Un pioniere dello stile stride del piano jazz.

Biografia Nativo del New Jersey, fu la vicinanza di New York, con la sua atmosfera cosmopolita, i suoi locali, la sua musica, a contagiare il giovane Johnson che crebbe ascoltando il ragtime di Scott Joplin. Nel 1908, la sua famiglia si trasferì a San Juan Hill (nei pressi di quello che attualmente è il Lincoln Center). Il ragazzo, dotato di una predisposizione naturale per il pianoforte, fu presto in grado di suonare a orecchio la musica che ascoltava.

James Price Johnson fu indiscutibilmente il più raffinato esponente dello stride piano, nel senso che egli consolidò un'ampia serie di tecniche e accorgimenti da esperienze diverse in uno stile che ora si accetta come standard. Per questo è stato considerato il padre dello stride piano''''.Gildo De Stefano, Ragtime, Jazz & dintorni, Sugarco Edizioni, Milano, 2007 - Capitolo su James P. Johnson

Prima del 1920, Johnson si era guadagnato sulla costa orientale una reputazione di pianista che poteva essere paragonata a quelle di Eubie Blake e di Luckey Roberts. Aveva inciso decine di superbi rulli per il pianoforte meccanico per le etichette Aeolian e QRS. E poi, dal 1921, anche dischi per Brunswick e Black Swan. È inoltre da sottolineare che James P. Johnson fu inoltre primo pianista di Jazz ad incidere solista per un'etichetta discografica. Carolina Shout, la sua più celebre composizione, ideata già attorno al 1914, è considerata a ragione il primo assolo di pianoforte Jazz della Storia. Nel 1923, compone la canzone Charleston per il musical Runnin' Wild, quale accompagnamento a una scatenissima coreografia ideata per lo spettacolo su ispirazione di antiche danze africane. La quale canzone, specie nelle sue innumerevoli versioni strumentali, divenne il simbolo stesso dei Roaring Twenties statunitensi e non solo. Ma Johnson, quantunque riconosciuto come suo ideatore, non ne ottenne mai i dovuti onori, anche a motivo del colore della sua pelle: impensabile, ai tempi, accettare di buon grado che uno dei brani e dei balli più popolari di sempre, pietra miliare della storia e della Musica e della Danza, capace di creare un'incontrollabile frenesia di massa e un impareggiabile incantamento tale da allarmare governi ed istituzioni — vi sono filmati ove il Charleston lo si vede danzato finanche sulle ali di un biplano in volo — fosse stato scritto proprio da un "nigger". Fu in quel periodo, comunque, che incontrò, fra gli altri, George Gershwin. Proprio l'influenza di Gershwin, specie dopo la prima della sua Rhapsody in Blue nell'anno 1924, lo ispirerà a creare lavori sinfonici a sua volta, tra cui Yamekraw (1927 – 8) e Jazzamine Concerto (c. 1936), punte di diamante dell'Harlem Renaissance.

Notte dopo notte, pezzo dopo pezzo, Johnson andò ad affinare il suo stile, crescendo in esperienza: il doversi misurare ogni volta con esigenze diverse, talvolta con le idiosincrasie dei molti cantanti che accompagnava, lo resero capace di districarsi in mezzo agli stili, tanto da essere in grado di riprodurre un brano in qualsiasi tonalità. Fu perciò sempre molto elogiato da cantanti di Blues del calibro di Ethel Waters e Bessie Smith, che lo stimarono come il miglior pianista accompagnatore di sempre.

Nel 1940 Johnson venne colpito da un ictus (probabilmente un attacco ischemico transitorio). E quando ritornò ad esibirsi in pubblico il suo stile apparve, per forza di cose, meno netto e preciso, benché la sua tecnica rimase comunque formidabile e finanche inarrivabile. Si ritirò definitivamente dalle scene nel 1951 dopo essere stato colpito ancora una volta da un ictus paralizzante. Morirà quattro anni dopo a New York.

È sepolto nel cimitero di Monte Olivet nel Queens.

Stile È stato senza dubbio uno dei maggiori pianisti del periodo che va dal ragtime al jazz. I due artisti restano il riferimento più importante per ciò che riguarda l'evoluzione dello stile musicale pianistico dell'epoca. Johnson fu un modello cui ispirarsi per artisti come Count Basie, Duke Ellington, Art Tatum e per il suo allievo più famoso, Fats Waller. Re incontrastato dei pianisti jazz di New York, venne detronizzato da Art Tatum, considerato dalla critica jazz come il pianista tecnicamente più abile di tutti i tempi. Oggigiorno, la sua influenza e il successo di cui ha goduto sono sottovalutati e dimenticati, tanto da essere stato definito "il pianista invisibile" dal musicologo David Schiff.

Discografia 1950: Jazz, Vol. 1: South Folkways Records 1953: Jazz, Vol. 7: New York (1922-1934) Folkways 1953: Jazz, Vol. 9: Piano Folkways 1960: Jazz of the Forties, Vol. 1: Jazz at Town Hall Folkways 1961: A History of Jazz: The New York Scene Folkways 1964: The Piano Roll Folkways 1966: The Asch Recordings, 1939 to 1947 - Vol. 1: Blues, Gospel, and Jazz Folkways 1973: The Original James P. Johnson Folkways 1974: Toe Tappin' Ragtime Folkway 1977: Early Ragtime Piano Folkways 1981: Striding in Dixieland Folkways 1996: The Original James P. Johnson: 1942-1945, Piano Solos Smithsonian Folkways 2001: Every Tone a Testimony Smithsonian Folkways 2008: Classic Piano Blues from Smithsonian Folkways Smithsonian Folkways

Note

Bibliografia Gildo De Stefano, Ragtime, Jazz & dintorni: la musica sincopata da Scott Joplin al Terzo Millennio, prefazione di Amiri Baraka, postfazione di Renzo Arbore, Sugarco Edizioni, Milano, 2007 ISBN 88-7198-532-X Riccardo Scivales: Jazz Piano: The Left Hand'' (Bedford Hills, New York: Ekay Music, 2005). Un metodo che analizza praticamente tutte le tecniche per la mano sinistra (anche quelle di James P. Johnson) usate nella storia del pianismo jazz, con quasi 500 esempi musicali.

Voci correlate Tin Pan Alley

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