La mountain bike (anche MTB o, raramente, rampichino) è una bicicletta strutturata in maniera da potersi muovere agevolmente al di fuori delle strade asfaltate o le piste ciclabili, ed affrontare terreni sconnessi, sia in salita che in discesa. Per cui, in genere è dotata di sospensioni (quasi sempre ammortizzate), sia anteriori che posteriori (come le moto da cross) e di gomme molto più larghe e ben tassellate, rispetto alle normali biciclette da città o a quelle da corsa. Il telaio di una mountain bike deve essere anche più robusto, benché i materiali siano quelli tipici (alluminio, carbonio, acciaio, ecc), per cui un peso maggiore sarà la costante caratterizzante.
Ad oggi, esistono svariate tipologie di mezzi MTB, progettate e costruite in base ai differenti sentieri e percorsi da affrontare e in base alle esigenze personali. Dalle cosiddette biciclette da discesa (DH), bici completamente ammortizzate a corsa lunga, adatte per "correre giù dalla collina", affrontando salti anche di 2 metri (e più), ma inadatte alla risalita, alle più leggere "MTB front", dotate della sola forcella anteriore ammortizzata, per smorzare almeno le sollecitazioni sulle braccia, durante le discese nei percorsi accidentati. Se la MTB-DH è la regina delle MTB, la "front" è la MTB più simile alle bici da strada, ma che viene utilizzata nei sentieri dove la discesa non presenti troppe insidie (quindi, è una MTB molto limitata). Il carro posteriore delle front, viene lasciato rigido (hardtail), senza ammortizzatore, per evitare al massimo l'eventuale spreco di energia causato dalle oscillazioni dell'ammortizzatore, nelle pedalate più vigorose in salita.
Le MTB con sospensioni anteriori e posteriori, vengono chiamate "full" (da full suspended o sospensione completa o bi-ammortizzata), tipiche delle categorie come cross country, down country, trail bike, all mountain, enduro e downhill.
Nonostante la MTB nasca priva di sospensioni (negli anni settanta), ad oggi esistono ancora alcune eccezioni di MTB prive di sospensioni. Una è la fatbike, che monta di copertoni molto molto ampi (con sezioni quasi da moto), per uso sui terreni estremi come neve, sabbia, fango, ecc, dove le tipiche MTB sarebbero limitate.
Storia
La mountain bike moderna nasce alla fine degli anni settanta in California, dopo un lungo periodo in cui venivano usate biciclette adattate, dette "clunker" (catorcio), per far gare in discesa su strade forestali. Si ritiene che la prima bicicletta appositamente costruita per l'uso fuoristrada sia quella di Joe Breeze, nel 1978. Successivamente Gary Fisher, Charlie Kelly e Tom Ritchey si associarono nella MountainBikes. Nei primi anni ottanta negli USA vennero vendute le prime mountain bike prodotte su larga scala, che a quel tempo erano poco più che biciclette da corsa irrobustite, con manubrio dritto e gomme più larghe.
In Italia il debutto della mountain bike avvenne tramite la rivista "Airone" che presentó la disciplina in un lungo articolo nel numero di marzo 1985, offrendo ai lettori l'acquisto tramite ordine postale del "Rampichino" (prodotto da Cinelli, in serie limitata). Il successo tra gli appassionati dell'outdoor fu subito notevole, i produttori nazionali e gli importatori ampliarono rapidamente l'offerta di mercato per il neonato settore.
Nei vent'anni a cavallo del 2000 il mountain biking diventó uno sport fra i più diffusi, e il mercato e la nascita di competizioni sportive basate sulle specialità del mountain biking hanno permesso uno sviluppo tecnologico continuo, per cui oggi sono possibili attività che una volta non erano nemmeno pensabili.
Descrizione Fra le biciclette, le mountain bike sono sicuramente le più complesse. Il funzionamento generale e i componenti principali sono sempre quelli, ma oltre ad essere generalmente più robusti presentano delle differenze caratterizzanti ed elementi specifici della mountain bike.
Telaio
I telai sono caratterizzati dall'avere una dimensione e lunghezze (come il passo) tendenzialmente maggiori rispetto a quelli per bici da strada, per conferire maneggevolezza e resistenza. In questo senso è diffusa la geometria sloping (in discesa) in cui il tubo orizzontale è particolarmente inclinato verso il basso (lato sella), congiungendosi a un tubo verticale molto corto. Un'altra differenza è nei telai con sospensione posteriore, in cui il carro ha un sistema di snodi per permettere il movimento verticale della ruota. I principali materiali usati sono: acciaio cromo-molibdeno, pesante, economico, resistente ed elastico, usato in modelli economici ma anche di nicchia, in cui speciali lavorazioni abbassano il peso; leghe di alluminio, più leggero dell'acciaio ma tendenzialmente più rigido, la lavorazione è più semplice ed è più resistente all'ossidazione, è infatti il materiale più diffuso; compositi in fibra di carbonio: molto leggero e resistente, è più suscettibile agli urti degli altri ed ha un costo elevato; titanio, leggerissimo e resistente alla corrosione, è il più costoso ma per il resto simile all'acciaio.
Geometria
La geometria del telaio ha un ruolo fondamentale nel determinare le capacità e le inclinazioni di una mountain bike. Infatti rispetto alle altre biciclette, che hanno tutte un utilizzo simile, fra le mountain bike le geometrie possono variare molto. Seguono alcune delle variabili; occorre tener presente che in molti casi sono interdipendenti.
Angolo di sterzo (B) L'angolo della forcella con il terreno. Fa parte della geometria della forcella. Maggiore è l'angolo, e dunque più verticale la forcella, e maggiore è la manovrabilità. Più è piccolo, e dunque la forcella puntata in avanti, maggiore è la capacità di assorbire urti in velocità e la stabilità. Passo (P+F) È la distanza fra i mozzi. Una maggior lunghezza dà maggior stabilità; più è corto, più è manovrabile. Lunghezza del carro (P) Lunghezza dal movimento centrale al mozzo posteriore. Più è corto, maggiore è la manovrabilità, ma anche la tendenza ad alzarsi della ruota anteriore. Un carro lungo dà maggior stabilità, particolarmente in salita. Angolo del tubo verticale (A) L'angolo va misurato rispetto al terreno. Influenza il posizionamento del ciclista in pedalata, ma anche quando è in piedi. Un angolo più verticale è più adatto a discipline pedalate, uno più inclinato a discipline gravity. Altezza del movimento centrale È l'altezza del movimento centrale da terra, a ruote montate. Un movimento centrale basso abbassa il baricentro del ciclista e rende più facile inclinare in curva la bicicletta, ma rende anche più facile sbattere la corona e i pedali contro rocce e altri ostacoli. Lunghezza del tubo orizzontale (L) Nei telai sloping va presa quella dell'orizzontale virtuale. Dipende solo dalla comodità del ciclista, ed è in genere ciò che meglio rappresenta la taglia di ogni bicicletta.
In tutto questo è da considerare anche dove si pone il baricentro del ciclista: se è più avanzato sarà più orientato alla salita, se è arretrato è adatto alla discesa.
Sospensioni
Le sospensioni sono la più evidente differenza fra una moderna mountain bike e le altre biciclette. Le tecnologie in questo ambito ereditano molto da quelle già sviluppate per altri veicoli. Le mountain bike si differenziano per essere rigide, con sola sospensione anteriore (front suspended, front, hardtail) o biammortizzate (full suspended, full).
Con gli ammortizzatori, per lo più idraulici, vengono usati molle ed elastomeri nei casi più economici, sistemi pneumatici in quelli in cui è ricercata leggerezza e molle solo nelle situazioni più gravose, in quanto soluzione più pesante.
A seconda del costo ve ne sono di più o meno sofisticate e possono avere varie regolazioni idrauliche quali il bloccaggio completo, lo smorzamento e la regolazione dell'altezza.
Il comportamento delle sospensioni posteriori (impropriamente note nel campo come ammortizzatori) varia molto a seconda della struttura che usano. Le principali ricadono nelle categorie del pivot singolo e del quadrilatero (4-bar). La seconda comprende alcune varianti brevettate, quali il giunto Horst, il quadrilatero Lawwill e sistemi a bracci corti come VPP di Santa Cruz, Maestro di Giant, ognuno con i suoi particolari punti di forza. Lo schema di sospensione posteriore infatti determina l'effetto delle forze trasmesse fra ruota e pedali tramite la catena (pedal kickback, bobbing), l'effetto affondante del freno e la linearità con cui la bici assorbe gli urti.
Trasmissione La trasmissione di una mountain bike è caratterizzata soprattutto da rapporti più corti, adatti a pedalare su terreni impervi e ripidi.
Guarnitura La guarnitura più utilizzata è monocorona da metà degli anni 2010 con le biciclette più vecchie che usano ancora doppie e tre corone (tripla), che prima erano lo standard. Nei mezzi destinati all'uso più intenso è comune montare, se non già presente, un resistente anello chiamato bash ring per proteggere la corona. Il bash può anche essere fisso e montato sul lato interno, e specialmente nelle bici con triple può essere abbinato a un sistema guidacatena e tendicatena che impedisce la caduta della catena dalla corona o corone.
Cambio e deragliatore
Come nelle biciclette tradizionali, la cambiata è sempre affidata ai deragliatori a trapezio. Quello posteriore è comunemente detto cambio, per distinguerlo da quello anteriore. Esistono comandi a grilletto e a rotazione (integrati nella manopola del manubrio). Il cambio è di solito caratterizzato dall'avere il tensionatore particolarmente lungo rispetto a quello delle bici da corsa, perché la maggior ampiezza di rapporti richiede maggiori variazioni di lunghezza della catena.
La tecnologia dei deragliatori non è particolarmente indicata al mountain biking, in quanto espone parti delicate a urti, sporco e fango. Esistono alcune alternative, quali i mozzi posteriori a cambio interno Rohloff e Alfine, il sistema Pinion e la guarnitura Hammerschmidt. Le ultime due in particolare sono dedicate all'uso fuoristrada, proteggendo i meccanismi di cambiata e riducendo l'ingombro della corona. In genere però tutte queste soluzioni, sebbene efficaci, non sono leggere ed efficienti come deragliatori, corone e pignoni, che rimangono di gran lunga i più diffusi.
Pedali
I pedali si dividono fra due categorie principali: flat (piatti) e clipless (sgancio rapido).
I pedali flat sono i classici pedali da bicicletta, evolutisi con un'ampia superficie d'appoggio che può presentare dei piccoli pioli (pin) che impediscono o riducono lo scivolamento del piede anche in caso di fango. I flat sono i più adatti a chi inizia, a chi fa trick come nella disciplina dello slopestyle e a chi pratica discipline più orientate alla guida o frequenta luoghi dove poter appoggiare a terra un piede può impedire gravi cadute (es: cicloalpinismo). Tuttavia molto dipende anche dalle preferenze del ciclista.
I pedali a sgancio rapido invece, da usare con apposite scarpette munite di tacchette, àncorano il piede alla bicicletta e aiutano a generare una pedalata più rotonda ed efficace (i pedali vengono non solo spinti ma anche tirati verso l'alto). Sono anche utilizzati nelle competizioni di discesa ad alti livelli perchè permettono di avere un controllo della bici molto superiore rispetto ai flat. Comunemente noti anche come SPD (Shimano Pedaling Dynamics) dal nome del sistema ideato da Shimano che per primo li ha introdotti, si agganciano automaticamente premendo il piede sul pedale e si sganciano con una torsione laterale, in genere regolabile nella forza. A differenza dei pedali da strada, gli SPD possono essere utilizzati su ambo i lati, offrendo una possibilità in più di aggancio nel caso il fango o la terra blocchino la molla del pedale stesso. Intorno all'aggancio c'è una base d'appoggio, più piccola o assente per il cross country e più ampia per le discipline gravity.
Ruote