In diritto penale, la locuzione latina aberratio causae si riferisce a una particolare ipotesi d'errore nella fase esecutiva di un reato..

Si verifica quando il reo provoca proprio l'evento da lui voluto, e proprio nei confronti della vittima designata, ma attraverso una serie causale imprevista (es.: Tizio getta Caio nel fiume contando di farlo annegare, invece Caio muore picchiando la testa contro il pilone del ponte).Caso di scuola tratto da Tullio Padovani, Diritto penale, Giuffrè, Milano, VIII ed., 2006, p. 230.

Laberratio causae non è disciplinata dalla legge e si considera irrilevante. In sua presenza, infatti: se il reato è a forma libera, il dolo non è escluso (l'omicidio resta volontario indipendentemente dalle modalità impreviste);. se invece il reato è a forma vincolata, allora il problema del dolo neanche si pone, essendo il fatto radicalmente atipico (la “truffa” che non avviene «con artifizi o raggiri», semplicemente, non è una truffa).

Note

Bibliografia

Bartoli Roberto, Il dolo generale tra "disvalore soggettivo" e tipicità oggettiva, in Diritto penale e processo, 2004 fasc. 3, pp. 340 - 348 Esposito Giovanni, Dalla divergenza dell'oggetto materiale nel concorso di persone anomalo all'aberratio causae: riflessioni in materia di dolo, in L'Indice penale, 2001 fasc. 3, pp. 1159 - 1200 Manno Giacomo, Riflessioni sull'aberratio, in Rivista penale, 2001 fasc. 12, pp. 975 - 979 De Francesco Giovannangelo, Sul reato aberrante, in Studium iuris, 2000 fasc. 1, pp. 21 - 26 Azzali Giampiero, Il problema della causalità nel diritto penale, in L'Indice penale, 1993 fasc. 2, pp. 249 - 272 Durigato Lauretta, "Aberratio causae": un tema marginale?, in L'Indice penale, 1993 fasc. 1, pp. 31 - 64

Voci correlate Aberratio delicti Aberratio ictus Errore (ordinamento penale italiano)

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