Il battesimo è il rito con cui una persona viene ammessa alla comunità cristiana mediante l’abluzione con acqua e l’invocazione trinitaria. È riconosciuto come sacramento dalla Chiesa cattolica, dalle Chiese ortodosse e dalla maggior parte delle confessioni protestanti, pur con differenze nelle modalità e nelle interpretazioni teologiche. Encyclopaedia Britannica online, Baptism.
Le parole "battesimo" e "battezzare" derivano dal greco (βάπτισμα, βαπτίζειν), dove la radice corrispondente indica "immergere nell'acqua". In effetti il battesimo simboleggia il seppellimento dell'uomo "vecchio" nella morte di Cristo per la rinascita dell'uomo nuovo in Cristo.
Viene amministrato, per immersione (soprattutto nelle Chiese protestanti e nelle Chiese ortodosse, ma previsto anche dalla Chiesa cattolica) o per infusione (nella Chiesa cattolica), da un ministro del culto, ma in caso di emergenza chiunque può battezzare nella fede della Chiesa, pronunciando la formula di rito. In tutte le Chiese cristiane, il battesimo apre l'accesso agli altri sacramenti. I candidati adulti al battesimo si dicono catecumeni. Fino al Basso Medioevo il battesimo fu amministrato generalmente per immersione (es. nell'acqua viva di fonti, laghi, vasche, fiumi).Tuttavia, la Didaché, cap. 7, nn. 1-4 afferma:1. "Riguardo al battesimo, battezzate così: avendo in precedenza esposto tutti questi precetti, battezzate nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo in acqua viva. 2. Se non hai acqua viva, battezza in altra acqua; se non puoi nella fredda, battezza nella calda. 3. Se poi ti mancano entrambe, versa sul capo tre volte l'acqua in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. 4. E prima del battesimo digiunino il battezzante, il battezzando e, se possono, alcuni altri. Prescriverai però che il battezzando digiuni sin da uno o due giorni prima.
Nel Nuovo Testamento Il battesimo amministrato da Giovanni e ricevuto da Gesù
Alle soglie del Nuovo Testamento, Giovanni Battista predica nel deserto e realizza un "battesimo di acqua" come segno di conversione e di preparazione per accettare colui che battezzerà "in Spirito Santo e fuoco" (cfr. Matteo ). Il battesimo di Giovanni accompagnava una predicazione esigente, nella linea dei profeti, che chiedeva agli uditori un cambio di pensiero cioè una conversione, e l'abbandono delle sicurezze religiose legate all'appartenenza al popolo eletto (cfr. Luca ) e all'eliminazione delle ingiustizie (Luca ) perché il Regno di Dio era ormai prossimo, cioè il messia stava per arrivare. Giovanni Battista diventa l'ultimo profeta e indica Gesù: "Egli deve crescere e io invece diminuire" (cfr. Giovanni ;commentario su laparola.net. Vulgata: Illum oportet crescere, me autem minui).
Anche Gesù Cristo si fece battezzare da Giovanni Battista: secondo il racconto dei vangeli, all'uscire Gesù dall'acqua si aprirono i cieli, ed egli "vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui" (); si sentì (Marco ) la voce del Padre che disse: "Questi è il figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto" (Matteo ; Marco ; Luca ).
Secondo la teologia cristiana le parole del Padre situano Gesù in una relazione di figliolanza amorosa con Dio: Gesù è il Figlio che il Padre ama. Inoltre, la teologia cristiana approfondisce il significato delle parole pronunciate dal Padre alla luce dell'Antico Testamento: «Tu sei mio figlio» è una reminiscenza di Salmo : «Annunzierò il decreto del Signore. Egli mi ha detto: "Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato"». Il Salmo è un salmo di intronizzazione dei re dell'antico Israele. Questo riferimento rivela che le parole del Padre annunciano la regalità di Gesù. La parola "prediletto", che potrebbe essere tradotta con la circonlocuzione "che io (il Padre) amo" aggiunge una reminiscenza di Genesi , dove Dio dice ad Abramo: «Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va' nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su un monte che io ti indicherò.» Questo riferimento annuncia il sacrificio di Gesù, che lo stesso Padre immolerà per il peccato del mondo. L'espressione "in te mi sono compiaciuto" è una reminiscenza del Libro di Isaia : «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni». Questo riferimento annuncia la missione universale di Gesù, che è inviato dal Padre a portare la sua giustizia (cioè la sua "santità", secondo la maniera di esprimersi dell'epoca) a tutti i popoli.
Tuttavia, nella predicazione apostolica il battesimo ricevuto da Gesù contrastava con l'annuncio della sua condizione divina. Lo stesso vangelo secondo Matteo () è testimone di questo, e rileva che Giovanni domandò a Gesù spiegazione del fatto. La risposta di Gesù: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Gesù si "converte" alla volontà del Padre, riceve in modo stabile lo Spirito Santo e inizia la sua missione di Messia d'Israele. Il gesto di ricevere il battesimo da Giovanni il battista è interpretato, inoltre, dalle chiese cristiane alla luce della teologia dell'abbassamento: il Figlio di Dio ha voluto farsi uomo e condividere l'esperienza della morte, e di una morte ignominiosa, per liberare l'umanità dalla schiavitù del peccato. Dunque il Figlio di Dio doveva fin dal principio della sua missione farsi uno con i peccatori, e ricevere così il battesimo di Giovanni. Questa spiegazione evangelica è stata ampliata dalla teologia dei vari secoli: Gesù avrebbe in tal modo voluto istituire il sacramento del battesimo. Non era Gesù ad essere purificato dall'acqua del fiume ma era Gesù che col suo corpo purificava le acque (San Tommaso d'Aquino). Infatti Gesù benediceva le acque per battezzare con il suo amore.
Inoltre nel vangelo di Giovanni c'è scritto: "per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità" (Gv 17,19), quindi il battesimo dei cristiani prende la sua potenza dal battesimo di Cristo per opera di Giovanni che viene consacrato Messia dallo Spirito Santo cioè capo della Chiesa che è il Suo Corpo.
Il battesimo amministrato da Gesù Il Vangelo secondo Giovanni riporta il fatto che Gesù battezzava () − anche più di Giovanni Battista () − seppure non fosse lui in persona a battezzare, ma i suoi discepoli ().
Dopo la sua morte e Risurrezione, secondo quanto riportato nel vangelo secondo Matteo, Gesù invia infine i suoi apostoli a predicare in tutto il mondo, dicendo loro:
Fede e battesimo dei pagani descrive la visione di san Pietro che, mentre predica il Verbo, vede scendere lo Spirito Santo sui pagani che diversamente dai Giudei non erano circoncisi. Vedendo che Dio aveva concesso lo stesso dono elargito agli Apostoli nella Solennità di Pentecoste, dispose che anche i pagani incirconcisi fossero battezzati con l'acqua e nel nome di Gesù Cristo.
La visione della discesa dello Spirito Santo sui pagani si ripete anche in Atti 11, dove non viene precisato se fossero già stati battezzati. Viene detto che Dio «ha dato a loro lo stesso dono che a noi per aver creduto nel Signore Gesù Cristo» (), mentre in modo simile afferma che, secondo tutti i profeti, la sola fede in «Gesù Cristo, che è il Signore di tutti» è sufficiente per ottenere «la remissione dei peccati per mezzo del suo nome». Essa causa lo stesso effetto generato dalla grazia sacramentale del Battesimo, che fa sì che «anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!».
La narrazione prosegue con la predicazione degli Apostoli per i greci non Giudei e la fondazione della prima comunità cristiana ad Antiochia.
Nel III secolo Cipriano di Cartagine e i vescovi africani affrontarono la questione della validità del battesimo amministrato dagli eretici ai pagani. Cipriano, seguendo la tradizione africana, confermata dai sinodi di Cartagine del 255 e del 256, era del parere che il battesimo non fosse valido e che dovesse essere ripetuto; papa Stefano, invece, si rifiutò di ricevere i tre delegati africani e di concelebrare la messa con loro poiché sosteneva che il battesimo fosse valido purché fosse stato amministrato con l'acqua e la formula trinitaria.
Nelle prime comunità cristiane
Nella Chiesa antica il battesimo veniva anche chiamato il Sacramento dell'IlluminazioneGiustino, Prima apologia, LXI, 8. Altra fonte coeva è il De baptismo di Tertulliano, che con la Prima apologia, concorda che il battesimo avviene per immersione in acqua con pronunciamento di una formula trinitaria. Un elenco più esaustivo delle fonti della Tradizione è il seguente: ERMA, Pastore (PG 2, 892-1024). GIUSTINO MARTIRE, Apologia prima (PG 6, 327-440). IRENEO DI LIONE, Adversus Haereses (PG 7, 433-1224). Q.S.F. TERTULLIANO, De baptismo (PL 1, 1197-1222). CIRILLO DI GERUSALEMME, Catecheses et Catecheses mystagogicae quinque (PG 33, 331-1131). EGERIA, Itinerarium (PLS 1, 1045-1092). GIOVANNI CRISOSTOMO, Catecheses II ad illuminandos (PG 49, 223-240). AMBROGIO DI MILANO, De Mysteriis (PL 16, 405-426). –, De Sacramentis (PL 16, 435-482). AGOSTINO D'IPPONA, De baptismo (PL 43, 107-244).
Negli Atti degli Apostoli sono riportate le prime conversioni al cristianesimo da parte di ebrei e pagani successive alla prima predicazione apostolica dopo la Pentecoste, e si riporta che tremila persone «accolsero di cuore la sua parola» e «furono battezzati», il libro degli Atti parla sempre del battesimo impartito a quanti essendosi ravveduti ed avendo creduto ubbidivano col battesimo al comandamento di Gesù dando testimonianza pubblica della loro fede (), (). Secondo le chiese protestanti in origine il battesimo veniva conferito solo a coloro che accettavano gli insegnamenti degli apostoli e accettavano consapevolmente di diventare discepoli.
Le testimonianze riportano che già nel IV secolo era pratica diffusa battezzare i catecumeni (cioè coloro che si preparavano al battesimo) nella veglia di Pasqua (come riportato per esempio nelle Confessioni di Agostino di Ippona, battezzato da Ambrogio di Milano nel 387 d.C.). Secondo quanto riferisce sant'Ippolito (220), il Battesimo aveva luogo anche nella veglia di Pentecoste. Negli otto giorni seguenti alla Veglia di Pasqua, i neobattezzati indossavano abiti bianchi, simbolo di candore e purezza, motivo per il quale l'ottava di Pasqua era chiamata "Domenica in albis".
Nelle prime comunità cristiane il Battesimo rappresentava per coloro che si convertivano il punto di arrivo – insieme a Cresima ed Eucaristia, che gli adulti ricevevano in un unico rito– di un lungo percorso di formazione, durante il quale i catecumeni erano ammessi a partecipare alla prima parte della Messa (non ai riti di Comunione). Dopo la Comunione, si dava ai battezzati una mescolanza di latte e miele (che si dava solitamente ai fanciulli), per ricordare che essi erano come neofiti della nuova vita cristiana. La diffusione della pratica di battezzare gli infanti, secondo parte della storiografia moderna, inizierebbe invece a diffondersi successivamente, a partire dal V secoloGiovanni Filoramo, "Cristianesimo", Mondadori Electa 2007..
Tuttavia, descrivono il battesimo di un'intera casa; Origene (185-254) e poi sant'Agostino riferivano che il battesimo dei bambini era una tradizione apostolicaOrigene, In Romanos, lib. V, 9: PG 14, 1047; S. Agostino, De Genesi ad litteram, X, 23, 39: PL 34, 426; De peccatorum meritis et remissione et de baptismo parvulorum, I, 26, 39: PL 44, 131. Citati in , comprovante l'esistenza del peccato originale. Anche sant'Ireneo (130-202)Adv. Haereses, II, 22, 4: PG 7, 784; Harvey, I, 330. e sant'Ippolito (170-235) attestarono quest'usanza.
Secondo altri autori, quindi, anche tra coloro che non sono legati alla teologia tradizionale cattolica Romana, ma piuttosto appartengono a correnti riformate, come Joachim Jeremias, invece, si tratterebbe di una pratica dei primissimi secoli della cristianità, se non addirittura già praticata dagli apostoli..