Olgiate Comasco (Ulgiaa in dialetto comascoPer il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria., AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Como in Lombardia.
Il comune è situato in una posizione strategica in quanto dista solamente 10 km dal capoluogo provinciale Como, 14 km dal comune di Varese, 8 km dalla frontiera italo-svizzera Bizzarone-Novazzano e circa 45 km dal capoluogo lombardo Milano.
Al suo settentrione si sviluppa un'area geografica al quale è legato etimologicamente, l'Alto Olgiatese, una zona collinare-pedemontana prealpina di transizione tra la Pianura Padana e le Prealpi ed Alpi.
Origini del nome
Sulla prima parte del toponimo (olgi-, pronunciato [uldʒ-] in lombardo) non sono mancate ipotesi che lo riconducessero a qualche raro nome latino, proprio (*Ulvius/Ulbius) o comune (olla = sorta di contenitore). In realtà, alla luce delle conoscenze odierne, è di chiara origine celtica: olca, infatti, in gallico significa "terreno arabile o arato" ed è utilizzato anche da san Gregorio di Tours con lo stesso significatoAl tema olc- segue la "i" denominale; la "g" è prodotta per ordinaria lenizione.. Questo significato piuttosto generico ne spiega la diffusione anche in altri toponimi (es. Olgiate Molgora, Olgiate Olona, Olcio e probabilmente anche, per aferesi, Alzate Brianza)R. Matasović, Etymological Dictionary of Proto-Celtic, Brill, Leiden, 2008.. La terminazione della parola (-ate in italiano, -aa in lombardo), condivisa con più di altri cento comuni lombardi, è un'antica terminazione celtica o pre-celtica utilizzata per generare un nome di luogo a partire da un nome comune.
La seconda parte del toponimo fu invece aggiunta per un Regio Decreto del 1862 e indica la posizione geografica, probabilmente per differenziare il toponimo da Olgiate Olona e Olgiate Molgora.
Storia Centro dalle origini liguri-celtiche, Olgiate iniziò a svilupparsi in epoca romana, quando il territorio era attraversato dalla via Novaria-Comum, strada romana che metteva in comunicazione i municipia di Novaria (Novara) e Comum (Como) passando per Sibrium (Castel Seprio). A questo periodo risalgono alcuni ritrovamenti archeologici avvenuti nel XIX secolo, quando tra i vari reperti furono trovate alcune ceramiche del I secolo realizzate dall'officina aretina di Marco Perennio. Una necropoli dell'età romana si sarebbe invece trovata tra le località Baiettino e Vigna dei Ronchetti..
Tra i secoli IX al XIII secolo la località è attestata come abitato di arimanni longobardi, ai quali si devono l'edificazione della chiesa di San Cassiano e la denominazione Olgeate, qui dicitur Longobardorum, appellativo che nel XVI secolo si ritrovò ancora saltuariamente nella forma "Olgiate Lombardone".
Alcuni documenti del 1215 rivelano che in età comunale Olgiate fosse dotato di un proprio podestà.
Gli annessi agli Statuti di Como del 1335 riportano "Olzate" tra i comuni che, all'interno della pieve di Uggiate, hanno l'incarico della manutenzione del tratto della stratam de Cardevio compreso tra la platea que est ad domos quondam Alberti Zanforgi e il Sassum de Cardevio. Gli stessi Statuti rivelano come Olgiate ricoprisse, per tutta la pieve, il ruolo di centro di distribuzione del sale e di sede della tesoreria (la cosiddetta "caneva"), con gli Umiliati nel ruolo di tesorieri pubblici (canevari) in una casa ancor oggi visibile all'interno dell'abitato.
A partire dal periodo Visconteo e Sforzesco del Ducato di Milano, le terre di Olgiate ospitarono residenze nobiliari di famiglie comasche quali gli Odescalchi, i Lucini, i Rovelli, i Volpi e i Raimondi.
Nel 1652, le terre di Olgiate, Somaino e Baragiola furono messe all'asta dal governo spagnolo dello Stato di Milano intenzionato a finanziare le spese militari di Filippo IV. All'asta partecipò anche la città di Como, interessata ad evitare che queste zone e altri territori delle pievi di Uggiate, Fino e Zezio finissero nelle mani di terzi che - in virtù dei diritti feudali concessi al vincitore dell'asta - avrebbero potuto sottrarre gli abitanti di tali terre all'obbligo di versare tasse alla stessa città.
Sempre inserito nella stessa pieve fino al termine del XVIII secolo, nel 1751 il comune di Olgiate era ancora soggetto a un pagamento quindicennale per la redenzione con cui, nel 1652, aveva ottenuto il riscatto dall'infeudazione. Sempre nel 1751, il territorio comunale comprendeva già i cassinaggi di “Cassina della Fornace”, Bontocco, Cantalupo, “Cassina della Brugheria”, “Cassina di Castello”, “San Giorgio”, Ronsio e “Cassina del Pè”. Due anni più tardi il comune di Olgiate risulta comprendere anche la comunità di Somaino, che fino almeno al 1751 costituiva ancora un'entità comunale autonoma. Dal 1757 il territorio di Olgiate si estese anche a Baragiola, fino al 1751 comune a sé stante ma nel 1753 già aggregata a Gironico al Monte.
Durante la Repubblica Cisalpina di Napoleone Bonaparte, il comune viene per la prima identificato con la denominazione di "Olgiate Comasco" e scelto come uno dei capoluoghi distrettuali del Dipartimento dell'Olona (Legge 2 Vendemmiale dell'anno VII, 23 settembre 1798). Un successivo decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'annessione di Solbiate al comune olgiatese. Tutte le decisioni napoleoniche furono abrogate con la Restaurazione, anche se il nuovo ordinamento ruppe lo storico legame con la pieve di Uggiate per crearne uno nuovo col più moderno distretto di Appiano.
Negli anni del Risorgimento, Olgiate rappresentò una postazione strategica per le truppe di Garibaldi, il quale nel 1848 chiese ufficialmente il supporto della Deputazione Comunale locale e nel 1859 si accampò in paese per preparare la battaglia di San Fermo.
Successivamente all'unità d'Italia, il comune si chiamò "Olgiate" fino al 1862, anno in cui la denominazione venne cambiata in "Olgiate Comasco" (R.D. 14 dicembre 1862, n. 1059).
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 3 agosto 1970.
Ai tre castelli del blasone sono state affiancate due api a simboleggiare l'operosa volontà degli abitanti.
Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di bianco.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Chiesa parrocchiale dei Santi Ippolito e Cassiano
Nonostante la chiesa debba il suo aspetto attuale ad un rifacimento avvenuto negli anni 1891-1895, l'esistenza dell'edificio religioso è già attestata nel 1093, anno in cui un numeroso gruppo di arimanni decise di regalare la chiesa all'abbazia di Cluny tramite l'Abbazia di San Giovanni Battista di Vertemate. Attorno alla chiesa, allora in stile romanico, i cluniacensi costruirono un loro monastero, il quale fu attivo fino al XII secolo. Della struttura originaria sopravvivono oggi alcuni elementi dell'abside e della parte superiore della navata centrale. Tracce dell'edificio romanico si riscontrano anche in alcune decorazioni in pietra disposte lungo il fianco sinistro della chiesa.. Internamente, spiccano pitture di Luigi Morgari e, in controfacciata, un organo a canne del 1846 di Francesco Carnisi. Il campanile della chiesa è detto "del fico", per via dell'omonima pianta che vi cresceva fino al 1929.
Chiesa di San Gerardo Al XIII secolo risale la chiesa di San Gerardo, ristrutturata nel Cinquecento e attestata nella parrocchia di Olgiate nel 1788.
La chiesa divenne segno tangibile della devozione degli olgiatesi a san Gerardo dei Tintori, iniziata con un voto fatto nel 1207 e che ancor oggi prosegue con un pellegrinaggio alla tomba monzese del santo ogni 25 aprile.
Internamente, due Madonne e una Fuga in Egitto dipinti da Torildo Conconi.
Altro
Nel Medioevo, durante l'età dei comuni, sul territorio corrispondente all'odierno comune di Olgiate Comasco si contavano, oltre alla suddetta chiesa di Sant'Ippolito, quella di San Giorgio, quella di Sant'Ilario a Baragiola (demolita probabilmente verso la fine del XIX secolo) e quella Santa Maria a Somaino.
Attualmente, la chiesa di Somaino è dedicata alla Visitazione.
Architetture civili
Palazzo Volta (XVI secolo), attuale sede comunale e già proprietà dell'omonimo scienziato comasco. Villa Camilla, già proprietà della famiglia Camozzi in periodo risorgimentale. Commissionata dalla famiglia Lucini-Passalacqua a Gioacchino Crivelli, la villa ristrutturata a inizio Novecento, periodo in cui ospitò il cardinale Andrea Carlo Ferrari. Villa Peduzzi, già Scalini per via del suo primo proprietario (Gaetano Scalini), fu costruita nella seconda metà dell'Ottocento in stile neoclassico. Nel secondo decennio del Novecento, l'edificio fu ristrutturato secondo uno stile eclettico. Villa Roncoroni, realizzata a inizio Novecento in stile liberty. Villa Terragni (inizi XX secolo). Palazzo Bulgheroni (nel centro storico), antica residenza dei Giovio, oggetto di una ristrutturazione avvenuta nel 1878.
Società Evoluzione demografica Demografia pre-unitaria
1751: 910 abitanti a Olgiate, 40 a Somaino e 57 a Baragiola 1771: abitanti 1799: abitanti 1805: abitanti 1809: abitanti (dopo la temporanea annessione di Solbiate) 1853: abitanti
Demografia post-unitaria
Cucina Tipico di Olgiate è il Matoch, dolce a forma di ciambella che risale le sue origini a un presunto miracolo del 1207 attribuito a San Gerardo.
Geografia antropica
Quartieri Il centro abitato di Olgiate Comasco è costituito da vari quartieri, posti intorno al centro storico, che hanno come origine alcune cascine. Attorno a esse, con il boom edilizio degli anni sessanta, la campagna è stata deturpata dalla cementificazione, che ha portato alla costituzione delle attuali aree edificate.
Frazioni
Bontocco Piccolo centro rurale nato nelle campagne a nord-est del capoluogo comunale. Lo sviluppo urbanistico della seconda metà del Novecento ha portato alla costruzione di molte case intorno alle cascine storiche poste a poche centinaia di metri dal nucleo, costituendo un unico agglomerato.
Cascina del Pè Inizialmente una singola cascina con corte situata a 1,2 km a sud-est del centro storico di Olgiate, lo sviluppo urbanistico ha visto la nascita di un nuovo paese che si estende per 0,65 kmq e conta diverse centinaia di abitanti. A nord della statale Briantea, che taglia in due il centro abitato, è situato il quartiere Montello. Altro quartiere è quello della Cappelletta, che prende il nome da una cappella ivi presente. Il paese è servito dalle scuole materna e primaria e da un grande parco pubblico.
Rongio Posto a sud del capoluogo, il centro storico è costituito da una decina di corti. Nelle vicinanze scorre la Roggia Antiga, oltre la quale si trova la zona industriale.
Somaino Il paese è situato a ovest di Olgiate, da cui dista 1,6 km, vicino alla strada statale Briantea. Vi si trovano la moderna chiesa della Visitazione, la scuola elementare e la farmacia, che servono anche il nucleo di Casletto, situato a poca distanza e noto per la sua area commerciale. A sud della statale sorgono il quartiere di Somainello e la zona industriale.
Altre località abitate Nuclei abitati: Baragiola, Boscone, Cantalupo, Casletto, Gerbo.
Economia Terra originariamente dalla vocazione agricola, nella prima metà del XX secolo Olgiate Comasco assistette a un discreto sviluppo industriale, dapprima nell'ambito della manifattura e successivamente nei settori della meccanica e della chimica.
A Olgiate Comasco hanno sede la valigeria Bric's, la Tessitura Boselli, la Tessitura Taiana Virgilio, la SISME S.p.A.
Infrastrutture e trasporti Ferrovie