Comacchio (Cmâc' in dialetto comacchieseIl dialetto di Comacchio ha un'evoluzione storica propria; non è identificabile col ferrarese solo perché Comacchio è in provincia di Ferrara.) è un comune italiano di abitanti della provincia di Ferrara in Emilia-Romagna.

Situata nel territorio del delta del Po, tra valli e lagune costiere dell’alto Adriatico, la città ebbe origine come insediamento lagunare sviluppatosi su più isole. Nel corso della storia fu un importante centro commerciale e marittimo dell’Adriatico settentrionale, legato in particolare alla navigazione interna, alla produzione del sale e alla pesca. Il centro storico conserva un sistema di canali e ponti che caratterizza l’impianto urbano originario. Il territorio comunale comprende inoltre parte delle Valli di Comacchio e i sette Lidi di Comacchio lungo la costa adriatica.

Geografia fisica Territorio

Nata come città lagunare, l'insularità di Comacchio ha avuto fine nel 1821, quando venne costruito il terrapieno stradale che la collega ad Ostellato. Nel territorio comunale sfociano nel mare adriatico due corsi d'acqua: il Migliarino a Porto Garibaldi e il Po di Volano a Lido di Volano, entrambi facenti parte dell'ex ramo deltizio del fiume Po.Sergio La Sorda, Botte Napoleonica, storia geografia e idraulica, La freccia d'oro, 2015.

Classificazione climatica: zona E, 2400 GR/G. Insieme a Goro e Codigoro rappresenta uno dei tre soli comuni costieri della regione storica d'Emilia.

Origini del nome L'etimologia del nome è incerta, probabilmente deriva dal latino commeatulus, a sua volta diminutivo del termine commeatus, nel senso di luogo di approdoG.B. Pellegrini, Toponomastica romana e preromana del Ravennate, p. 74..

Storia

Antichità Nell'Età del ferro la linea di costa si trovava a circa 5 km ad ovest del luogo dove sarebbe poi sorto il centro abitato. Il litorale non era molto distante dal sito della città etrusca di Spina. In età romana imperiale l'avanzamento della linea di costa verso est produsse un'ampia laguna. Inizialmente disabitata, fu colonizzata dagli abitanti dei dintorni come luogo di rifugio dalle pericolose incursioni dei popoli barbari. Furono colonizzate per prime tredici piccole isole (cordoni dunosi litoranei) formatesi dall'intersecarsi della foce dell'antico corso del Po col mare.

Il centro abitato vero e proprio ebbe quasi certamente origine da un castrum posto tra il VII e l'VIII secolo su un ramo terminale del delta del Po. Il cristianesimo vi si diffuse provenendo dalla vicina Ravenna. A testimonianza del periodo tardo-romano (V-VI secolo) restano i monasteri di Santa Maria in Padovetere (edificato lungo l'antico Po di Spina) e Santa Maria in Aula Regia. In seguito all'invasione longobarda, iniziata nel 568, tutti i territori circostanti il Delta del Po vennero perduti dall'Impero romano. Ma non Comacchio, che fu saldamente difesa dai Bizantini. Unico centro commerciale dell'area deltizia, Comacchio continuò a ricevere i rifornimenti di olio e spezie dalle navi provenienti da CostantinopoliHenri Pirenne, Maometto e Carlomagno , Roma-Bari, Laterza, 1984, p. 167.. In questo periodo il centro abitato si sviluppò, sia sul piano dell'urbanistica sia su quello dell'economia, come città lagunare. Nello stesso periodo fu fondata la diocesi. Il primo vescovo conosciuto di Comacchio fu Vincenzo, attestato all'inizio dell'VIII secolo.

Tra il VII e l'VIII secolo il territorio di Comacchio venne donato ai monaci di san Colombano, che vi allestirono il porto fluviale. Inoltre migliorarono lo sfruttamento delle saline, il cui prezioso prodotto era venduto in tutto il nord d'Italia. La città concluse un trattato commerciale con i Longobardi. I mercanti comacchiesi ottennero da Liutprando (712-744) un capitolare con cui era loro permesso di trasportare merci (e in particolare il sale e i prodotti d'origine orientale) lungo il corso del Po fino alla capitale del Regno longobardo, Pavia Il documento non ha data: si presume che sia stato redatto tra il 715 e il 730.. Re Liutprando sottrasse per la prima volta Comacchio ai Bizantini, facendone un possedimento diretto. Nel 755 nel 756 il re franco Pipino il Breve sconfisse i Longobardi, imponendo loro la devoluzione alla Santa Sede (Promissio Carisiaca) di diverse città, tra cui Comacchio (Seconda pace di Pavia, giugno 756).

Nei secoli dal VII al IX Comacchio dispose di una delle più potenti flotte dell'AdriaticoFrederic C. Lane, Storia di Venezia, Edizioni Einaudi, 1978, Torino, pag. 9.. Le navi di Comacchio ottennero il monopolio dei commerci padani. Si trattava di imbarcazioni lunghe mediamente 15 metri e larghe 2,70 metri, a fondo piatto e con un pescaggio di circa 80 cm. Nell'810 Carlomanno prese in prestito le navi comacchiesi per portare il suo attacco a VeneziaHenri Pirenne, op.cit. , p. 168..

Venezia non accettò la presenza di un'avversaria nella sua stessa area geograficaFrederic C. Lane, Storia di Venezia, Edizioni Einaudi, 1978, Torino, pag. 29: «L'alto Adriatico e le acque che furono sempre di importanza vitale per Venezia possono essere delimitati da una linea collegante Pola, sulla punta meridionale dell'Istria, con la città di Ravenna. Entro questo golfo di Venezia non c'era posto per più di una potenza navale».. Nell'anno 866 i veneziani occuparono Comacchio e la saccheggiarono per la prima volta. Nell'875 Venezia stessa fu minacciata dalle incursioni dei saraceni i quali, non riuscendo a prenderla, si scagliarono contro Comacchio, incendiandola.

Dal Mille ad oggi Comacchio fu assediata e conquistata dalla Serenissima per ben cinque volte nel corso dell'Alto Medioevo finché entrò nei territori controllati dagli Este a partire dal 1299. Con la devoluzione di Ferrara allo Stato Pontificio e la fine del ducato estense, nel 1598, l'intera provincia, Comacchio compresa, rientrò tra i possedimenti della Santa Sede. Papa Clemente VIII unì la città valliva al territorio nella neonata Legazione di Ferrara. Fece parte dello Stato Pontificio fino al marzo 1860, quando i territori dell'ex Legazione delle Romagne furono annessi al Regno di Sardegna per effetto dei plebisciti. Tramite decreto a firma del Presidente della Repubblica, il 30 ottobre 2024 Comacchio ottiene il titolo di Città.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone attualmente in uso sono stati concessi con DPR del 18 marzo 2024.

Il gonfalone è un drappo di bianco con la bordatura di azzurro..

Onorificenze Comacchio è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia di bronzo al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale

Fra i cittadini di Comacchio, la massima onorificenza al valor militare è stata concessa al partigiano Edgardo Fogli.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Duomo di Comacchio, intitolato a San Cassiano, risalente all'VIII secolo d.C., comprendeva, in origine, tre navate, mentre oggi ha un'unica navata con dodici cappelle laterali. Al suo fianco si erge la torre campanaria. Monastero di Santa Maria in Padovetere (nella Valle Pega) Santuario di Santa Maria in Aula Regia (X secolo) Chiesa della Madonna del Rosario Chiesa di San Giuseppe in Bosco Eliceo Chiesa dell'Immacolata Concezione della Beata Maria Vergine a Porto Garibaldi Chiesa dei Caduti o del Suffragio (1644)

Architetture civili

I ponti sono l'elemento qualificante del centro storico di Comacchio, dato che il centro abitato antico sorgeva su piccole isole collegate le une alle altre. Complesso architettonico dei Trepponti. Creato nel 1634 dall'architetto Luca Danesi, è costituito da cinque ampie scalinate (tre anteriori e due posteriori), culminanti in un piano in pietra d'Istria; è il simbolo di Comacchio; Ponte degli Sbirri, XVII secolo; Palazzo Bellini, XIX secolo, ospita la Galleria d'Arte Contemporanea, l'Archivio Storico, la biblioteca e gli uffici dell'assessorato alle istituzioni culturali; Torre dell'Orologio (risalente al Trecento); Loggia dei Mercanti o del Grano; Ospedale degli infermi, imponente architettura neoclassica del XVIII secolo, realizzata da Antonio Foschini e Gaetano Genta. Ospita dal 2017 il Museo Delta Antico, che conserva una collezione di 2000 reperti che coprono l'ampio periodo dalla Protostoria al Medioevo. Vi è esposto anche il carico di una nave commerciale di epoca imperiale riemersa nel 1981, precedentemente visibile in un museo dedicato. Al 2023, a 42 anni dal ritrovamento, il relitto risulta ancora in fase di "restauro" e "consolidamento" e la sua visione è interdetta al pubblico; Loggiato dei Cappuccini, formato da 142 archi sostenuti da altrettante colonne di marmo e lungo oltre 400 metri. Museo Remo Brindisi a Lido di Spina.

Aree naturali

Il Centro Visite del Parco del Delta del Po organizza escursioni nelle Valli di Comacchio, per mostrare le antiche pratiche di gestione della valle, pesca e marinatura delle anguille e delle acquardelle, e contrasto della pesca di frodo. All'interno della Manifattura dei Marinati sono visibili gli antichi camini, le friggitorie per le acquardelle, i locali e gli attrezzi per il trattamento e lo stoccaggio del pesce.

Società Evoluzione demografica Negli ultimi settanta anni, a partire dal 1951, la popolazione residente è aumentata del 41%.

Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2023 i residenti stranieri sono 1.330, pari al 6,13% della popolazione.

Religione Comacchio è stata sede vescovile della Chiesa cattolica dall'VIII secolo al 1986, quando è stata unita all'arcidiocesi di Ferrara nell'arcidiocesi di Ferrara-Comacchio. Il duomo di Comacchio, già cattedrale della diocesi, dal 1986 è concattedrale dell'arcidiocesi. Nel comune sono presenti undici parrocchieSan Cassiano (principale), Immacolata Concezione di Maria, Santa Maria in Aula Regia, San Carlo Borromeo, San Francesco d'Assisi, San Giacomo Apostolo, San Giovanni Bosco, San Giuseppe, San Guido, San Paolo e Santo Rosario..

Il principale luogo di devozione mariana è il santuario di Santa Maria in Aula Regia, attestato fin dal X secolo. Celebri sono le riproduzioni della Vergine, eseguite nella prima metà del XX secolo dallo scultore ferrarese Cleonte Chinarelli.

Cultura Musei Museo Delta Antico: allestito all'ex Ospedale degli infermi, espone oltre a molti altri reperti, il carico della nave romana Fortuna Maris, precedentemente esposto a Palazzo Bellini nel Museo della Nave Romana. Il relitto della nave era stato ritrovato nel 1981 nei pressi di Comacchio. In esso sono state rinvenute anfore, bicchieri, coppe e balsamari oltre ad attrezzi per la manutenzione della nave e per il commercio e oggetti per la preparazione del cibo a bordo. Museo della Manifattura dei Marinati: museo dedicato al ciclo di lavorazione di anguille e acquadelle, centro visite e stabilimento di trasformazione dei prodotti ittici locali.

Eventi

Dal 2012 si tiene il «Carnevale sull'acqua», manifestazione carnevalesca dove barche, allestite come carri allegorici da associazioni del territorio, sfilano per i canali del centro storico. Negli anni la manifestazione è cresciuta costantemente, attirando sempre più visitatori. La Festa patronale di San Cassiano è uno degli appuntamenti più sentiti e attesi dalla comunità locale, che celebra il legame profondo tra il santo e la città. Il 13 agosto, memoria di San Cassiano, si tiene la regata storica con le imbarcazioni tipiche locali, le vulicepi (8 m × 0,50 m), nate per navigare nelle valli di Comacchio. Sagra dell'Anguilla, evento che dal 1999 richiama ogni anno a Comacchio numerosi visitatori. Dal 2006 si tiene annualmente la Fiera Internazionale del birdwatching. In questa fiera si espongono le varie ricette dell'anguilla che viene pescata nelle Valli di Comacchio. «A van la Vacie» ("Arriva la Vecchia", evento durante l'Epifania dove si dà fuoco alla Befana dinanzi ai Trepponti.

Gastronomia