Papà Goriot (titolo originale in francese: Le Père Goriot) è un romanzo di Honoré de Balzac, pubblicato nel 1834. È la ventunesima opera delle Scene della vita privata (Scènes de la vie privée), il primo degli svariati cicli narrativi dell'ambiziosa serie de La Comédie humaine. Il romanzo è dedicato allo zoologo francese Étienne Geoffroy Saint-Hilaire.
Considerato unanimemente uno dei capolavori della letteratura realista, il romanzo costituisce un punto di svolta nella costruzione della stessa serie in cui è contenuto.
Trama Il romanzo si apre con un prologo di venti pagine, in cui si narra l'antefatto di un dramma. Successivamente Balzac ci introduce nella pensione di madame Vauquer, dove alloggiano Eugène de Rastignac, giovane studente universitario di giurisprudenza, Vautrin, un personaggio misterioso ed inquietante, papà Goriot, pastaio in pensione e fabbricante di vermicelli, oltre che a svariati altri personaggi che avranno un ruolo secondario nella narrazione.
L'uomo ha due figlie, Anastasie e Delphine (sposate rispettivamente con un conte e con un banchiere), che ama in modo patologico. Esse però lo vanno a trovare solo per ottenere soldi, in modo da soddisfare i loro capricci. La vicenda di papà Goriot si intreccia poi con quella di Eugène de Rastignac. Egli, giovane molto ambizioso, tralascia gli studi di giurisprudenza attratto dall'alta società parigina. L'ambizione lo porta a sedurre donne altolocate, tra cui Delphine, una delle figlie di papà Goriot. Inoltre il signor Vautrin, che poi si rivelerà un pericoloso criminale, tenta di iniziarlo al male, spiegandogli come raggiungere i propri scopi con mezzi disonesti.
Il romanzo si conclude con la morte di papà Goriot, ucciso non solo dall'età ma anche dalle privazioni che si era imposto per amore delle figlie. A questo proposito, la scena finale mostra davvero la mancanza di affetto delle ragazze verso il padre, costretto anche nell'ultimo viaggio ad essere accompagnato dal solo Rastignac.
Incipit L'incipit del romanzo, che apre il prologo di venti pagine:
Finale Le ultime righe del romanzo, rappresentative della trasformazione e della crescita del giovane Rastignac:
Contesto dell'opera Contesto storico Le Père Goriot inizia nel giugno 1819, dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, dopo che la Casata dei Borbone era stata restaurata sul trono di Francia. La tensione stava crescendo tra l'aristocrazia, che era tornata con il re Luigi XVIII, e la borghesia, figlia della rivoluzione industriale.Kanes, pp. 3–7 Durante questa era, la Francia vide un irrigidimento delle strutture sociali, con una classe inferiore immersa in una povertà travolgente. Secondo una stima, quasi i tre quarti dei parigini non guadagnavano i 500-600 franchi all'anno necessari per un tenore di vita minimo.Kanes, pag. 38. Allo stesso tempo, questo sconvolgimento rese possibile una mobilità sociale impensabile durante l'Ancien Régime dei secoli precedenti. Gli individui disposti ad adattarsi alle regole di questa nuova società potevano talvolta ascendere ai suoi livelli superiori da ambienti modesti, con grande disprezzo della classe benestante esistente.Brooks, pag. 38, Edizione 1998
Contesto letterario Quando Balzac iniziò a scrivere il romanzo nel 1834, aveva già scritto diverse dozzine di libri, tra cui una serie di romanzi minori pubblicati con pseudonimi. Nel 1829 pubblicò Gli Sciuani, il primo romanzo che firmò col proprio nome; questo fu seguito da Louis Lambert (1832), Il colonnello Chabert (1832) e La pelle di zigrino (1831). Intorno a questo periodo, Balzac iniziò ad organizzare il suo lavoro in una sequenza di romanzi che alla fine chiamò La commedia umana, divisi in sezioni che rappresentano vari aspetti della vita in Francia all'inizio del XIX secolo.
Uno degli aspetti che affascina Balzac è stata la vita criminale. Nell'inverno a cavallo fra il 1828 e il 1829, un uomo di nome Eugène-François Vidocq, sotto le spoglie di un falso poliziotto, pubblicò un paio di memorie sensazionalistiche che raccontavano le sue imprese criminali. Balzac incontrò Vidocq nell'aprile del 1834 e lo usò come modello per un personaggio di nome Vautrin, che stava progettando per un romanzo di imminente creazione.Hunt, p. 91; Oliver, p. 149.
Stesura e pubblicazione Nell'estate del 1834 Balzac iniziò a lavorare su una tragica storia di un padre respinto dalle sue figlie. Il suo diario riporta alcune righe, non datate, a proposito della trama: "Personaggio del Papà Goriot - Un uomo buono - alloggio modesto - 600 franchi di reddito - dopo essersi spogliato di tutto per le sue figlie che hanno entrambe 50.000 fr. di reddito - morendo come un cane"Citato da Bellos, p. 16..
Scrisse la prima stesura di Le Père Goriot in quaranta giorni autunnali; è stato pubblicato sotto forma di romanzo d'appendice nella Revue de Paris tra dicembre e febbraio. Fu pubblicato come edizione integrale nel marzo 1835 dalla casa editrice di Edmond Werdet, che pubblicò anche la seconda edizione a maggio. Una terza edizione molto rivisitata è stata pubblicata nel 1839 da Charpentier. Come era sua abitudine, Balzac fece molte note e cambiamenti sulle prove che aveva ricevuto dagli editori, così che le edizioni successive dei suoi romanzi erano spesso significativamente diverse dalle prime. Nel caso di Le Père Goriot, ha trasformato un numero di personaggi, in personaggi di altri romanzi che aveva scritto e ha aggiunto nuovi paragrafi pieni di dettagli.Bellos, pp. 23–24.
Il personaggio Eugène de Rastignac era apparso da vecchio nel romanzo in forma filosofica di Balzac, La pelle di zigrino. Nella prima bozza, il personaggio si chiamava "Massiac", ma decise di usare lo stesso personaggio di La pelle di zigrino. Altri personaggi sono stati modificati in modo simile. Fu il suo primo utilizzo strutturato di personaggi ricorrenti, una pratica la cui profondità e rigore arrivarono a caratterizzare i suoi romanzi.Bellos, pp. 16–17.
Nel 1843 Balzac colloca Le Père Goriot nella sezione de La commedia umana dal titolo "Scènes de la vie parisienne" (Scene di vita a Parigi). Subito dopo, lo riclassificò - grazie alla sua intensa attenzione per le vite private dei suoi personaggi - come una delle "Scènes de la vie privée" (Scene di vita privata).Dedinsky, pp. 147–148. Queste categorie e i romanzi in esse contenuti erano il suo tentativo di creare un corpus di opere "raffiguranti tutta la società, tratteggiatele nell'immensità del suo tumulto".Balzac (1842) In quel momento, Balzac considerò attentamente il ruolo di ogni opera nel progetto e spesso riorganizzò la sua struttura.Robb, p. 234; Dedinsky, pp. 129–131.
Stile letterario e influenze Influenze letterarie
Lo stile di Balzac nel Père Goriot è influenzato dallo scrittore americano James Fenimore Cooper e dallo scrittore scozzese Walter Scott. Nelle rappresentazioni di Cooper dei nativi americani, Balzac vide una barbarie umana sopravvissuta attraverso i tentativi di civilizzazione. In una prefazione alla seconda edizione del 1835, Balzac scrisse che il personaggio eponimo Goriot - che fece la sua fortuna vendendo vermicelli in un periodo di fame diffusa - era un "Illinois del commercio di farina" e uno "Huron del commercio del grano". Il personaggio di Vautrin chiama Parigi: "una foresta del Nuovo Mondo in cui si scontrano venti varietà di tribù selvagge" - un altro segno dell'influenza di Cooper.
Uno stile narrativo che verrà poi anche ripreso dal cinema: partire da una macrodescrizione di un ambiente per poi stringere sempre di più e concentrarsi sugli interni, sulla descrizione minuziosa di oggetti che rivelano qualità, abitudini e psicologia dei personaggi.
Anche Walter Scott ebbe una profonda influenza su Balzac, in particolare nell'uso di eventi storici reali come sfondo per i suoi romanzi. Sebbene la storia non sia fulcro centrale per Le Père Goriot, l'era post-napoleonica funge da scenario importante e l'uso in Balzac di dettagli meticolosi riflette l'influenza di Scott. Nella sua introduzione del 1842 a La Comédie humaine, Balzac elogia Scott come un "moderno trovatore" che "vivificò [la letteratura] con lo spirito del passato". Allo stesso tempo, Balzac ha accusato lo scrittore scozzese di romanticizzare la storia e ha cercato di distinguere il proprio lavoro con una visione più equilibrata della natura umana.Kanes, pp. 4-5, 31-32.
Le Père Goriot è anche riconosciuto come un romanzo di formazione, in cui un giovane ingenuo matura mentre apprende le vie del mondo. Rastignac è istruito da Vautrin, Madame de Beauséant, Goriot e altri, sulla verità della società parigina e sulle strategie freddamente spassionate e brutalmente realistiche richieste per il successo sociale. Come un uomo qualunque, inizialmente è respinto dalle macabre realtà sotto le superfici dorate della società; alla fine, tuttavia, le abbraccia. Messo da parte il suo obiettivo originale di padroneggiare la legge, persegue il denaro e le donne come strumenti per l'arrampicata sociale. In qualche modo questo rispecchia la stessa educazione sociale di Balzac, riflettendo l'avversione che ha acquisito per la legge dopo averla studiata per tre anni.
Influenze scientifiche
Balzac si fa portavoce d’eccellenza di un’analisi più oggettiva della realtà, poiché nella Comédie ha saputo ricostruire con precisione scientifica l’essere umano e il suo modo di agire nella società. Riprendendo infatti le teorie scientifiche del tempo e in modo particolare quelle di Geoffroy Saint-Hilaire, secondo cui gli animali si diversificano a seconda dell’habitat in cui vivono, lo scrittore francese insiste molto sulla descrizione degli ambienti e del contesto sociale che normalmente, nei testi, fungono da preludio all’ arrivo successivo dei personaggi e ne determinano le scelte e i comportamenti.
Honoré de Balzac era interessato all'analisi dell'andatura, come dimostrano le sue descrizioni di personaggi che spesso includono riferimenti al loro modo di camminare. Scrisse anche un trattato intitolato Teoria dell'andatura (Théorie de la demarche), nel quale impiegava le sue acute capacità di osservazione per definire l'andatura usando uno stile letterario. Ha affermato che il processo di deambulazione è diviso in fasi e elencato i fattori che influenzano l'andatura, come personalità, umore, altezza, peso, professione e classe sociale, e ha anche fornito una descrizione del modo corretto di camminare. Balzac fu molto influenzato in questo dal fondatore della fisiognomica, Lavater.
Georges Cuvier è il fondatore del metodo della anatomia comparata, su cui ha costruito la sua storia naturale. Balzac dichiara di voler fare nella letteratura quello che Cuvier ha fatto nella storia naturale: dal frammento, dal dettaglio (“l’immensa verità del dettaglio”), che per Cuvier poteva essere un osso, una foglia, un fossile qualsiasi ma per Balzac invece un luogo, una stanza, un volto, un vestito, un portamento, un gesto, un’inflessione della voce o uno sguardo, un oggetto qualsiasi, e dal frammento per via intuitiva, per via immaginativa, per via poetica risalire alla sua integrazione in una visione unitaria.
Il ritorno dei personaggi
Le Père Goriot, soprattutto nella sua versione rivisitata, segna un'importante prima istanza della tecnica di Balzac, come firma ricorrente, del "ritorno dei personaggi": personaggi di romanzi precedenti compaiono in opere successive, di solito in periodi di vita significativamente diversi.
Soddisfatto dell'effetto ottenuto con il ritorno di Rastignac, Balzac ha incluso 23 personaggi nella prima edizione di Le Père Goriot che si ripresenteranno in opere successive; durante le sue revisioni per le edizioni successive, il numero è aumentato a 48. Sebbene Balzac avesse usato questa tecnica in precedenza, i personaggi erano sempre riapparsi in ruoli minori, come versioni quasi identiche delle stesse persone. L'aspetto di Rastignac mostra, per la prima volta, un retroscena di un romanzo che illumina e sviluppa un personaggio che ritorna.