Harry Potter e i Doni della Morte (titolo originale in inglese: Harry Potter and the Deathly Hallows) è il settimo e ultimo romanzo della serie fantasy Harry Potter, scritta da J. K. Rowling e ambientata principalmente nell'immaginario Mondo magico durante gli anni novanta del XX secolo.

Harry Potter e i Doni della Morte è stato pubblicato il 14 luglio 2007 nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Canada, mentre in Italia è stato pubblicato il 5 gennaio 2008, edito da Salani, con illustrazioni di Serena Riglietti e traduzione di Beatrice Masini.

Tradotto in 77 lingue, è la più popolare opera della storia dell'editoria mondiale, con 20 milioni di copie vendute solo nelle primissime ore, diventate poi 72 milioni in un solo giorno.

Tra il 2010 e il 2011 ne è stato tratto un adattamento cinematografico diviso in due pellicole, distribuito da Warner Bros. e diretto da David Yates: al botteghino mondiale, la prima parte ha incassato più di 960 milioni di dollari, mentre la seconda più di un 1 miliardo e 341 milioni, inserendosi al ventesimo posto nella classifica dei film con maggiori incassi nella storia del cinema.

Trama Con l'avvicinarsi del suo diciassettesimo compleanno, Harry Potter rischia di perdere la protezione magica offerta dalla casa degli zii Dursley, i quali vengono quindi trasferiti per la loro sicurezza, mentre l'Ordine della Fenice si prepara a scortare Harry verso la Tana, trasformando sei suoi affiliati in copie fisiche del ragazzo in modo da confondere eventuali inseguitori. Durante il tragitto i Mangiamorte li attaccano e Alastor Moody e Edvige vengono uccisi. Lord Voldemort in persona prende parte all’inseguimento e tenta di assassinare Harry, ma una reazione inattesa tra le loro due bacchette glielo impedisce.

Harry e i suoi amici Ron Weasley e Hermione Granger, come avevano già deciso, non si recheranno ad Hogwarts per il loro settimo e ultimo anno di studi per dedicarsi invece alla ricerca degli Horcrux di Voldemort. I tre ereditano inoltre da Albus Silente alcuni oggetti, che vengono loro consegnati alla Tana dal Ministro della Magia Rufus Scrimgeour: Ron riceve il deluminatore, Hermione una copia de Le fiabe di Beda il Bardo e Harry il boccino d'oro catturato nella sua prima partita di quidditch a Hogwarts, oltre alla spada di Godric Grifondoro, che gli viene però negata da Scrimgeour. Con quest’ultimo Harry ha un alterco, conclusosi con l’allontanamento di Scrimgeour dalla Tana. In seguito Voldemort attua un vero e proprio colpo di stato, impossessandosi del Ministero della Magia facendo uccidere Scrimgeour e assoggettando l'intera comunità magica. I Mangiamorte attaccano quindi anche i partecipanti al matrimonio di Bill Weasley e Fleur Delacour, spingendo Harry, Ron e Hermione a rifugiarsi nel vecchio quartier generale dell'Ordine della Fenice, il numero 12 di Grimmauld Place. Qui scoprono che R.A.B., colui che aveva prelevato il medaglione di Serpeverde, è il fratello di Sirius, Regulus Arcturus Black; l'elfo domestico Kreacher racconta loro che l'oggetto è stato però rubato da Mundungus Fletcher. Harry manda quindi Kreacher a catturare Mundungus, il quale rivela di aver ceduto il medaglione a Dolores Umbridge.

Harry, Ron e Hermione si infiltrano al Ministero, usando la Pozione Polisucco per assumere le sembianze di tre impiegati, e recuperano l'Horcrux dalla Umbridge; tuttavia il Mangiamorte Yaxley scopre il loro nascondiglio, quindi gli amici sono costretti ad abbandonare Grimmauld Place e a nascondersi nei boschi. Non riuscendo a distruggere il medaglione, i tre decidono di indossarlo a turno, ma l'oggetto corrode l'animo del portatore e, a causa di ciò, Ron abbandona il gruppo in seguito a un litigio. Harry e Hermione decidono di recarsi a Godric's Hollow, il paese natale di Harry, in cerca di indizi. Qui incontrano quella che sembra essere l'anziana storica della magia Bathilda Bath, che si rivela essere in realtà Nagini, il serpente di Voldemort, che ha assunto le sembianze della donna; i due riescono a fuggire, ma la bacchetta di Harry rimane distrutta nello scontro. Pochi giorni dopo, in un bosco, Harry vede un Patronus a forma di cerva e, seguendolo, trova la spada di Grifondoro sul fondo di un laghetto ghiacciato. Tuffatosi per prenderla, viene quasi strangolato dalla catena dell'Horcrux, ma è salvato da Ron, tornato sui suoi passi grazie al deluminatore, che recupera la spada e la usa per distruggere il medaglione.

Riuniti, i tre decidono di fare visita a Xenophilius Lovegood, padre della loro amica Luna, per chiedergli informazioni su un simbolo presente nel libro di fiabe di Silente e che l'uomo indossava al collo il giorno del matrimonio di Bill e Fleur. Xenophilius racconta loro che il simbolo rappresenta i Doni della Morte: una bacchetta invincibile (la Bacchetta di Sambuco), una pietra in grado di rievocare i morti (la Pietra della Resurrezione) e l'infallibile Mantello dell'Invisibilità. Xenophilius, alla fine del racconto, tenta di consegnare i tre ragazzi ai Mangiamorte per riavere indietro Luna, che è stata catturata dai seguaci di Voldemort, ma il gruppo sfugge ancora una volta alla cattura. Harry capisce che il suo mantello dell'invisibilità è uno dei Doni della Morte e che la pietra è nascosta nel boccino lasciatogli da Silente, ma anche che Voldemort sta cercando la Bacchetta di Sambuco, che era passata a Silente dopo che egli aveva sconfitto il suo precedente proprietario, il mago oscuro Gellert Grindelwald.

Un giorno Harry pronuncia inavvertitamente il nome di Voldemort, che è stato stregato in modo da rintracciare all'istante chiunque lo pronunci (in quanto ciò viene solitamente fatto dai membri dell'Ordine della Fenice): i tre vengono quindi catturati e condotti a Villa Malfoy. Qui Hermione viene torturata e interrogata da Bellatrix Lestrange per scoprire come avessero fatto a trovare la spada di Grifondoro, che Bellatrix credeva essere nascosta nella sua camera di sicurezza alla Gringott. Con l'aiuto dell'elfo domestico Dobby, i tre riescono a liberarsi e a trovare riparo a Villa Conchiglia insieme ai restanti prigionieri, ovvero il folletto Unci-Unci, Dean Thomas, Luna e Olivander; durante la smaterializzazione, tuttavia, Dobby viene colpito da un pugnale lanciato da Bellatrix e muore poco dopo. Voldemort intanto profana la tomba di Silente ed entra in possesso della Bacchetta di Sambuco. Credendo che un altro Horcrux sia custodito alla Gringott, Harry chiede aiuto a Unci-Unci per poter entrare nella banca. Con l'ausilio della Pozione Polisucco, che trasforma Hermione in Bellatrix, i quattro si infiltrano alla Gringott e recuperano l'Horcrux: la coppa di Tassorosso. Unci-Unci tuttavia scappa con la spada di Grifondoro, mentre Harry, Ron e Hermione evadono dai sotterranei della banca in groppa a un drago che faceva la guardia alle camere blindate. Voldemort apprende dell'incidente e capisce così che i tre stanno cercando i suoi Horcrux; attraverso una visione, Harry viene a sapere che gli ultimi Horcrux rimasti sono Nagini e un oggetto misterioso nascosto a Hogwarts.

Recatisi a Hogsmeade, i tre amici sfuggono ancora una volta ai Mangiamorte e riescono a penetrare a Hogwarts grazie al barista del pub Testa di Porco, che si rivela essere il fratello minore di Silente, Aberforth. Voldemort, allarmato dalla presenza di Harry, si mobilita per assaltare Hogwarts, mentre i professori e gli studenti interessati a combattere allontanano i soggetti fedeli al mago oscuro e si preparano a difendere la scuola insieme ad alcuni membri dell'Ordine della Fenice giunti in soccorso. Con l'aiuto del fantasma della Dama Grigia, Harry capisce che l'Horcrux mancante nascosto nella scuola è il diadema di Corvonero. Riunitosi con Ron e Hermione, che nel frattempo sono stati nella camera dei segreti e hanno distrutto la coppa di Tassorosso con una zanna avvelenata del basilisco, Harry trova il diadema nella Stanza delle Necessità, ma i tre vengono attaccati da Draco Malfoy, Tiger e Goyle. Tiger tenta di ucciderli evocando un fuoco maledetto, l'Ardemonio, ma le fiamme sfuggono al suo controllo e distruggono sia l'Horcrux che la stanza stessa; i tre amici scappano salvando Malfoy e Goyle, mentre Tiger resta ucciso. I Mangiamorte e i loro alleati, intanto, lanciano l'attacco alla scuola, uccidendo diverse persone tra cui Fred Weasley, Remus Lupin e Ninfadora Tonks.

Voldemort concede una tregua momentanea, si ritira nella Foresta Proibita e, capendo che la Bacchetta di Sambuco non obbedisce pienamente alla sua volontà poiché il suo vecchio padrone, Silente, era di fatto stato ucciso da Severus Piton, ordina a Nagini di uccidere quest'ultimo, pensando così di conquistare la fedeltà della bacchetta. In punto di morte Piton consegna a Harry i suoi ricordi da esaminare nel pensatoio. Il ragazzo apprende così che Piton aveva realmente svolto il doppio gioco contro Voldemort in quanto era da sempre innamorato di Lily Evans, la madre di Harry. Anche l'assassinio di Silente era stato un ordine di Silente stesso; inoltre, era stato sempre Piton a inviare a Harry il Patronus a forma di cerva per fargli trovare la spada di Grifondoro. Harry scopre infine che, a seguito dell'attacco subito da piccolo, anche lui è inavvertitamente diventato un Horcrux, quindi per riuscire davvero a rendere il mago oscuro nuovamente mortale dovrà farsi colpire a morte da Voldemort in persona. Decide così di sacrificarsi, chiedendo a Neville di uccidere Nagini. Mentre si reca nella Foresta Proibita, Harry comprende il messaggio "Mi apro alla chiusura" inciso sul boccino d'oro e, dicendo di stare per morire, riesce ad aprirlo: dentro vi trova la Pietra della Resurrezione, grazie alla quale fa apparire gli spettri dei suoi genitori, di Sirius Black e di Lupin, che gli infondono coraggio. Lascia quindi cadere la pietra e si consegna a Voldemort, il quale gli scaglia contro la maledizione Avada Kedavra.

Harry si risveglia in un luogo onirico simile alla stazione di King's Cross, dove incontra Silente. Questi spiega che il ragazzo non è realmente morto poiché Voldemort aveva usato il sangue di Harry per ricreare il proprio corpo e quindi, inconsapevolmente, sta ospitando dentro di sé la protezione di Lily; Harry è dunque legato alla vita finché lui vive e la maledizione mortale che ha ricevuto ha annientato unicamente il frammento di anima di Voldemort che ospitava. Harry ha quindi la possibilità di andare avanti e morire, ma ritorna invece alla vita e si finge morto; lo stratagemma ha successo grazie all'inaspettata collaborazione di Narcissa Malfoy, che è interessata unicamente a ritrovare Draco. Voldemort entra da vincitore a Hogwarts assieme al suo esercito, mostrando il corpo di Harry e intimando ai difensori di arrendersi; Neville Paciock tuttavia invita coraggiosamente i suoi compagni a resistere.

Accorrono i rinforzi, costituiti dai centauri, dai thestral e da un gruppo di elfi domestici, di parenti degli studenti e di abitanti di Hogsmeade, e la battaglia riprende. Neville estrae la spada di Grifondoro dal Cappello parlante e decapita Nagini e Molly Weasley uccide Bellatrix dopo un furioso duello, mentre Lucius e Narcissa Malfoy abbandonano i Mangiamorte e ritrovano il figlio. Harry si mostra a Voldemort, rivelandosi ancora vivo, e gli spiega che il vero padrone della Bacchetta di Sambuco non era Piton, ma Draco, poiché era stato lui a disarmare Silente prima che Piton lo uccidesse. Harry, avendo disarmato Draco durante la lotta a Villa Malfoy, è quindi il reale padrone della bacchetta. Incurante, Voldemort lancia la maledizione Avada Kedavra contro Harry, ma l'incantesimo gli rimbalza contro e lo uccide. Terminata la battaglia, Harry utilizza la Bacchetta di Sambuco unicamente per riparare la sua vecchia bacchetta spezzata per poi riporla nella tomba di Silente. Sceglie infine di non tornare a cercare la Pietra della Resurrezione nella foresta e di tenere solo il mantello dell'invisibilità.