I Maestri comacini (Magistri cumacini, commacini o comaceni in latinoTutti i documenti medievali concordano nell'utilizzo di questi aggettivi (con la "o"). Solo l'Itinerario Antonino del IV secolo utilizza cumacenus (con la "u") riferendosi al Lago di Como. Anche alcuni autori moderni preferiscono la dicitura Magistri cumacini.) erano dei costruttori, muratori, stuccatori e artisti, raggruppati in una corporazione di imprese edili itineranti composte da professionisti specializzati, attive fin dal VII-VIII secolo nella zona tra il Comasco, il Canton Ticino e in generale la Lombardia, contribuendo allo sviluppo dello stile romanico.
Etimologia
L'etimologia è incerta: probabilmente il nome di comacini deriva da Como, terra d'origine di questi maestri. Tuttavia già all'inizio del XX secolo Ugo Monneret de Villard ha contestato questa etimologia sostenendo che l'aggettivo che deriva da Como è comasco o comense e preferendo l'origine da cum machinis o cum macinis riferendosi alle impalcature e argani che questi artigiani utilizzavano nella costruzione delle loro opere. G.E.Mottini scrive che «Lo stile romanico, creato e diffuso dai maestri comacini, prende nelle varie regioni d'Italia atteggiamenti diversi che derivano un po' da tradizioni locali, un po' dal materiale adoperato, ma ha ovunque la caratteristica di fondere elementi romani e bizantini in una libera invenzione personale».
Altri lo fanno derivare da una radice germanica mak-, dal significato generico di "costruire", analogamente al francese maçon; solo successivamente venne collegato alla regione di Como per paretimologia con comàcino..
Il dibattito è tuttora aperto: alcuni autori preferiscono l'etimologia geograficaTra tutti mentre altri stanno rivalutando la teoria di Ugo Monneret de Villard.
Storia Il primo documento che cita dei Magister Commacinus è l'Editto di Rotari del 643, negli articoli 144 e 145. Successivamente viene redatto un Memoratorium de mercedibus commacinorum, un tariffario tecnico che stabilisce i prezzi delle opere prestate, probabilmente in epoca liutprandea, o forse sotto il regno di Grimoaldo. Queste maestranze altamente specializzate in campo artistico dunque compaiono già in età longobarda..
Gli anonimi appartenenti alla corporazione erano anche decoratori e scultori, e furono tra i primi maestri del romanico lombardo. Questi scultori si spostavano molto e la loro opera è documentata sin agli inizi del IX secolo su tutte le Prealpi, nella Pianura Padana, nel Canton Ticino, nel Lazio, nelle Marche e in Umbria. È stato scritto che «in altri casi si limitarono a esportare modelli artistici italiani, adattandoli alle più svariate località d'Europa, quando non varcarono addirittura l'oceano».
Tra le migliori opere di questa scuola ci sono la decorazione esterna della basilica di Sant'Abbondio a Como, oppure il coro della basilica di San Fedele, sempre a Como, con figure zoomorfe, mostri, grifoni, ecc. In queste rappresentazioni, le figure umane sono rare e caratterizzate da un aspetto tozzo e poco realistico. Maggiore è la loro maestria nel raffigurare figure animali e complessi intrecci vegetali: ciò è forse dovuto al fatto che questi manovali poterono contare su modelli di stoffe e altri oggetti orientali. Il rilievo è piatto e stilizzato, e ampio è il ricorso al trapano per creare un netto distacco con lo sfondo, di profondità fissa, e per dare effetti di chiaroscuro.
Natura della confraternita
La sopravvivenza delle confraternite dei Comacini si fonda sull'ipotesiQuesta ipotesi della tradizione ininterrotta a partire dal tardo periodo romano fu proposta da Giovanni Teresio Rivoira in Origini dell'architettura Lombarda, Roma, 1901, vol.1 ed è stata incorporata nel contesto della Massoneria. che i segreti romani della costruzione in muratura non si siano mai estinti completamente in Italia, ma siano stati tramandati da confraternite di costruttori, le quali si presume facessero parte dei numerosi collegia documentati in cui gli artigiani si univano per mutua protezione, banchetti fraterni ed eventuale supporto delle loro vedove in tutto l'Impero romano. Tali associazioni talvolta venivano celebrate come custodi degli arcana o dei "misteri" della loro arte. Ciascuna confraternita era composta da soli uomini, residenti in una singola località, e si componeva di membri di un unico mestiere o di coloro che veneravano una singola divinità; erano ammessi uomini liberi, liberti e schiavi, formando un vincolo molto simile all'immagine di una città, sempre sotto l'incerta sorveglianza delle autorità ufficiali.Paul Veyne, "Confraternities" in A History of Private Life: From Pagan Rome to Byzantium (Cambridge:Belknap Press), 1987 pp 189-91. Si suppone che tali fossero i Comacini, il cui centro geografico nell'Alto Medioevo ebbe origine in Lombardia, nelle aree di Como e Pavia.
Nel Medioevo, gli artisti non erano soliti firmare le proprie opere; pertanto, per identificare l'operato di questa corporazione, gli storici analizzano i marchi di cava incisi nella pietra. In questo modo gli studiosi hanno tracciato l'influenza dei maestri comacini fino alla Svezia e alla Siria. I Massoni hanno rivendicato la propria discendenza dalle corporazioni dei Comacini.Secondo H.L. Haywood e James E. Craig, in A History of Freemasonry, i "Maestri Comacini" sono stati riportati come predecessori o "progenitori" dei Massoni (Freemasonry: "Comacini").
Note
Bibliografia
Voci correlate Duomo di Ancona Chiesa di Santa Maria della Piazza Duomo di Osimo Duomo di Monza Duomo di Modena Duomo di Jesi Duomo di Fermo Lanfranco (architetto) Maestri Campionesi Bonino da Campione Giovanni da Campione Giorgio da Como (XIII secolo) Ugo da Campione Matteo da Campione Mastro Filippo
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