folti di colore bianco, destinati a formare la candida pelliccia invernale; all'inizio della stagione calda si svolge il processo opposto. Tutte le specie hanno l'abitudine di sollevarsi sulle zampe posteriori per poter vedere meglio di quanto non farebbero rimanendo sulle quattro zampe.
Biologia Alimentazione Tutte le donnole e le puzzole sono cacciatori terrestri che catturano qualunque piccolo roditore, coniglio, uccello, insetto, lucertola o rana che si presenti a portata di mano. Molte forme sono esclusivamente carnivore; i loro denti sono altamente specializzati per uccidere e dilaniare la preda. Non si nutrono in modo indiscriminato: ciascuna specie sceglie, tra le diverse prede a disposizione, un «menù» diverso. La scelta è determinata, tra le altre cose, dalla propria taglia, dalle dimensioni, dalla quantità e dalla possibilità di cacciare la preda. Le donnole, che sono di piccole dimensioni, cacciano sorci, arvicole e soprattutto topi campagnoli; possono uccidere anche piccoli conigli, ma probabilmente, a volte, non vale la pena tentare se sono in grado di trovare piccoli roditori e uccelli in quantità sufficiente. Le specie più grandi, come gli ermellini, cacciano qualsiasi roditore capiti loro a tiro, ma hanno un maggior profitto concentrandosi su prede più grosse come i conigli e le talpe.
In Gran Bretagna è stato fatto un esperimento a partire dal 1953 per studiare la dipendenza della donnola e dell'ermellino dalle diverse prede. È stato introdotto il virus della mixomatosi che ha ridotto immediatamente del 90% la popolazione prima abbondante di coniglio. In tal modo la vegetazione si è infittita, costituendo un ottimo rifugio per arvicole e topi. In concomitanza la popolazione di ermellini si è ridotta drasticamente, mentre quella della donnola è aumentata. Dal 1970 è iniziata la lenta guarigione dei conigli e la vegetazione ha ricominciato a ridursi. Attualmente l'ermellino è di nuovo in incremento, mentre la donnola è in declino.
Moltissime specie tra le più grandi sono meno selettive nella scelta del cibo, infatti mangiano qualsiasi cosa incontrino e possono cacciare preferibilmente roditori, ma anche insetti, vermi e carogne.
Il raro furetto dai piedi neri, delle praterie degli USA occidentali, ha invece una dieta molto specializzata, infatti dipende interamente dai cani della prateria. Laddove i cani della prateria sono stati controllati dall'uomo, perché troppo abbondanti, il furetto dai piedi neri si è estinto.
Comportamento Le donnole cacciano sotto terra o sotto la neve, e sono attive giorno e notte. Alcune delle specie più grandi spesso sono notturne. Di solito i maschi e le femmine hanno territori di abitazione separati, che possono sovrapporsi tra loro, ma mai a territori dello stesso sesso. I residenti si evitano tra loro ogni volta possibile; le femmine sono subordinate ai maschi, tranne quando hanno i piccoli. I territori sono più piccoli in habitat ricchi di prede, nella stagione riproduttiva e tra le specie di piccola taglia.
Il maschio della donnola, in Gran Bretagna, ha un territorio di 1-25 ettari; il maschio dell'ermellino, in Europa, ha un territorio di 20-40 ettari e in Russia superiore ai 100-.
Riproduzione Le abitudini riguardanti la riproduzione si conoscono nei dettagli solo per alcune specie. Nell'ermellino l'impianto dell'uovo fecondato è ritardato, ma questo non sembra avvenire nelle altre specie.
I piccoli nascono ciechi e con il pelo raso, in un nido sicuro, spesso preso a prestito da un animale cacciato e rivestito con il pelo di vittime precedenti. Gli occhi dei piccoli della donnola si aprono a 3-4 settimane, mentre quelli delle donnole più grandi e delle puzzole si aprono a 5-6. I piccoli cominciano a masticare a 3-5 settimane, sebbene l'allattamento duri 6-12 settimane; la famiglia resta unita ancora per alcune settimane dopo lo svezzamento. Le specie più grandi e i maschi dell'ermellino sono in grado di riprodursi per la prima volta a un anno di età; le femmine di questa specie si accoppiano, quando sono ancora molto piccole, con il maschio che detiene il potere nel territorio in cui risiede la loro madre. Ambedue i sessi della donnola possono, se il cibo è abbondante, raggiungere la maturità sessuale a 3-4 mesi.
Tassonomia
Secondo quanto riportato dai siti Catalogue of Life e Mammal Diversity, al maggio 2026 al genere vengono ascritte 18 specie, secondo il secondo ripartite in tre sottogeneri, qui di seguito riportate: Mustela, su Catalogue of Life.
Sottogenere Mustela Mustela aistoodonnivalis Mustela altaica , la donnola degli Altai; Mustela erminea , l'ermellino; Mustela haidarum , l'ermellino delle Haida; Mustela kathiah , la donnola dal ventre giallo; Mustela mopbie Mustela nivalis , la donnola; Mustela richardsonii , l'ermellino americano; Sottogenere Lutreola Mustela itatsi , la donnola giapponese; Mustela lutreola (), il visone europeo; Mustela lutreolina , la donnola indonesiana; Mustela nudipes , la donnola dai piedi nudi; Mustela sibirica , la donnola siberiana; Mustela strigidorsa , la donnola dal dorso striato; Sottogenere Putorius Mustela eversmanii , la puzzola delle steppe; Mustela furo , il furetto; Mustela nigripes (), il furetto dai piedi neri; Mustela putorius , la puzzola.
Catalogue of Life tuttavia riporta anche le seguenti tre specie indicate come provvisoriamente accettate: Mustela novaehollandiae Mustela quoll Mustela transitoria
Specie estinte
† Mustela stromeri () (Pliocene - Pleistocene)
Anche il visone americano e l'estinto visone marino venivano spesso classificati nel genere Mustela, ma secondo studi più recenti gli studiosi hanno scoperto che non sono imparentati con gli altri Mustela, tanto da essere poi classificati in un genere a sé, Neovison, da Wilson e Reeder (2005). Nel 2021 le due specie di Neovison sono state poi trasferite nel genere Neogale insieme alla donnola dalla lunga coda (Mustela frenata), alla donnola dal ventre rigato (Mustela africana) e alla donnola colombiana (Mustela felipei), essendosi dimostrato il clade contenente queste cinque specie completamente distinto da Mustela. In quanto il nome Neogale venne introdotto da John Edward Gray nel lontano 1865, ha la precedenza sul nome Neovison.
Leggende, miti e simboli Alle donnole è stata assegnata una gran varietà di significati culturali.
Nell'antica Grecia, trovare una donnola vicino alla propria casa era considerato un segno di sfortuna, particolarmente grave «soprattutto se in casa c'è una ragazza che sta per sposarsi», poiché si pensava che l'animale (in base all'etimologia del nome in greco) fosse una sposa infelice che era stata trasformata in donnola e di conseguenza si dilettasse a distruggere gli abiti da sposa. In Macedonia, invece, le donnole sono generalmente considerate un presagio di buona fortuna.
Nel Meclemburgo (Germania) della prima età moderna si riteneva che amuleti confezionati con parti del corpo della donnola fossero dotati di un forte potere magico e il periodo compreso tra il 15 agosto e l'8 settembre era specificamente destinato all'uccisione di questi animali.
Sulla Montagne Noire (Francia), in Rutenia e presso la cultura altomedievale dei Venedi, le donnole non dovevano essere uccise.
Anche secondo Daniel Defoe incontrare una donnola è di cattivo auspicio. Nelle aree anglofone, il termine «donnola» (weasel) può essere un insulto per indicare qualcuno considerato subdolo, connivente o inaffidabile e vengono definite weasel words (letteralmente «parole donnola») parole o espressioni vaghe, fuorvianti o equivoche.
Nel folklore giapponese
In Giappone le donnole (itachi, 鼬、鼬鼠) erano considerate yōkai (esseri soprannaturali che provocavano strani eventi). Secondo l'enciclopedia Wakan Sansai Zue del periodo Edo, un branco di donnole avrebbe causato conflagrazioni e il grido di una donnola era considerato un presagio di sventura. Nella prefettura di Niigata, il suono emesso da un branco di donnole somigliava a quello di sei persone che mondano il riso, quindi era chiamato «mortaio da sei persone della donnola» ed era un presagio per il declino o il fiorire della propria casa. Si dice che quando delle persone inseguono tale suono, questo si interrompe.村上健司編著 『妖怪事典』 毎日新聞社、2000年、36頁。
Si dice anche che cambino forma come la volpe (kitsune) o il tanuki, e i nyūdō-bōzu di cui si parla nelle leggende nelle regioni di Tōhoku e di Chūbu sono considerati donnole sotto mentite spoglie e si ritiene anche che si trasformino in ōnyūdō e piccoli monaci.
Nella raccolta di raffigurazioni Gazu hyakki yagyō di Toriyama Sekien le donnole vengono indicate con il titolo 鼬, ma non vengono chiamate itachi, bensì ten, nome con cui viene indicata la martora giapponese (Martes melampus):高田衛監修 稲田篤信・田中直日編 『鳥山石燕 画図百鬼夜行』 国書刊行会、1992年、50頁。 i ten erano considerati donnole che avevano raggiunto i cento anni di età e divenuti yōkai dotati di poteri soprannaturali.少年社・中村友紀夫・武田えり子編 『妖怪の本 異界の闇に蠢く百鬼夜行の伝説』 学習研究社〈New sight mook〉、1999年、123頁。 Secondo altri testi, quando le donnole raggiungono diverse centinaia di anni di età diventerebbero dei mujina (tassi giapponesi).草野巧 『幻想動物事典』 新紀元社、1997年、30頁。
In giapponese le donnole sono chiamate iizuna o izuna (飯綱) e nelle regioni di Tōhoku e di Shinshu si credeva che vi fossero famiglie che potevano entrare in possesso del corpo di questi animali e sfruttarli a proprio vantaggio; le creature possedute erano note come iizuna-tsukai o kitsune-mochi. Si dice che il monte Iizuna, nella prefettura di Nagano, abbia questo nome perché fu qui gli dei dettero a tali uomini la padronanza di questa tecnica.『広辞苑 第4版』(1991年)、岩波書店「いづなつかい【飯綱使・飯縄遣】」の項
Secondo lo studioso di folklore Mutō Tetsujō, le donnole «sono chiamate izuna nel distretto di Senboku della prefettura di Akita, dove vengono sfruttate dalle ichico (itako)».。 Inoltre, nel distretto di Kitaakita, vengono chiamate mōsuke (猛助) e vengono temute come yōkai ancor più delle volpi (kitsune).
Nella lingua ainu gli ermellini sono chiamati upas-čironnup o sáčiri, ma poiché anche le donnole vengono chiamate sáčiri, Mashio Chiri ha ipotizzato che il titolo onorifico poy-sáčiri-kamuy (dove poy significa «piccolo») si riferisse a queste ultime.
Il kamaitachi