Odessa (AFI: od ; ; ) è una città dell'Ucraina meridionale sul Mar Nero, capoluogo dell'oblast' omonima e del distretto omonimo. Nel 2022 aveva una popolazione di abitanti. Per popolazione è la terza città del paese dopo la capitale Kiev e Charkiv.

Fino al 18 luglio 2020, Odessa era classificata come città di rilevanza regionale e costituiva un comune autonomo. Nell'ambito della riforma amministrativa dell'Ucraina, che ha ridotto a sette il numero dei distretti dell'oblast' di Odessa, è entrata a far parte del distretto di Odessa di nuova costituzione.

Odessa è il principale porto del Paese oltre che meta turistica; include, tra l'altro, un centro termale.

Geografia fisica Odessa è situata su un gruppo di rilievi collinari che si affacciano sul Mar Nero, a 31 chilometri a nord dall'estuario del fiume Dnestr e a 445 chilometri a sud di Kiev. Il clima della città è di tipo temperato secco. La temperatura media varia tra i -2 °C del mese di gennaio e i +22 °C che si registrano a luglio. Le precipitazioni medie annue sono di soli 350 millimetri.

Clima

Storia La regione di Odessa, già abitata in antichità dagli Sciti, divenne luogo di fondazione di due colonie greche, Tyras e Olbia Pontica. Il nome della città deriva da Odessos, un'altra colonia greca che, in passato, si riteneva fiorita sullo stesso territorio, ma la cui ubicazione, invece, era nell'attuale Bulgaria, presso l'odierna città di Varna.

Terra attraversata dai popoli migratori a partire dal III secolo d.C., temporaneamente sotto l'influenza polacca e lituana, dopo la grande invasione del 1241 divenne possesso dei tatari, che vi eressero l'insediamento di Hacıbey. Nel 1529 la zona venne invasa dagli ottomani, sotto cui rimase fino alla guerra russo-turca degli anni 1787-1791. Fondazione

La città di Odessa venne fondata ufficialmente nel 1794 dall'Impero russo nel territorio perso dall'Impero ottomano nel 1792. La fortezza turca di Yeni Dünya divenne il principale porto russo sul Mar Nero con il nome di Odessa (Одесса). La città crebbe velocemente sotto il governatorato del duca di Richelieu negli anni 1803-1814. Nel 1819 Odessa divenne un porto franco e tale rimase fino al 1879. In questo lungo arco di tempo la città si affermò come importante centro di scambi commerciali e zona di transito tra Europa e Asia, di carattere squisitamente cosmopolita. Durante la guerra di Crimea (1853-1856), la città venne pesantemente bombardata dalla marina inglese e francese. In seguito, riprese nuovamente a crescere e svilupparsi, in quanto principale porto russo per l'esportazione dei cereali. Nel 1866 venne collegata da una linea ferroviaria a Kiev e Charkiv in Ucraina ed a Iași in Romania; nel 1880 venne inaugurata la stazione di Odessa centrale.

Nel 1905 la città fu teatro della rivolta operaia sostenuta dall'equipaggio della corazzata Potëmkin e dalla rivista leninista Iskra. La repressione, operata dall'esercito e dalla cavalleria cosacca ed immortalata dal celebre film La corazzata Potëmkin causò centinaia di morti. Nell'ottobre dello stesso anno la città fu sconvolta da un violentissimo pogrom contro la locale comunità ebraica. Le vittime stimate andarono da un minimo di 300 ad un massimo di , mentre i feriti furono oltre . Impressionanti furono poi i danni frutto delle distruzioni e dei saccheggi, che ammontarono complessivamente a 3,75 milioni di rubli dell'epoca. Complessivamente attività commerciali furono distrutte, mentre famiglie persero tutto. Questo fatto spinse parte degli ebrei odessiti a lasciare la città negli anni successivi e ad emigrare alla volta degli Stati Uniti d'America e dell'Europa occidentale.

Nell'ottobre 1917, in seguito alla Rivoluzione russa, Odessa venne occupata dalle milizie fedeli alla Repubblica Popolare Ucraina di Symon Petljura. Tre mesi più tardi un'insurrezione bolscevica rovesciò il comitato ucraino e proclamò il soviet; tuttavia, nel marzo successivo la città venne occupata dall'esercito austroungarico. Al termine della prima guerra mondiale, con la smobilitazione delle truppe austriache, il governo cittadino invocò l'intervento delle potenze alleate per contrastare gli operai bolscevichi. Così, dopo un bombardamento navale ad opera di una squadra francese, Odessa fu occupata da un contingente di truppe francesi, serbe, polacche e greche. Nel luglio 1919 le truppe alleate evacuarono la città, che cadde così nelle mani dei bolscevichi. Questi ultimi vennero a loro volta sconfitti dall'Armata Bianca del generale Anton Denikin, che fece di Odessa una delle sue piazzeforti. Nel maggio 1920 la città fu definitivamente conquistata dall'Armata Rossa.

Odessa nella seconda guerra mondiale

Durante la seconda guerra mondiale, nell'agosto 1941, Odessa fu occupata dall'esercito romeno, affiancato da truppe tedesche. Il generale Nicolae Macici, comandante del Secondo Corpo d'Armata romeno, in complicità con Gheorghe Alexianu, governatore romeno di Transnistria e della città di Odessa (nominato dal generale Ion Antonescu, dittatore della Romania negli anni 1940-1944) ordinò, come rappresaglia a seguito di un attentato terroristico, il massacro di civili (la maggior parte dei quali ebrei), tutti trucidati nella notte del 22 ottobre 1941.Rotaru, J., Burcin, O., Zodian, V., Moise, L., Mareşalul Antonescu la Odesa, Editura Paideia, 1999Giurescu, C., România în al doilea război mondial. Nei due giorni successivi altri - uomini, donne, vecchi e bambini furono massacrati. Ai circa ebrei rimasti a Odessa fu ordinato di trasferirsi all'interno di un ghetto situato nel sobborgo di Slobodka, dove furono anch'essi uccisi o deportati."Odessa", United States Holocaust Memorial Museum.

Al 10 aprile 1944, giorno in cui la città fu liberata dall'Armata Rossa, restavano a Odessa solamente 703 ebrei viviRaul Hilberg, la destruction des Juifs d'Europe, Tome 1, Foliohistoire, 2006, p. 678. Complessivamente ebrei e rom furono massacrati nella regione delle Transnistria, tra di essi la quasi totalità degli ebrei presenti a Odessa al momento dell'occupazione nazista. Mariana Hausleitner (a cura di), Rumänien und der Holocaust. Zu den Massenverbrechen in Transnistrien 1941–1944, Berlin, Metropol, 2001.

Il processo ai criminali di guerra Il processo che riguardava anche i crimini perpetrati ad Odessa, Dalnic, Ovidiopol'Черкасов, А. А.: Оккупация Одессы. Год 1941, Очерки — 1-е. — Одесса: — 270 с ил. с. — (Большая литературно-художественная серия «Вся Одесса» Выпуск 18), 2007, ISBN 966-344-144-5.United States Holocaust Memorial Museum: Holocaust History - Odesa, http://www.ushmm.org/wlc/en/index.php?ModuleId=10005476, consultato in data: 21.02.2012 e Bogdanovka (45 000 ebrei)***:Bogdanovka publ.: Yad Vashem, consultato in data: 12-08-2012United States Holocaust Memorial Museum: Holocaust History - Odesa, Op. cit.Kellerhoff, Sven F.: Der vergessene Holocaust, Die Welt, 30.08.2006, , consultato in data=21-02-2012Deletant, Dennis,: Hitler's Forgotten Ally: Ion Antonescu and His Regime, Romania 1940–1944, pp. 171-3, Basingstoke, Palgrave Macmillan, 2006, ISBN 9781403993410.Gilbert, Martin: The Holocaust, pp. 217-218, ed. Holt, Rinehart and Winston, N.-Y., 1986, ISBN 0-8050-0348-7 "On January 12 the deportations from the Slobodka ‘ghetto’ began. Within six weeks, a total of 19,582 Odesa Jews, the majority women, children and old people, had been taken by rail in sealed trucks to Berezovka (...) Within a year and a half, almost none of these 19,582 deportees were alive". Gilbert, op. cit. p. 289 tra il 23 ed il 24 ottobre 1941 fu il primo effettuato presso il Tribunale del popolo di Bucarest. Alla sua conclusione, il 22 maggio 1945, il generale Nicolae Macici, il maresciallo Ion Antonescu, il professor Gheorghe Alexianu, governatore romeno della Transnistria e di Odessa, Mihai Antonescu, vice-primo ministro e ministro degli esteri e il generale "Piky" Vasiliu, comandante della gendarmeria, vennero giudicati tutti colpevoli per i massacri e condannati a morte.

Il secondo dopoguerra Nel secondo dopoguerra Odessa fu ricostruita e riprese a svilupparsi velocemente ma senza più recuperare il ruolo centrale avuto in precedenza. La maggior parte degli ebrei della città emigrò in Israele e negli Stati Uniti tra gli anni '70 e '90. Dopo la caduta del Muro di Berlino e la dissoluzione dell'URSS, Odessa divenne parte dell'Ucraina nel 1991.

Nel 2014, con lo scoppio delle proteste filorusse in Ucraina, Odessa fu teatro di una serie di sanguinosi scontri tra i sostenitori di Euromaidan e quelli filorussi. La violenza raggiunse il suo apice il 2 maggio, quando quarantadue manifestanti filorussi perirono nell'incendio della Casa dei sindacati di Odessa dopo un lancio di bottiglie incendiarie.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Il centro storico della città è stato iscritto nel 2023 con procedura d'urgenza nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Monumenti civili Municipio di Odessa

Aree naturali Catacombe di Odessa/ Zoo di Odessa

Società Uno studio dell'International Republican Institute del 2015 ha rilevato che il 68% della popolazione di Odessa era ucraina ed il 23% russa. Nonostante queste cifre, sempre nel 2015 è stata condotta un'indagine che ha appurato che il 78% degli abitanti della città tra le mura domestiche parlassero russo mentre solo il 6% parlava ucraino. Tuttavia, negli ultimi anni la lingua ucraina ha acquisito maggiore importanza come prima lingua parlata a casa ed è cresciuta di almeno 5 volte passando dal 6% del 2015 al 29% del 2021.

La città e la sua oblast' sono anche sede di altre minoranze etniche, figlie delle migrazioni che interessarono il territorio nel XIX secolo. Tra i gruppi principali spiccano albanesi, armeni, azeri, bulgari, ebrei, georgiani, greci, polacchi, romeni, tatari di Crimea e turchi. La comunità ebraica locale, un tempo numerosa e florida (tanto che negli anni '30 gli ebrei erano il primo gruppo etnico della città), è stata sterminata durante l'Olocausto. Parte dei sopravvissuti è emigrata poi negli Stati Uniti ed in Israele a partire dagli anni settanta.

Evoluzione demografica

Lingua o nazionalità

+ Popolazione di Odessa per lingua o nazionalità 1897–2001 Gruppoetnico 1897 1926 1939 1989Censimento ucraino del 1989 2001 Numero % Numero % Numero % Numero % Ucraini 9,39% 17,59% 29,60% 48,9% 61,6% Russi 49,09% 39,97% 30,88% 39,4% 29,0% Bulgari 600 0,15% 0,28% 0,82% 1,5% 1,3% Ebrei 30,83% 36,69% 33,26% 5,9% 1,2% Moldavi 488 0,12% 0,25% 0,43% 1,0% 0,7% Bielorussi 0,31% 0,60% - - 1,1% 0,6% Armeni 0,35% 0,44% 0,38% 0,4% 0,4% Polacchi 4,31% 2,40% 1,46% 0,5% 0,2% Tedeschi 2,54% 1,32% 1,39% - - - - Greci 1,26% 0,33% Tatari 0,36% 496 0,12% Francesi 0,28% 78 0,02% Italiani 717 0,18% 159 0,04% Totale 100% 100% 100% 100% 100%

Italiani di Odessa

La città di Odessa ha una storia strettamente legata all'Italia. Infatti, gli italiani sono menzionati nel Duecento per la prima volta, quando sul territorio della città odierna fu ubicato l'ancoraggio delle navi della Repubblica di Genova. La nuova affluenza degli italiani nel sud dell'Ucraina crebbe particolarmente con la fondazione di Odessa.

All'inizio del XIX secolo la colonia italiana era composta in primo luogo da commercianti, marinai e militari in servizio nell'Armata russa.

L'architetto italiano Francesco Boffo (1790-1867) fu capo architetto del comune di Odessa per oltre 40 anni, contribuendo alla trasformazione di Odessa in un vero museo a cielo aperto dell'architettura neoclassica e neorinascimentale italiana, rivaleggiando con San Pietroburgo nel nord dell'Impero russo. La sua opera più famosa è la scalinata Potëmkin, oltre a circa 30 palazzi ed edifici pubblici.

Religione