Beirut (AFI: ; ; ; in italiano medievale Baruti) è una città del Libano, capitale dello Stato nonché capoluogo dell'omonimo governatorato. Con abitanti nei propri confini amministrativi, è la città più popolosa del paese vicino-orientale e con la sua area metropolitana racchiude circa un decimo della popolazione libanese.
Secondo ritrovamenti archeologici l'area della moderna Beirut, sita nei pressi dell'antica Berito, sarebbe stata abitata dal Pleistocene medio anche se la città assunse una qualche importanza solo in epoca greca - divenendo nota come Laodicea di Fenicia - e romana. Essa fu successivamente contesa durante il Medioevo tra Arabi musulmani e i crociati cristiani venuti dall'Europa, venendo conquistata dagli Ottomani nel 1516. La città rimase nell'impero fino alla sua dissoluzione, passando ai francesi con il Mandato del Grande Libano. Al termine della seconda guerra mondiale la città divenne capitale del neonato Libano.
Nonostante le gravi distruzioni causate dalla guerra civile (1975-1990), Beirut è tornata a essere la principale piazza finanziaria, bancaria, assicurativa e commerciale del Vicino Oriente disponendo di importanti collegamenti con le città siriane di Aleppo e Damasco. Grazie alla sua storia cosmopolita, la città rappresenta inoltre un centro culturale e accademico di grande rilevanza ed è sede di quattro università. Essa ospita inoltre la sede della Commissione economica e sociale per l'Asia Occidentale (ESCWA) nonché diversi uffici regionali per il mondo arabo dell'Organizzazione internazionale del lavoro e dell'UNESCO.
Geografia fisica Territorio Beirut è una città costiera situata nel bacino orientale del mar Mediterraneo, ai piedi della catena montuosa che attraversa il Libano. Essa si sviluppa su una piccola penisola leggermente collinare che si estende verso ovest nel mare e sulle colline verso sud-est.
La città è attraversata da un fiume omonimo.
Clima Il clima di Beirut è essenzialmente mediterraneo con inverni corti, piuttosto miti e frequentemente piovosi, mentre le estati sono lunghe e afose. Le temperature d'inverno sono mediamente intorno ai 14 °C mentre d'estate si arriva a più di 30, con un'umidità che può superare il 70%. In montagna si può sciare.
Origini del nome Il toponimo Beirut è una trascrizione dell'arabo Bayrūt (بيروت) a sua volta derivato dal fenicio Berot/Birut (𐤁𐤓𐤕, Brt) che potrebbe corrispondere alla parola "be'rot", letteralmente "i pozzi" o "le sorgenti d'acqua". Nella prima menzione sulle lettere di Amarna la città viene attestata con il nome di Biruta, venendo ellenizzato in Bērytós () e latinizzato in Berytus.
Storia
Età antica L'area di Beirut fu intensamente abitata dal Pleistocene medio anche se le prime tracce di un insediamento vero e proprio risalgono all'età del bronzo. Come testimoniato da alcuni reperti la città, durante il Medio Regno, rientrò nell'influenza dell'Egitto, venendo menzionata per la prima volta in una tavoletta cuneiforme delle lettere di Amarna.
Durante il periodo di massima fioritura delle città-stato fenicie, Beirut rimase in una posizione di limitata importanza, all'ombra di Tiro, Sidone e Biblo.
Nel 140 a.C. la città fu distrutta nel corso nella lotta per la successione al trono seleucide tra Diodoto Trifone e Antioco VII e venne presto ricostruita secondo un modello urbanistico prettamente ellenistico con il nome di "Laodicea nella Fenicia" (Λαοδικεια ή του Φοινίκη).
Beirut acquisì crescente importanza durante il periodo romano, venendo innalzata al rango di colonia nel I secolo con il nome di Colonia Iulia Augusta Felix Berytus., , . A partire dal III secolo, la città si fregiò del privilegio di ospitare la famosa Scuola di Diritto, che rivaleggiò in fama con le scuole di Atene, Alessandria e Cesarea di Palestina e contribuì alla raccolta del materiale giurisprudenziale di diritto romano, giovandosi del lavoro di insigni giuristi come Papiniano e Ulpiano.
Nel 531, sotto il regno dell'Imperatore bizantino Giustiniano (527-565), la scuola venne scelta per contribuire all'elaborazione del Corpus iuris civilis, ma nel 551 Beirut fu sconvolta da un violento terremoto. La scuola fu spostata nella vicina Sidone e la città cadde in un lungo periodo di declino, venendo infine conquistata dalle truppe islamiche nel 635.
Nel 1110 la città fu conquistata dalle forze crociate, guidate contro la Città Santa da Baldovino I e fu annessa al regno crociato di Gerusalemme immediatamente istituito, diventando la sede di una signoria all'interno del Principato di Galilea, ma un secolo circa dopo fu ripresa da Ṣalāḥ al-Dīn ibn Ayyūb (Saladino) nel 1187, dopo la battaglia di Ḥaṭṭīn. La città fu riconquistata da Amalrico di Lusignano (in seguito re Amalrico II di Gerusalemme) nel 1194 e prosperò economicamente, in particolare sotto la reggenza di Giovanni di Ibelin detto "il vecchio signore di Beirut" (1205-1236), una delle personalità più influenti di Outremer. Fu costruita in questo periodo la chiesa di San Giovanni Battista dei Cavalieri Ospitalieri, oggi moschea al-ʿUmarī. Il periodo crociato si concluse solo il 31 luglio 1291 con la conquista mamelucca.
La dominazione ottomana
Nel 1516 Beirut viene conquistata dagli Ottomani e in questo periodo l'economia si sviluppò, soprattutto grazie alle politiche dell'Emiro Fakhr al-Dīn, che aumentò gli scambi con diverse altre città del Mediterraneo, in particolare con Venezia.Per una più estesa trattazione del periodo storico delle Crociate, anche con specifico riferimento a Beirut, si legga in:
Murray, Alan V. The Crusader Kingdom of Jerusalem: A Dynastic History, 1099-1125, Oxford, Prosopographica et genealogica, 2000. ISBN 1-900934-03-5 Runciman, Steven. Storia delle Crociate, Torino, Einaudi, 1993.
A partire dal XVIII secolo le fortune di Beirut sono contrapposte a periodi meno favorevoli. L'emiro Bashir Shihab II intraprese anch'egli politiche economiche che favorirono la città. Allo stesso tempo però, nel 1832, strinse un'alleanza con il figlio del Pascià ottomano ribelle d'Egitto Mehmet Ali, Ibrāhīm Pascià. Questo causò allarme all'interno dell'Impero ottomano e di diverse nazioni europee, in particolare del Regno Unito. Nel 1840 Beirut viene bombardata e riconquistata da una flotta composta da austriaci, britannici e turchi.
Negli anni che seguirono, la popolazione di Beirut crebbe molto per i traffici commerciali che si facevano intensi, arricchendo la città, e anche perché accolse molti profughi cristiano-maroniti che fuggirono da monti della regione dello Shuf e da Damasco dove erano stati perseguitati. Le truppe francesi, per proteggere i maroniti, entrarono in città.
Nel 1866 alcuni missionari siriani e americani fondarono il Syrian Protestant College che divenne lAmerican University of Beirut, una delle università più prestigiose di tutto il Vicino Oriente.
Allo scoppio della prima guerra mondiale Beirut era ancora una città dell'Impero ottomano e per questo motivo subì l'embargo degli alleati che afflisse molto la popolazione. Durante questo periodo molto difficile per la città (ci fu anche una grave carestia e un'epidemia di peste) i cittadini si rivoltarono contro i turchi. Coloro che scatenarono la rivolta furono però catturati e impiccati nell'odierna Piazza dei Martiri (Place des Martyrs).
L'indipendenza La fine della prima guerra mondiale comportò anche la fine della dominazione turca su Beirut, che passò sotto controllo francese nel mandato del Grande Libano che comprendeva anche la Siria.
Durante la seconda guerra mondiale, Beirut viene occupata dagli alleati che la utilizzarono come base per rifornimenti.
Dopo la guerra, nel 1946, i francesi lasciarono definitivamente il Libano, e Beirut divenne la capitale dello Stato. A partire dal 1948 Beirut accolse molti profughi ebrei cacciati dai paesi arabi, e il Libano divenne l'unico Stato arabo in cui la popolazione ebraica aumentò dopo la creazione dello Stato di Israele; nello stesso periodo giunsero nel Paese molti profughi palestinesi.
Nel 1958 Beirut viene scossa da numerosi disordini legati alla crisi libanese del 1958 e innescati dai richiami al Panarabismo del presidente egiziano Gamal Abd el-Nasser, e solo in seguito all'intervento di militari statunitensi venne ripristinato l'ordine.
Negli anni 1960 Beirut raggiunse il suo massimo sviluppo economico, divenendo il principale polo finanziario del mondo arabo e una nota meta turistica, frequentata da personaggi famosi di tutto il mondo.
Nel 1967 la guerra dei sei giorni ebbe come conseguenza in Libano l'arrivo di migliaia di profughi palestinesi, che comportando la perdita della maggioranza della popolazione cristiana maronita e quindi alterando i delicati equilibri di potere tra gruppi etnici e confessionali diversi istituzionalizzati dalla Costituzione del 1943, sarà una delle cause dello scoppio successivo della lunga guerra civile.
La guerra civile
Nei quindici anni della guerra civile in Libano tra il 1975 e il 1990 Beirut fu uno dei principali campi di battaglia, e nel corso degli anni vi fu un massiccio esodo verso l'estero della popolazione civile, tra i quali numerosi ebrei e cristiani maroniti. Teatro di numerosi scontri tra le milizie cristiane e musulmane, Beirut venne anche bombardata dall'esercito israeliano intento a distruggere le basi organizzative e operative realizzate da Yasser Arafat, presidente del comitato esecutivo dell'OLP, al tempo avente sede in città.
Finita la guerra civile, che comportò la distruzione di numerose zone della città, il Libano fu occupato dalla FAD siriana dal 1991, che avviò i progetti di ricostruzione della città con l'intento di rendere nuovamente Beirut una delle principali città del mondo arabo.
Il centro di Beirut uscì letteralmente devastato dalla guerra civile. Nel 1992 il primo ministro Rafiq Hariri, per riportare prestigio alla capitale e anche a tutto il Libano, diede vita a un'estesa opera di ricostruzione. Per fare questo venne fondata la Società libanese per lo sviluppo e la ricostruzione del quartiere centrale di Beirut, meglio conosciuta come Solidere acronimo di Societé libanaise de reconstruction.
L'attuazione del progetto non fu semplice a causa di numerosi problemi legali e critiche nei confronti del premier, accusato di possedere la maggior parte delle azioni e quindi di aver scatenato un conflitto d'interessi.
Molti accusarono Solidere di non aver rispettato i patti con gli archeologi (tutta la zona era ricchissima di reperti) e di aver dato un'impronta troppo occidentale ai palazzi ma, nonostante tutto, il centro di Beirut è una delle zone più visitate della città. Il centro di Beirut è costantemente presidiato dall'esercito, dalle forze di polizia, e da squadre di sicurezza private.Si veda in Kassir, Histoire de Beyrouth, Fayard 2003.
Gli anni 2000
Il 14 febbraio 2005 l'ex primo ministro Rafīq al-Ḥarīrī fu ucciso in un attentato insieme ad altre 22 persone; l'attentato, attribuito a forze di Hezbollah, suscitò un grande clamore che spinse migliaia di persone a scendere in piazza per protestare contro la presenza siriana in Libano in una serie di manifestazioni note come rivoluzione del Cedro, chiedendo il ritiro dal Paese delle forze militari siriane.
Nell'estate del 2006 i quartieri a sud di Beirut (a maggioranza sciita) e l'aeroporto vengono bombardati dall'esercito israeliano durante la guerra del Libano.