LAssociazione Calcio Cuneo 1905 Olmo S.S.D. a r.l., meglio nota come Cuneo, è una società calcistica italiana con sede nella città di Cuneo. Nella stagione 2024-2025 milita nel girone B dell'Eccellenza Piemonte, quinta divisione del campionato italiano di calcio.
Nata nel 2021 previo trasferimento allAssociazione Sportiva Dilettantistica Olmo (club fondato nel 1984 come Associazione Calcio La Torretta) dei diritti di simbologia e denominazione, prosegue de facto la tradizione sportiva iniziata nel 1905 con la costituzione della sezione calcistica della polisportiva Unione Sportiva Alta Italia e confluita da ultimo nel Cuneo Football Club, costituito a seguito del fallimento dellAssociazione Calcio Cuneo 1905 al termine della stagione 2018-2019.
Fatte salve le interruzioni di attività in periodo bellico e una breve affiliazione all'ULIC, dal 1914 il Cuneo ha stabilmente militato in seno alla FIGC.
Dal punto di vista storico, il Cuneo non è mai riuscito a raggiungere la Serie A oppure la Serie B a girone unico, trascorrendo gran parte della propria esistenza tra la terza serie e le divisioni dilettantistiche. Nel suo palmarès annovera uno Scudetto Serie D, categoria della quale detiene il record assoluto di partecipazioni (47), ed una vittoria nel Torneo Popolare ULIC. Risulta quindi essere il sodalizio più blasonato della provincia d'appartenenza.
Storia L’avvento del calcio a Cuneo Nel marzo 1898 la giunta comunale di Cuneo, nel quadro di un complessivo processo di ampliamento e diversificazione delle discipline ginnico-sportive insegnate nelle scuole cittadine, acquistò da una ditta inglese due palloni per il gioco del foot-ball, concedendole in uso agli scolari affinché si impratichissero al nuovo sport.
Un mese dopo, il civico Comitato di Educazione Fisica si occupò di approntare un primo campo da gioco in piazza d’Armi e di ingaggiare un allenatore proveniente da Torino, al quale vennero affidate due squadre: esse erano composte da scolari, membri del predetto Comitato e operai. In questo modo il 24 aprile si poté disputare la prima partita nella storia del calcio cuneese.
Dalla prima società alle guerre mondiali.
L'attività calcistica a Cuneo rimase ancora per qualche anno estemporanea e amatoriale: la prima vera squadra a carattere agonistico nacque nel 1905 per iniziativa dellUnione Sportiva Alta Italia, fondata un anno prima come club di ciclismo e poi rapidamente trasformatasi in polisportiva. Suoi colori sociali erano il bianco e il nero.
Nel 1914 l'Alta Italia formalizzò l'affiliazione alla FIGC, iscrivendosi alla Promozione da cui si ritirò nell’imminenza della prima guerra mondiale.
Conclusa la guerra, la società si riorganizzò: il 16 agosto 1919 le attività ripresero sotto l'originaria denominazione di Alta Italia. In tale frangente ebbe però luogo una scissione, giacché un gruppo di giocatori scelse di procedere in modo autonomo con un proprio club, per il quale venne riutilizzato il nome della Cuneese. In un primo tempo la rifondata Alta Italia scelse di affiliarsi all'Unione Libera Italiana del Calcio e il 2 luglio 1922 vinse a Milano la prima edizione del Torneo Popolare. Nel 1924 l'Alta Italia rientrò nei ranghi della FIGC.
Sempre nel 1927 la pratica sportiva cittadina venne riunificata su sollecito delle autorità fasciste: l'Alta Italia, la Cuneese e la polisportiva Vigor vennero pertanto fuse nella Polisportiva La Fedelissima Cuneese. L'esperimento ebbe però vita breve: nel giro di tre anni i debiti accumulati divennero tanto esorbitanti da spingere la Fedelissima a ritirarsi alla 17ª giornata del girone A della Seconda Divisione Nord 1929-1930.
Furono quindi nuovamente le autorità fasciste locali a farsi carico di ripianare il passivo e ricostituire il club, che venne rifondato con il nome di Cuneo Sportiva e re-iscritto alla Seconda Divisione; in tale occasione le tinte sociali vennero aggiornate sostituendo al nero il rosso, onde conformarle all'emblema araldico della città. Nel 1933 la squadra venne posta sotto l'egida dell'Opera Nazionale Dopolavoro e ciò fece da preludio a una serie di cambi di denominazione: in principio si scelse Cuneo Sportiva - O.N.D., poi rapidamente trasformata in Dopolavoro Comunale – Cuneo Sportiva (a seguito della fusione col Dopolavoro Sportivo cittadino) e infine in Dopolavoro Cuneo (a seguito dell'assemblea sociale del 19 ottobre 1934).
Già nel 1934 alla squadra fu offerta la possibilità di partecipare alla Prima Divisione, ma ciò non poté tradursi in pratica a causa dell'inadeguatezza strutturale del campo sportivo di piazza Regina Elena, che era ancora a carattere non permanente; si provvide pertanto a cantierizzare un nuovo stadio in muratura poco fuori dal centro cittadino, che venne ultimato e consegnato il 28 ottobre 1935.
Dopo alcune stagioni in Prima Divisione, nel 1938 la società (che un anno prima era ridivenuta Cuneo Sportiva) fu ammessa per la prima volta alla Serie C a completamento degli organici: per l'occasione la ragione sociale mutò in Associazione Calcio Cuneo.
Dopo alcune stagioni, nella stagione 1941-1942 il Cuneo vinse il proprio girone di Serie C con 50 punti e 93 gol fatti e 17 subiti, sopravanzando Biellese, Pro Vercelli e Asti. La promozione in Serie B venne messa in palio ai play-off contro il : dopo un pareggio all'andata per 1-1, la gara di ritorno, giocata in terra siciliana davanti a circa 10 000 spettatori, premiò i palermitani, che beneficiarono di un calcio di rigore per fissare il risultato sull'1-0. A nulla valsero le proteste del Cuneo, che lamentò la mancata concessione di due penalty a proprio favore, pagando inoltre la defezione per infortunio di alcuni dei suoi tesserati più talentuosi.
Dopo un'ulteriore annata di militanza in Serie C, gli eventi legati alla partecipazione italiana alla seconda guerra mondiale scombinarono le gerarchie calcistiche italiane, portando il Cuneo a concorrere alla Divisione Nazionale 1944 (anche noto come campionato "di guerra" dell'Alta Italia), organizzato dalla sezione settentrionale della FIGC, sottoposte al commissariamento delle autorità della Repubblica Sociale Italiana. Sebbene non pienamente riconosciuto come tale a posteriori, tale raggruppamento risultava essere de facto il massimo livello del calcio italiano. Il club biancorosso, inquadrato nel girone piemontese-ligure (insieme tra le altre a , , , , e ), si rivelò l’anello debole, terminando all’ultimo posto in classifica, con una sola vittoria e diciassette sconfitte. Di lì a poco l’inasprirsi del conflitto mondiale obbligò infine la società a interrompere completamente le attività a decorrere dal 1º giugno 1944.
Dal secondo dopoguerra all'inizio del Terzo millennio
Allorché la liberazione dell'Italia settentrionale dal nazifascismo si fece imminente, gli sportivi cuneesi ripresero l'iniziativa e il 21 gennaio 1945 si riunirono per rifondare la società, alla cui testa venne eletto un commissario straordinario. Il mese seguente venne nominato e insediato il consiglio direttivo, unitamente al nuovo presidente e a tutte le varie cariche sociali.
Dopo il 25 aprile il corpo dirigente della ricostruenda Cuneo Sportiva, d'accordo con le nuove autorità civiche, provvide a redigere un nuovo statuto sociale, poi entrato in vigore in data 29 giugno. La ripresa effettiva delle attività (non solo calcistiche) si ebbe il successivo 4 luglio. La Federcalcio, prendendo a riferimento il terzo posto ottenuto nella Serie C 1942-1943, inserì il "nuovo Cuneo" nel campionato misto di Serie B-C Alta Italia. Ancora una volta però si dovette registrare una scissione, in quanto un gruppo di soci non aveva aderito alla rifondazione e aveva costituito un club autonomo, recuperando l'antico nome di U.S. Alta Italia: lo strappo si ricucì poi nel 1948.
La categoria ottenuta non venne però mantenuta: retrocesso immediatamente, il Cuneo prese quindi parte a due edizioni della Serie C, per poi essere ulteriormente declassato nel torneo interregionale di Promozione.
Il 15 settembre 1950 il sodalizio si fuse con il concittadino Velo club O.R.A. (attivo anche nel ciclismo, nell'atletica leggera e nel pallone elastico) e mutò pertanto denominazione in Associazione Sportiva Cuneo – O.R.A.; l'incorporazione portò in dote anche la prima sponsorizzazione a beneficio del club, in quanto la società agricola O.R.A. confermò il proprio supporto ed espresse il nuovo presidente.
L'esperienza fu però di breve durata ed ebbe termine già nel 1951, con susseguente passaggio al nome Associazione Calcio Cuneo Sportiva; al termine della stagione 1951-1952 arrivò l'ascesa nella nuova IV serie, ove militò poi fino al 1956. Seguirono poi due annate nel Campionato Interregionale - Prima Categoria.
La società a stretto giro ebbe però una crisi economica che ne comportò il temporaneo commissariamento, risolto il quale si tentò di ampliare la base d'approvvigionamen3to finanziario: il 21 luglio 1959 la ragione sociale venne modificata in Cuneo Sportiva e le venne affiancata la società Finanziaria Cuneo Sportiva, che provvide a lanciare una sottoscrizione pubblica di azioni. Nel mentre il presidente della FIGC Artemio Franchi aveva concesso ai biancorossi, in quanto squadra di un capoluogo di provincia, di iscriversi alla nuova Serie D semiprofessionistica per l'annata 1959-1960.
Due anni dopo il Cuneo retrocedette in Prima Categoria, militandovi poi fino al 1963-1964; seguì poi un nuovo periodo in Serie D, concluso col penultimo posto nel campionato 1970-1971 e la discesa in Promozione (le gerarchie calcistiche italiane erano state frattanto riformate). A quel punto il consiglio d'amministrazione si dimise in blocco e la società passò in regime di autogestione, sotto la direzione dapprima del collegio sindacale, quindi - a decorrere da dicembre 1971 - da una cooperativa composta dagli stessi giocatori.
Meno di un anno dopo l'assemblea sociale del 29 luglio 1972 venne disertata dalla maggioranza assoluta dei soci, rendendo impossibile la nomina di un nuovo collegio direttivo: il collegio sindacale decise pertanto di mettere la Cuneo Sportiva in liquidazione e di svincolare i giocatori.
La tradizione sportiva biancorossa venne così rilevata da un nuovo soggetto societario, lAssociazione Calcistica Cuneo, alla quale venne accordato il permesso di ripartire dal campionato regionale di Promozione 1972-1973. La Serie D fu quindi riconquistata nel 1975, per poi essere nuovamente perduta nel luglio 1978: le difficoltà economiche costringono il Cuneo a rinunciare al semiprofessionismo e a ripartire (con un nuovo assetto azionario) dalla Promozione.
I riassetti societari si susseguirono a ritmo serrato: nel luglio 1980 il Cuneo si accordò col concittadino Football Club Olympic per addivenire alla fusione, dalla quale nacque il Cuneo Calcio '80, che già nel 1981 venne ammesso all'Interregionale (nuovo nome della Serie D) a completamento degli organici. Nel 1988-1989 i biancorossi vinsero il loro girone, ottenendo la promozione in Serie C2.
Ripristinato il nome Cuneo Sportiva, la squadra partecipò alla quarta serie professioistica per tre anni: la retrocessione nel Campionato Nazionale Dilettanti (nuovo nome dell'Interregionale) si concretizzò nel 1993, seguita nel 1995 da un ulteriore declassamento in Eccellenza, dopo che già l'anno prima la categoria era stata mantenuta previo ripescaggio; situazione questa creatasi a causa di una partenza disastrosa e tale da vedere la squadra in fondo alla classifica con allenatore Agostino Alzani, poi sostituito alla nona giornata da Luigi Cichero, che recuperò almeno la posizione per ottenere il medesimo.