Biografia Gli inizi
Figlia di Auro Fiordaliso (1929-2023), sardo di Quartu Sant'Elena, e di Carla Pozzi (1935-2020), piacentina, Marina è la prima di sei figli e inizia giovanissima a studiare pianoforte e canto, presso il conservatorio Giuseppe Nicolini di Piacenza. Esordisce all'età di 13 anni nell'orchestra "L'allegra compagnia", nella quale suo padre suona la batteria. Nel 1971, all'età di 15 anni, rimane incinta del primo figlio: allontanata dal padre, vive la gravidanza a Milano nel Villaggio della Madre e del Fanciullo di Elda Mazzocchi Scarzella, dove il figlio, Sebastiano Bianchi, nasce il 10 febbraio 1972. La carriera da cantante di Fiordaliso prosegue negli anni settanta entrando a far parte dell'orchestra spettacolo Bagutti, con la quale incide alcuni album; sua, ad esempio, è la voce solista del brano Io ho bisogno del mare (1980), title track dell'album omonimo all'interno del quale canta altri brani.
Gli anni ottanta
La vittoria a Castrocaro e i primi due Sanremo (1981-1983) Nel 1981, partecipa al Festival di Castrocaro, dove presenta la canzone Scappa via, piazzandosi al primo posto, a pari merito con Zucchero Fornaciari, autore del brano. Durante le esibizioni viene notata dal paroliere Salvatore De Pasquale (in arte Depsa), che le procura un contratto con la Durium e ne diventa il primo produttore. Il brano con cui vince Castrocaro non viene pubblicato su singolo ma è presente nella Compilation di Castrocaro '81 edita dalla Phonogram.
Nel 1982, grazie alla vittoria a Castrocaro dell’anno precedente, Marina accede di diritto al Festival di Sanremo 1982 nella sezione "Nuove proposte" e per un decennio (tranne le edizioni del 1987 e del 1990) sarà una presenza fissa della kermesse ligure.
La cantante si presenta scegliendo come nome d'arte il solo cognome, Fiordaliso, e interpreta Una sporca poesia, composta da Pinuccio Pirazzoli e Franco Fasano con testo di Depsa, che ottiene un discreto successo commerciale e radiofonico, pur non giungendo in finale. Il relativo 45 giri esce su etichetta Durium, con Il canto del cigno (composta nella parte musicale da Zucchero Fornaciari) sul lato B.
Nel 1982 partecipa a Un disco per l'estate di Saint-Vincent con la canzone Maschera/Il mago non c'è composta da Depsa e Pirazzoli.
Nel 1983 partecipa, con maggiore fortuna, per la seconda volta al Festival di Sanremo con il brano Oramai, scritto ancora da Depsa, stavolta insieme ad Angelo Valsiglio e Claudio Daiano, classificandosi al 6º posto e ottenendo il premio della critica sezione Nuove proposte. Il brano ottiene un buon successo radiofonico e commerciale.
Dopo il Festival, Gianni Morandi la sceglie come supporter per il suo nuovo tour. Oltre a Oramai, presenta un nuovo brano Favola triste scritto per lei da Pirazzoli-Depsa (ma inciso qualche mese dopo da Silvia Conti), e duetta con Morandi, accompagnata dal gruppo sardo del Coro degli Angeli, nei brani: In bicicletta di Riccardo Cocciante, Poster di Claudio Baglioni e La compagnia di Lucio Battisti.
Nell'autunno del 1983, terminata la collaborazione con Depsa, passa sotto la produzione del paroliere Luigi Albertelli e del compositore Enzo Malepasso, suo compagno all'epoca. Frutto di tale collaborazione è il suo primo album in studio, intitolato semplicemente Fiordaliso. Il disco contiene sei brani scritti dalla coppia Albertelli-Malepasso e quattro pezzi musicati da Flavio Premoli e Giangilberto Monti (Il miele e il vento), Enrico Riccardi (Fare l'amore), Gianni Farè & Andy Surdi (Credo in me), Flaviano Cuffari & Gigi Belloni (Ananas) su testi di Albertelli.
La consacrazione con Non voglio mica la luna (1984)
Nel 1984 Fiordaliso partecipa, per la terza volta consecutiva, al Festival di Sanremo, raggiungendo l'apice del suo percorso sul palcoscenico dell'Ariston con Non voglio mica la luna, il suo più grande successo in assoluto, scritto per lei da Zucchero Fornaciari ed Enzo Malepasso su testo di Luigi Albertelli, con il quale si classifica al 5º posto nella categoria «Campioni» (prima tra le donne) raggiungendo i vertici delle classifiche in Italia, Spagna e America Latina.
Visto il grosso successo commerciale del singolo, per l'occasione viene ristampato anche il primo omonimo album, con l'aggiunta del brano sanremese, da cui il long playing prende il nuovo titolo: Non voglio mica la luna, raggiungendo buoni risultati di vendita. La versione internazionale dell'album, destinata alla Spagna e all'America Latina, è intitolata Yo no te pido la luna e contiene brani in italiano e adattamenti in spagnolo, riscuotendo un ottimo risultato di vendite.
Non voglio mica la luna diventa popolare anche in Germania, Svizzera, Francia e in tutti i paesi nell'Europa dell'Est, dove viene stampato con una singola edizione.
All'inizio dell'estate, sull'onda del successo sanremese, esce dapprima un nuovo singolo Li-be-llu-la/Terzinato, con il quale partecipa al Festival di Saint Vincent, e subito dopo un Q Disc, intitolato Discoquattro, contenente quattro brani: Piña tropical (cantato in spagnolo), un duetto con Enzo Malepasso dal titolo Parliamo, Fare l'amore e Li-be-llu-la. Quest'ultimo, pur non arrivando in vetta alla hit-parade come il singolo sanremese, raggiunge tuttavia un buon successo di vendite e radiofonico.
In autunno Fiordaliso duetta nel brano È bello dire anche ti amo di Enzo Malepasso, autore e produttore della cantante piacentina, uscito su 45 giri su etichetta Durium.
Il prosieguo degli anni 1980 Nel 1985 partecipa, per la quarta volta consecutiva, al Festival di Sanremo, con un intenso e autobiografico brano Il mio angelo, che raggiunge però un modesto successo di vendite. Il brano sanremese (molto diverso dalle atmosfere del brano dell'anno precedente e scritto appositamente per lei da Luigi Albertelli e Enzo Malepasso) è dedicato al figlio primogenito Sebastiano, che l'artista piacentina ha dato alla luce all'età di 16 anni.
Subito dopo il Festival viene pubblicato il nuovo album, A ciascuno la sua donna, nel quale interpreta 9 canzoni inedite scritte da Luigi Albertelli e Enzo Malepasso e dai cantautori Dario Baldan Bembo, Fabio Concato, Enrico Ruggeri e Zucchero Fornaciari. Inoltre reinterpreta una canzone, Sarà migliore, originariamente scritta nel 1983 per il cantante Valentino da Vasco Rossi e Lucio Quarantotto, il cui video dal vivo viene scelto come sigla TV di una trasmissione musicale di Italia 1. L'album, molto curato nella veste grafica affidata a Luciano Tallarini, ottiene un discreto successo radiofonico e di vendite.
Nella primavera dello stesso anno partecipa a Un disco per l'estate con Sola no, io non ci sto, tratto dall'album A ciascuno la sua donna. Quest'ultimo brano viene pubblicato su singolo in Spagna e America Latina con il titolo Sola no yo no se estar e riscuote anch'esso un discreto successo, sull'onda del quale viene pubblicato l'adattamento in spagnolo dell'album A ciascuno la sua donna, che per questi mercati prende il titolo Sola no, yo no se estar.
Nel 1985 esce in Messico un 45 giri Vive col quale coglie un grosso successo discografico e per il mercato nordeuropeo un 45 giri Quando dormi entrambi i brani scritti da Albertelli-Malepasso e mai pubblicati in Italia.
Al termine del tour estivo parte il suo primo tour mondiale che, oltre all'Europa, tocca il Sudamerica, Russia, Cina e Giappone. A fine tour viene pubblicato un album live dal titolo Dal vivo per il mondo, che ne celebra i momenti migliori. Oltre ai suoi successi, il nuovo lavoro contiene un medley di vari cantautori italiani, in cui l'artista mette in luce le sue ottime qualità di interprete, l'inedito in lingua inglese You know my way, e Sola no, yo no se estar, versione spagnola di Sola no, io non ci sto.
Nell'intento di imporla definitivamente, nel 1986 la Durium la fa partecipare nuovamente al Festival di Sanremo, con il brano Fatti miei. Quest'ultimo, musicato da Zucchero Fornaciari, che si firma con lo pseudonimo di Malise, ed Enzo Malepasso su testo di Luigi Albertelli viene realizzato da Michele Torpedine e arrangiato da Peppe Vessicchio. Il brano, pur di buona fattura, non riscuote significativi riscontri commerciali. Subito dopo la partecipazione al Festival, viene ristampato l'LP Dal vivo per il mondo con Fatti miei, al posto di You know my way.
Nella primavera dello stesso anno promuove e prende parte in prima persona all'album Cantando per la mamma, al quale collaborano anche Nino D'Angelo, Pupo, Fausto Leali, Giuseppe Cionfoli, Roberto Soffici e il gruppo femminile Toys for Boys. Il ricavato del disco verrà devoluto all'Istituto per ragazze madri Villaggio della madre e del Fanciullo abbandonato di Milano, presso il quale l'artista visse e diede alla luce il suo primo figlio nel 1972.
In autunno, Fiordaliso partecipa a Premiatissima '86 in coppia con Pupo, presentando La vita è molto di più. Il brano, un duetto tratto dall'omonimo album di Pupo, precedentemente scartato dalla commissione di Sanremo '86, arriva in finale e si piazza al terzo posto.
Nello stesso anno, collabora all'album del cantautore messicano Lorenzo Antonio duettando ne El idioma del amor, versione spagnola di We've got tonight di Bob Seger (portato al successo in Italia da Gianni Morandi e Amii Stewart col titolo Grazie perché); l'album in questione giunge ai primi posti delle classifiche messicane trainato dal duetto.
In Sudamerica e in Spagna escono due singoli Desde Hoy (versione spagnola di Fatti miei), e "Siento" (mai tradotto in italiano) e due LP Canta en español per la Spagna e Fiordaliso, per il Messico contenenti i due brani e adattamenti in lingua spagnola di alcuni brani tratti dalle precedenti produzioni.
Nel 1987 Fiordaliso non partecipa al Festival di Sanremo: il brano che inizialmente sembra esserle destinato, Quello che le donne non dicono, viene invece affidato all'interpretazione di Fiorella Mannoia, che ne ricaverà il suo massimo successo popolare.
«Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone gli autori della canzone, volevano affidarmela per Sanremo. Poi scelsero Fiorella Mannoia, perché, a loro avviso, dopo il successo di Non voglio mica la luna, dissero che ormai ero diventata nota e troppo identificata con un pezzo e un genere troppo commerciali.»
Esce in primavera il suo terzo album in studio, intitolato Fiordaliso, contenente dieci brani, a cui Fiordaliso partecipa, insieme a Luigi Albertelli alla scrittura dei testi di sette brani. L'album, arrangiato da Dado Parisini, curato nella veste grafica da Luciano Tallarini e prodotto da Luigi Albertelli è dedicato alla nonna, da poco scomparsa, al cui ricordo la cantante è molto legata.
Il canto dell'estate, il singolo estratto composto da Umberto Smaila e Enzo Malepasso su testo di Luigi Albertelli, viene presentato a Un disco per l'estate. Vengono, inoltre, utilizzati per la promozione i brani Vicino al cielo (adattamento di Touch of Paradise, del cantautore australiano John Farnham) e l'autobiografica I giorni dell'addio, una delle sue migliori interpretazioni.
Dopo il tour estivo, Fiordaliso intraprende un tour invernale, durante il quale si esibisce nei teatri e nei palasport di tutta Italia. In quello stesso anno, la cantante prende parte, insieme a Paolo Mengoli, a un programma radiofonico che va in onda tutte le domeniche su Radio 1.
Sempre nel 1987, vengono pubblicate due nuove raccolte destinate al mercato latino dove è molto popolare: la prima, intitolata semplicemente Fiordaliso, destinata al pubblico di lingua spagnola del mercato statunitense, e l'altra, dal titolo Otra historia de amor, esce invece in Messico.
Nel 1988, dopo la chiusura della Durium, firma un contratto con la major EMI alla quale giunge su interessamento di Toto Cutugno che diventa il suo nuovo produttore. Ne segue un cambio di immagine e di stile musicale, diverso da quello pop-rock del periodo Durium.
Fiordaliso ritorna in gara al Festival di Sanremo, dove presenta Per noi, scritto interamente da Cutugno e si classifica all'8º posto.