Soprannominato Il Califfo, durante la sua carriera ha scritto complessivamente, tra poesie e canzoni, oltre opere oltre a numerosi testi per altri artisti, molti dei quali diventati vere e proprie hit.

Negli anni settanta e ottanta i media posero spesso l'accento più su alcuni aspetti della sua vita privata che sulla sua vita artistica, a causa dello stile di vita sregolato ed eccentrico, oltre che per alcune vicende giudiziarie (dalle quali venne sempre assolto in formula piena).

In oltre cinquant'anni di attività musicale, Califano ha collaborato con numerosi artisti come Mia Martini, Patty Pravo, Mina, Iva Zanicchi, Ornella Vanoni, Edoardo Vianello, Amedeo Minghi, Peppino di Capri, Ricchi e Poveri, Renato Zero, Loretta Goggi e Toto Cutugno. Durante la sua carriera ha venduto oltre venti milioni di dischi in tutto il mondo.

Biografia Gli inizi Nacque il 14 settembre 1938 su un aereo che sorvolava Tripoli: i genitori vivevano in Libia, all’epoca territorio italiano, e la madre ebbe le doglie mentre stava viaggiando, costringendo il pilota a un atterraggio di emergenza. Il padre Salvatore (di Pagani), in servizio nel Regio Esercito, e la madre Jolanda Ianniello (di Nocera Inferiore) risiedevano lì da alcuni mesi, avendo già una figlia, Liliana. Subito dopo il padre fu trasferito e la famiglia si spostò a Roma ma allo scoppio della seconda guerra mondiale la famiglia rientrò a Nocera Inferiore per alcuni anni. In seguito, a guerra conclusa, la famiglia tornò a Roma, in via Sisto IV, in zona Primavalle, dove nacque Guido, l'ultimo figlio, e dove poco tempo dopo il padre Salvatore morì prematuramente.

Dopo le scuole dell'obbligo passate, per volere dei suoi genitori, prevalentemente in collegi ecclesiastici tra i quali il Collegio Sant'Andrea ad Amalfi, si iscrisse a un corso serale di ragioneria presso l'ITCG "Ludovico Ariosto" perché, "rapito" dalla vita notturna, non riusciva a essere puntuale ai corsi mattutini. Contemporaneamente agli studi cominciò a scrivere poesie ma, dopo aver preso coscienza che scrivere versi non gli avrebbe fruttato il guadagno sperato, cominciò a scrivere testi di canzoni, attività che gli suscitò fame di novità portandolo a sperimentare differenti generi musicali, dalle ballate popolari sino agli standard americani.

Nello stesso tempo esordì nei fotoromanzi trasferendosi da Roma a Milano collaborando con le edizioni di Grand Hotel e Lancio. Dopo un breve periodo, rientrò nella capitale e a 19 anni si sposò con Rita Di Tommaso dalla quale ebbe una figlia, Silvia. Si separò pochi mesi dopo.

Il successo come autore Le sue frequentazioni in ambito artistico lo portarono a collaborare con diversi artisti allora in voga che apprezzarono il suo stile disincantato e trasgressivo. I suoi primi testi di successo sono E la chiamano estate scritta nel 1965 insieme a Laura Zanin per Bruno Martino che la presentò al Festival delle Rose 1965, e La musica è finita scritta nel 1967 insieme a Nicola Salerno e musicata da Umberto Bindi per Ornella Vanoni. Quest'ultimo è uno fra i brani di maggior successo dell'artista lombarda e un classico della musica italiana. La Vanoni interpretò una cover di E la chiamano estate seguita poi da Mina, con la quale Califano collaborò successivamente: nel 1973 infatti scrisse i testi dell'LP Amanti di valore, e vent'anni dopo, nel 1990, la cantante fece una cover di Un'estate fa, portata al successo da Califano un anno prima.

Nel 1970, grazie all'ottima fama acquisita come autore, firma un contratto con la CGD e nel 1972 esce il suo primo album 'N bastardo venuto dar sud che contiene il brano Semo gente de borgata, cantato da I Vianella. Nello stesso anno viene arrestato per possesso di stupefacenti, venendo poi assolto: nel caso furono coinvolti anche Walter Chiari e Lelio Luttazzi. Comincia così una serie di problemi con la giustizia che lo accompagneranno nei successivi due decenni.

Nel 1973 compone un brano destinato a ottenere un grandissimo successo, un vero e proprio cavallo di battaglia per l'interprete: si tratta di Minuetto, scritto insieme con Dario Baldan Bembo per Mia Martini. Il brano diventa il 45 giri più venduto di quell'anno restando nelle classifiche italiane per 22 settimane consecutive e raggiungendo la seconda posizione. Mia Martini di questo brano scrisse una cover in spagnolo e una in francese. Nel medesimo anno scrive Un grande amore e niente più per Peppino di Capri, insieme a Claudio Mattone, Ernest John Wright e Giuseppe Faiella (vero nome del cantante), che vince il Festival di Sanremo 1973.

Il successo come cantante Mentre l'attività di autore per i colleghi prosegue, quella di cantante non ottiene lo stesso successo, ma solo fino al 1976, anno in cui esce l'album Tutto il resto è noia che vende oltre di copie e resta in classifica per sette settimane. I brani Tutto il resto è noia, Me 'nnammoro de te e Bimba Mia, contenuti nell'album, diventeranno tre dei suoi più grandi successi. Califano comincia così a bruciare le tappe anche come cantante; tra i suoi monologhi, Avventura con un travestito è forse il più conosciuto. Il talento genuino e l'insolita schiettezza gli valsero l'appellativo di Pasolini della canzone (come riportato da la Repubblica riferendosi al suo sito web).

Califano nel frattempo comincia ad attrarre nuove generazioni di fan, interessati alle tematiche dei suoi testi e affascinati dalla sua fama di latin lover. All'attività di cantautore si aggiungono quelle di attore, dal 1979 in poi, con i film Gardenia, il giustiziere della mala (1979), Due strani papà (1984) con Pippo Franco, insieme al quale realizza la musica e i testi della colonna sonora, Viola bacia tutti (1998) e Questa notte è ancora nostra (2008). Diventa inoltre personaggio televisivo, scrittore e saggista con la pubblicazione di alcuni libri: Ti perdo - Diario di un uomo da strada, Il cuore nel sesso, Sesso e sentimento e Calisutra - Storie di vita e casi dell'amore raccontati dal maestro.

Califano tenta anche la strada di produttore discografico nella Lupus Records, sussidiaria della Dischi Ricordi, lavorando con Ricchi e Poveri, Jo Chiarello, Stefano Rosso, Gino Santercole, Donatella Rettore, Pippo Franco, Gabriella Ferri e Giampiero Artegiani.Franco Califano, cinque cose che forse non sapete lui. Nel 1980 esce l'album ...tuo Califano contenente il brano Ce stanno altre cose, cantato anche da Loretta Goggi che lo proporrà in alcune delle sue apparizioni televisive. Nel 1981 pubblica l'album La mia libertà contenente la canzone omonima, che resta in classifica per dieci settimane arrivando al terzo posto.

Nel 1988 partecipa al Festival di Sanremo nella categoria "Campioni" con una canzone scritta insieme con Toto Cutugno (che compone le musiche), "Io (per le strade di quartiere)". Il brano si piazza 13º nella classifica finale, raggiungendo anche il 39º posto nella "Hit Parade" dei singoli più venduti dello stesso anno.

Problemi giudiziari

Nel 1984 Califano viene arrestato dai Carabinieri, che irrompono nella sua villa di Primavalle, con l'accusa di associazione per delinquere di stampo camorristico e traffico di stupefacenti.Archivio La Stampa - Arrestato Califano. Finisce in carcere nell'ambito di un maxi blitz contro gli affiliati alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, in cui viene coinvolto anche il noto conduttore televisivo Enzo Tortora. Le accuse si basano sulle dichiarazioni di pentiti: secondo Giovanni Melluso, detto "Gianni il bello" o "Cha-Cha", e Pasquale D'Amico (due dei principali accusatori di Enzo Tortora), Califano avrebbe spacciato cocaina nel mondo dello spettacolo per conto del boss camorrista Raffaele Cutolo e del malavitoso milanese Francis Turatello e nel 1978 avrebbe cantato a una festa dedicata a Cutolo, ricevendo come pagamento 250 grammi di cocaina.

Califano non negherà mai la sua fraterna amicizia con Turatello (da lui raccontata nel libro autobiografico Senza manette): infatti il bambino fotografato con lui sulla copertina dell'album Tutto il resto è noia è il figlio di Turatello, Eros. Tuttavia Califano negherà qualsiasi coinvolgimento in attività criminali. Nel processo che seguì Califano è stato infine assolto insieme con Enzo Tortora e molti altri imputati "perché il fatto non sussiste" poiché i giudici ritennero le accuse dei pentiti inattendibili e i fatti contestati non provati.

Durante quest'ultima esperienza carceraria compone l'album Impronte digitali, che si basa soprattutto su esperienze vissute durante la detenzione. Califano ricorderà questo periodo ripetutamente nei suoi libri e nelle sue interviste. Nel 2010, in un'intervista a L'Espresso, lo stesso Gianni Melluso ammetterà di aver incastrato Califano sulla base di pure invenzioni, così come già accaduto nei confronti di Enzo Tortora:

Gli anni novanta, duemila e duemiladieci e l'ultimo film

Nel 1989 partecipa al matrimonio dell'amico Diego Armando Maradona, allora giocatore del , a cui in seguito manderà il suo libro autobiografico in cambio di una maglietta autografata. Nel 1992 reinterpreta Un'estate fa, cover di Une belle histoire del cantante francese Michel Fugain con il testo italiano di Califano, che inizialmente fu incisa dagli Homo Sapiens nel 1972 e poi da Mina che la incluse nel suo album Ti conosco mascherina.

Nel 1994 partecipa alla quarantaquattresima edizione del Festival di Sanremo con la canzone Napoli scritta insieme con Alberto Laurenti e Antonio Gaudino.

Nel 2005 partecipa, nella categoria Classic, alla cinquantacinquesima edizione del Festival di Sanremo con il brano Non escludo il ritorno scritto insieme con l'amico Federico Zampaglione, classificandosi al sesto posto della classifica finale. Nel 2006 partecipa alla terza edizione del reality show Music Farm, condotto da Simona Ventura. Nel 2008 pubblica l'autobiografia Senza manette, scritta con Pierluigi Diaco.

Nel 2010, a causa del suo stato precario di salute, dovuto alla rottura di tre vertebre in seguito a una caduta dalle scale, non poté, per un periodo, continuare a fare le serate e, non bastandogli i soldi percepiti dalla SIAE come diritti d'autore, invocò la legge Bacchelli per gli artisti che versano in situazione di grave indigenza. La presidente della Regione Lazio Renata Polverini lo incontrò e decise di coinvolgerlo negli eventi della regione.

Il 20 febbraio 2012 si è esibito in concerto al Teatro Sistina; il 3 agosto successivo oltre 5 000 persone hanno assistito a un suo concerto in piazza San Giovanni in Laterano a Roma nell'ambito del San Giovanni Summer Village. Sempre nello stesso anno incide con Simone Cristicchi e il coro dei ragazzi del carcere minorile di Nisida la canzone Sto a cercà lavoro, pubblicata su CD singolo, il cui ricavato viene versato in beneficenza. L'ultimo film a cui ha preso parte, Roma nuda, resta inedito per il grande pubblico tranne che per la proiezione privata avvenuta a Roma nel 2012.

Il 14 ottobre è stato ospite, con l'amico Edoardo Vianello, a Domenica in da Lorella Cuccarini, mentre il 9 dicembre ha preso parte a Domenica Live da Barbara D'Urso; in entrambi i casi è apparso in condizioni di salute preoccupanti. L'ultima sua intervista è stata data l'8 marzo al giornalista Emanuele Carioti per l'emittente televisiva romana T9. Il 18 marzo 2013 Califano si è esibito al Teatro Sistina di Roma; tre giorni dopo ha tenuto il suo ultimo concerto al Club Ueffilo di Gioia del Colle.

La morte Muore nella sua villa di Acilia, quartiere periferico di Roma, a causa di un arresto cardiaco, il 30 marzo 2013, all'età di 74 anni.