Il discorso indiretto libero è una procedura usata nei testi narrativi. Consiste in una variante del discorso indiretto, che fonde le modalità del discorso diretto e di quello indiretto in una forma ibrida.
L'espressione traduce il tedesco erlebte Rede, 'discorso rivissuto', e indica un discorso indiretto in cui siano stati eliminati i verbi reggenti (tipicamente verbi dichiarativi come "dire", "pensare", "chiedere", "ordinare" ecc.). È discorso indiretto in quanto passa attraverso la mediazione del soggetto riferente, ma mantiene stilemi e strutture grammaticali del discorso diretto. L'eliminazione delle virgolette o di altri segni che delimitino il discorso diretto fa sì che le voci dei personaggi risultino fuse con quella del narratore.Ferroni, Storia della letteratura italiana, cit., p. 426.
Nella narrativa più antica era soggetto ad un uso assai limitato. Fu invece caratteristico della letteratura realista del XIX secolo. È comunque tipico della lingua comune dell'oralità, in cui un narratore racconta dei fatti e dà voce alle persone coinvolte direttamente, mutando il proprio punto di vista.
, e Henry James.
Nella letteratura italiana, questo tipo di discorso è stato ampiamente utilizzato nella tecnica narrativa da Giovanni Verga. Ad esempio, all'inizio della novella Rosso Malpelo, Verga scrive:
Sempre il Verga, nel romanzo Mastro-don Gesualdo, scrive:
Oppure ancora:
Il discorso indiretto "non libero" sarebbe: "E dicevano che anche la roba...".
Luigi Pirandello, nella novella Ciàula scopre la luna, scrive:
Note
Bibliografia Giulio Ferroni, Storia della letteratura italiana - Dall'Ottocento al Novecento, ed. Einaudi Scuola, Milano, 1995, ISBN 88-286-0075-6.
Voci correlate Discorso diretto Discorso indiretto Tecnica narrativa di Giovanni Verga Impersonalità narrativa
Categoria:Sintassi del periodo Categoria:Tecniche letterarie