Paphiopedilum Pfitzer, 1886 è un genere di piante della famiglia delle Orchidacee. Comprende oltre un centinaio di specie di piante perlopiù terrestri, sprovviste di pseudobulbi e dalle foglie coriacee e persistenti.
Sono piante provenienti nella maggior parte dei casi dall'Asia tropicale, in particolare dalla Cina meridionale, dall'India e dal resto del sud-est asiatico ma anche dalle isole nell'Oceano Pacifico.
Il nome deriva da Paphos, una città cipriota secondo la leggenda città natale della dea Afrodite (Venere), e Pedilon che significa ciabatta, pantofola, la traduzione sarebbe Pantofola di Venere e si riferisce alla particolarissima forma del labello dei fiori di Paphiopedilum, forma condivisa con tutti i generi della sottofamiglia delle Cypripedioideae. Queste piante vengono coltivate per la straordinaria bellezza dei fiori e per la relativa facilità di coltivazione anche in ambito domestico.
Descrizione
Si tratta di piante normalmente terrestri a sviluppo simpodiale, dotate cioè di più apici vegetativi che permettono alla pianta di emettere getti laterali che sostituiscono progressivamente i getti più vecchi. In natura i Paphiopedilum crescono principalmente nell'humus o in altro materiale poroso e occasionalmente anche dentro a fessure delle rocce e sugli alberi. Queste piante sono sprovviste di pseudobulbi: le foglie partono direttamente dal colletto e si dispongono a ventaglio. Queste possono essere corte e arrotondate oppure più lunghe e strette, comunque rigide e carnose, con una marcata piegatura longitudinale e di un colore che può essere verde chiaro uniforme per le specie provenienti da climi più freschi oppure riccamente variegati con macchie scure per le specie provenienti da climi tropicali. L'apparato radicale è molto fitto ed è formato da delicate radici sottili ma carnose. Le piante coltivate in vaso formano un intreccio di radici fittissimo in cui molte radici possono arrivare anche alla lunghezza di un metro. Ogni getto fiorisce una sola volta e solo quando è abbastanza maturo (in generale impiega uno o due anni dal germoglio). I fiori sono portati da esili steli che hanno origine nel seno del getto. Lo stelo può portare un solo fiore oppure può produrne diversi in successione. Il fiore è sicuramente la parte più caratteristica e inconfondibile della pianta: infatti presenta un grande labello dalla forma di sacca o tasca contornato in alto dai due tepali fusi tra di loro e ai lati da due tepali che possono essere molto allungati e con sfumature di colori molto particolari.
Tassonomia Il genere Paphiopedilum comprende le seguenti specie:
Paphiopedilum acmodontum M.W.Wood Paphiopedilum adductum Asher Paphiopedilum agusii Cavestro Paphiopedilum anitanum Cavestro Paphiopedilum appletonianum (Gower) Rolfe Paphiopedilum areeanum O.Gruss Paphiopedilum argus (Rchb.f.) Stein Paphiopedilum armeniacum S.C.Chen & F.Y.Liu Paphiopedilum ayubianum (O.Gruss & Roeth) Koop. & O.Gruss Paphiopedilum barbatum (Lindl.) Pfitzer Paphiopedilum barbigerum Tang & F.T.Wang Paphiopedilum bellatulum (Rchb.f.) Stein Paphiopedilum braemii H.Mohr Paphiopedilum bullenianum (Rchb.f.) Pfitzer Paphiopedilum bungebelangi Metusala Paphiopedilum callosum (Rchb.f.) Stein Paphiopedilum canhii Aver. & O.Gruss Paphiopedilum charlesworthii (Rolfe) Pfitzer Paphiopedilum ciliolare (Rchb.f.) Stein Paphiopedilum coccineum Perner & R.Herrm. Paphiopedilum concolor (Lindl. ex Bateman) Pfitzer Paphiopedilum cornuatum Z.J.Liu, O.Gruss & L.J.Chen Paphiopedilum dayanum (Lindl.) Stein Paphiopedilum delenatii Guillaumin Paphiopedilum dianthum Tang & F.T.Wang Paphiopedilum dodyanum Cavestro Paphiopedilum druryi (Bedd.) Stein Paphiopedilum emersonii Koop. & P.J.Cribb Paphiopedilum erythroanthum Z.J.Liu, X.Y.Liao & S.R.Lan Paphiopedilum exul (Ridl.) Rolfe Paphiopedilum fairrieanum (Lindl.) Stein Paphiopedilum fowliei Birk Paphiopedilum gigantifolium Braem, M.L.Baker & C.O.Baker Paphiopedilum glanduliferum (Blume) Stein Paphiopedilum glaucophyllum J.J.Sm. Paphiopedilum godefroyae (God.-Leb.) Stein Paphiopedilum gratrixianum Rolfe Paphiopedilum hangianum Perner & O.Gruss Paphiopedilum haynaldianum (Rchb.f.) Stein Paphiopedilum helenae Aver., 1996 Paphiopedilum hennisianum (M.W.Wood) Fowlie Paphiopedilum henryanum Braem, 1987 Paphiopedilum herrmannii F.Fuchs & H.Reisinger Paphiopedilum hirsutissimum (Lindl. ex Hook.) Stein Paphiopedilum hookerae (Rchb.f.) Stein Paphiopedilum inamorii P.J.Cribb & A.L.Lamb Paphiopedilum insigne (Wall. ex Lindl.) Pfitzer Paphiopedilum intaniae Cavestro Paphiopedilum jackii H.S.Hua Paphiopedilum javanicum (Reinw. ex Lindl.) Pfitzer Paphiopedilum kolopakingii Fowlie Paphiopedilum lawrenceanum (Rchb.f.) Pfitzer Paphiopedilum leucochilum (Rolfe) Fowlie Paphiopedilum liemianum (Fowlie) K.Karas. & K.Saito Paphiopedilum lowii (Lindl.) Stein Paphiopedilum lunatum Metusala Paphiopedilum malipoense S.C.Chen & Z.H.Tsi Paphiopedilum mastersianum (Rchb.f.) Stein Paphiopedilum micranthum Tang & F.T.Wang Paphiopedilum moquettianum (J.J.Sm.) Fowlie Paphiopedilum myanmaricum Koop., Iamwir. & S.Laohap. Paphiopedilum nataschae Braem Paphiopedilum niveum (Rchb.f.) Stein Paphiopedilum notatisepalum Z.J.Liu, Meina Wang & S.R.Lan Paphiopedilum ooii Koop. Paphiopedilum papilio-laoticus Schuit., Luang Aphay & Iio Paphiopedilum papuanum (Ridl.) L.O.Williams Paphiopedilum parishii (Rchb.f.) Stein Paphiopedilum parnatanum Cavestro Paphiopedilum philippinense (Rchb.f.) Stein Paphiopedilum platyphyllum T.Yukawa Paphiopedilum primulinum M.W.Wood & P.Taylor Paphiopedilum purpuratum (Lindl.) Stein Paphiopedilum qingyongii Z.J.Liu & L.J.Chen Paphiopedilum randsii Fowlie Paphiopedilum richardianum Asher & Beaman Paphiopedilum robinsonianum Cavestro Paphiopedilum rohmanii Cavestro & O.Gruss Paphiopedilum rothschildianum (Rchb.f.) Stein Paphiopedilum rungsuriyanum O.Gruss, Rungruang, Chaisur. & Dionisio Paphiopedilum sanderianum (Rchb.f.) Stein Paphiopedilum sangii Braem Paphiopedilum schoseri Braem & H.Mohr Paphiopedilum spicerianum (Rchb.f.) Pfitzer Paphiopedilum stenolomum Z.J.Liu, O.Gruss & L.J.Chen Paphiopedilum stonei (Hook.) Stein Paphiopedilum sugiyamanum Cavestro Paphiopedilum sukhakulii Schoser & Senghas Paphiopedilum supardii Braem & Löb Paphiopedilum superbiens (Rchb.f.) Stein Paphiopedilum thaianum Iamwir. Paphiopedilum tigrinum Koop. & N.Haseg. Paphiopedilum tonsum (Rchb.f.) Stein Paphiopedilum tranlienianum O.Gruss & Perner Paphiopedilum urbanianum Fowlie Paphiopedilum vejvarutianum O.Gruss & Roellke Paphiopedilum venustum (Wall. ex Sims) Pfitzer Paphiopedilum victoria-mariae (Sander ex Rolfe) Rolfe Paphiopedilum victoria-regina (Sander) M.W.Wood Paphiopedilum vietnamense O.Gruss & Perner Paphiopedilum villosum (Lindl.) Stein Paphiopedilum viniferum Koop. & N.Haseg. Paphiopedilum violascens Schltr. Paphiopedilum wardii Summerh. Paphiopedilum wenshanense Z.J.Liu & J.Yong Zhang Paphiopedilum wentworthianum Schoser & Fowlie Paphiopedilum wilhelminiae L.O.Williams Paphiopedilum xichouense Z.J.Liu & S.C.Chen Paphiopedilum zulhermanianum Cavestro
Sono inoltre noti i seguenti ibridi:
Paphiopedilum × aspersum Aver. Paphiopedilum × burbidgei (Rchb.f.) Pfitzer Paphiopedilum × cribbii Aver. Paphiopedilum × crossianum (Rchb.f.) Stein Paphiopedilum × dalatense Aver. Paphiopedilum × deleonii Cabactulan, Cootes, Pimentel & Dionisio Paphiopedilum × dixlerianum Braem & Chiron Paphiopedilum × expansum J.T.Atwood Paphiopedilum × fanaticum Koop. & N.Haseg. Paphiopedilum × frankeanum Rolfe Paphiopedilum × glanzii O.Gruss & Perner Paphiopedilum × grussianum H.S.Hua Paphiopedilum × huangrongshuanum Petchl. & O.Gruss Paphiopedilum × kimballianum (Rchb.f.) Rolfe Paphiopedilum × leeanum O.Gruss Paphiopedilum × littleanum (Anon.) Rolfe Paphiopedilum × lushuiense Z.J.Liu & S.C.Chen Paphiopedilum × mattesii Pittenauer ex Roeth & O.Gruss Paphiopedilum × nitens (Rchb.f.) Stein Paphiopedilum × petchleungianum O.Gruss Paphiopedilum × polystigmaticum (Rchb.f.) Stein Paphiopedilum × powellii Christenson Paphiopedilum × pradhanii Pradhan Paphiopedilum × sanjiangianum Petchl. & O.Gruss Paphiopedilum × schlechterianum O.Gruss Paphiopedilum × shipwayae Rolfe Paphiopedilum × siamense (Rolfe) Rolfe Paphiopedilum × sinovillosum Z.J.Liu & S.C.Chen Paphiopedilum × tamphianum Aver. & O.Gruss Paphiopedilum × undulatum Z.J.Liu & S.C.Chen Paphiopedilum × vietenryanum O.Gruss & Petchl. Paphiopedilum × wuliangshanicum Z.J.Liu, O.Gruss & L.J.Chen Paphiopedilum × yingjiangense Z.J.Liu & S.C.Chen
Alcune specie
Coltivazione Nonostante i Paphiopedilum provengano da climi molto diversi da quello mediterraneo si adattano abbastanza bene anche ai metodi di coltivazione amatoriali, se questi ultimi garantiscono il rispetto di poche semplici esigenze della pianta. Sono abbastanza tolleranti in fatto di temperature: la maggior parte delle specie resiste anche se tenute all'esterno con temperature limite di 5 °C per poche ore, in inverno, e 35 °C in estate, stando comunque molto attenti che la pianta non si disidrati. Le temperature ideali variano invece da specie a specie a causa delle diverse zone di provenienza: le specie provenienti da climi caldi, riconoscibili dalla livrea delle foglie maculata, adorano temperature comprese tra 15 °C e 29 °C mentre quelle provenienti da climi freddi, con foglie verde uniforme, preferiscono temperature comprese tra 8 °C e 24 °C. A livello amatoriale comunque si possono ottenere ottimi risultati mantenendo una temperatura mite per tutte le specie senza particolari accorgimenti. Anche per quanto riguarda la luce si può dire che il genere Paphiopedilum non ha esigenze molto raffinate. Queste piante infatti gradiscono posizioni molto luminose ma riescono a vivere e a fiorire meravigliosamente anche con luminosità inferiore a quella richiesta da molte altre specie della famiglia. Occorre invece evitare l'esposizione prolungata ai raggi solari diretti che macchiano e rovinano le foglie. Poiché i Paphiopedilum sono sprovvisti di pseudobulbi non hanno a disposizione grosse riserve di umidità e pertanto bosogna assolutamente evitare che rimangano senza acqua per periodi molto lunghi e anche perché le radici di Paphiopedilum non sono aeree come quelle di molte altre orchidee, quindi rischiano di morire se rimangono asciutte per molto tempo.
Durante l'attività vegetativa si può somministrare dopo l'innaffiatura del buon concime NPK bilanciato, diluendo molto le dosi indicate sulle confezioni. L'apparato radicale, in genere molto fitto, ha bisogno di un'abbondante ossigenazione e richiede quindi un'elevata porosità del terreno e un buon drenaggio atti a evitare pericolose asfissie radicali dovute a ristagni idrici persistenti che portano con sé quasi sempre marciumi. Queste patologie sono molto spesso causa di morte nelle piante coltivate. È importante assicurare anche una buona umidità ambientale ma evitare che questa sia stagnante. In casa può essere efficace porre i vasi sopra uno strato di argilla espansa mantenuta umida, stando però attenti che la base del vaso non venga a contatto con l'acqua stagnante. Il rinvaso va effettuato quando il substrato si presenta molto deteriorato o infetto da muffe o parassiti. Quando si rinvasa occorre scegliere un nuovo vaso più grande solo di una o due misure, colmando gli spazi vuoti con del substrato inerte leggero e a grossa pezzatura, come il bark (le scaglie di corteccia trattata per orchidee), perlite e argilla espansa. Nell'eseguire il rinvaso, occorre sostituire il più possibile del vecchio substrato stando molto attenti a non danneggiare le radici sane ma eliminando quelle morte con strumenti ben puliti.